Grazie @Pontifex «I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate».
Da anni scriviamo che i #migranti non sono “affogati”, ma “fatti affogare”. Dai trafficanti, da chi ostacola i soccorsi, da chi protegge gli #Almasri
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Il mese di giugno è stato per la Russia uno dei peggiori in termini di distruzione di mezzi ed infrastrutture, per un totale che si aggira intorno ai 33 miliardi di dollari andati letteralmente in fumo. Secondo il conteggio pubblicato da Black Spark, due terzi della cifra sarebbe relativa alle perdite del comparto militare, confermando il particolare successo dei colpi messi a segno in Crimea, dove si trovavano costosissimi sistemi di difesa S-300, S-400 e Pantsir. Ma nell’elenco ci sono anche migliaia di pezzi di artiglieria, blindati ed altro.
Ma nel conteggio devono ovviamente essere inclusi i danni strutturali alle raffinerie, pari ad 1,5 miliardi che raddoppiano se si includono i serbatoi annessi ed i centinaia di migliaia di barili di combustibile accumulati andati in fiamme. In fumo anche diverse grandi aree di stoccaggio per un totale di circa 2 miliardi. La carenza di petrolio ha a sua volta comportato almeno 1,8 miliardi di mancato export e altri 700 milioni di dollari circa di spesa per agevolare l’import da India, Kazakistan e Bielorussia e tenere sotto controllo i prezzi.
Anche la logistica ha sofferto perdite importanti. I centinaia di colpi contro i convogli di armi e carburante hanno comportato la distruzione di materiali per un totale di 1,8-2,2 miliardi. Mentre ponti, strade, ferrovie, stazioni, porti per traghetti e snodi richiedono interventi di ricostruzione per almeno 2,3 miliardi.
Altro grande capitolo è quello del sistematico killeraggio di centrali e sottostazioni elettriche, che nella sola regione della Crimea e a Krasnodar (ma anche a Belgorod, Kursk, Voronež) ammonta ormai a decine di impianti messi fuori uso, con tempi e costi di ricostruzione molto rilevanti. In questo caso il danno ammonta a 1,2-1,5 miliardi, cui si somma il fermo di innumerevoli attività di grande impatto economico.
Appare evidente che gli attacchi ucraini siano studiati per infliggere il massimo danno alla controparte e causare costi tali da rendere la guerra assolutamente insostenibile sul piano militare e, a cascata, su quello politico.
E' iniziata l’evacuazione dalla Crimea 🔥🔥🔥
Le autorità di occupazione hanno ricevuto l’ordine di evacuare completamente documenti e attrezzature di valore, a cominciare dal domani 4 luglio. Ed entro il mese dovrà essere ultimata.
(ATESH)
P.S. inizio a fare scorte di popcorn 🍿🍿🍿
Travaglio si è appena guadagnato una nuova segnalazione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per via dell’editoriale di oggi che in termini di deliri, brucia letteralmente ogni precedente record.
Oggi dal prontuario della propaganda russa il Direttore del fatto ha addirittura ripescato la maxi-balla dei biolab ucraini finanziati dagli USA, una mistificazione colossale che ha imbarazzato l’intelligence statunitense, dopo che l’ex capa del DNI Tulsi Gabbard aveva “desecretato materiale classificato” e divertito i grandi capi della propaganda russa dai quali gran parte di quelle idiozie era stata in realtà copiata e incollata.
Il punto è che questa teoria è stata ampiamente debunkata e nelle slide della Gabbard, già nota da oltre un decennio per la sua puntuale opera di disinformazione in favore di Mosca, sono emersi errori grossolani e vere proprie manipolazioni di qualità così infima da aver fatto ridere ogni essere dotato di pollice opponibile, mandando però in visibilio terrapiattisti, complottisti, schiechimichisti, cioè, appunto, i lettori del Fatto.
Per @marcotravaglio non sembra però essere un problema il fatto che i “biolab”, che sono così segreti da essere stati finanziati con un programma pubblico dal 2005 e spesso inaugurati con cerimonie ufficiali, siano in realtà centri di ricerca epidemiologica, laboratori di analisi e universitari. Così come non sembra voler sottilizzare sul fatto che nella mappa dell’Ucraina diffusa dal DNI, Kyiv sia lontanissima dalla sua posizione reale, dei laboratori vengano collocati in una località chiamata Cherniv, che nemmeno esiste, ed altri ancora vengano segnalati in Crimea e a Kherson, la prima, sotto il controllo russo dal 2014, e la seconda occupata per mesi da soldati che hanno portato via dalle case persino i servizi di posate ma non hanno scovato questi pericolosissimi luoghi dove si progettano pandemie. Non sembra aver fatto caso neanche al dettaglio che i micidiali laboratori scovati dalla Gabbard sono tutti di livello BSL-2 o 3 mentre per manipolare virus letali sono necessari centri che abbiano un livello di Biosafety 4 che in Ucraina semplicemente non esistono. Si preoccupa però di elencare i ceppi conservati dai “fascionazionalisti” che secondo Travaglio tengono in mano Zelensky (il cui governo è definito, come sempre, “regime”), dimenticando che sono presenti nei laboratori di mezzo mondo e che ad esempio lo Spallanzani (dove invece c’è un laboratorio BSL-4) ne ha molti di più.
Silenzio anche sul fatto che mezzo report, spacciato come “di intelligence” è semplicemente copiato e incollato da un delirante documento presentato all’ONU dalla Russia nel 2022, nel quale si favoleggia, tra le altre cose, anche di zanzare killer, geneticamente modificate per ammazzare solo soldati russi.
Quello che fa (amaramente) sorridere è che il pezzo si apre con la celebre scena di Colin Powell che agita vergognosamente una fiala con le finte prove delle armi di distruzione di massa di Saddam e la denuncia della guerra in Iraq che ne è seguita, facendo 600.000 morti. Che quelle stesse cazzate siano oggi tra le ragioni del più grande conflitto degli ultimi 80 anni, scatenata però da Mosca, per Travaglio è invece quasi comprensibile ed anzi male fa l’Europa a non porsi il problema (testualmente: «Sulle false armi di distruzione di massa di Saddam abbiamo fatto una guerra, su quelle vere di Zelensky&C. tutti tacciono.»).
Ecco, io direi che se non vogliamo che l’informazione diventi definitivamente un circo, forse è ora che gli ordini regionali si diano una svegliata.
BASTA DISINFORMAZIONE RUSSA.
L’Ordine dei Giornalisti @ODG_CNOG faccia qualcosa. Possibile che in Italia ci sia libertà di disinformare senza pagare conseguenze?
BASTA DISINFORMAZIONE RUSSA.
BASTA DISINFORMAZIONE RUSSA.
In Russia la crisi della benzina inizia a diventare sistemica e il governo, come al solito, sta facendo la cosa sbagliata.
Le zone più colpite dalla carenza di benzina sono chiaramente quelle più povere, le "periferie dell'impero", ma il Cremlino sta dirottando il poco carburante che gira, tutto nella zona di Mosca e San Pietroburgo.
Questo però non farà che aggravare la situazione, le zone più povere sono anche quelle da cui provengono cibo, materie prime e petrolio. Questo potrebbe (in realtà già sta accadendo) innescare un effetto domino anche sul cibo e beni di prima necessità, che quando arriverà a Mosca e San Pietroburgo diventerà devastante, perché a quel punto non mancherà solo la benzina, ma tutti i beni di prima necessità.
Pensate che sia una fantasia?
Vi sbagliate, i produttori di latte e cereali stanno già mettendo in guardia il Cremlino: senza benzina niente raccolti.
Ma queste lettere ufficiali al momento vengono beatamente ignorate dal Cremlino.
La coperta però inizia ad essere troppo corta, e quando oltre alla benzina mancheranno i beni di prima necessità, a quel punto la gente sarà chiamata a dover fare una scelta...
Oggi Travaglio sul @fattoquotidiano si adonta in quanto, secondo un tribunale tedesco sarebbero stati gli ucraini a sabotare il Nord Stream.
Ma se anche fosse?
Sti grandissimi cazzi.
Avrebbero fatto più che bene.
L'errore NON è stato stabotarlo, bensì costruirlo.
Ergo, fanculo
Ebbene sì, il nostro capitone nazionale, il ministro delle infrastrutture, spacca l’Italia in due dal 5 al 10 luglio.
Ha deciso di bloccare la circolazione nel nodo di Firenze per cinque giorni. I treni Alta Velocità tra Roma e Milano vengono dirottati sulla Tirrenica. Taglio di circa il cinquanta per cento dell’offerta. Tempi minimi: sei ore, per una tratta che di solito ne richiede tre.
Ho fatto qualche simulazione. Tratte da nove ore. Da dodici, pure. Nove, dodici ore per andare da Roma a Milano. Nel pieno di luglio, il mese degli esodi.
Era così indispensabile? Era davvero impossibile prevedere un’alternativa decente? Bisognava per forza passare dalla Tirrenica per scavalcare Firenze?
Signore e signori, benvenuti nell’Italia di Salvini.
Vorrei chiedere a @GiorgiaMeloni, a @GuidoCrosetto e @Antonio_Tajani, rispettivamente capo del governo, Ministro della Difesa e Ministro degli Esteri, come mai stiano lasciano le decisioni di politica internazionali nelle mani del titolare del Ministero delle Infrastrutture, che non c’azzecca nulla.
Perché si dà il caso che oggi l’Italia abbia mandato in stallo le trattative pre-vertice NATO chiedendo un alleggerimento dei riferimenti al riarmo dell’Ucraina entro la fine dell’anno prossimo. La motivazione sarebbe che, secondo Roma, fissare scadenze specifiche esclude la possibilità di porre fine alla guerra attraverso negoziati in una data precedente (?).
Non soddisfatti del capolavoro diplomatico, ci siamo anche schierati, insieme alla Bulgaria, contro le sanzioni al miliardario patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill, meglio noto come il “chierichetto di Putin”. Colui che chiama "Guerra Santa" (Svyashchennaya Voyna) l’invasione criminale dell’Ucraina, affermando che la Russia sta difendendo il mondo dall'assalto del "globalismo" e dell'Occidente caduto nel satanismo. Colui che benedice i missili e promette remissione da ogni peccato a chi muore sul campo di battaglia.
Kirill ha anche rimosso, sospeso o ridotto allo stato laicale decine di sacerdoti che avevano firmato petizioni per la pace o che, durante la liturgia, avevano sostituito la parola "vittoria" con la parola "pace" nella preghiera ufficiale per la Rus' imposta dal Patriarcato.
Chiedo espressamente quale sia il ruolo di @matteosalvinimi in queste decisioni, perché le sue posizioni sulle armi all’Ucraina sono note, così come noti sono i suoi contatti con la chiesa ortodossa russa per il tramite del Congresso Mondiale delle Famiglie, il cui principale sponsor è l’oligarca ultraortodosso Konstantin Malofeev, grande cofinanziatore delle finte proteste nel sud-est dell’Ucraina nel 2014 (spacciate per guerra civile) e allora datore di lavoro di Igor Girkin, l’ex colonnello del FSB che con l’attacco a Slovyansk diede il via all’invasione russa del Donbas 12 anni fa.
Una delle società di Malofeev è, guarda caso, anche coinvolta nella compravendita mai conclusa dalla quale la Lega avrebbe dovuto ricavare 60 milioni, stando all’inchiesta pubblicata qualche anno fa e nota come “caso Metropol”, dall’hotel di Mosca nel quale si svolsero le trattative.
Il fatto che così tanti politicanti preferiscano vivacchiare nell’ambiguità fino alle prossime elezioni, piuttosto che difendere le libertà e la sicurezza di tutti mi fa vergognare di essere italiano.
L’Italia è il Paese in cui la maggior parte dei cittadini non è disposta a difendere un Paese NATO attaccato, ma pretende che la NATO li difenda, e in cui la maggior parte dei cittadini non vuole le rinnovabili (o altra fonte) nella sua regione, ma le vuole altrove. 1/2
Ecco la conferma. Come ampiamente previsto, i russi puntano ad avere un loro referente a destra e uno a sinistra.
Ora cari amici italiani sta a voi decidere se lasciare che l’influenza del Cremlino continui a penetrare nella vostra vita politica o fermarla.
Troppo facile fare il leader di estrema destra: non serve avere qualche idea coerente su lavoro, sanità, economia, istruzione, geopolitica; basta identificare un nemico, solleticare le fobie giuste e coniare due o tre slogan orecchiabili da propinare alla pancia della gente.
Irremovibile nel sostenere gli ucraini e combattere i putiniani come voi. Irremovibile nel credere alla necessità di un’Europa federale, armata, indipendente dalle influenze esterne che decidono la linea del vostro giornale. Irremovibile contro il populismo - giudiziario, ambientale, sindacale e dei bonus che voi rappresentate. Irremovibile nel contrastare coalizioni che nulla hanno in comune tranne la ricerca del potere fine a se stesso. Sì, su questo sono piuttosto irremovibile.
Appendino non vuole scendere di livello, dice. Pensa di stare in un videogames in cui può impunemente continuare a raccontare sciocchezze.
Avete cercato di fermare una delle infrastrutture più importanti per il futuro del Paese, sacrificando l'interesse nazionale a una propaganda che si è trasformata in guerriglia in Valsusa e ha messo a ferro e fuoco Torino.
La TAV si farà perché serve al Paese.
E i vostri "No", insieme alle vostre molte giravolte, resteranno soltanto uno dei tanti momenti imbarazzanti e demagogici del Movimento 5 Stelle.
Alle raffinerie in fiamme e all’umiliazione delle code ai distributori Mosca ha reagito nell’unico modo che conosce: uccidendo e distruggendo. In una nottata terribile per Kyiv si registrano almeno 10 morti e 56 feriti, inclusi bambini.
Di un imminente attacco massiccio aveva parlato già ieri sera Zelensky, tanto che, prima ancora prima che suonassero gli allarmi, le stazioni della metro si erano già riempite di famiglie con sacchi a pelo. Per tutta la notte si sono susseguite esplosioni di droni a reazione, missili balistici e persino gli ipersonici Zircon, che hanno colpito edifici civili in molte zone della città, distruggendo interi palazzi. Un incendio è scoppiato anche sul tetto di un hotel.
I servizi di sicurezza sono tutt’ora al lavoro per estrarre persone rimaste intrappolate sotto le macerie, nonostante le app segnalino ancora il pericolo di ulteriori arrivi di droni, col rischio che il bilancio peggiori ancora.
Nel corso della giornata già ieri in un ennesimo attacco su Kharkiv un bambino di 15 anni era morto ed altre 32 persone erano rimaste ferite.
Si tratta chiaramente di attacchi di frustrazione che non influiscono di un solo centimetro sull’andamento delle battaglie al fronte e che vogliono infliggere solo sofferenze su una popolazione che in 4 anni e mezzo Putin non è riuscito a piegare, nonostante il numero esorbitante di crimini di guerra e contro l’umanità commessi.
Purtroppo per lui attacchi come questo non cambieranno le sorti di una guerra che, non potendo vincere, ha già perso, ma al contrario avvicina il crollo del regime e fa salire il conto dei danni che la Russia dovrà pagare per generazioni.
Guardiamo queste immagini e ragioniamo su quanti sarebbero stati i morti se Kyiv non avesse avuto armi per difendersi. Non dimentichiamo mai i nomi di chi vorrebbe lasciare le città ucraine indifese e ricominciare a comprare il gas da un paese che utilizzerebbe i nostri soldi per continuare ad uccidere e distruggere. Sono semplicemente COMPLICI.
Chi parla ancora di "obiettivi militari" non vuole vedere la realtà. Lanciare missili balistici nel cuore di una città densamente popolata è una strategia deliberata. Solo una nazione marcia e malata può permettere al proprio governo criminale di fare queste cose senza ribellarsi
Secondo nuove stime uscite oggi piu’ di 150.000 uomini e donne ucraine sono morti per difendere la loro patria. Con i feriti il numero supera i 600.000. I russi morti e feriti ammontano a 1,4 milioni. E’ una massacro senza pari nella storia contemporanea, che ha un solo responsabile: Vladimir #Putin. Chiunque difende “le ragioni” di questo criminale assassino è un complice e un collaborazionista. Chi ospita per fare audience i propagandisti italiani di Putin e’ allo stesso modo responsabile.