FIRMA QUI LA PROPOSTA DI LEGGE 👉
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🗣️Cristiano Zagatti, coordinatore Area Stato Sociale della #Cgil: “Oggi il governo vorrebbe addirittura immaginare solo dei grandi super ospedali per poche regioni, peggiorando la condizione di disuguaglianza nel nostro Paese anziché investire sulla riforma dell’assistenza territoriale”.
Rendiamo effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro.
Firma online o nei banchetti in piazza la proposta di legge di iniziativa popolare.
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Proposta di legge di iniziativa popolare “I diritti non si appaltano”: venerdì 15 e sabato 16 maggio prende avvio la campagna di raccolta firme. Vogliamo più tutele per le lavoratrici e i lavoratori in appalto. Vogliamo più garanzie per i dipendenti diretti dei committenti.
Firma nei banchetti in piazza o digitalmente.
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Il 25 ottobre saremo in Piazza San Giovanni, a Roma, per chiedere l’aumento di salari e pensioni, una vera riforma fiscale, investimenti su sanità e scuola. Per dire NO al riarmo e alla precarietà. Per fare sentire la nostra voce.
Il 25 ottobre noi ci saremo. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
🗣️ Martina: “Dicono che la vita è una questione di destino, ma io non lascio al caso la mia salute. Per una sanità più sicura e accessibile, il 25 ottobre in Piazza San Giovanni a Roma io ci sarò. E tu?”.
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
Per Claudia, lavoratrice di Carrefour, il futuro è incerto: è in corso una cessione d’azienda dalla multinazionale francese a una società italiana, con uscite volontarie incentivate e una procedura di mobilità aperta.
Per politiche che creino occupazione e diano un futuro al nostro Paese, il 25 ottobre, a Roma, in piazza San Giovanni, Claudia ci sarà. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
🗣 Francesco: “La corsa al riarmo non è la risposta. Dobbiamo costruire una società con al centro le persone”.
Francesco il 25 ottobre sarà in piazza San Giovanni a Roma per fare sentire la sua voce. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
La situazione di David, dipendente della CNH di Jesi, è rappresentativa dell’incertezza e della preoccupazione che coinvolge tante lavoratrici e tanti lavoratori.
Di politiche industriali necessarie per il futuro del Paese si parlerà nell’iniziativa “Industria in crisi, governo assente”, in programma il 22 ottobre, alle 14, in Cgil Nazionale.
Per politiche che creino occupazione, il 25 ottobre, a Roma, in piazza San Giovanni, David ci sarà. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
🗣️ Paola: “Per dare un futuro alla ricerca in questo Paese, il 25 ottobre a Roma sarò in piazza San Giovanni. E tu?”.
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL#25ottobre#democrazialavoro
🗣 Angela: “Più di 100 miliardi di evasione all’anno vogliono dire meno servizi per la povera gente, meno sanità, meno asili, meno trasporti pubblici, ma soprattutto più tasse per chi le paga già”.
Angela il 25 ottobre sarà in piazza San Giovanni a Roma per fare sentire la sua voce. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
Da oltre due anni e mezzo i dati Istat sulla produzione industriale sono negativi: - 2,7% su base annua. L’industria tessile perde in un anno quasi il 2 per cento della sua capacità produttiva, il settore legno, carta e stampa nello stesso periodo ha perso il 2,5 per cento della sua produzione, quello della fabbricazione dei prodotti chimici cala del 2,2, e quello dell’industria alimentare registra l’ennesima riduzione dell’1,8.
Quanto a siderurgia e automotive, lo stato di crisi profonda è ormai acclarato. Servono soluzioni condivise che interrompano questa drammatica e interminabile spirale.
Il 25 ottobre saremo in piazza San Giovanni, a Roma, per far sentire la nostra voce.
Io ci sarò. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
La situazione di Matteo, dipendente della Portovesme nel Sulcis-Iglesiente, è rappresentativa dell’incertezza e della preoccupazione che coinvolge tante lavoratrici e tanti lavoratori.
Il 25 ottobre saremo in Piazza San Giovanni, a Roma, per chiedere l’aumento di salari e pensioni, una vera riforma fiscale, investimenti su sanità e scuola. Per dire NO al riarmo e alla precarietà. Per fare sentire la nostra voce.
Il 25 ottobre noi ci saremo. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
Il 25 ottobre saremo in Piazza San Giovanni, a Roma, per chiedere l’aumento di salari e pensioni, una vera riforma fiscale, investimenti su sanità e scuola. Per dire NO al riarmo e alla precarietà. Per fare sentire la nostra voce.
Il 25 ottobre noi ci saremo. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
La situazione di Maurizio, dipendente di Trasnova, appalto Stellantis, è rappresentativa dell’incertezza e della preoccupazione che coinvolge tante lavoratrici e tanti lavoratori.
Di politiche industriali necessarie per il futuro del Paese si parlerà nell’iniziativa “Industria in crisi, governo assente”, in programma il 22 ottobre, alle 14, in Cgil Nazionale.
Per politiche che creino occupazione, il 25 ottobre, a Roma, in piazza San Giovanni, Maurizio ci sarà. E tu?
Corteo da Piazza della Repubblica alle 13.30. Conclusioni in Piazza San Giovanni.
#CGIL #25ottobre #democrazialavoro
Tra il 2022 e il 2024 lo Stato ha incassato 25 miliardi di euro non dovuti da lavoratori e pensionati a causa del drenaggio fiscale (“fiscal drag”), un effetto per cui gli aumenti contrattuali vengono tassati più del dovuto senza che le aliquote Irpef vengano adeguate all’inflazione.
Il sindacato accusa il governo Meloni di non voler restituire queste somme e di non neutralizzare il meccanismo per il futuro, aggravando la perdita di potere d’acquisto di chi vive di reddito fisso.
La Cgil aveva presentato a Palazzo Chigi un pacchetto di proposte per sostenere salari e pensioni, tra cui la detassazione degli aumenti contrattuali e il recupero del drenaggio fiscale, ma non ha ricevuto risposte.
Nei fatti, la manovra favorisce solo i redditi più bassi (fino a 28.000 euro), mentre per la maggior parte dei lavoratori i benefici sono minimi: chi guadagna 30.000 euro lordi otterrà solo 3 euro al mese dal taglio dell’Irpef. In alcuni casi, gli aumenti contrattuali vengono più che annullati dalle tasse: un dipendente da 35.000 euro lordi perderà oltre 1.500 euro in un anno.
La Cgil denuncia quindi una manovra “che toglie ai lavoratori per fare cassa” e annuncia una mobilitazione nazionale il 25 ottobre per chiedere giustizia salariale e la fine del drenaggio fiscale.
Leggi l’approfondimento su https://t.co/55Tuh2zgmA
Nelle parole del segretario generale della Cgil le ragioni per cui i lavoratori incrociano le braccia e scendono in piazza al fianco del popolo palestinese
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La decisione della Cgil di indire una giornata nazionale di scioperi e mobilitazioni in tutta Italia venerdì 19 settembre, in segno di rifiuto della guerra a Gaza e di solidarietà con il popolo palestinese, ha ricevuto il plauso della Federazione generale dei sindacati palestinesi.

Il segretario generale Shaher Saed ha definito l’iniziativa “storica” e ha sottolineato come essa rifletta “la profonda solidarietà internazionale della classe operaia italiana con la causa palestinese”, rafforzando “l’unità dei popoli liberi del mondo nell’affrontare l’aggressione e il blocco imposti al nostro popolo”.
Saed ha evidenziato l’importanza delle richieste avanzate dalla Cgil: fermare l’intervento militare a Gaza, aprire corridoi umanitari e sospendere ogni forma di commercio e cooperazione militare con Israele. Si tratta, secondo il segretario palestinese, di “una posizione coraggiosa, coerente con i principi di giustizia e diritti umani” che apre possibilità più ampie per mobilitare sostegno internazionale e promuovere “una pace giusta basata sul riconoscimento dello Stato di Palestina”.

La giornata del 19 settembre viene così definita da Saed la “Giornata della Palestina in Italia”. Le iniziative di solidarietà proseguiranno all’inizio della prossima settimana in Francia, Gran Bretagna e altri paesi europei, nell’ambito di un crescente movimento popolare e sindacale globale.
Parallelamente, la Confederazione internazionale dei sindacati (Csi) e la Confederazione araba dei sindacati (Atuc) hanno ribadito la collaborazione con federazioni internazionali per esortare i governi a riconoscere i diritti nazionali del popolo palestinese, a partire dalla creazione di uno Stato indipendente con Gerusalemme capitale. In questo contesto, la Confederazione generale dei sindacati del Regno unito (Tuc) ha annunciato di aver scritto al primo ministro britannico chiedendo il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, l’imposizione di sanzioni a Israele, il divieto di vendita e trasferimento di armi e la sospensione di tutti gli accordi di partenariato economico con lo Stato occupante.