Al bisogno di sicurezza non si risponde con slogan e propaganda, ma con investimenti e misure concrete. Questo significa essere al fianco dei cittadini.
A proposito di francobolli: a me piange il cuore per il mio Paese, ma purtroppo con Meloni "la centralità" dell’Italia la vediamo solo in cartolina. Ci mancavano anche ritardi e assenze ai vertici europei... ma l'aereo lo guidava Salvini?
Stanno toccando il fondo.
Zero risultati dalla trattativa con l'Ue per aiuti a famiglie e imprese.
Assenti da tutti i tavoli che contano sulla fine della guerra in Ucraina dopo aver scommesso sulla “vittoria militare” sulla Russia a suon di invii di armi.
Fanalino di coda su crescita e stipendi in Europa.
Finora le firme messe nero su bianco da Meloni ci hanno portato vincoli di bilancio europei che ci strangolano, spese militari folli e conseguenze economiche devastanti anche per le guerre di Netanyahu, un criminale che il nostro Governo in questi anni ha protetto di fronte a un genocidio, scegliendo di non rompere accordi e non battersi per comminare sanzioni.
Dobbiamo voltare pagina per rialzare l'Italia.
Quanta carica dà sentire queste ragazze e questi ragazzi che non ci girano intorno e prendono la realtà di petto: "Ci sono diritti che dobbiamo ancora conquistare".
Frequentano il liceo scientifico "Federico II" di Apricena e sono venuti in Parlamento perché hanno vinto un concorso con un progetto sul lavoro nella Costituzione e nella realtà del proprio territorio, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà concrete di donne e giovani.
Il 2 giugno, gli 80 anni della Repubblica, del primo voto di tante donne e dell'Assemblea costituente voglio celebrarli così: ascoltiamo i giovani, combattiamo per loro e con loro, agiamo per realizzare davvero i valori della nostra Costituzione.
Viva l'Italia, viva la Repubblica.
Quanta energia, Oristano! Una giornata di grande partecipazione per una riuscitissima assemblea regionale della nostra comunità sarda.
Un’occasione non solo per rilanciare il grande lavoro che la giunta regionale della nostra @ATodde sta portando avanti da oltre due anni, ma anche un momento di dialogo e confronto con i nostri attivisti - in scia all’onda popolare dei 100 spazi di democrazia promossi da ‘Nova’ che ha attraversato tutta l’Italia.
La Sardegna è un territorio vivissimo in cui il M5S ha scelto di rimettere al centro la persona: rafforzamento della sanità territoriale, welfare e sostegno alle famiglie, salario minimo e contrasto alla povertà, difesa dell’acqua pubblica, investimenti mirati nelle politiche giovanili e attenzione responsabile nella transizione energetica verso le rinnovabili senza sacrificare la tutela dell’ambiente.
Sono orgoglioso di queste donne e di questi uomini, del loro impegno, della passione che ogni giorno profondono per fare politica con un solo obiettivo: il bene comune.
Ieri c’è stata la surreale audizione di Delmastro, di Fratelli d’Italia, in Antimafia. Quando era sottosegretario alla giustizia del Governo Meloni è entrato in società con la famiglia del prestanome del clan senese dopo aver scoperto, per caso, "forse consultando un’app", la Bisteccheria che si presentava come una “struttura simpatica”. Ha così iniziato a frequentare Mauro Caroccia, il patron del locale, che è stato condannato in via definitiva per intestazioni fittizie e per aver agevolato il clan senese. Né lui, né gli uomini della sua scorta, né mezzo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che lui ha portato nel locale si sono mai preoccupati di controllare su Internet le varie inchieste in corso sul padrone di casa.
Oggi apprendiamo che la Procura chiede al Parlamento di acquisire le chat fra Delmastro e Caroccia.
Ora, da un partito come FdI e da suoi esponenti che dicono a chiacchiere di fare la lotta ai clan e alle mafie ci si aspetterebbe che Delmastro fornisse spontaneamente questo scambio di messaggi. Cosa non accaduta.
E allora mi chiedo: cosa faranno i parlamentari di FdI e della maggioranza chiamati a votare sulla richiesta della Procura? Daranno l'autorizzazione?
Vi terrò aggiornati.
Ho incontrato tanti professionisti molto qualificati, fra cui molti giovani, che grazie ad una parte dei 209 miliardi del Pnrr in questi anni hanno lavorato all’ufficio del processo come supporto ai magistrati per smaltire l’arretrato e velocizzare i processi. Non possiamo lasciare questi lavoratori nella precarietà, non possiamo disperdere le competenze acquisite, non possiamo vanificare i risultati raggiunti. Per avere sicurezza e certezza della pena va potenziata l’efficienza della giustizia anziché fare riforme inutili come quelle sonoramente bocciate dai cittadini. Non si depotenziano i modelli organizzativi virtuosi che andrebbero piuttosto rafforzati nei nostri tribunali.