Michael Pretti, padre di Alex Pretti, l'infermiere di origini italiane ucciso a Minneapolis dalla Border Patrol, racconta al Corriere che entrambi i lati della sua famiglia sono immigrati dal nord Italia. Michael e sua moglie Susan vivono in Colorado e hanno appreso la notizia della morte del figlio da un giornalista dell'Associated Press, senza alcun avviso ufficiale da parte del dipartimento della Sicurezza Interna.
«Per favore, fate sapere al mondo», ha ripetuto Michael, chiedendo di diffondere la verità su Alex, descritto come un uomo buono che si prendeva cura degli altri. I genitori sono rimasti profondamente colpiti e arrabbiati dalle dichiarazioni diffamatorie da parte delle autorità, che hanno etichettato Alex come un terrorista. Hanno chiarito che, mentre veniva attaccato, non impugnava un’arma ma un cellulare, alzando la mano per proteggere una donna.
Alex era un cittadino americano, nato in Illinois, con un passato senza problemi legali. Viveva da solo dopo il divorzio e la morte del suo cane, ma era ben voluto e aveva molti amici. Sebbene possedesse un’arma e avesse una licenza per portarla, i suoi genitori lo avevano avvertito di non mettersi in situazioni pericolose. Due giorni prima della sua morte, Alex aveva fatto un gesto generoso nei confronti di un operaio ispanico, dimostrando il suo impegno verso gli altri.