Un anno fa veniva ucciso Charlie Kirk. Aveva appena 31 anni ed era, ancora una volta, in mezzo ai giovani, in un’università, a fare quello che aveva scelto di fare per tutta la sua vita pubblica: confrontarsi, discutere, difendere le proprie idee.
Charlie aveva fatto della fede, della libertà di parola e del confronto la propria cifra. Era un cristiano convinto, un marito, un padre, un ragazzo capace di parlare a una generazione intera senza sottrarsi mai al dibattito, anche con chi la pensava in modo opposto.
È stato assassinato proprio mentre esercitava quella libertà.
A un anno di distanza, il modo migliore per ricordarlo è non lasciare che prevalga l’odio che ha cercato di zittirlo. Continuare a credere che le idee si affrontano con altre idee, che il dissenso non è un nemico da eliminare e che la fede può essere vissuta senza paura e senza vergogna.
Charlie Kirk non c’è più. Ma ciò per cui ha vissuto continua a parlare.
E merita di essere ricordato.
🔥 Japan’s celebration of America’s 250th birthday also featured a drone show portraying President Trump and Japanese PM Takaichi together
Japan did it RIGHT!
Thank you, Japan! 🇺🇸🇯🇵
🔴 🇺🇸 Marco Rubio, Secrétaire d’État américain : « Je me fiche de ce que dit l’ONU. »
L’ONU est un désastre corrompu qui place des dictateurs du tiers-monde aux droits de l’homme et promeut le remplacement des Blancs.
#PrioriteNationale