Più passa il tempo e più si scopre che, da strumento finalmente efficace al rilancio del Sud, le Zes sono diventate un dispetto, un atto di sadismo per le imprese meridionali. Dopo quella sul credito d’imposta, è arrivata infatti un’altra amarissima sorpresa. Stavolta, sul cumulo dei nuovi incentivi: accedere a quelli del piano Transizione 5.0 non si può più.
Com’è possibile? Facile. Il ministro Urso e i suoi tecnici hanno fatto questo calcolo. “Se le imprese godono del 60% di credito d’imposta, gli altri benefici fiscali vanno ridotti. Altrimenti la misura diventa insostenibile”. Bene. Peccato però che il credito d’imposta, che secondo le promesse del governo sarebbe stato appunto del 60%, nei fatti si è rattrappito a un misero 10,6%. Risultato: gli imprenditori meridionali non solo dovranno rinunciare a 2/3 dell’importo del credito d’imposta; ma in virtù di un beneficio solo teorico, dovranno dire addio anche a tutte le altre agevolazioni. E’ come se a qualcuno si facessero pagare un sacco di tasse perché potrebbe essere ricco.
Non si sa se questo pastrocchio sia una forma di perversione oppure il frutto dell’incredibile cialtroneria di Fitto e Urso. Si sa solo che gli effetti per l’economia del Mezzogiorno rischiano di essere devastanti. Sì, perché, date queste condizioni, molti imprenditori del Sud saranno costretti a rinunciare ai loro investimenti e tanti dovranno rinunciare a un lavoro.
Ora la situazione è questa: irrisorio il credito d’imposta, niente incentivi transizione 5.0, fine della decontribuzione, in attesa della devastazione figlia dell’autonomia differenziata. Il governo Meloni si conferma il governo più irriducibilmente anti-meridionalista della storia italiana.
Dl Semplificazione edilizia miei #Odg su Campi Flegrei approvati. Il mio intervento in Aula ⬇️
È di poche ore fa l’ennesima scossa, è necessario che a Pozzuoli e nell’area si verifichino e si mettano in sicurezza anche gli oltre 5mila alloggi di edilizia residenziale pubblica che sono esterni alla perimetrazione della zona bradisismica ma che ne subiscono gli effetti. Allo stesso modo, servono investimenti straordinari per il porto di Pozzuoli che sta letteralmente sprofondando. Serve come via di fuga, serve per la quotidianità delle persone nel trasporto pubblico locale, serve per lo sviluppo del turismo in un territorio meraviglioso così vicino a Napoli, Ischia, Procida. Ho accettato le riformulazioni del governo perché era necessario chiedere all’aula e al governo un impegno unanime.
Vedremo però se questi emendamenti verranno approvati davvero nel decreto Campi Flegrei in discussione, insieme ad altri temi che ho posto come la sospensione dei mutui per chi ha dovuto lasciare le proprie case dichiarate inagibili. Grazie a Italia Viva Pozzuoli e al consigliere comunale Gianluca Sebastiano per i continui aggiornamenti e il lavoro fatto in sinergia. Il mio intervento in Aula ⬇️
Oggi anche l'Ufficio parlamentare di bilancio fa chiarezza: il Jobs Act ha creato più lavoro a tempo indeterminato, più stabilità.
Spiace per Landini e per il suo referendum. Noi saremo sempre dalla parte del lavoro e dei lavoratori.
Senza retorica, con i fatti.
La metamorfosi di Piercamillo Davigo in Silvio Berlusconi si è completata, come raccontiamo oggi sul Foglio @lucianocapone e io. 1) Dopo la condanna in primo grado a un anno e tre mesi per rivelazione di segreto d’ufficio, per la diffusione dei verbali segreti di Amara, Davigo aveva attaccato pubblicamente, al podcast di Fedez, il tribunale di Brescia che lo aveva giudicato. Tutto ciò alla faccia dell’indipendenza della magistratura, che Davigo per tutta la sua vita si è compiaciuto di difendere (tanto da presiedere anche l’Associazione nazionale magistrati). L’attacco di Davigo indusse proprio l’Anm di Brescia a prendere posizione, mentre il tribunale bresciano si spinse addirittura a chiedere al Csm l’apertura di una pratica a tutela dei magistrati, esattamente come è avvenuto decine di volte negli anni della guerra fra Berlusconi e il potere giudiziario.
2) La trasformazione dell’ex pm nel Cav. è proseguita dopo la conferma della condanna da parte della Corte d’appello di Brescia. Durissime le motivazioni depositate agli inizi di giugno, in cui si accusa Davigo di aver contribuito a “una fuga di notizie senza eguali precedenti”. Di fronte all’ennesima sberla giudiziaria, Davigo non si è dato per vinto e ha annunciato un altro ricorso, stavolta in Cassazione. Scelta assolutamente legittima. E pazienza se lo stesso è stato fatto più volte da Berlusconi, che per Davigo ha rappresentato la sintesi dei vizi di una classe politica, senza senso etico, che cerca di “farla franca” . E pazienza se proprio Davigo per anni, nelle sue ospitate televisive e persino nelle audizioni in Parlamento, se l’è presa con gli avvocati e l’alto numero di “impugnazioni pretestuose”: “In Italia ci sono 90 mila ricorsi in Cassazione all’anno, in Francia ce ne sono mille!”, disse furioso a La7 nel 2020.
3) La parabola si è completata nei giorni scorsi, quando è stato depositato il ricorso di Davigo in Cassazione. Sorpresa: a firmarlo non è solo Davide Steccanella, il celebre avvocato degli “indifendibili” Cesare Battisti e Renato Vallanzasca che ha assistito l’ex pm in appello, ma anche Franco Coppi, il penalista più famoso d’Italia, noto per aver difeso – tra gli altri – Giulio Andreotti e proprio Berlusconi in numerosi processi, tra cui quelli sul “caso Ruby”.
Nel ricorso, però, si rintracciano palesi contraddizioni.
Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
Conosco bene la realtà del partito di @CarloCalenda, perché ho iniziato con lui questo percorso.
Uno dei motivi per cui ho lasciato il suo partito è la continua ed incoerente aggressività con la quale connota il suo modo di fare politica.
Praticando, ossessivamente, una sistemica opera di screditamento dei colleghi.
Ancora una volta, si è distinto per avere attaccato @matteorenzi nello spazio televisivo a lui dedicato, che avrebbe dovuto (e potuto) essere doverosamente utilizzato per proporre ai cittadini progetti politici e idee.
Non solo è un attacco personale a Matteo ed al progetto “Stati Uniti d’Europa” ma a tutti coloro che sono riformisti.
Il suo atteggiamento chiarisce ai riformisti che esiste un unico progetto politico al quale appartenere: #votaStatiUnitidEuropa!
Che sarà mai? Diranno che è solo un graffietto, due gocce di sangue. Il punto è che se questo accade ad un parlamentare sotto alle telecamere della stampa immaginate cosa potrà succedere ai poveri cristi che arriveranno qui a telecamere spente.
La violenza usata nei confronti dell’onorevole Riccardo Magi questa mattina in Albania merita la condanna unanime di tutte le forze politiche. Il fatto che la Presidente del Consiglio anziché dare solidarietà al collega parlamentare italiano ironizzi sul 4% con la consueta volgarità e maleducazione istituzionale la dice lunga su quanto Giorgia Meloni sia inadeguata al ruolo che ricopre. La verità è che Giorgia Meloni sta usando gli 850 milioni per i migranti in Albania per farsi uno spot elettorale quando potrebbe usare quelle risorse per la sanità in Italia
Ho depositato proposta di legge che prevede che tra una richiesta di misura cautelare del Pm e ordinanza del GIP non possano decorrere più di 60 giorni. Se ci sono esigenze cautelari si intervenga subito, se passa troppo tempo significa le esigenze cautelari non ci sono
Così un gruppo di PM affondò la democrazia in Italia.
Questa è l’intervista politica più importante degli ultimi trent’anni. Esagero? Leggete. È l’ex presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, che racconta la verità sul suo partito e sulla distruzione della democrazia negli anni Novanta del secolo scorso.
“Gli aveva descritto [a D’Alema] un sistema che i nemici delle toghe definirebbero un colpo di Stato”.
«Ma era stato Borrelli di fatto a teorizzarlo in un'intervista. Aveva detto che se l'Ottocento era stato il secolo dei parlamenti e il Novecento quello degli esecutivi, non escludeva che il secolo seguente sarebbe potuto essere il secolo della giurisdizione».
Che pena l’Italia gaglioffa di destrasinistra che dà le armi ma ne consente l’uso solo per cercare di abbattere i missili mentre cadono su ca mercati o dove capita, ma non, mi raccomando, mentre o prima che vengano lanciati.
In Ucraina, l’unica escalation che dovrebbe preoccupare l’Occidente è quella della Russia. E chi chiede all’Ucraina di difendersi con un braccio legato dietro la schiena sta chiedendo all’Ucraina di darsi una mossa a perdere questa guerra, per far vincere finalmente Putin