Giandomenico Caiazza, avvocato penalista italiano del Foro di Roma, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (2018–2023), noto per il suo impegno nella tutela del diritto di difesa. Non un pericoloso manettaro.
E Amen, direi.
C’è una scena che racconta Matteo Salvini meglio di mille sondaggi. Succede una tragedia. Gli investigatori provano a capire. I medici parlano di disturbi psichici pregressi. Si cercano motivazioni, responsabilità, contesto.
E lui cosa fa? Dopo un nanosecondo dalla tragedia ha già tutto chiaro. Gli basta leggere il cognome e il caso è chiuso.
“Salim El Koudri”. Apertura. Titolo. Quasi manifesto. Come se il punto centrale della tragedia fosse quello. Non un uomo accusato di aver compiuto un gesto atroce. Non le vittime. Il cognome.
Peccato che quell’uomo sia nato in Italia. In provincia di Bergamo. Laureato in Economia. Italiano abbastanza per nascere qui, studiare qui, vivere qui. Ma improvvisamente non abbastanza per non diventare uno slogan.
È impressionante. Salvini è vicepresidente del Consiglio. Dovrebbe interrogarsi sul perché persone con fragilità psichiche spariscano dai radar. Sullo stato dei servizi. Sulla prevenzione. Sul disagio.
E poi da ministro dei trasporti ci spieghi,se davvero questa persona aveva avuto in passato problemi psichici tali da richiedere osservazione, se davvero emergevano fragilità importanti, come mai guidava? Con quali verifiche? Con quali controlli? Il sistema ha funzionato oppure no? Chi doveva monitorare ha monitorato?
Invece no.
Fa il commentatore di cronaca nera col pallottoliere etnico.
Peccato che tra le persone che hanno inseguito e bloccato El Koudri c’erano anche due egiziani…
Una volta prometteva di fermare tutto. L’immigrazione. Il degrado. Il caos. Oggi sembra aspettare che il caos arrivi, per poterci fare sopra un post.
Perché quando il consenso cala, ognuno torna a ciò che conosce meglio.
E Salvini torna sempre lì: allo sciacallaggio come piano industriale.
الولايات المتحدة: نريد استخدام قواعدكم الجوية.
إسبانيا: لن نوافق.
الولايات المتحدة: سنعلّق الاتفاقية التجارية.
إسبانيا: علّقوها إن شئتم.
الولايات المتحدة: سنسحب 3000 جندي أمريكي من إسبانيا.
إسبانيا: اسحبوهم.
الولايات المتحدة: سنستبعد إسبانيا من حلف الناتو.
إسبانيا: افعلوا ما ترونه مناسبًا.
هذا هو رئيس الوزراء الإسباني بيدرو سانشيز.
قائد يُظهر صلابة لافتة ويرفض الخضوع في كل مرة.
“Porto una fede al dito, non ho una moglie, ho un marito e questo lo devo a uno scout cattolico di Rignano sull'Arno”.
L’approvazione, 10 anni fa, della legge sulle Unioni Civili fatta dal Governo Renzi ha cambiato la vita di tantissimi. Fare politica significa soprattutto questo. La testimonianza di @ivanscalfarotto 👇🏻
#CathyLaTorre: “Quello che omettono di dire, anche questo, che è ancora più grave, loro hanno cancellato il gratuito patrocinio per tutte le cause che riguardano le persone migranti. Quindi viene da me una persona che vuole fare il ricorso perché gli è stato negato il permesso di soggiorno e le commissioni territoriali lo negano al 90% dei migranti. Vogliamo andare davanti a un giudice... non mi paga nessuno. Prima mi pagava lo Stato. Quindi da un lato lo Stato non mi paga più, dall'altro lato mi dice ti pago se lo... lo convinci a tornare in patria. Ma quindi noi, praticamente, secondo lo Stato non dobbiamo più fare l'interesse dei nostri assistiti, dobbiamo fare l'interesse dello Stato.”
#ottoemezzo #immigrazione #remigrazione
Quindi l’idea sarebbe questa: diamo due soldi in premio all’avvocato in modo che costui, commettendo infedele patrocinio, convinca il proprio assistito, migrante in Italia, a tornarsene bel bello a casetta sua, insomma a fare il contrario di ciò per cui il migrante medesimo lo aveva nominato proprio difensore. Mi stavo chiedendo se roba di questo genere sia frutto di lunga ed approfondita elaborazione teorica, tipo un qualche centro studi, o salta fuori così, per talento naturale.
«Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza.»
(Papa Francesco)
Guai a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso! #ViaggioApostolico#Camerun https://t.co/5xzuj8LePE
John Kerry: “Sí, Netanyahu quería que atacáramos Irán. Obama se negó. Biden se negó. Bush se negó. El único presidente que aceptó esto fue Trump.”
Está claro que Trump es el tonto útil de Netanyahu.
In questo tempo, violenze assurde e disumane dilagano con ferocia nei luoghi sacri dell’Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato.
Piero Sansonetti, direttore de L’Unità. Non certo un meloniano della prima ora, ma una persona che da sinistra dice una cosa semplice: la magistratura deve recuperare l’innocenza e la credibilità che ha perso in questi anni. Noi votiamo Sì #referendumgiustizia#giustizia
Giuliano Pisapia, avvocato penalista, politico di sinistra ed ex sindaco di Milano, figlio di Gian Domenico Pisapia (noto giurista e contributore al codice di procedura penale), voterà SÌ.
Serracchiani responsabile giustizia PD nel 2019 firmava la mozione del candidato alla segreteria Martina dove era scritto che la separazione delle carriere è ineludibile per avere un giudice imparziale.
Ora è contraria solo perchè lo fa il centrodestra
#iovotoSi
Buona notte !
VOTIAMO #SÌ PERCHÉ LA "LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI" :
LA DIFESA É LA DIFESA !L'ACCUSA É L'ACCUSA !
IL GIUDIZIO É IL GIUDIZIO ! OGNUNO DI QUESTI PASSAGGI DEVE ESSERE INDIPENDENTE DAGLI ALTRI 2. #SÌ ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE !
VOTIAMO #SÌ IL 22/23 MARZO!
Vi svelo un segreto: anche se siete “persone perbene” c’è sempre la possibilità che finiate in tribunale, per mille motivi. E quando capiterà preferirete avere un giudice davvero terzo, a garanzia VOSTRA. Questa riforma è per VOI, non per questo governo. Come fate a non capirlo?
Volete:
- un giudice imparziale?
- una magistratura non politicizzata dalle correnti?
- che i magistrati rispondano dei loro errori?
- un processo equo?
- cogliere l’ultima occasione per ridimensionare lo strapotere della magistratura?
Allora andate a votare
E votate Si
#IoVotoSI
GROSSO IMBARAZZO PER IL NO. Il presidente del Comitato del No dell’Anm, Enrico Grosso, è stato beccato in un fuorionda di un incontro sul referendum mentre discute con il presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra, di una causa ancora da decidere e in cui è coinvolto. Si tratta di un caso molto delicato che tra poco più di un mese, il 22 aprile, arriverà sulla scrivania del Tribunale e che potrebbe portare addirittura alla decadenza dell’attuale presidente della regione, Renzo Testolin, e di tutta la sua giunta. Peccato che Grosso abbia scritto un parere pro-vertiate proprio sulla candidabilità del governatore (e del suo vice).
Marra accenna alla vicenda giudiziaria: c’è “un contenzioso”, dice, spiegando di aver letto l’atto introduttivo del ricorso. Poi aggiunge una frase che scatena immediatamente la polemica: “Si è rivolto a te quindi, sono contento, cioè sono fiducioso perché obiettivamente è una causa molto…”.
Grosso replica: “Secondo me ci sono dubbi sulla giurisdizione”. Il presidente del tribunale prosegue raccontando che la questione è stata già esaminata con la giudice relatrice, facendo riferimento alla differenza tra decadenza e diritto soggettivo. Il costituzionalista torinese osserva che proprio la decadenza è il cuore della domanda giudiziaria e aggiunge che la Regione sarà difesa da un collega “abbastanza noto, bravo”, che avrebbe intenzione di sollevare proprio quella questione. “Ce la studiamo, certo”, conclude Marra.
Il dialogo dura pochi minuti, ma basta per accendere la miccia. Il video, inizialmente disponibile sul canale YouTube dell’università, già in serata non è più visibile. A sollevare pubblicamente il caso è Chiara Minelli, capogruppo di Avs nel Consiglio regionale valdostano e tra i promotori del ricorso contro l’elezione di Testolin. “Sono rimasta letteralmente basita nel sentire il dialogo che c’è stato al tavolo della conferenza”, attacca. “Si parlava di una materia che non c’entrava nulla con il referendum sulla magistratura. È inaccettabile e molto grave che ci sia stato un confronto su una questione così delicata in cui il presidente del tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità”. E poi la stoccata sulla sparizione del filmato: “Oggi sul sito dell’università il video della conferenza – casualmente? – non è più disponibile”.
Sia per Marra che per Grosso si pone un evidente problema di opportunità.