Lettera Aperta
Al Sindaco del Comune di Varallo Sesia
Architetto Pietro Bondetti
e per conoscenza alla stampa e alla cittadinanza
Varallo, 19/06/2026
Egregio Signor Sindaco,
mi rivolgo a Lei, nella mia duplice veste di amministratore pubblico e di lavoratore che svolge parte della propria attività anche nel territorio del Comune di Varallo Sesia, per esprimerLe la mia più ferma e sentita solidarietà a seguito della lettera minatoria che ha ricevuto. Condanno con la massima decisione questo vile atto intimidatorio. Minacciare chi ha ricevuto il mandato di amministrare la cosa pubblica non è soltanto un’aggressione personale, ma un attacco grave alle istituzioni democratiche e al principio stesso di libertà e responsabilità che deve guidare l’azione di ogni amministratore. In un momento in cui servire la comunità richiede già impegno, dedizione e spesso sacrificio, episodi di questo tipo sono inaccettabili e devono essere isolati con fermezza. Nessuno dovrebbe mai subire minacce o pressioni per il solo fatto di svolgere con correttezza il proprio ruolo istituzionale.
Desidero che questa lettera aperta sia testimonianza pubblica del sostegno che Le esprimo personalmente e che, sono certo, condividono tanti altri cittadini e amministratori del territorio. Come chi opera quotidianamente a Varallo Sesia, resto al Suo fianco e a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione utile a difendere la serenità del lavoro amministrativo e la coesione della nostra comunità. Varallo ha bisogno di amministratori uniti, determinati e sereni, capaci di reagire con compattezza a simili tentativi di intimidazione. La prego di considerare questo messaggio non come un semplice gesto formale, ma come un concreto atto di vicinanza istituzionale e umana.
Con stima e solidarietà,
Il sottoscritto
Gian Carlo Locarni
Ieri abbiamo messo un punto fermo che non è il punto di arrivo ma con la costituzione del gruppo consigliare nella città capoluogo di #Vercelli è un punto di partenza fondamentale per tutta la provincia.
C’è una narrazione, che definirei fiabesca per educazione impartitami, che vorrebbe raccontare che Roberto Vannacci dia una mano alla sinistra. Narrazione che stride con i principi enunciativi di Futuro Nazionale, narrazione che se portata avanti da galoppini di qualsivoglia partito farebbe sorridere per quanto disarmante e infondata. Narrazione che se affermata da alcuni esponenti di primo piano all’interno delle loro forze politiche, assume lo status di paura assoluta di perdita di consenso. A noi non interessa il posto fine a se stesso, visto che siamo tutte persone con un proprio lavoro, a noi interessa contare per cambiare in meglio quello che altri hanno fatto solo a parole, per questo continueremo a fare e non solo a cianciare.
🚨 Il nucleare non è il passato. È il futuro che l’Italia non può più permettersi di ignorare.
Mentre l’Europa e il mondo intero stanno riabbracciando l’energia nucleare per decarbonizzare davvero l’economia, in Italia c’è ancora chi si oppone con le stesse paure degli anni ’80. Il nuovo disegno di legge sul nucleare è una scelta coraggiosa e razionale: energia pulita, costante 24/7 (a differenza del sole e del vento), bassissime emissioni di CO₂, indipendenza energetica e migliaia di posti di lavoro altamente qualificati. I contrari? Sono fermi a un’ideologia vetusta, figlia di Chernobyl e di slogan anti-tecnologici che non tengono più conto della realtà del 2026. I reattori moderni sono incredibilmente sicuri, i rifiuti gestibili e i piccoli reattori modulari (SMR) rappresentano la vera rivoluzione. Opporsi oggi al nucleare non è ambientalismo: è nichilismo energetico travestito da ecologia romantica.
L’Italia ha già perso troppo tempo. È ora di smettere di avere paura del progresso e di iniziare a produrlo. Ricordando altresì che vi sarà un percorso di concertazione e non di contrapposizione con le rinnovabili, per una transizione energetica reale ed affidabile, non figlia di quegli slogan che porterebbero l’Italia ad essere schiava per altri decenni dall’energia comprata all’estero. 
#NucleareSi #EnergiaDelFuturo #ItaliaAvanti
E che strano uno sciopero programmato di venerdì, non so voi ma mi ricordo un vecchio adagio che recitava così: pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca… #scioperoalvenerdì#echecaso
Parlare di #Modena è fin troppo semplice. Bisogna guardare al recente passato, con flussi migratori non necessari e con ricongiungimenti familiari, ricordando altresì che tali ricongiungimenti gravano sulla spesa sociale senza che costoro contribuiscano al suo mantenimento. Ricordando le contrapposizioni ideologiche progressiste e il fatto che le richieste di #Futuro Nazionale, con specifici emendamenti, ai decreti sicurezza all’acqua di rose vennero respinte, si potrebbe continuare per pagine e pagine con azioni contro gli italiani, senza dimenticare l’inutile espressione dicotomica «italiani di seconda generazione»…
Condivisione del contenuto video relativo alla seduta 'CONSIGLIO ORD. 30 APRILE 2026 - SECONDA CONVOCAZIONE' - 30/04/2026 09:00
Riferimento temporale: Gian Carlo LOCARNI - Consigliere
https://t.co/FzBADvf0Bb
📢 L’Europa ci pugnala alle spalle: ancora una volta a discapito della nostra risicoltura! 🇮🇹🚫
Il Parlamento Europeo ha deciso di mantenere la soglia al 45% per attivare le clausole di salvaguardia sulle importazioni di riso. Significa che continueranno a entrare tonnellate di riso asiatico (soprattutto da Cambogia e Myanmar) a dazio zero o quasi, senza protezioni reali per i nostri produttori. Un colpo mortale alla risicoltura italiana, eccellenza del Made in Italy, che da secoli coltiva con cura e rispetto ambientale le nostre terre di Vercelli, Novara e Pavia. Lavoratori, famiglie, tradizioni e paesaggi unici vengono sacrificati sull’altare del libero scambio selvaggio. Basta con questa Europa che difende tutti tranne i suoi agricoltori! Difendiamo il nostro riso, la nostra cultura, il nostro futuro.
#SalviamoIlRisoItaliano #EuropaTradisce #RisoMadeInItaly #AgricolturaItaliana
🚨 Ma davvero? Sull’autostrada Milano-Torino, all’altezza di Volpiano, ecco la scena di oggi: un “risorsa chiusa” che cammina tranquillamente a bordo strada con il monopattino in mano, come se fosse sul lungomare di Rimini. Nessun casco, nessuna paura, nessuna regola. Solo lui, il suo monopattino e zero consapevolezza di essere in mezzo a auto che sfrecciano a 130 km/h. Questa non è “inclusione”, è incoscienza pura. E noi paghiamo le infrastrutture, le autostrade, le ambulanze e i ricoveri per scene del genere.
Fino a quando dobbiamo accettare che chi non rispetta nemmeno le regole più elementari di sopravvivenza metta a rischio la vita di tutti?
Basta. Serve rispetto o serve altro.
#AutostradaMilanoTorino #Volpiano #SicurezzaZero #BastaCosì @torinoggi@StampaTorino@torinotoday
🚨 È ORA DI APRIRE GLI OCCHI: l’islamizzazione della nostra società è palese e in corso!
Moschee che spuntano ovunque, preghiere di strada che invadono le nostre piazze, menù halal imposti nelle scuole e negli ospedali, veli che diventano la nuova “normalità” e la nostra cultura cristiana ed europea che viene sistematicamente cancellata. Non è “diversità”. È un tentativo organizzato di sostituire la nostra identità.
Basta con il silenzio complice e il politicamente corretto! Dobbiamo contrastarlo con forza e senza paura:
• Difendendo i nostri confini e fermando l’immigrazione incontrollata
• Pretendendo integrazione vera, non multiculturalismo che divide
• Riaffermando con orgoglio i nostri valori, la nostra storia e la nostra laicità
• Scegliendo chi mette l’Italia e gli italiani al primo posto
La nostra civiltà non si arrende.
Reagiamo ORA, prima che sia troppo tardi! 🇮🇹💪 Condividi se sei d’accordo e fai sentire la tua voce!
#StopIslamizzazione #DifendiamoLItalia #IdentitaEuropea #ItaliaSveglia
🚨 BUONA PASQUA… E OGGI SI TORNA ALLA REALTÀ.
Mentre ancora digeriamo la colomba e l’uovo di cioccolato, da questa mattina migliaia e migliaia di italiani si sveglieranno con le stesse bollette del caro energia di prima. Non risolte. Non alleggerite. Nemmeno un accenno di percorso avviato per risolverle. Gli approvvigionamenti esteri? Sempre più cari. I fornitori più convenienti? Quelli sì, li abbiamo pure dimenticati. La Russia? Neanche presa in considerazione. Meglio pagare il doppio e fare la figura dei fessi piuttosto che ammettere che le sanzioni fanno più male a noi che a loro. Auguri di cuore a tutti perché sia stata una Pasqua serena. Ma basta favole: o la politica inizia a pensare al portafoglio degli italiani invece che alle bandierine ideologiche, o continueremo a pagare il conto più salato d’Europa. Chi ha ancora voglia di far finta di niente? Io no. E voi?
#CaroEnergia #BolletteInsostenibili #ItaliaSveglia #BastaFavole
Riflessione domenicale.
La possibilità di posticipare la chiusura delle centrali a carbone tramite emendamento al DL Bollette rappresenta una scelta pragmatica e responsabile in materia di sicurezza energetica nazionale. In un contesto geopolitico ancora instabile, con tensioni internazionali che continuano a influenzare i mercati del gas e dell’elettricità, mantenere queste centrali come riserva strategica (in “fermata a freddo”) fino al 2038 permette di evitare rischi di blackout o rincari improvvisi delle bollette per famiglie e imprese. È un approccio che privilegia la continuità produttiva e la tutela dell’interesse collettivo, senza rinunciare al percorso di decarbonizzazione, ma calibrandolo sui tempi reali di sviluppo delle rinnovabili e delle infrastrutture necessarie. Molti possono concordare con questa linea perché antepone la concretezza alla rigidità ideologica: meglio una transizione ordinata e sicura che un taglio netto che potrebbe mettere in difficoltà il sistema elettrico italiano proprio quando serve maggiore resilienza.
Tuttavia, non si può tacere una nota di biasimo: se l’emendamento arriva dalla maggioranza di governo, appare quantomeno singolare che una misura così rilevante non sia stata inserita direttamente nel testo originario del DL Bollette. A cosa servono, infatti, i vice ministri e i sottosegretari se non a prevedere con anticipo queste esigenze strategiche, evitando di dover ricorrere a correttivi in sede parlamentare? Un governo coeso dovrebbe dimostrare maggiore lungimiranza nella stesura iniziale dei decreti, anziché delegare alle commissioni ciò che poteva essere già previsto e ponderato.
In sintesi, l’obiettivo di tutelare la sicurezza energetica merita sostegno, ma il metodo utilizzato invita a una riflessione più attenta sui processi decisionali interni all’esecutivo. @RoVannacci@roxsasso@EmanuelePozzolo@EdoardoZiello1
Mia semplice riflessione sul #referendum
Partendo dal fatto che il risultato, seppur non condivisibile, va rispettato, bisogna riconoscere che il campo progressista è riuscito nel suo intento di distrazione di massa, evitando accuratamente di entrare nel merito del referendum. Hanno volutamente politicizzato un elemento costituzionale che di politica non dovrebbe essere, e ci sono riusciti. Il popolo italiano, sempre più disaffezionato da tutto, si è lasciato trasportare: ci sta. Si è mescolato tutto e il contrario di tutto, ma mai il fulcro del referendum con le sue modifiche, gli atti e le conseguenze reali, che per me sarebbero state positive se avesse prevalso il Sì.
Non mi serve gonfiarmi il petto ricordando che dove amministro e dove vivo la vittoria del Sì è stata quasi scontata, come del resto è emersa. Rifletto però sul fatto che bisogna tornare ad appassionare i cittadini, e la nostra destra può e deve farlo, lasciando il politically correct a chi ha paura di dire ad alta voce ciò che pensano migliaia di persone senza timore. Perché noi lavoriamo per la nostra gente, non per elementi sradicati dalla propria cultura e quindi portati,consapevolmente o no, a tentare di sradicare anche gli altri.
Noi siamo una destra autentica, senza fronzoli, con idee e proposte chiare e concrete. #avantitutta”