Io nel 2026 mi chiedo ancora una cosa: il senso di scrivere a raffica auguri su chat di gruppo scuola/sport/varie dei figli, aperte solo perché si è obbligati, dove se potessimo ci manderemmo affanculo dopo 30 secondi netti qual è?
Ed eccomi qui, ad attendere la secondogenita 8enne fuori dal ristorante dopo la pizzata con la pallavolo.
Ed è solo la prima di una lunga serie di ritiri in pigiama sotto il giubbino.
Facciamocene una ragione.
Questa cosa che esattamente un anno fa avevo le chiappe al sole in crociera mentre ora rincorro le vacanze natalizie tra un’influenza e un virus è devastante.
La mattina inizia con lasciare dal veterinario il mio fedele amico 🐶 per un delicato intervento.
Sarà una lunga giornata…e quanto è difficile spiegare l’umore nero e il magone che mi accompagnerà a chi non conosce l’amore di e per un cane.
Mi basterebbe essere sufficientemente ricca da comprarmi una tuta di cachemire da 5000 euro senza sentirmi in colpa fino alla fine dei miei giorni.
Non chiedo molto.
È quando smetti di esserci sempre, di rincorrere e di accomodare gli altri che capisci per chi sei realmente importante e per chi invece fai solo comodo e di tempo da perdere a 40 anni non ne hai più.
@alemi1715 Soffro di emicrania praticamente da sempre e spesso commetto lo stesso errore, forse per pigrizia, forse perché sono ancora convinta che il sonno lo faccia passare. E invece no, dormo di merda e il mattino dopo sto peggio il doppio. Sapevi che la chiamano “emicrania del suicidio?
In ritardo, sotto la neve, mi fiondo nel primo supermercato per il pranzo al lavoro.
Avrei potuto sfondarmi di pizza, patatine o focacce varie e invece no, signori, mi meraviglio di me stessa.