Napoli non aspettò di essere liberata. Insorse.
Dal 27 settembre 1943, per quattro giorni uomini e donne, civili e militari, giovani e anziani combatterono fianco a fianco contro l’occupazione nazista. Le strade si riempirono di barricate e le case divennero trincee. Tra loro anche Gennaro Capuozzo, appena dodicenne, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
"Rendiamo omaggio ai Caduti delle Quattro Giornate e a tutti coloro che contribuirono alla liberazione di Napoli che divenne, così, la prima grande città europea a liberarsi da sola. Il loro sacrificio ci ricorda che libertà e democrazia sono state conquistate anche grazie al coraggio di chi seppe opporsi alla violenza e alla sopraffazione. Onorarne la Memoria significa trasformare quei valori in un quotidiano impegno concreto". Così il Ministro @GuidoCrosetto
📸 Museo di Napoli - Collezione Bonelli
@_Carabinieri_ Il 12 agosto 1944, a Fiesole, tre giovani carabinieri — La Rocca, Marandola, Sbarretti — si consegnarono al plotone di esecuzione nazista per salvare dieci civili innocenti. Nessun ordine lo imponeva: scelsero loro
La libertà non è non morire, ma morire con dignità.
#Carabinieri
#Versoil2Giugno con i Corazzieri dei #Carabinieri, tra storia, valori e simboli della nostra Repubblica 🇮🇹
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🎶 "Il Piave mormorava..."
#24Maggio 1915: l'Italia entra in guerra.
Nel 1918, dopo Caporetto, il fiume diventa l'ultimo baluardo contro l'invasione. Con la Battaglia del Solstizio, i fanti resistono e vincono, scrivendo la storia d'Italia. 🇮🇹
#LaLeggendaDelPiave#GrandeGuerra
9 maggio 1978: l’Italia si svegliò con due morti.
Aldo Moro, trovato in una Renault rossa dopo 55 giorni di prigionia.
Peppino Impastato, fatto esplodere su un binario a Cinisi.
Due terrorismi diversi. Uno rivendicava. L’altro contava sul silenzio.
#Gratitudine
La bambina si inchina per ringraziare ogni automobilista che l'ha aspettata, mentre aiuta suo padre, che e’ su una carrozzina ad attraversare la strada…♥️
La figlia in braccio, il killer che spara alle spalle: così la mafia uccise il capitano Basile.
Sono le due di notte del 4 maggio 1980 – 46 anni oggi.
Si è quasi addormentata quella bambina che, in braccio al padre, si accorge dell’arrivo di un uomo ma non comprende cosa stia per accadere: gli spari.
Lei viene mancata per un soffio. Lui, il padre, il capitano dei carabinieri Emanuele Basile, si accascia a terra.
Era uno dei più stretti collaboratori del dottor Borsellino. Uno straordinario inquirente che scavava, indagava, rischiava. Ucciso come purtroppo tanti.
Da un lato uomini come lui, il capitano Basile, dall’altro traditori che svendevano le istituzioni. Parlo della sua storia (e purtroppo di tante altre) nel mio libro: Traditori. Perché nel nostro Paese troppe cose, per alcuni, non andrebbero raccontate.
"Raccontare la verità può avere un prezzo altissimo. Ricordare chi lo ha pagato è un dovere morale.
Oggi l’Italia rende omaggio ai giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione.
Donne e uomini coraggiosi che hanno perso la vita per garantire il diritto di conoscere, per portarci là dove forse non tutti saremmo arrivati: nei luoghi delle guerre, delle crisi, della criminalità e delle ingiustizie, in Italia come all’estero.
Il Giorno in cui si ricorda il loro sacrificio coincide con la Giornata mondiale della libertà di stampa: una scelta dal significato profondo, perché informare non significa solo raccontare ciò che accade, ma rendere i cittadini più liberi di capire. Anche per questo, la libertà con cui i giornalisti possono farlo è uno dei sensori più importanti della salute di una democrazia".
Così il Min @GuidoCrosetto in occasione della #Giornata nazionale in memoria dei #giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione
Oggi è l'anniversario della scomparsa di Nicola Calipari (gia' scout e capo nei gruppi reggio calabria 1 e Reggio Calabria 3) ucciso a Badgad il 4 marzo 1995 durante una difficile operazione di intelligence che ha permesso la salvezza della giornalista Giuliana Sgrena.