L’esempio di vita di Paolo Borsellino è memoria collettiva, non appartiene a una singola forza politica. Appartiene all’Italia migliore. E noi del Movimento 5 Stelle non intendiamo appropriarcene. Ci basta essere dalla parte giusta.
Non serve la falsa retorica di fronte a un pericoloso arretramento nella lotta alla mafia.
Servono azioni coerenti e concrete. Solo così in questo 19 luglio rendiamo viva la memoria di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sono morti per tutti noi, per il nostro presente e futuro.
Stamattina saremo a Palermo con i campioni dell'antimafia, quelli che la mafia l’hanno combattuta sul serio e non a chiacchiere e che il Movimento ha portato nelle Istituzioni.
Saremo con i giovani.
Saremo con le persone che ogni giorno non si arrendono nonostante l'arroganza e la violenza dei clan.
Saremo lì con il nostro pacchetto di misure antimafia che abbiamo appena presentato in Parlamento e che saranno al centro del nostro programma di Governo. Bisogna rilanciare la lotta per la legalità, fortemente indebolita in questi anni.
Tocca a noi.
Sono diventati tutti invisibili. I cittadini bastonati dai rincari al distributore di benzina o fra i carrelli della spesa, i lavoratori stremati e sottopagati, gli imprenditori travolti dall’aumento dei costi dell’energia e dalle tasse.
Ma mi raccomando: non disturbate il Governo, che su questi temi fischietta e non si degna neppure di discutere le nostre proposte. Sono impegnati a firmare e a progettare folli spese militari per il riarmo anziché a ottenere nei vertici europei investimenti per imprese e famiglie come abbiamo fatto col Pnrr nel 2020.
Per loro le emergenze del paese sono altre. Bloccano per mesi il Parlamento su una legge elettorale truffa, del tutto incostituzionale, in cui hanno infilato norme vergognose fatte a loro misura: “salva-Lupi”, “taglia-+Europa”, e da ultimo una norma fatta apposta per sabotare la vittoria delle forze di opposizione cancellando dal conteggio dei voti utili alcuni partiti. Intanto fanno a gara a chi primeggia nello sciacallaggio sul caso del gioielliere, per cui non c'entra nulla la legittima difesa. Dopo avere fallito sulla sicurezza, con una criminalità che dilaga dappertutto, hanno trovato la ricetta furba per scaricare sui cittadini la responsabilità: cari cittadini, procuratevi un’arma e fatevi giustizia da soli.
Non ci dicono, però, che se tutti applicassero la regola della “giustizia fai da te”, lo stesso gioielliere sarebbe morto da tempo. Nel 2005 il sig. Roggero fece irruzione nell’abitazione del fidanzato della figlia, aggredendolo violentemente ed estraendo infine una pistola con cui minacciò lui e i suoi genitori. Applicando i ragionamenti con cui il governo fa propaganda sul caso Roggero, gli aggrediti avrebbero quindi potuto raggiungerlo all’uscita dell’abitazione per poi sparargli alle spalle?
È lo Stato che deve garantire la nostra sicurezza, se non vogliamo che l’Italia diventi un far west.
Non dobbiamo rassegnarci a questa palude, a un Governo che pensa solo a blindare se stesso anziché dare risposte e soluzioni ai problemi reali.
Da questo pantano si esce insieme. Saranno mesi di battaglia, impegno e partecipazione.
Garantire ai cittadini fuori sede il diritto di votare è sacrosanto e l'emendamento approvato oggi alla Camera è un passo importante che arriva però con grande ritardo.
Il @Mov5Stelle porta avanti questa battaglia da tanto tempo: per noi la partecipazione alla vita democratica deve essere sempre la più ampia possibile. Continueremo a batterci senza risparmio per rendere definitivo, stabile e sempre più accessibile questo diritto.
CLAMOROSO. Meloni invece di occuparsi di stipendi e sanità ha portato in Parlamento la legge elettorale per salvare la poltrona ed è stata sfiduciata dalla sua maggioranza in Aula. Dopo questa figuraccia, dopo 4 anni e zero riforme è crisi di governo. Abbia l'onore almeno di prenderne atto: A CASA. Ora tocca a noi
C’è un bollettino di guerra quotidiano su cui però non c’è alcuna strategia di “riarmo���. È la guerra per arrivare a fine mese di chi corre su una bici per consegnare il cibo, dei vigilantes che per pochi euro l’ora rischiano la vita e di tanti altri lavoratori invisibili. I dati del centro studi PoliS pubblicati oggi su Repubblica raccontano che quasi il 20% dei lavoratori che tengono in piedi la capitale economica e finanziaria del Paese, Milano, sono poveri e sottopagati.
Nell'estate di tre anni fa sono andato personalmente a Palazzo Chigi, con le altre forze di opposizione, a portare a Meloni il nostro progetto di legge per il salario minimo legale che alzerebbe le paghe di quasi 4 milioni di lavoratrici e lavoratori. In questi anni abbiamo messo sul tavolo decine di emendamenti per aumentare il potere di acquisto di lavoratori e cassintegrati falcidiato dall’inflazione, e per mettere fine allo sfruttamento dei giovani fatto di tirocini e stage gratuiti.
Governo e maggioranza hanno detto sempre e solo no. In compenso, questa settimana Meloni è andata al vertice Nato di Ankara a confermare la firma sul folle impegno del 5% del Pil sulle spese militari e in armi. Trump ha pienamente apprezzato: “Italia buona, Spagna cattiva”. I nostri giovani cosa riceveranno invece? Una cambiale sulle loro teste mentre non riescono nemmeno più a pagare un affitto?
Possono attaccarci e buttarci fango addosso quanto vogliono, ma tocca a noi cambiare tutto questo.
In bocca al lupo ai nostri nuovi referenti regionali del Network Giovani del @Mov5Stelle!
A tutti voi auguro buon lavoro per questo nuovo percorso: ascoltate, coinvolgete, costruite idee e partecipazione. I giovani sono una risorsa fondamentale per il futuro del nostro Paese e della nostra comunità.
Buon lavoro a tutti!
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Avete visto che polverone? In Italia basta mettere in discussione i miliardi buttati per la corsa al riarmo per finire bersaglio di attacchi da tutte le direzioni.
Io lo confermo: non penso che la minaccia numero uno per gli italiani sia la volontà della Russia di invaderci e che quindi la nostra emergenza sia buttare montagne di miliardi per una affannosa corsa al riarmo.
Mi preoccupano altre minacce. Il crollo dei salari rispetto al 2021, i costi energetici che mandano sul lastrico le aziende, i 130 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate aumentate in appena due anni, le file in ospedale, il record storico di persone in assoluta povertà.
Comunque se il problema è quel che dico io potete rileggere la dichiarazione di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo: "se mi si chiede qual è la priorità dico il sociale, non la difesa militare. Vedendo 95mila bambini in famiglie con reddito sotto i 15mila euro, il fatto che stiamo ragionando su come aumentare le spese per le armi mi fa sentire in imbarazzo da cittadino italiano".
Quanto alla minaccia russa nei confronti dei Paesi europei, che i potenti comparti industriali e finanziari che ne traggono profitto economico hanno interesse ad alimentare sempre più, si può leggere la valutazione del comandante Nato Grynkewich secondo cui "la Russia non sta cercando un conflitto".
Io e la mia comunità politica continueremo a contrastare la folle logica del riarmo e tutta la retorica che la accompagna per interessi che sono molto lontani da quelli reali dei cittadini. Su questo fronte, basterebbe costruire una difesa comune europea per ottenere un notevole risparmio delle spese militari.
Ma soprattutto non dovremmo perdere tempo nel designare – sono passati ormai due mesi e non abbiamo ancora un nome – un delegato europeo per negoziare con la Russia, visto che la diplomazia non costa nulla e la storia ci insegna che è efficace, ben più del riarmo, per assicurarci un futuro di pace e di effettiva sicurezza.
Se ne facciano tutti una ragione.
I “FINTI PATRIOTI” IGNORANO LA COSTITUZIONE
I finti patrioti di Fratelli d’Italia, quando hanno l’obiettivo di colpire un avversario politico, stravolgono ogni regola, anche la Costituzione.
Nell’attesa che mi indichino finalmente una data per essere audito, in modo da spazzare via questo teatrino indecente che hanno organizzato con i giornali di Angelucci, ieri hanno prodotto in Commissione Covidun ulteriore strappo istituzionale.
Il presidente Lisei, di Fratelli d’Italia, ha ottenuto, con un colpo di maggioranza, che comuni cittadini potranno essere ascoltati come testimoni in totale segretezza. Proprio così. Non saranno ascoltati davanti alla Commissione, permettendo così a tutti i Componenti di maggioranza e di opposizione di chiedere chiarimenti e a tutti i cittadini di seguire le testimonianze in streaming facendosi una propria opinione. Niente affatto. Con il voto di ieri il presidente Lisei potrà perseverare - lo ha già fatto - nel delegare a consulenti della Commissione designati da Fratelli d’Italia l’ascolto di testimoni in un Commissariato di polizia. Così icomuni cittadini potranno essere torchiati ben bene,senza neppure la presenza dei parlamentari.
Non bisogna essere laureati in legge per comprendere che questo modo di procedere non solo impedisce ai parlamentari che sono in Commissione di esercitare i loro diritti e doveri, ma vìola le garanzie costituzionali che tutelano “tutti” i cittadini.
In pratica i Fratelli d’Italia, con questo abuso, potranno permettersi quello che a nessun giudice in Italia è permesso di fare.
Nei processi penali i testimoni vengono esaminati nel contraddittorio tra PM, giudice e difesa. Le prove non possono formarsi nelle stanze segrete di un PM o di suoi delegati, ma solo durante il dibattimento processuale.
Ma a Fratelli d’Italia e ai partiti di maggioranza le garanzie costituzionali del “giusto processo” non interessano affatto. Loro sono maggioranza e possono anche fregarsene del principio costituzionale per cui “Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova” (art. 111, 4° comma, Costituzione).
Loro indicano le persone da sentire, le fanno sentire daconsulenti che hanno la loro fiducia, acquisiscono così materiale “probatorio” illegittimo, lo passano ai tre giornali del loro collega di maggioranza Angelucci, e così alimentano la campagna del fango, di cui sono specialisti con alcuni trombettieri sulle tv amiche.
Tutto questo funziona a un patto: che gli italiani siano tutti tonti.
Ma gli italiani hanno già dimostrato, con il secco NO al referendum sulla giustizia, che il loro “garantismo” esiste solo quando devo proteggere i vari Santanché, Delmastro, e i vari amministratori accusati di peculato e corruzione oltreché la schiera dei loro amici.
Dobbiamo mandarli a casa, con un voto libero e democratico. Con un’“Alleanza per la Costituzione”.