Paolo Bertolucci sulla @Gazzetta_it: “È difficile chiedere di più a Flavio Cobolli. L’aver raggiunto la finale del Roland Garros è già di per sé un traguardo di livello assoluto. Al di là del risultato, la cosa importante è che nel corso degli ultimi due anni — lo abbiamo notato ancora di più in questo torneo — sembra che il retaggio giovanile, quel tennis tutto istinto, dotato di poca lucidità se non a tratti, con fiammate improvvise è stato, almeno in parte, messo in un angolo. Il nostro Flavio, adesso, è un giocatore di livello. I cinque set che ha disputato contro il numero 3 del mondo lo certificano. C’erano pochi dubbi sul fatto che la partenza della finale lo avrebbe visto contratto, emozionato. In più ci si sono messi anche i quattro giorni senza partite, che non lo hanno certo aiutato. Poi però è stato bravissimo a riprendere in mano la partita all’inizio del secondo set e ha giocato tre set micidiali. Con tanto cuore, tanta corsa, dei colpi, alcuni errori dovuti a una perdita di lucidità in certi momenti. E quando ha recuperato il quarto set, abbiamo sperato in un quinto set con partenza alla pari, magari con Zverev un po’ stanco, così da pareggiare la maggiore esperienza del tedesco in questi frangenti. Invece Cobolli è stato completamente abbandonato dal servizio. E dire che quando la gamba comincia a girare meno, quando il riflesso è un pochino appannato, proprio il servizio diventa un’arma quasi basilare, perché ti permette punti gratis con poca concentrazione e poca fatica. Purtroppo non è avvenuto, è andato sotto subito e pur provando una reazione, più emotiva che altro, alla fine ha ceduto. Ha vinto il giocatore più forte, quello che inseguiva questo titolo da una vita, quello che con l’uscita di Sinner era diventato il logico favorito. Dallo stadio di Parigi, però, esce un Cobolli con una maturità superiore e con la convinzione forte delle proprie qualità. Aveva meno esperienza di altri giocatori, ma questo torneo probabilmente lo fa sedere a una sorta di tavolo di élite. La prossima volta che entrerà in uno spogliatoio sarà visto in un’altra maniera, con più rispetto e con un po’ di paura”.
@TheSinnersDrea1 Dovranno preoccuparsi di Cobolli, Arnaldi, forse Betterrini e poi anche di Mensik, Fonseca, Cerundolo... Una nuova onda di tennisti forti è alle porte.