“Al referendum voto Sì. Mia moglie ha una posizione ideologica”, dice l'avvocato Merluzzi, marito della presidente di Magistratura democratica, schierata per il No. Di @ErmesAntonucci https://t.co/tk6z5Q0DXT
Domenica si vota e si tratta di un referendum molto importante . Se vince il sì si ottengono 3 risultati importanti. Il giudice diviene veramente “terzo” rispetto all’ accusa e alla difesa e il cittadino ha diritto a un processo giusto. La magistratura conferma e rafforza la sua autonomia e indipendenza perché viene finalmente sottratta al potere delle correnti e delle parti politiche a cui fanno riferimento. Viene portato a compimento il dettato costituzionale e la riforma Vassalli .
La sinistra ha deciso di trasformare una questione di civiltà giuridica in una battaglia politica contro il governo. Così tradisce la sua storia . La destra tradizionalmente giustizialista e manettara ha saputo almeno in parte convertirsi ad una politica garantista. La sinistra tradizionalmente più garantista è diventata subalterna alla corporazione dei magistrati rinunciando a sostenere i diritti dei cittadini. Se vince il no sarà la magistratura a dettare l’ agenda politica. Come avviene ormai da più di 3 decenni.
Il professor Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare del Partito Democratico, sicuramente non tacciabile di essere un mio sostenitore o elettore, spiega in pochi secondi perché votare Sì al referendum.
Un invito ad andare oltre appartenenze politiche e contrapposizioni ideologiche, guardando semplicemente al merito del quesito.
Sono sempre di più i magistrati che con coraggio e senso di responsabilità si stanno schierando per il Sì contro il sistema. Sosteniamoli e condividiamo le loro parole. Qui la dott.ssa Imparato, sostituto procuratore in un contesto delicatissimo come S.M.Capua Vetere #referendum
Annalisa #Imparato intervenuta ieri sera a @RaiPortaaPorta su #Rai1, ha spiegato come funziona il sistema delle correnti che ha modificato l’equilibrio pensato dai padri costituenti. La riforma è necessaria per spezzare questi meccanismi.
#SìRiforma#magistratura#ilgiudiceseitu
#Referendum#IoVotoSi
Se avessimo il Garante della campagna elettorale, preposto ad individuare, bloccare e sanzionare le condotte ingannevoli, non saremmo costretti ad ascoltare le infondate, incoerenti e fuorvianti asserzioni dei sostenitori del "no".
Un intervento di Roberto Damico
Un’idea che circola moltissimo — come sempre, del resto — è che dietro le proteste in Iran “ci sia qualcuno”. Gli Stati Uniti, Israele, la CIA, il Mossad. È diventato un riflesso condizionato, quasi pavloviano: i popoli non agiscono mai da soli, non hanno desideri propri, non producono storia. Qualunque moto di liberazione non allineato viene immediatamente letto come eterodiretto.
È la stessa griglia interpretativa applicata all’Ucraina, lo era per il Belarus , lo è per ogni movimento che non rientri nello schema “anti-occidentale”. È una lettura che ha un effetto preciso: cancellare le persone. Cancellare il malcontento, la rabbia, la paura, il desiderio elementare di libertà. È una forma di paternalismo radicale travestita da analisi geopolitica.
Ora, una cosa va detta con chiarezza: è ovvio che le potenze straniere intervengano per condizionare le realtà a proprio favore. Lo ha fatto la Russia negli Stati Uniti, interferendo apertamente in una campagna elettorale. Non si capisce per quale motivo questo dovrebbe essere considerato “realismo” in un caso e “complotto” in tutti gli altri. La politica internazionale funziona così. Sempre.
Israele, in particolare, ha motivazioni enormi per intervenire in Iran. La Repubblica Islamica ha, da decenni, tra i propri obiettivi dichiarati, la distruzione dello Stato di Israele. Non si tratta di una divergenza astratta, ma di una minaccia esistenziale. In questo senso, Israele non interviene per capriccio, ma contro un nemico comune: il regime.
Ed è vero: oggi, sul terreno, tra i manifestanti, ci sono uomini e donne del Mossad. Ci sono agenti che danno indicazioni, che forniscono modem per collegarsi a Starlink e rompere il blackout informativo, che aiutano a coordinare. Israele agisce per un proprio interesse, certo. Ma questo interesse coincide, in questo momento, con quello del popolo iraniano: la fine della teocrazia.
Quello di cui si parla troppo poco, però, sono le persone che fanno questo lavoro. Quei ragazzi e quelle ragazze sono sul campo, nelle piazze, esposti, identificabili, colpibili in ogni istante. A volte vengono uccisi. Eppure sono sempre circondati da un’aura di infamia, come se il solo fatto di essere israeliani li rendesse automaticamente colpevoli.
È paradossale. In Libano, contro Hezbollah, hanno condotto operazioni di intelligence di una precisione straordinaria. Un lavoro che chiunque, in qualunque altro contesto, definirebbe un capolavoro. Ma la demonizzazione impedisce perfino di vedere i fatti.
E c’è qualcosa di profondamente triste in tutto questo. Perché, pur di non riconoscere l’agency dei popoli e il valore di chi combatte una dittatura, si preferisce rifugiarsi in una narrazione magica: il regime era sano, il popolo era felice, poi è arrivata una forza oscura dall’esterno. Ancora una volta, il serpente, il peccato, la corruzione.
È una favola consolatoria. Ma le rivoluzioni non nascono nei laboratori dei servizi segreti. Nascono quando la vita diventa insopportabile. E chi aiuta a spezzare una gabbia, anche se lo fa per interesse, non è automaticamente un demone. A volte è semplicemente un alleato contingente nella lotta contro un oppressore reale.
ATTENZIONE! La situazione in #Iran è DRAMMATICA! Stanno portando via i cadaveri con i camion e le strade sono piene di sangue! È terribilmente drammatica la vita in Iran. E i media mainstream continuano a parlare di proteste e non di rivoluzione e di situazione sotto controllo. Ma diamine! Dove vivete?
Se non avete dove informarvi, informatevi qui, su questo social. Almeno 3000 sono i morti. I miliziani sparano proiettili veri contro i manifestanti. È come una zona di guerra, le strade sono piene di sangue. Portano via i cadaveri sui camion.
Queste cose non ve le dicono i media, ma dalle nostre fonti dirette in Iran, la situazione è di una drammaticità senza precedenti.
#IranRevolution2026 #IRGCterrorists
@RadioRadicale #Turchia
Nessuno parla dell'urgentissima assistenza sanitaria necessaria per i tanti bambini palestinesi denutriti, a causa della carestia che avrebbe provocato Istraele, affamando la popolazione di Gaza: ho il dubbio che non sia vero! #Palestina#Israele#Gaza#Trump#Ostaggi#13ottobre
Mi chiedo: ma la parte buona degli italiani, che scende in piazza, perchè stasera non l'ha fatto, manifestando compiacimento per l'accordo, come hanno fatto i palestinesi e gli israeliani, bambini compresi? #drittoerovescio#sharmelsheikh