Una bella lezione di maturità da parte di ALICE CAMPAGNA impartita a Lucianina Littizzetto e a Ruffini dopo le loro dichiarazioni molto discutibili sul presidente GIORGIA MELONI.
@GiorgiaMeloni@FratellidItalia
A differenza di altri monologhi posticci e moralisti, quello di Fabio #Ferrari andato in onda nella trasmissione #FiloRosso di @RaiTre, appare genuino, verace, lungi dall’ipocrisia melensa che viene diffusa da altri programmi di parte che veicolano falsità a beneficio dei propri fans.
[grazie a @strange_days_82]
La Nazionale Italiana non esiste più,i calciatori italiani non esistono più,forse anche nel calcio un tetto massimo di presenze straniere andrebbe considerato.
Max Del Papa si cucina la Lady Gaza su Vogue 👇
Se Francesca Albanese posa per copertine patinate indossando abiti che i Pro Pal... boicottano
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Mossa elettorale?...poco mi importa,bugia per bugia,preferisco quella del balzello in meno che quella del terrorista fatto passare per "povero laureato depresso"!!!!!!!!!
Ok, lei è contro il capitalismo, va bene.
Ma la produttività non c’entra col capitalismo: anche se fossimo in un’economia sovietica (quella che evidentemente le piace tanto), aumentare la capacità di produrre per un dato input di lavoro e di capitale è l’unica cosa che nel lungo periodo garantisce la crescita, l’occupazione, il benessere, e soprattutto di avere risorse fiscali da distribuire.
Distribuire, ad esempio, sussidiando film (che spesso non vede nessuno) di ricchi artisti annoiati e vestiti Prada.
Di destra da sempre, laurea a Padova, 3 master, iscritto ad un albo professionale, 3 lingue parlate e scritte, patente nautica senza limiti, brevetto volo, brevetto sub Master, considero Bonaccini uno che non sa fare i conti con chi lo ascolta.
Ma cosa sta succedendo?
Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene?
Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma.
Faccio politica da una vita: non è questo il problema.
Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia.
Ma nessuno - e ripeto NESSUNO - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori.
Ho avuto la fortuna di ascoltarlo tante volte dal vivo e nel 2003 ho avuto l’onore, da consigliere comunale a Milano, di contribuire all’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla sua memoria. Quando passo da Genova per lavoro, cerco di trovare il tempo di portare una preghiera a Staglieno.
Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai.
So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce.
Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione.
Sapete però cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee “giuste”?
In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta?
No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi.
Parliamoci.
Discutiamo, persino litighiamo.
Proviamo a convincerci. Senza andare oltre.
Perché in democrazia l’avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella.
Lunga vita al libero suonatore Jones a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti.
Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso.
Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali.
Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un’organizzazione che ha tra le proprie ragioni d’essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori.
Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo.
1990 Franco Baresi, contro il divieto espresso dalle infami autorità belghe, depone una corona di 39 rose rosse sotto la curva z per ricordare le vittime dell'Heysel (lode anche a Paolo Taveggia che lo accompagnò). La domenica dopo striscione juventino:"Baresi 39 grazie". Rip
Ci sono persone che, con il loro talento, entrano nella storia. E altre che, con la loro umanità, vi restano per sempre. Franco Baresi è stato entrambe le cose. Classe, stile, leadership e rispetto dentro e fuori dal campo. Un esempio per generazioni di calciatori e tifosi, amato e stimato da tutti gli appassionati di calcio. Il suo ricordo vivrà per sempre. Juventus Football Club si stringe attorno alla famiglia Baresi e ad @acmilan in questo momento di profondo dolore.