Quella di Icilio Baccich è famiglia fiumana di irredentisti. Anche i fratelli Iti e Ipparco si arruolano volontari in Italia, quest'ultimo morendo in guerra. E Icilio, nonostante cariche politiche,fu esiliato dalle autorità ungheresi per le sue idee 2/2 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Icilio Baccich: altro Legionario di Fiume con storia simile a Riccardo Gigante. Nato a Sussak, il sobborgo di Fiume in prevalenza croato, e vicesindaco di Fiume nel 1910. Irredentista, anche lui in guerra si arruola volontario nell'esercito italiano 1/2 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Vinta la guerra, Riccardo Gigante torna a Fiume. Parte attiva del Consiglio Nazionale di Fiume, e fervente attivista dell'annessione della sua città all'Italia. Opposto all'altro fiumano Riccardo (Zanella), che invece spinge per l'autonomia di Fiume 3/3 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Riccardo Gigante. Valore in guerra: nel 1916 promosso tenente per meriti di guerra;anche gli Inglesi gli conferiscono la "military cross" per servizi resi all'artiglieria britannica. Su lui pende condanna a morte per alto tradimento dagli Austriaci 2/3 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Diversa la storia di Riccardo Gigante, irredentista e Legionario di Fiume. Fiumano e gravemente affetto da artrite: fu scartato dagli austro-ungarici alla leva. Ciononostante nel 1915 passa il confine e insiste a arruolarsi come volontario in Italia 1/3 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
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Padre Reginaldo Giuliani, frate domenicano di 32 anni. Adorato dagli Arditi: così come nei campi di guerra, non li abbandona nel momenti più critici e si conferma loro guida spirituale. 2/2 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Tra i Legionari di Fiume c'è anche padre Reginaldo Giuliani. In guerra sull'Isonzo e Piave, fu cappellano degli Arditi. Al petto varie medaglie al valor militare per abnegazione, ardore anche nel guidare i nostri, carità ai feriti italiani e nemici. 1/2 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Una foto dei 30 ufficiali, inclusi i 7 Giurati da cui iniziò tutto, che presero parte alla Marcia di Ronchi. Tra questi: Adami, Ranci, Benagli, Keller, Testoni, Beltrami, Frassetto, Sovera, Reina, Grandjacquet, Rusconi #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Altri sono più rivoluzionari. Come l'Ardito istriano Ercole Miani e l'Ardito romagnolo Tommaso Beltrami, che presero con la forza i carri a Palmanova. Per Reina, più che ufficiali pluridecorati, questi compagni sembrano banditi (dal libro @Disobbedisco) #Fiume1919#ImpresaDiFiume
E' un gruppo di persone eterogenee quello che prende parte all'Impresa di Fiume. Ci sono patrioti e militari che, anche se disertori, son leali alle istituzioni: tra questi i 7 Giurati di Ronchi e Carlo Reina (foto), monarchico e maggiore dei Granatieri #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Nicolina Fabris, ribattezzata la "mamma dei Granatieri": è lei che ha protetto i nostri a Fiume mentre pensavano alla ribellione. Questa foto celebrativa dice tutto: Nicolina Fabris tra gli ufficiali del 2° Granatieri della Marcia di Ronchi 2/2 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Le donne di Fiume. Non solo amanti: donne emancipate che danno man forte alla causa italiana. Come la 60enne Nicolina Fabris. In guerra ha nascosto italiani in fuga dalle prigioni austriache; a Fiume è di gran aiuto ai futuri 7 Giurati di Ronchi 1/2 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Il lato romantico, ma non meno importante, dell'Impresa. Giovanni Comisso, tenente delle truppe interalleate,che si è ora unito ai Legionari di D'Annunzio, dirà: «La rivoluzione? Fu fatta dalle donne Fiumane, che si son viste tornare i loro Granatieri!» #Fiume1919#ImpresaDiFiume
13 Settembre. Comando di Fiume d'Italia. Secondo bollettino ufficiale: «L'Italia è a Fiume per valore dei legionarii e per opera dei fiumani». Si riassumono gli eventi di ieri: l'attesa a Fiume, l'incontro D'Annunzio - Pittaluga, l'ingresso trionfale. #Fiume1919#ImpresaDiFiume
Un pensiero rivoluzionario comincia ad affiorare. Finora si è sempre parlato di annettere Fiume all'Italia, e i codardi politicanti italiani l'avevano persa. E se invece si parlasse ora di annettere l'Italia a Fiume, e dare all'Italia nuova energia? 3/3 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
D'Annunzio spregia i politici italiani: «Vittorio Emanuele Orlando diceva "L'Italia conosce la fame, ma non conosce il disonore". Ciarlone! L'Italia ha conosciuto il disonore,e senza rossore,senza rivolta». D'Annunzio sta pensando ai prossimi passi? 2/3 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
D'Annunzio:«Il nemico è penetrato nell'intima carne d'Italia;perché l'Italia non è in quelli che di lei vivono trafficandola e falsandola senza pudore,ma in quelli che per lei sola vivono e per lei sola patiscono e per lei sola sono pronti a morire» 1/3 #Fiume1919#ImpresaDiFiume
12 Settembre. Comando di Fiume d'Italia. Primo bollettino ufficiale: "Italia o morte!" a firma di Gabriele D'Annunzio. Col motto dantesco "Cosa fatta capo ha": l'Impresa è compiuta, non può essere più disfatta. In beffa ai pavidi politicanti italiani #Fiume1919#ImpresaDiFiume