Bancario, laziale fracico e Gym Rat mitomane. ANTI: ROMANISTA, FASCISTA e GLOBALISTA. Giorgio Chinaglia è il mio pastore: non manco di nulla. VENDI E VATTENE
@RadioRadioWeb Mattioli sacco di merda, non ci devi rompere il cazzo. Vai in pensione insieme a quel catetere di melli, vi sono rimasti pochi anni: godeteveli.
@Gia37428511@SpaceLazio@RadioRadioWeb@IlarioDiGiovamb Le amiche aziende norcine e lo sportello legale mafaldico. Mi hanno detto che lamy🐶 si trova bloccato da 72h lì per sbloccare il suo account… sai dirmi di più?
@PuliciGpulici Cominciasse a pagare di tasca sua la rata all'erario.
Vederlo SOLO circondato dalla sua presunzione, sarò infantile, ma mi riempie di gioia.
Quindi G. Paglia lo dice perchè odia #Lotito
De Angelis per avere più ascoltatori
Greco per fare più abbonamenti
Bisignani per tornare alla ribalta
Vuoi vedè che gli unici intelligenti so' i lotitiani, che negano?
No, dai...
#Lazio
La vicenda che riguarda Claudio Lotito e una parte significativa della tifoseria laziale non è soltanto una contestazione a un presidente, né l’ennesima protesta legata ai risultati, al mercato o alla gestione tecnica di una squadra. È qualcosa di più profondo: un conflitto sulla natura stessa del calcio e sul rapporto tra proprietà, società e comunità dei tifosi.
ll caso Lazio dimostra il limite di una lettura esclusivamente aziendale del fenomeno calcistico. Il tifoso non è un consumatore ordinario. Non sceglie la propria squadra come sceglie un servizio digitale, un abbonamento televisivo o un marchio commerciale.
La relazione con un club si fonda su appartenenza, memoria, trasmissione familiare, identificazione territoriale e riconoscimento simbolico. È una fedeltà che precede il risultato e sopravvive a sconfitte, errori, delusioni e stagioni mediocri.
Lo dimostra, meglio di qualsiasi teoria, il comportamento della tifoseria laziale in quest’ultima stagione. Un consumatore insoddisfatto smette di pagare o chiede il rimborso; il tifoso laziale ha fatto l’esatto contrario.
Ha sottoscritto l’abbonamento nonostante il mercato bloccato, e poi ha scelto di non usarlo: si è privato di una semifinale di Coppa Italia e di un derby — le partite per cui un tifoso vive — pur di non legittimare con la propria presenza una gestione che non riconosce più.
È un gesto economicamente irrazionale e simbolicamente perfetto: il sacrificio come forma di protesta. Nessuna categoria del marketing è in grado di descriverlo.
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