Quando Giraudo e Moggi andavano a cena da Pairetto e Bergamo, la moglie di big Luciano raccomandava di portare dei panettoni e lui ridendo diceva: “Non ti preoccupà, gli diamo altra roba”
L’uscita dal sarcofago di Antonio Giraudo a 20 anni dalla sua radiazione coi media italioti tutti stesi a zerbino e incapaci del minimo contraddittorio merita un controcanto: a fornircelo sono le carte di Calciopoli che ci raccontano chi fosse davvero l'allora Ad della Juventus e cosa combinasse in combutta col suo pitbull Luciano
“Se Agnelli fosse stato vivo i giudici non avrebbero indagato su Calciopoli”.
(Antonio Giraudo)
Sono stato a lungo in dubbio se riprendere e commentare l’intervista rilasciata due giorni fa a “La Stampa” da Antonio Giraudo, il dirigente della Juventus radiato nel 2006 assieme a Moggi per lo scandalo di Calciopoli, magari facendo le pulci alle sue parole e contestando uno ad una tutti i suoi deliri e le sue ricostruzioni. Poi ho pensato che era tempo perso; e che il modo migliore per ricordare a tutti chi fosse l’allora amministratore delegato della Juventus a chi nel 2006 c’era ma ha dimenticato e a chi non c’era o era troppo giovane per ricordare, fosse quello semplice e inattaccabile di andare a rileggere, riproponendole, le pagine dell’informativa dei carabinieri di Roma che per conto della Procura di Napoli indagarono e intercettarono il Gatto e la Volpe della Real Casa, per l’appunto Giraudo e Moggi, pubblicandone qualche pagina a caso tra le decine, anzi le centinaia loro dedicate. Chi avesse la bontà, oltre che il tempo, di mettersi a leggerle, converrà con me che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Le ardite gesta dell’Ad juventino e del suo pitbull si commentano da sole.
Solo per puntualizzare, visto che non c’è un cane che ridando spazio e visibilità a Giraudo si sia premurato di dire chi fosse e cosa facesse: ecco a voi uno stralcio dell’Odissea juventina con due Ulisse al posto di uno integralmente tratto da “Il Libro nero del calcio, 2” pubblicato nell’estate 2006 da L’Espresso. Buona lettura.
IL RUOLO DI ANTONIO GIRAUDO NEL CONTESTO ASSOCIATIVO
L’importanza del ruolo rivestito da Antonio GIRAUDO nell’ambito dell’organizzazione moggiana emerge in occasione degli avvenimenti vitali per l’attività del gruppo, come gli appuntamenti “conviviali” organizzati con i vertici del settore arbitrale lo scorso dicembre, ampiamente documentati nell’informativa del 19 aprile u.s..
Tali incontri sono stati organizzati a casa di Pierluigi PAIRETTO il 2 e il 21 dicembre scorsi, luogo ritenuto sicuro, oculatamente prescelto per essere al riparo da occhi indiscreti dal momento della incompatibilità funzionale tra i partecipanti, allo stesso tempo appuntamenti delicati per gli importanti riflessi sulla realizzazione degli scopi e quindi sulla stessa vita associativa, pertanto richiedenti l’intervento dei massimi esponenti dell’organizzazione.
Il commento che il presidente dell’AIA ed il designatore PAIRETTO fanno la mattina subito dopo l’incontro della sera del 21 dicembre, dove hanno preso parte Luciano MOGGI e Antonio GIRAUDO, rende perfettamente il quadro delle relazioni associative esistenti, allorché PAIRETTO riferisce con soddisfazione a LANESE “... infatti.. si possa pensare di lavorare bene...”, il quale, a conferma dei buoni risultati e della continuità del vincolo esistente, esclama “...si...si...si! ...siamo rimasti che a metà gennaio, fine gennaio ci vediamo di nuovo! Così facciamo un cek!...”; ma ciò che fa trasparire l’effettivo spessore di quello che è stato raggiunto tra i conviviali è mirabilmente evidenziato da LANESE, a dimostrazione del motivo tutt’altro che mondano della serata “... va bene Gigi! Noi siamo al caldo!...” (vds prog. 30721 utenza 335/75... - LANESE Tullio).
Tali avvenimenti, dunque, si rivelano un’importante occasione per discutere al vertice - con assoluta tranquillità - così come poi emergerà anche nel successivo incontro al quale mancherà LANESE - degli interessi e degli obiettivi sui quali si fonda il pactum della compagine creata da Luciano MOGGI.
Infatti, il 1° dicembre u.s. alle ore 20,25 (vds prog. 6014 utenza 33564... - BERGAMO Paolo) viene intercettata una conversazione tra Maria Grazia FAZI e Paolo BERGAMO dalla quale emerge il motivo reale di tale occasione, allorché la donna chiede a BERGAMO “...GIGI non t’ha detto niente su che verte domani sera... su che verterà l’incontro eh ?...”.
La serata del 2 dicembre si scopre anche come il momento per omaggiare in via immediata i due designatori di lauti doni, come si evince da una risposta fornita dal MOGGI alla moglie che vuole portare dei panettoni. “..no...no... (ride) ...gli diamo altra roba, non ti preoccupà !... non ti preoccupà!” ... ed ancora sempre il MOGGI ...loro più che panettoni...loro...ehm...”, interrompendo la frase con un eloquente silenzio.
In seguito, si aggiungono numerosi incontri a cena che periodicamente GIRAUDO intrattiene unitamente a MOGGI, sempre a casa di PAIRETTO, ai quali partecipa anche LANESE, appuntamenti questi che vengono ricostruiti nella sezione del presente elaborato dedicata al presidente dell’A.I.A.
E’ da segnalare altresì l’incontro a Livorno tenutosi lo scorso 21 maggio tra il citato management torinese, MAZZINI e BERGAMO per fare un punto della situazione del gruppo ed elaborare, inoltre, le opportune strategie e le misure da adottare a sostegno del designatore contro eventuali minacce di rimozione dall’incarico, avvenimento anche questo ricostruito nell’apposita sezione del presente elaborato riguardo alla frode sportiva.
Le questioni importanti, gli eventi decisivi che riguardano la vita associativa, dunque, forniscono ulteriore spunto per tracciare il profilo - di massimo rilievo - ricoperto da Antonio GIRAUDO nell’ambio dell’assetto associativo.
Tale assunto trova ampia dimostrazione proprio in merito alle preziose informazioni che Luciano MOGGI assume dalla sua fitta rete di connivenze nell’apparato della sicurezza pubblica, allorché il capitano della GdF LASCO - nell’incontro fugace ma assai proficuo che hanno il 29 dicembre u.s. presso un autogrill del GRA - gli riferisce sullo stato dell’indagini della Procura capitolina in merito all’inchiesta sulle plusvalenze, vicenda anche questa già segnalata nella nota del 19 aprile u.s..
Nella circostanza in esame, dopo l’incontro MOGGI riferisce subito l’esito della conversazione riservata avuta con LASCO al suo correo GIRAUDO, ciò a riprova dell’esatta conoscenza che questi ha delle mosse e dei contatti dall’interlocuotore, il quale lo tranquillizza che è stata solo una trasmissione di atti e che "per il momento non c’è nulla di rilevante. “... Non c’è niente! E’ solo una formalità”.
Il 24 marzo u.s., alle ore 09.44 (vds prog. 38690 - utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI), GIRAUDO chiama MOGGI ed appreso che questi si trovasse già fuori sede, lo informa di essere stato contattato dall’avv. CHIAPPERO “..eh, si perché mi ha chiamato CHIAPPERO...” ed in modo ermetico ma esaustivo a dimostrazione della perfetta corrispondenza esistente tra loro ma soprattutto della riservatezza che richiede l’argomento, aggiunge “...sai che ogni tanto vengono a trovarci quei nostri due amici?...i due amici che avevi visto anche una volta allo stadio? Eh?..ehm...”, entrando, poi, nel vivo della questione: “...e lui non ha buone notizie!... ed allora bisognava vedere un po’ un momento... è un discorso di un maresciallo, insomma!...”, invitando l’interlocutore a mettersi in contatto con l’avv. CHIAPPERO.
La portata delle azioni a tutela dagli attacchi esterni, come il caso delle dichiarazioni di ZEMAN riportate dalla ștampa, mette ancora una volta in evidenza il ruolo di Antonio GIRAUDO all’interno del gruppo creato da MOGGI. Nella circostanza, infatti, il predetto riferisce a MOGGI di dover ricorrere ad un’azione drastica per punire il citato allenatore per le sue esternazioni, come la sottrazione di giocatori importanti della squadra allenata dallo stesso, attraverso basse quanto occulte manovre.
Lo scorso 22 dicembre, infatti, alle ore 12.36 (vds prog. 13948 utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) GIRAUDO a seguito di un articolo comparso sul “Corriere dello Sport” riportante le dichiarazioni di ZEMAN chiama MOGGI manifestando tutto il suo disappunto ... porca p... ragazzi! Sul Corriere dello Sport!...” soprattutto per il fatto che “...quelle cose che tu mi dicevi, che erano mai venute fuori se non così a... io l’avevo visto in televisione ma... qui ci castigano perché ZEMAN... la Juve qui...si...si ha cominciato, due fuori gioco, no, alla Juventus qui...”.
Il presidente juventino indica chiaramente a MOGGI la ferma condotta da tenere nei confronti di ZEMAN per punirlo “...bisogna...bisogna fargli qualcosa, non so un sistema...peccato che...bisogna dargli una legnata! Perché tanto, se gli fai una urlata, come io gli ho fatto 2-3 volte, non servono ad un c... bisogna prendere le emorragie dandogli un danno a questo qua! Inventandoci qualcosa! Portandogli via un giocatore, trovargli qualche...”
Lo stesso giorno, alle successive ore 17.48, (vds prog. 14280 - utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) GIRAUDO chiama nuovamente MOGGI con il quale torna di nuovo sull’argomento ZEMAN e nuovamente indica all’interlocutore la durezza della linea che dovranno adottare nei confronti del citato allenatore, ribadendo più volte il concetto che, tra l’altro, evidenzia altresì la scorrettezza dei sistemi concorrenziali che vengono intrapresi “...più che parlare bisognerebbe pigliare l’elenco dei giocatori, pigliargliene uno e portarglielo via!...puoi pigliare BOJINOV, fargli offrire da qualcuno 3 milioni di euro, subito! Bisogna rompergli i coglioni bene!... perché se lui gli ha fatto il contratto... se ti liberi ti diamo cinque milioni di Euro all’anno, insomma delle cose che bisogna spaccargli il culo bene”.
E’ ancora la questione dell��allenatore ZEMAN che, in seguito, offre ulteriori e importanti contribuiti che mettono in luce la continuità dei metodi e degli strumenti adoperati dal gruppo per il raggiungimento degli obiettivi, come l’acquisizione e l’uso di dossier, per provocare la pubblica denigrazione, dunque, attraverso la divulgazione di carte scomode, a danno di chi si frappone al gruppo, ostacolandone o minacciandone gli interessi.
Infatti, il 18 marzo u.s., alle ore 15.41 (vds prog. 36896 - utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) l’avv. TROFINO in un colloquio telefonico con MOGGI annuncia a questi “… senti ti volevo dì, ti porto un bel regalo, eh? Ti faccio un bel https://t.co/BBfhPzqUtB ZEMAN...che ne diresti se lui ha partecipato ad un tentativo di truffa per un certo giocatore DUBROVNIC... DOBROVIC che d’accordo con il suo procuratore l’ha rifilato ad ALIBERTI per un miliardo ed otto ed invece era a parametro zero...”, tanto che l’interlocutore subito esclama “...ma questa...questa bisogna darla alla stampa, allora eh!...”. Il TROFINO, dunque, aggiunge “... eh... eh... ehm... io adesso... io stasera se c’ho tempo vado a Salerno a prendermi il verbale che mi dà questo avvocato amico mio!... eh... eh davanti a 7 persone il procuratore CANNELLA, questo ex direttore sportivo ha detto: se mi chiama anche la Procura della Repubblica lo dico quello che volevate combinare, lo dico a tutti! Il fatto è questo, questo e questo!...”.
Nel sottolineare l’impegno ad acquisire le carte “... comunque me lo vado a prendere così poi...” l’avv. TROFINO chiede un incontro di persona con l’interlocutore e GIRAUDO: “...dobbiamo vederci 10 minuti io, tu ed ANTONIO, poi calcola!”.
Anche le vitali questioni inerenti il settore arbitrale e le correlazioni con i suoi esponenti forniscono ulteriori elementi che rilevano la posizione di GIRAUDO nell’ambito delle scelte associative, come evidenziano le conversazioni appresso indicate. In particolare, emerge la sintonia strategica del predetto con MOGGI sul consolidare lo spogliatoio ma soprattutto di ravvivare la corrispondenza con il mondo arbitrale, poiché avvertono una descalation dell’apporto proveniente dagli “amici”, a sottolineare ancor più l’esistenza di una continuata connivenza di quell’ambiente che ad un tratto è ritenuta non rispondente ai normali standard, per procedere spediti alla vittoria del campionato.
L’organica e continuata appartenenza al vertice dell’organizzazione moggiana da parte di GIRAUDO è altresì evidenziata dai contatti che egli in questo senso intrattiene con MAZZINI. Infatti il dirigente juventino nella conversazione intercettata lo scorso 22 aprile e di seguito riportata, facendo riferimento all’esito negativo dell’ultima gara disputata con l’INTER due giorni prima (32a giornata di campionato) che ha visto la squadra bianconera soccombere per una rete a zero, fa subito accenno alle composizioni arbitrali. Il predetto, in particolare, manifesta la delusione che - si badi bene, per la prima volta, ciò a evidenziare dunque un’antica connivenza - BERGAMO gli aveva provocato per l’invio alla partita del MILAN dei guardalinee BABINI e PUGLISI, risaputamente tendenzialmente rivolti a favore dei rossoneri “...oltretutto devo dirti che per la prima volta in tanti anni ho avuto una delusione dal nostro amico Paolo...perchè mandare... dopo che SHEVCHENKO si lamenta, mandare BABINI e soprattutto PUGLISI al MILAN... no!... come si arrivi non mi è piaciuto ... è stata una cosa che mi ha deluso molto...”.
Nella medesima conversazione il dato che GIRAUDO legge negativamente, viene subito capovolto da MAZZINI, il quale al fine di esaltare le capacità e soprattutto la potenza del gruppo, rimembra all’interlocutore il lavoro “eccezionale” fatto da BERGAMO per la partita SIENA-MILAN (31 giornata di campionato) disputata in data 17 aprile “...però ... però devo dire a Siena il nostro amico è stato eccezionale è!”.
Infatti la composizione arbitrale per quella gara era costituita dall’arbitro COLLINA assistito dai guardalinee FARNETI e BAGLIONI il quale nel corso dell’incontro ha segnalato il fuorigioco di SHEVCHENKO (Milan) che è valso l’annullamento del goal segnato dallo stesso al 10° minuto del primo tempo.
Il 6 febbraio u.s., alle ore 11.05 (vds prog. 31466 utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) GIRAUDO chiama MOGGI con il quale conviene sul fatto di rinsaldare le fila per procedere spediti verso la vittoria del campionato. Ín particolare, i due sono d’accordo sul consolidare lo spogliatoio ma soprattutto - con chiara allusione al settore arbitrale - di ravvivare la corrispondenza con esso, poiché avvertono una descalation dell’apporto proveniente dagli “amici” a sottolineare ancor più l’esistenza di una continuata connivenza di quell’ambiente “... come anche dobbiamo anche prendere l’altro ambiente e... quelli che sembrano degli amici, ma poi, oramai, non ci danno più niente... è più che palese”. A tal proposito MOGGIespone il concetto di come possa incidere sull’andamento della gara una certa direzione arbitrale, altrimenti è improduttivo e privo di ogni significato il rapporto di appartenenza alla compagine di quell’ambiente “...infatti secondo me non esiste niente che, in pratica possa, possa incidere sull’andamneto della partita, ma quando sei al limite deve essere... deve essere in un’altra maniera perché sennò ognuno si fa la strada sua!...” e proseguendo sul punto il predetto riferisce di aver già affrontato l’argomento con i diretti interessati sulla reciprocità del sostegno che deve esserci con loro “...ma gliel’ho già, gliel’ho già detto … no... perché sai.. aiutarsi… va bene da tutte le parti, ma aiutarsi...”, trovando d’accordo GIRAUDO sul “rimettere a posto i due ambienti, l’ambiente interno e l’ambiente esterno”.
Il dirigente juventino aggiunge da parte sua di aver gia espresso tali concetti a chi doveva, che poi in definitiva costituivano le linee che lo stesso MOGGI aveva illustrato al predetto, a ulteriore riprova della centralità decisionale-strategica di MOGGI all’interno del gruppo “...abbiamo le idee chiare tutti quanti io... su questo… è la cosa, secondo me, basilare. Infatti, ieri sera, io quando so’ arrivato ho... ho richiamato e gli ho espresso questi concetti miei, che in pratica poi sono quelli che mi hai detto”.
Nel corso della conversazione MOGGI esterna un’importante analisi sulla concessione di favoritismi arbitrali al momento ritenuta non all’altezza del normale standard. Il predetto, infatti, reputa che i fischietti fidi, sicuri dell’appoggio proveniente dall’interno del gruppo proprio per la loro cointeressenza, abbiano una cura maggiore per la credibilità dell’ambiente esterno per poter contare in questo modo su di un duplice sostegno. Difatti, il predetto a ciò riconduce il mancato conferimento di favorevoli interventi arbitrali anche di fronte a casi dubbi e quindi facilmente giostrabili “Si, secondo me hanno paura di essere marchiati dopo, così... di essere contro. Va a capire, perché magari poi gli facciam le polemiche, però qui siamo arrivati al punto che nel dubbio ci dan... nel dubbio puoi dare a favore o contro, qui nel dubbio dai sempre contro e questo non va neanche bene perché, giustamente, tu ti vuoi prendere l’interno ma anche l’esterno perché anche quello non va mica bene”.
Il 22 aprile u.s., alle ore 09.36 (vds prog. 6661 - utenza 335/59... in uso a Innocenzo MAZZINI) MAZZINI chiama GIRAUDO e dalla conversazione emerge in modo netto l’organica e continuata appartenenza al vertice dell’organizzazione moggiana. Infatti, l’amministratore delegato juventino facendo riferimento all’esito negativo dell’ultima gara disputata con l’INTER il 20 aprile che, ha visto la squadra bianconera soccombere per una rete a zero, fa subito accenno alle composizioni arbitrali ed in particolare alla delusione che - si badi bene, per la prima volta, ciò a evidenziare dunque, un’antica connivenza - BERGAMO gli aveva provocato una delusione per l’invio alla partita del MILAN dei guardalinee BABINI e PUGLISI, risaputamene tendenzialmente rivolti a favore dei rossoneri “... oltretutto devo dirti che per la prima volta in tanti anni ho avuto una delusione dal nostro amico Paolo eh!... perchè mandare... dopo che SHEVCHENKO si lamenta mandare BABINI e soprattutto PUGLISI al MILAN... no !... come si arrivi non mi è piaciuto!... è stata una cosa che mi ha deluso molto...” GIRAUDO rimarca ancora il comportamento di BERGAMO aggiungendo che la designazione degli assistenti rientra nella diretta competenza decisionale di BERGAMO “perché quella...quella è la cosa che decide lui.. sui sorteggi va bene... questa è una cosa che decide lui”.
A tal punto, MAZZINI al fine di esaltare le capacità e soprattutto la potenza del gruppo, rimembra all’interlocutore l’ottimo lavoro fatto da BERGAMO per la partita SIENA-MILAN appena disputata in data 17 aprile “però... però devo dire a Siena il nostro amico è stato eccezionale eh!...”, infatti la composizione arbitrale per quella gara era costituita dall��arbitro COLLINA assistito dai guardalinee FARNETI e BAGLIONI, il quale ultimo nel corso della gara ha segnalato il fuorigioco di SHEVCHENKO che è valso l’annullamento del goal segnato dallo stesso al 10° minuto del primo tempo. Tale richiamo suscita la soddisfatta conferma di GIRAUDO “Si! No, no io dico è stato eccezionale poi dopo... dopodiché come uno si lamenta voglio dire...”.
Ancora fanno riferimento agli arbitri con MAZZINI che dice “...no più che altro era rimasto invece deluso dal nostro fischietto! ... quello che tu hai detto che è sfortunato...”, alludendo con ogni probabilità a Massimo DE SANTIS in quanto risulta essere l’arbitro dello “sfortunato” incontro che la JUVENTUS ha appena disputato con l’INTER.
Dunque, gli interlocutori cambiano argomento con MAZZINI che sposta la discussione sul doping “...bene ti volevo dire della questione doping che ti riguarda”, aggiungendo poi un’affermazione che mirabilmente evidenzia il comun destino dei due “Però devo dire che ne siamo usciti bene, eh!....”, scatenando l’entusiastica replica dell’interlocutore “...alla grande... alla grande!”.
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@agostinomela L'ultima volta che ho visto l'inter a Ca in distinti ho visto 60enni insultare pesantemente ragazzini di 10 anni perché indossavano la maglia dell'inter. Nemmeno al derby di Milano si vedono certe cose. Tifoseria pessima. Da allora non ci son piu tornato, non voglio finire dentro