#7OTTOBRE. TERZI (FDI): INVESTIRE NELLA VERITÀ PER SMONTARE PROPAGANDA
(DIRE) Roma, 7 ott. - "Nel giorno in cui ricordiamo il 7 ottobre, il mostruoso pogrom antisemita, razzista e genocidario che tre anni fa ha colpito Israele e il popolo ebraico, è doveroso parlare di memoria, compassione e verità. Quel giorno, oltre 1200 persone furono trucidate dal terrorismo islamico, da tagliagole il cui obiettivo dichiarato era - ed è tuttora - la distruzione della civiltà giudaico-cristiana. Purtroppo, la memoria di quel massacro e la compassione per le vittime sono state sporcate, in questi anni, da un fango melmoso che ha invaso media, parlamenti, piazze, università in tutto il mondo, persino organizzazioni internazionali, dove equità, imparzialità e rispetto della dignità di ogni uomo e donna, di ogni religione, Nazione e cultura, dovrebbero valere quasi quanto i testi sacri di ogni fede. Il più grande sterminio di ebrei dai tempi della Shoah è stato prima relativizzato, poi giustificato e infine rovesciato attraverso un'impressionante sequenza di falsità, sistematicamente diffuse da Hamas, Hezbollah e dal regime iraniano. Lo scopo di questa propaganda è chiaro: far ricadere, come avvenuto per millenni, la colpa esclusiva delle atrocità sulle vittime, su Israele e sul popolo ebraico. Ma sul 7 ottobre non può esistere alcun 'sì, ma, però'. Abbiamo presentato in Senato il rapporto dell'Ambasciatore israeliano Yechiel Leiter, che smonta accuratamente le accuse di genocidio, pulizia etnica e carestia rivolte a Israele, attraverso il confronto di dati, fatti e circostanze concreti. Un lavoro - prezioso - di verità. Come ha ricordato spesso Papa Leone, affinché regni la pace in tutti i popoli del Medio Oriente, vi deve esser un dialogo 'autentico e responsabile'. Pertanto, si deve aver il coraggio di investire a fondo nella verità per smontare la propaganda: solo così possiamo contribuire alla scomparsa del terrorismo, dell'antisemitismo e dell'odio antioccidentale. Tale sforzo deve partire dalle istituzioni nazionali e internazionali; occorre rinsaldare le fondamenta delle Nazioni Unite, consolidare i valori della Carta e superare - una volta per tutte - quel settarismo che ha permesso a figure come la Special Rapporteur Francesca Albanese di calpestare i principi sacrosanti di trasparenza e imparzialità che ogni funzionario dell'ONU dovrebbe rispettare. Non possiamo cadere nell'inganno di questa propaganda né farci accecare dall'odio. Il bersaglio dei terroristi non è solo l'identità ebraica, ma la nostra stessa civiltà europea e occidentale. Sulle menzogne che confondono la vittima con l'aggressore, sulla propaganda che vorrebbe cancellare dalle nostre coscienze le responsabilità del terrorismo islamico, vinca la verità. È la verità l'unica vera speranza di pace". Lo dichiara in aula il senatore di Fratelli d'Italia Giulio TERZI, in ricordo dei fatti del 7 ottobre in Israele.
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Ringrazio il Senatore Giulio Terzi per questo suo intervento puntuale di ieri nell'aula del Senato. Le sue parole dovrebbero essere ascoltate molto bene da tutti coloro che sono realmente intenzionati a comprende quanto accaduto in questi tre anni.
Un piacere aver promosso e ospitato questa mattina al Senato, a Palazzo Carpegna, l’incontro tra il Ministro del Commercio e dell'Integrazione della Repubblica del Kazakistan, Arman Shakkaliyev, in visita in Italia, e una delegazione di rappresentanti istituzionali, diplomatici ed esponenti del mondo economico italiano e kazako. Si è parlato a lungo della cooperazione bilaterale sempre più salda, nonché delle ampie prospettive di crescita tra i nostri due Paesi e non solo, anche tra l’UE e la regione dell’Asia Centrale.
Un ringraziamento speciale va all’Associazione per il Commercio Italo-Kazako ACIK, rappresentata dal Presidente Marco Beretta e dalla Vicepresidente Elisabetta Lanfranchi. Il dialogo di oggi, alla presenza anche dell’Ambasciatore kazako in Italia S.E. Yerbolat Sembayev e dell’Ambasciatore italiano in Kazakistan, collegato da remoto, S.E. Antonello De Riu. Numerose le riflessioni emerse in merito ai settori più strategici per Italia e Kazakistan su cui concentrare gli investimenti, dall’industria meccanica all’energia, dalle infrastrutture alla connettività. Spunti emersi uniti da un filo conduttore comune: la fiducia nella stabilità dei rapporti tra i nostri paesi, la determinazione concreta di mettere a terra progetti e iniziative comuni. Tra questi, è stata più volte ricordata l’importanza del Trans-Caspian International Transport Route, il cosiddetto Middle Corridor che unirà l’intera regione dell’Asia centrale con l’Europa.
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SECRETARY RUBIO: For twenty-five centuries since, the Parthenon has stood. Empires have risen and fallen beneath its shadow.
And the progeny of the men who built it – the sons of Athens and Rome – have carried their civilization with them to the ends of the Earth.
Two and a half centuries after the founding of the American republic halfway across the world from where I stand now, I stand here today – as the Secretary of State of that republic, and as the great-grandson of settlers who arrived in the new world from Spain – I stand here to testify to a debt that no lapse of time, no distance of space, can ever extinguish.
«I veri responsabili di quanto sta accadendo siamo noi. Noi, e non Putin. Il fatto che la nostra reazione a lui e alle sue ciniche manipolazioni si sia limitata a sparuti barbottii da cucina gli ha garantito l’impunità. La nostra apatia è stata senza confini e ha concesso a Putin indulgenza plenaria.» - Anna Politovskaya, La Russia di Putin.
Esattamente 20 anni fa Vladimir Putin si è fatto il più bel regalo di compleanno di sempre, facendo eliminare a colpi di pistola Anna Politovskaya, giornalista, attivista e oppositrice, uccisa nell'androne della sua casa a Mosca.
Anna ha utilizzato il tempo che la vita le ha concesso a denunciare i crimini del regime che stava allungando i suoi tentacoli sul paese, a combattere contro le ingiustizie e le crescenti restrizioni alle libertà politiche e individuali. E per questo ha pagato il prezzo più alto. Tutto questo oggi riguarda anche noi.
Leggiamo le sue parole. Confrontiamole con quelle dei tanti politici che anche da noi sono pronti a barattare la nostra sicurezza in cambio di voti, che ci raccontano che la Russia di Putin "non è un pericolo". E domandiamoci se con la loro viltà abbiano scelto di onorare la memoria di Anna o piuttosto di legittimare il mondo di violenza, oppressione e morte che sta costruendo chi l'ha ammazzata.
Rapporteur to XV @isolaralliance St. Committee, 🇮🇹 reaffirmed support to effective, concrete solutions in ☀️ energy, particularly in #Africa. Public & private investments, training and local capacities are 🔑. Ready to continue coop. w/ 🇮🇳 & partners for growth & energy access.
20 years ago, Anna Politkovskaya was murdered for speaking truth to power in Putin’s Russia.
She exposed the brutality of war. She gave a voice to its victims. And she refused to be intimidated into silence.
This cost her life. But her memory is carried by so many to this day.
Press freedom in Russia has now only been crushed further. But Anna’s voice continues to travel far beyond Russia’s borders.
She remains a symbol of courage, of fearless journalism and of the power of truth in the face of oppression.
Today, we honour Anna’s legacy. And we think of all those who continue the work she gave her life for.
Domani, 7 ottobre, ci saranno 75 manifestazioni contro Israele e gli ebrei nel mondo al grido di Intifada, resistenza, dal fiume al mare etc. Un quinto di tutte le manifestazioni saranno in Italia. Alexander Clark, comandante della V armata statunitense in Italia, a cena con Malaparte nel 1944 disse: “In Italia ci sono 40 milioni di fascisti e 40 milioni di antifascisti”. Malaparte obiettò che 40 milioni erano gli italiani censiti e l’alto ufficiale americano spiegò: “Sì, esatto, perché ieri erano tutti fascisti, oggi sono tutti antifascisti”
L'amb. Cortese presenta al senatore Terzi volume su Villa Paulucci di Calboli a Berna
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"L'ambasciatore Gaetano Cortese ha incontrato il senatore Giulio Terzi di Sant'Agata, presidente della quarta Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato della Repubblica e già ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per consegnargli la pubblicazione dedicata alla sede diplomatica italiana in Svizzera dal titolo "La Villa dei Marchesi Paulucci di Calboli a Berna".
Nel corso del colloquio, l'ambasciatore Cortese ha illustrato al senatore Terzi le varie fasi che hanno portato alla realizzazione della nuova iniziativa editoriale di Carlo Colombo di Roma che rientra nell'ambito della prestigiosa collana dedicata alla valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo.
Cortese ha comunicato al senatore Terzi di avere nei giorni scorsi consegnato personalmente al segretario generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ambasciatore Riccardo Guariglia, diversi esemplari del libro per la Segreteria Generale e per il Gabinetto del ministro Antonio Tajani che ha voluto gentilmente curare la prefazione del volume sulla Residenza d'Italia a Berna assieme al consigliere Federale e capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri della Confederazione Svizzera, Ignazio Cassis.
In pari tempo di avere reso visita a Villa Monticello, sede della rappresentanza diplomatica Svizzera a Roma, per offrire all'ambasciatore della Confederazione Svizzera in Italia alcune copie dell'opera e per esprimergli i suoi sentimenti di gratitudine per i contributi dati al libro da parte del presidente Ignazio Cassis e dello stesso capo missione Roberto Balzaretti.
Il senatore Giulio Terzi di Sant'Agata ha manifestato il suo vivo apprezzamento e la sua riconoscenza per questa nuova splendida opera pubblicata in occasione della celebrazione del 165 anniversario dell'Unità d'Italia e delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Confederazione Svizzera e nell'ottantesimo anniversario della Festa della Repubblica.
Il senatore Terzi ha preannunciato all'ambasciatore Cortese che sono in fase di elaborazione e definizione le date per la presentazione del libro presso la Sala Nassyria del Senato della Repubblica."
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"Il 7 ottobre non passa. Ora l’antisemitismo infetta l’Occidente in preda alla psicosi", scrive Fiamma Nirensteins su @ilgiornale
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"Il #7ottobre non può essere commemorato. Sta ancora avendo luogo. Quando i terroristi di Hamas hanno sfondato il reticolato avevano chiaro il messaggio strategico: l’aveva stilato in bella scrittura araba, scritto a penna in caratteri piccoli dalla mano stessa di Sinwar. «Andate per distruggere gli ebrei, e con questo non vincerete la guerra, ma vincerete la storia. Distruggerete Israele, la ummah islamica, dar el salam divorerà l’dar el harb. E questa prima conquista precederà la distruzione dell’intera civiltà giudaico cristiana». Due sono i capitoli nella storia del 7 ottobre: quello degli eventi senza precedenti di quel giorno e quello della fase di espansione dentro il potere conoscitivo e morale in Europa e in America attraverso l’antisemitismo. La costruzione di una psicosi collettiva, di una falla nel sistema morale, nel principio di causa effetto, dei concetti di buono e giusto. È di questa rivoluzione mondiale che ci occupiamo quando parliamo del 7 ottobre, oltre che di corpi sventrati e di guerra, ricordando anche come l’antisemitismo sia già stato più volte la mosca cocchiera della crisi delle civiltà che l’hanno generato, della distruzione nazista dell’Europa.
Ma è dalle lacrime e dal sangue che bisogna partire: è la forma, il modo che caratterizza la strage del 7 ottobre che non si mai visto, se non 80 anni fa con la Germania di Hitler. Heinrich Himmler il 4 ottobre ’43 a Posen spiegò a 90 capi delle SS che occorreva sterminare anche i bambini ebrei «per ragioni morali»; la condanna a morte che i loro genitori «meritavano» toccava anche a loro pena un futuro minacciato dalla vendetta. Così, per «motivi morali» i palestinesi hanno deciso di bruciare vivi, fare a pezzi, stuprare e uccidere le famiglie ebraiche dei kibbutz. L’intento morale dell’islam politico è la soluzione definitiva, una religione intrinsecamente anche politica lo ordina. È buono e giusto per Hamas, per l’Iran ed è l’intenzione dell’antisemitismo nei secoli, mondare la Terra dagli ebrei, oggi da Israele in primis, e farne il regno dell’etica che la carta di Hamas persegue. L’imperativo islamico di cancellare e soggiogare, il 7 ottobre si è mostrata nudo.
La resistenza ebraica ha reagito con successo su 7 fronti. Ma la guerra non si è ancora conclusa né sul fronte di Hamas, né in Giudea e Samaria, né con gli Hezbollah, né col maggiore burattinaio l’Iran, mentre si scalda il fronte turco, e il Qatar finanzia a miliardi l’odio. Intanto grandi Intifada, in Francia, ma Spagna e Inghilterra seguono a breve, mettono l’Europa a ferro e fuoco, e New York diventa la città di Mamdani. Con la strage bestiale, subito l’inondazione negazionista antisemita sommerge l’occidente, tutto. Si eliminano gli ebrei cacciandoli dalle università e dal cinema; dalle competizioni sportive e dai premi letterari; dalla politica e dai campionati di calcio, per avvilirli, per terrorizzare le famiglie e i bambini a scuola, gli studenti all’Università, silenziate in tv tutta l’informazione degli ebrei e degli amici degli ebrei. È una Shoah. L’ebreo deve sparire nella rete di menzogne, dalla parola «genocidio» a «pulizia etnica» a «carestia», fino al classico «blood libel» del sangue dei bambini e dei civili, dei soldati assetati di vendetta, sulla paradossale trasfigurazione di Netanyahu, tacciato di nazismo. La classica logica, la conoscenza, la cultura, la ragionevolezza, persino il principio di causa effetto che in antico hanno incontrato la regola, la struttura, il rispetto per il prossimo imposti dall’ebraismo e dal suo diretto discendente, il cristianesimo, sono spariti in una cultura universalista negatrice della storia, che denigra il suo passato e chiede scusa. La sorte ha alleato la crisi d’occidente con un mondo che perseguita dissidenti donne e omosessuali. La deriva universalistica di una società preda della grande confusione morale e conoscitiva, trova il partner nell’islam militante e suprematista. Così il palestinismo si trasforma in magico recipiente unico per trasferirvi buoni sentimenti, diritti umani, scontro fra oppressori oppressi, fra libertà e imperialismo. Alla rovescia.
Il mondo «per bene» ritiene che il 7 ottobre «non è avvenuto nel vuoto» come dichiarò il segretario generale dell’Onu Guterres. Inaugurava così l’era della caccia all’ebreo con licenza di legalità internazionale. Tuttavia il popolo ebraico sanguinante e offeso, ha da fare. Chi era più dolente degli uomini che si misero al lavoro dopo la Shoah mentre venivano già aggrediti di nuovo? Eppure in nemmeno 80 anni l’unico Paese senza petrolio del Medioriente, così democratico da subire spaccature a ogni momento, così valoroso da vincere su tutti i fronti, generoso tanto da aver tentato di condividere la sua piccolissima terra e averne ricevuto in cambio morsi alla giugulare, sia oggi pieno di bambini e di progetti, abbia un Pil pro capite più alto di Francia, Italia, Inghilterra, la seconda economia pro capite dopo il miliardario Qatar. Le sue invenzioni aiutano il mondo nel campo scientifico, agricolo, tecnologico, medico, della difesa. I suoi servizi segreti evitano il terrore per tutti, le sue squadre di soccorso salvano vittime delle catastrofi in tutto il mondo. La sua gioia di vivere è intessuta di una volontà di pace che, sempre respinta, si insegna a scuola. Ancora nel fuoco del post 7 ottobre, la responsabilità di ogni accusa antisemita deve restare sempre e soltanto degli antisemiti, chi ha rispetto di sé guarda negli occhi il nemico e lo sciocco, senza farsi influenzare da sensi di colpa. E seguita a combattere e a essere se stesso con più forza: il popolo ebraico. Se racconterò quanto l’esercito israeliano combatte cercando di salvaguardare la vita dei civili, se mostrando che la proporzione fra combattenti e civili uccisi è di 1 a 1,2, la più bassa del «warfare» urbano nel mondo, non sarà per rispondere alla propaganda. Tanto meno per giustificarsi.
La differenza nella lotta contro l’antisemitismo, consiste nella certezza che Israele sa vincere le guerre. L’Occidente intero può vincere con lui se ancora vuole e può. In questo terzo anniversario del 7 ottobre lo scontro è in atto, ed è duro."
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Incontro con il Presidente della Repubblica di Lituania.
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"Il Presidente del Consiglio dei Ministri, @GiorgiaMeloni, ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica di Lituania, Gitanas Nausėda.
I due leader hanno espresso soddisfazione per la solidità delle relazioni bilaterali e condiviso l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la cooperazione, con particolare attenzione ai settori strategici della difesa e dell’energia.
La conversazione ha consentito un confronto sulle principali priorità europee, anche in vista dell’imminente Presidenza lituana del Consiglio dell’Unione europea, a partire dal rafforzamento della competitività e della base industriale europea e dalla necessità di ridurre strutturalmente i costi dell’energia per famiglie e imprese.
È stata rimarcata l’importanza di un Quadro finanziario pluriennale adeguato alle ambizioni dell’Unione, che assicuri risorse sufficienti sia alle nuove priorità strategiche sia alle politiche tradizionali, a partire da coesione e agricoltura. I due Leader hanno inoltre discusso della gestione dei flussi migratori e della necessità di rafforzare la dimensione esterna dell’azione europea.
Il colloquio si è infine concentrato sui principali scenari internazionali, a partire dal comune impegno per una pace giusta e duratura per l’Ucraina."
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Sul #7ottobre non ci può essere la "Par Condicio dell'orrore".
Non c'è da discutere e se la #sinistra islamista vuole dare voce a chi ha sgozzato vittime innocenti, capite bene che c'è un problema per tutta l'Europa.
E noi abbiamo il preciso dovere di arginarlo.
Quarta riunione del gruppo informale sulla competitività europea
https://t.co/gjYBedbXL2
"In vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, il Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Primo Ministro belga Bart De Wever hanno ospitato una nuova riunione in videoconferenza dei Capi di Stato e di Governo del gruppo informale sulla competitività europea.
Insieme a Italia, Germania e Belgio, hanno preso parte alla videoconferenza la Commissione europea, Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.
La discussione si è concentrata su tre temi: costo dell’energia, semplificazione delle regole europee e rapporti commerciali internazionali.
Il Presidente Meloni ha sottolineato la necessità che il prossimo Consiglio europeo dia indicazioni politiche chiare e concrete, in particolare per ridurre il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea e, in questo quadro, ha richiamato il contributo comune elaborato con il Primo Ministro ceco Andrej Babiš, con proposte per alleggerire i costi legati al sistema ETS, sostenere i settori industriali più esposti, limitare l’impatto del costo della CO2 sul prezzo dell’elettricità e rinviare ulteriormente l’entrata in vigore dell’ETS2. È stata inoltre richiamata l’importanza della capacità europea di raffinazione per la sicurezza energetica.
Sul fronte della semplificazione, è stata evidenziata la necessità di eliminare o rivedere gli obblighi europei non necessari, sproporzionati o controproducenti, a partire dalla prossima entrata in vigore del Regolamento europeo sul metano che potrebbe rendere più difficile e costoso ricorrere a fornitori alternativi di energia.
Quanto alle relazioni commerciali internazionali, il confronto si è concentrato sulla necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di competere sui mercati mondiali, garantendo condizioni di concorrenza più eque e un migliore accesso ai mercati esteri per le imprese europee."
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A Front Line at the Border: How Russia Uses Migrants as Weapons Against Europe
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"Una linea di fronte al confine: come la Russia usa i migranti come armi contro l’Europa" è il titolo di questa analisi del #NewYorkTimes evidenziando come ciò rientri "nella più ampia strategia della Russia per seminare discordia in Occidente, pur risultando più sottile rispetto ad altre recenti operazioni attribuite al Cremlino."
"Sembrava un piccolo atto vandalico" scrive il #nytimes "Ad agosto, un uomo è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza mentre tagliava la recinzione di confine dalla Bielorussia verso la Lettonia, dove ha colpito un’altra telecamera con un palo prima di fuggire da dove era venuto [...] i servizi segreti russi e bielorussi stanno agevolando un complesso piano per incanalare illegalmente migranti dal Medio Oriente e dall’Africa attraverso il confine in Lettonia e in altri Paesi della NATO e dell’Unione Europea, hanno affermato i funzionari lettoni."
I dati sono emblematici "migliaia di migranti si sono diretti verso la Lettonia quest’anno e più di 11.000 sono stati respinti, cifre inaudite fino a pochi anni fa [...] i funzionari lettoni hanno descritto i danni come parte di una campagna mirata: Bande criminali attirano gli immigrati in Russia e Bielorussia con voli commerciali per poi inviarli al confine [...] i governi russo e bielorusso a volte hanno persino offerto voli charter per Mosca o Minsk ai migranti, fornendo poi il trasporto verso le frontiere boschive al confine con Lettonia, Lituania, Polonia e altrove [...] l’obiettivo della Russia in Lettonia, dove l’immigrazione è un tema politico controverso, è fomentare le tensioni in vista delle elezioni parlamentari di sabato e favorire l’ingresso di parlamentari più vicini alla Russia".
In risposta, il governo lettone ha avviato l'"Operazione Licantropo" per frenare l'attesa impennata di immigrati in vista delle elezioni. Nell’ambito dell’operazione sono stati mobilitati l’esercito e la guardia nazionale. Paesi alleati come l’Estonia e la Finlandia hanno inviato guardie di frontiera in aiuto."
Prende sempre più corpo nel dibattito politico e nell'intelligence europea l'intensificarsi della campagna di destabilizzazione russa contro l’Occidente "arrivando persino a inscenare un’incursione o un attacco su piccola scala nei Paesi baltici o altrove. Tale aggressione potrebbe servire a testare l’Articolo 5 della NATO".
In tale ottica, ricorda l'articolo, "funzionari tedeschi hanno accusato ad agosto agenti dei servizi segreti russi di aver pianificato l’esplosione di aerei cargo carichi di merci destinate all’Ucraina. Martedì, i funzionari estoni hanno sostenuto che i servizi di sicurezza russi fossero dietro l’incendio di agosto presso un’azienda di tecnologia per la difesa che rifornisce l’Ucraina. Le autorità lettoni hanno accusato un gruppo filo-russo di aver pianificato attacchi terroristici contro i produttori di armi che riforniscono l’Ucraina nella guerra contro la Russia".
In uno scenario così incerto "la Lettonia sta rafforzando le proprie difese. Il sostegno all’Ucraina la rende un bersaglio per la Russia. A maggio, data dell’ultimo periodo con dati disponibili, la Lettonia aveva fornito circa 1,3 miliardi di dollari in aiuti all’Ucraina. Si tratta di quasi l’1% del prodotto interno lordo della Lettonia [...] il primo ministro Andris Kulbergs ha recentemente dichiarato che il prossimo anno il Paese spenderà il 5% del PIL per la difesa [...] la Lettonia ha speso oltre 1 miliardo di dollari per mettere in sicurezza i propri confini con la Russia e la Bielorussia [...] la situazione relativa agli immigrati si è inasprita quest’anno."
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China’s Push Into A.I. Has Led to a Problem: Too Much Usage
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"L’avanzata della Cina nell’I.A. ha creato un problema: l’eccesso di utilizzo. Mentre i cittadini abbracciano la tecnologia per l’intrattenimento, le relazioni e persino per consigli sull'agricoltura, il governo sta intensificando gli sforzi per porre dei limiti [...] il Paese sta riscontrando gli effetti collaterali negativi creati dalla nuova tecnologia, accusata di indebolire le relazioni umane e di privare le persone della capacità di giudizio. Il governo, cercando di indirizzare il modo in cui le persone utilizzano la tecnologia, ha risposto imponendo nuove normative e linee guida giudiziarie sul suo uso — e abuso [...] con l'obbiettivo di evitare qualsiasi elemento che possa minare l’ordine sociale, affermano gli analisti [...] che osservano inoltre come il partito sia "particolarmente sensibile ai turbamenti causati non solo alle relazioni umane, ma anche al mercato del lavoro, poiché l’I.A. minaccia di sostituire i lavoratori. Preoccupazioni condivise dai cittadini cinesi, i quali affermano di considerare la diffusione della tecnologia come inevitabile, pur mettendo in discussione i suoi benefici e stancandosi della sua pervasività."
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Nota Stampa della Senatrice Cinzia Pellegrino, capogruppo per Fratelli d’Italia in Commissione diritti umani.
Diritti: Pellegrino (FdI), bene unanimità a risoluzione su contenzione meccanica Roma, 6 ott. (LaPresse) - “La risoluzione sulla contenzione meccanica approvata oggi all’unanimità in commissione diritti umani sana un ritardo storico e offre risposte concrete ad una sofferenza silenziosa che coinvolge migliaia di famiglie e di operatori. Nella nostra visione istituzionale, la vulnerabilità non deve mai tradursi in perdita dei diritti fondamentali. Il superamento di questo metodo non è soltanto un traguardo medico-scientifico, ma rappresenta un dovere etico irrinunciabile per una Nazione che voglia dirsi civile ed è il motivo per cui già un anno fa il governo di @GiorgiaMeloni ha firmato con le Regioni e le Province l’Accordo sulle ‘Linee di indirizzo per il superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura della salute mentale’. Sostenere questo percorso significa anche stare concretamente al fianco dei nostri medici, infermieri e professionisti, che devono essere messi in condizione di lavorare con protocolli terapeutici sicuri e dignitosi. L'Italia può diventare così un modello di riferimento internazionale nella tutela dei diritti dei pazienti più fragili”.
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My deepest condolences to the Leader of the Iranian Resistance, the members of the National Council of Resistance of Iran, and especially the PMOI on the passing of Eng. Houshang Rajavi, a devoted and loyal ally of the Resistance for over five decades.
This is a tragic loss for us all. My heart goes out to his wife, daughter, and brothers—Dr. Saleh and Dr. Ahmad Rajavi—and their families.
Houshang and his parents attended the Shah’s military tribunal in February 1972, witnessing Massoud Rajavi’s defense. It was Houshang who insisted on examining Massoud’s bandaged feet during a court recess, witnessing firsthand the brutal marks of SAVAK torture. He remained a living testament to the atrocities of the Shah’s SAVAK against Massoud.