La determinazione! Il coraggio di affrontare qualsiasi cosa consapevole dei possibili rischi, delle paure, dei propri ostacoli a causa delle mie difficoltà!
Libertà di parola contro il potere: sospese le sanzioni a Francesca Albanese
Un tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni contro Francesca Albanese. Le parole del giudice sono destinate a restare: «Proteggere la libertà di parola è sempre nell’interesse pubblico».
Non è solo una decisione legale: è un segnale politico e morale potentissimo. La sospensione delle sanzioni rappresenta una vittoria della libertà di espressione, del diritto internazionale e del principio fondamentale secondo cui denunciare le ingiustizie non può diventare un crimine.
C’è un momento nella storia in cui il silenzio diventa complicità. E questo è uno di quei momenti. Mentre il mondo assiste alla devastazione e al genocidio in corso nella Striscia di Gaza, due figure politiche continuano a incarnare una linea di potere fondata sulla forza, sull’impunità e sulla negazione dei diritti umani: Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
Le loro politiche e alleanze hanno contribuito a consolidare una realtà che sempre più osservatori internazionali descrivono come apartheid nei Territori Palestinesi Occupati e come una catastrofe umanitaria senza precedenti.
In questo contesto, la figura di Francesca Albanese emerge con forza straordinaria. In un tempo in cui parlare può costare la carriera, la reputazione e perfino la sicurezza personale, ha scelto di non tacere. Ha scelto di chiamare le cose con il loro nome, anche quando questa verità era scomoda per i governi più potenti del mondo.
Le sanzioni contro una relatrice ONU non erano soltanto un attacco personale, ma un messaggio intimidatorio rivolto a chiunque osi criticare il potere geopolitico dominante: un tentativo di trasformare la verità in reato e la denuncia in colpa.
La decisione del tribunale statunitense segna molto più di una vittoria legale: è la conferma che la libertà di parola non è un favore concesso dal potere, ma un diritto che esiste proprio per poterlo criticare. La storia ricorda chi esercita il potere, ma onora chi trova il coraggio di sfidarlo.
Francesca, siamo con te. 🇵🇸❤️✊🏽
“Eravamo giovani ma non incoscienti, sapevamo di correre dei rischi.
Ma volevamo un’Italia diversa, libera, e non c’era altra scelta: resistere e combattere.”
Onorina Brambilla Pesce "Sandra" staffetta partigiana
L' omaggio di Milo Manara
#versoil25aprile
Se volete essere più sereni...
(e magari anche un filo più svegli)
Ascoltate un po' meno il frastuono dei TG e dei social - quel jukebox impazzito che passa sempre la Stessa canzone... solo con titoli diversi.
E aprite qualche libro in più.
Sì, lo so...
non vibra, non notifica, non urla "ULTIM'ORA!!!" ogni tre minuti.
Però - strano a dirsi -
fa pensare.
E ogni tanto...
fa pure capire.
È meno rumoroso, ma molto più pericoloso.
Leggere non vi renderà perfetti...
ma almeno un po' meno telecomandati.
E già quello, oggi, è rock.
#pensierodelgiorno #vascolive
Sandro Pertini non è stato solo un Presidente, ma la coscienza critica di un intero Paese.
In questa frase c'è tutto il suo DNA:
il rifiuto del compromesso morale e la difesa strenua delle istituzioni contro il fango della corruzione.
Un promemoria sempre attuale:
la democrazia vive finché esistono cittadini che non accettano di restare a guardare.
L'onestà non è una scelta politica, è un dovere civile.
“A tutti.
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua.
So che una lingua, quella araba, all’ultimo è diventata di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro.”
Queste sono le parole di Ghali, pubblicate poco fa su Instagram, alla vigilia della sua esibizione alla serata inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Invitare un artista e poi censurarlo è l’emblema dell’ipocrisia. Ti vogliono quando fai comodo, quando sei la “faccia diversa” da esibire come prova di inclusione, ma solo a una condizione: che tu stia zitto. Che la tua lingua madre diventi invisibile. Che il tuo pensiero non disturbi il teatrino organizzato.
Ghali ha detto una verità scomoda: si può essere italiani e, allo stesso tempo, portare con sé altre lingue, altre radici, altre prospettive. E questo non dovrebbe mai essere “di troppo”.
L’Italia è anche questo.
L’Italia è anche lui.
La pace non si può pronunciare solo in certe lingue.
E un Paese che ha paura delle parole è un Paese che ha paura della libertà.
Solidarietà piena, Ghali.
La Torre
Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali, o nevrotici: vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così senza sogni.
Pier Paolo Pasolini
Il preside di una scuola Israeliana di Tel Aviv dichiara:
"I PALESTINESI sono molto inferiori a noi, ecco perché li prendiamo a calci e schiaffi, addestriamo i cani ad azzannarli, ecco perché gli SPARIAMO".
Tutti I GENOCIDI iniziano con la disumanizzazione
#TuttiISanti
Alcuni anni fa a scuola,
la maestra di catechismo
ha chiesto ai bambini:
"Chi sono i Santi?"
Un bambino rispose:
"Sono quelli che fanno
passare la luce".
Siamo rimasti stupiti!
I Santi davvero fanno passare
la luce di Dio che continua
ad illuminare il Mondo..
@orsiniufficiale
Buongiorno, le chiedo cortesemente di rendere le sue presentazioni accessibili anche alle persone sorde con interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana) e/o con servizio di stenotipia negli schermo se disponibili. Grazie
Buona Domenica