The video, from 2014, shows people in Donbas openly telling a journalist that the Ukrainian army is not shooting at them – that it is the DNR, essentially Russian-appointed puppets, who have been shelling the cities.
Show it to anyone who continues to spread russian propaganda that “Ukrainians were bombing Donbas for eight years.”
Solidarietà a @Ivan_Grieco per l’aggressione squadrista subita da esponenti di Futuro Nazionale.
Vannacci ha paura di rispondere ad alcune domande perché la sua vicinanza al Cremlino non può essere cancellata , nemmeno dalla sua tracotante retorica.
#vannaccirispondi
Io mi sento molto male, perché noi giornalisti abbiamo aspettato giorni e giorni prima di poter entrare a Bucha perché era occupata dai russi. Chi provo a entrare bella vicina Irpin - come Brent Renaud - fu ucciso. Appena le truppe della federazione russa si sono ritirate, siamo entrati immediatamente. E la mia vita è cambiata dopo aver visto quello che ho visto. I numeri di persone a cui è stato sparato alle spalle mentre stava cercando di lasciare la città sono troppo alti perché si possa anche solo immaginare una finzione.
🚨 CORTOCIRCUITO TOTALE
Donbass Italia (logo in alto a sx) pubblica un video celebrativo ma l'autogol è per tutto il network della propaganda in Italia.
Ecco l'ammissione ufficiale: organizzatori, promotori, ospiti delle proiezioni RT sono un "arma strategica della Russia".
Un deputato M5S, tale Pellegrini (che sta pure nel Copasir), pubblica una foto falsa di Meloni che si fa un selfie con Trump.
Che strano, un Movimento che non ha mai fatto operazioni di disinformation e campagne di fango ibride, che non ha mai usato gli sciami di account fake
@silupescu Il settore turistico italiano ha venerato ed imitato questa gentaglia per vent'anni. Vanno in giro per il mondo a fare i presuntuosi con i soldi che hanno strappato alle babushke con una pensione di 200€. Che disgusto, per loro e per noi stessi.
Per il miliardario russo Tinkoff -rifugiato a Forte dei Marmi in quanto perseguitato da Putin- una bottiglia di vino da 200 euro fa schifo:
"Perché dovrei introdurre nel mio corpo chissà cosa? Una buona bottiglia di vino va dai 500 euro in su".
Domani alla Conad faccio un macello
«L'estrema destra occidentale vive in una rappresentazione illusoria della Russia come Paese dei valori tradizionali».
— la politologa Ekaterina Shulmann
«La Federazione Russa è un Paese di valori individualisti e consumistici. È il Paese dei divorzi, degli aborti e degli assegni di mantenimento non pagati.
È un Paese in cui circa 8 matrimoni su 10 si sciolgono entro i successivi 5-7 anni.
È un Paese che continua ad attirare migranti e a concedere loro la cittadinanza.
È un Paese secolare, con una religiosità in diminuzione, una partecipazione sempre più bassa alle funzioni religiose e un rispetto sempre minore delle pratiche confessionali, soprattutto tra i cristiani e le varie denominazioni cristiane.
Se c'è qualcuno che continua a osservare con costanza le pratiche religiose, si tratta più dei musulmani che dei cristiani.
In altre parole, la Russia rappresenta quasi l'opposto dell'ideale immaginato da molti movimenti dell'estrema destra europea e americana. Solo che loro non sembrano essersene accorti».
Nebenzya: "So, this is the difference between - I mean, I'm not saying that the war is a good thing, I'm not enjoying it - but I mean, in this kind of hostilities, yes, there are civilian victims, but the difference is that we never go after civilians deliberately."
In reality, Russia is waging war specifically against the civilian population of Ukraine - by shelling peaceful cities, destroying critical infrastructure, and trying to make Ukrainian cities uninhabitable.
Many towns and cities have simply ceased to exist. Bakhmut, Marinka, Avdiivka, Volnovakha, Soledar, Vuhledar, Chasiv Yar, Toretsk and many others that Russia is destroying right now.
This is genocide of the Ukrainian people.
Il Ministero degli Esteri russo ha annunciato “attacchi sistematici” contro Kiev e ha invitato gli stranieri a lasciare la città. In una dichiarazione ufficiale, il ministero ha accusato la parte ucraina di “uccidere bambini” in seguito all’attacco contro un college a Starobilsk.
Ma chi sarebbero questi “bambini”, se secondo le liste ufficiali pubblicate il più giovane dei morti aveva 19 anni? Va bene, mettiamo pure da parte questo dettaglio. Ok sono bambini.
Allora perché il governo di Putin manda in guerra i propri “bambini”? Perché recluta studenti, assegna quote agli istituti scolastici e universitari, costringe coscritti a firmare contratti con pressioni, inganni e perfino torture? Perché l’età per il servizio militare è stata abbassata a 18 anni, se a 18 anni sarebbero ancora “bambini”? E perché sono stati eliminati i limiti minimi per firmare un contratto militare, permettendo di arruolarsi il giorno stesso della maggiore età?
E soprattutto: in questa guerra sono già morti migliaia di ragazzi russi di 18 e 19 anni che hanno firmato “volontariamente” un contratto solo perché nelle loro piccole città o nei villaggi da cui provengono non esistono lavoro, prospettive o futuro.
Questi bambini russi al Cremlino non fanno pena?
La logica sembra essere questa: uccidere giovani russi è consentito soltanto al Cremlino. Una sorta di monopolio statale sulla morte dei propri ragazzi, che il potere non intende condividere con nessuno.
I criminali russi da ieri hanno lanciato più di 1560 droni, e un certo numero di missili balistici, su Kyiv. Cercano deliberatamente la strage di civili ancora una volta, mentre l’Italia fa il “padiglione Russia” alla Biennale di Venezia
The greatest threat to the transatlantic community are not its external enemies, but the ongoing disintegration of our alliance. We must all do what it takes to reverse this disastrous trend.
Trump says anyone running for president should take a cognitive exam because you could end being stuck with a moron for years.
“I mean, you get a guy who gets in there, he's got a good line of crap. He gets in and all of a sudden you're stuck with a man who's a moron”
Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne sono assolutamente inaccettabili.
La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana — contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale.
Siamo sinceramente grati al Governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro.
La violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione. Questo non deve ripetersi.
“La democrazia italiana è forte, non si fa battere da nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati. E chiaro che negli ultimi venti anni la Russia ha effettuato una sistematica opera di corruzione negli affari, stampa e politica in molti paesi Ue e negli Usa”
Mario Draghi.
Ieri mi sono ritrovato a scrivere il secondo post in pochi giorni sulle dichiarazioni pro-Gazprom di Chiara Appendino e forse è bene ricordare che non si tratta di un nuovo casuale incidente di percorso e che l’ex sindaca di Torino, oggi deputata del M5S, non è una piazzista minore del “mondo russo”.
Al contrario, l’amore di Chiara per la Russia non è un flirt dell’ultima ora nato sotto i rincari delle bollette, ma una relazione profonda, coltivata nei salotti che contano e benedetta da amicizie che definire "particolari" è un eufemismo.
Particolarmente indicativo è il viaggio che nel 2017, a un anno dalla sua elezione alla guida del capoluogo piemontese, Appendino compie a San Pietroburgo dopo aver fatto approvare il rinnovo del patto di amicizia tra le due città. Una trasferta non proprio occasionale dal momento che in quel contesto incontrò il governatore Georgy Poltavchenko. Quelle strette di mano portarono proprio la sindaca sei mesi dopo, direttamente sul palco del Forum Economico che si svolge nella città di Putin (uno degli eventi più importanti in assoluto in Russia). Ufficialmente la missione era prettamente commerciale, per favorire accordi in favore del tessuto imprenditoriale locale in crisi, ma l’affinità di vedute era tale che il futuro Sindaco Stefano Lo Russo, allora all’opposizione accusò la prima cittadina di avere posizioni indistinguibili da quelle della Lega (non a caso stava nascendo il governo giallo-verde). Un segnale ancora più grave lo si ebbe nel dicembre 2018, quando la maggioranza 5Stelle bocciò una mozione che chiedeva alla Sindaca di prendere posizione contro la repressione LGBT in Russia, mozione che fu poi approvata solo dopo una sollevazione popolare ed il boicottaggio del Torino Pride. Già all’epoca era chiaro che il Movimento aveva assai più a cuore l’urgenza di fare affari coi dittatori che la tutela dei diritti.
Ma se si vuole capire dove nasce il cuore politico di questa fascinazione, si deve dimenticare per un attimo Palazzo Civico per spostarsi a Verona. È lì, tra i marmi del Forum Economico Eurasiatico, che l’ex Sindaca ha sfilato come relatrice fissa per anni. Non era solo business, bulloni e automotive. A Verona, la prima cittadina trasfertista divideva il palco con Igor Sechin, lo zar del colosso petrolifero russo Rosneft, ospite di “Conoscere Eurasia”, la creatura di Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia, punto di riferimento dell’imprenditoria che voleva continuare a fare affari con Mosca in un regime di crescenti sanzioni e finanziatore di eventi quali il 4° seminario italo-russo, ospitato proprio a Torino subito dopo la prima visita di Appendino a San Pietroburgo.
Il termine “Eurasia”, a chi non è digiuno di Russia, avrà di certo suscitato un brivido. Perché nei corridoi veronesi, l'idillio economico del Forum serviva effettivamente da copertura a una piattaforma ideologica ben più inquietante. Quella del multipolarismo, caro all’eurasiatista fascista e suprematista Aleksandr Dugin, che sogna la fine dell'Occidente "corrotto" e l'ascesa di un blocco eurasiatico a guida russa. Mentre Chiara chiedeva con forza lo stop alle sanzioni (già nel 2018), stava di fatto offrendo una sponda istituzionale a chi voleva scardinare l'asse atlantico. E non sorprende che in quegli anni Torino fosse una delle battute di caccia preferite del leghista Gianluca Savoini, balzato agli onori delle cronache per il caso Metropol, l’affare poi sfumato che doveva chiudersi a Mosca con una società dell’oligarca russo Malofeev, grande finanziatore delle attività separatiste del Donbas nel 2014 e sostenitore anche in Italia di vari gruppi pro-famiglia tradizionale.
Dunque, nonostante Appendino si ammanti oggi di semplice pragmatismo populista, la storia in realtà dice che dietro la facciata della "difesa dei cittadini" si nasconde la complicità di fatto con un progetto politico osceno dal quale non solo non ha mai preso le distanze, ma al quale offriva persino legittimazione istituzionale con la sua presenza. La domanda, ora come allora, è se con le uscite di questi giorni stia parlando agli italiani o mandando un segnale a chi, a Mosca, l’ha sempre accolta a braccia aperte nei salotti che contano.
🚨Newly elected Hungarian PM Péter Magyar appeared on the state broadcaster for the first time in over 15 months — and firmly pushed back against the anchor
Magyar: “Before we begin, let me point out how unusual this is. The last time I was invited onto public media was more than a year and a half ago.
It took an unprecedented mandate from over 3.3 million Hungarians for the leader of the strongest party to finally be allowed back on air. We will immediately suspend this lying news service.
After forming the government, one of our first steps will be to shut down this factory of lies and build a truly independent public broadcaster — one where the opposition also has a voice.”
This disgrace, which is rightly making headlines around the world, would not have been possible in any other EU country.
Many people have asked me recently: how is it possible that in Italy an illegal network, recognized as being at the service of the Kremlin and therefore banned across the EU, can openly hold its “festival” in Bologna?
The responsibilities are many and widespread:
* there is certainly the very serious responsibility of the Italian government, which has still not adopted a national measure to implement EU sanctions suspending the broadcasting of Russia Today and Sputnik (EU Regulation 833/2014 and subsequent amendments);
* there are also the responsibilities of opposition political forces, which fall silent on these issues, or are even openly aligned with pro-Putin narratives, as in the case of the Five Star Movement. It is particularly painful and difficult for me to understand, but the facts show that, especially within my own “camp,” I am alone in fighting against the Kremlin’s hybrid warfare;
* and there is also the equally serious responsibility of the Italian information ecosystem: if TV programs and public forums continue to host figures like D’Orsi and Lorusso alongside the disgraceful company of Kremlin propagandists and Italian proxies, claiming it is right to hear their voices in the name of a misunderstood idea of freedom of expression (which has never meant the freedom to side intellectually with a hostile country or to justify criminal regimes), then we should not be surprised if Russia Today ends up in our homes.
Italy is full of holes, due to the serious and specific responsibility of many, at all levels. I hope that finding Russia Today in Bologna will mark the beginning of a necessary and overdue reaction, before it is truly too late.
For my part, I will continue to fight to be a barrier, and to prevent with all my strength the attempt at cognitive manipulation carried out by Putin from producing further dangerous effects in Italy.