Dopo mesi passati a idolatrare Trump, a descriverlo come il miglior alleato possibile per l’Italia e l’Europa, a trattare chiunque sollevasse dubbi come un “rosicone”, nel governo e proprio nella Lega iniziano a capire che forse – forse – qualcosa non torna.
Trump annuncia dazi del 25% sui prodotti europei e l’export italiano trema. Il ministro Urso parla di “preoccupazione” e anche la Lega comincia a vacillare e a scaricare Matteo Salvini.
Il capogruppo Riccardo Molinari ammette: “Il problema è che la politica estera la fa il leader, ma il 90% del partito non la condivide”.
E poi aggiunge candidamente: “E purtroppo le conseguenze della politica trumpiana non ricadono sui partiti ma sul Paese. Quando Trump ci farà male, perché ci farà male visto che al di là del supposto rapporto privilegiato con la Meloni lui fa solo i suoi interessi, la colpa la daranno a noi leghisti che siamo stati solo ad agitare le mani, a fargli da cheerleader”.
E ora? Ora si trovano a dover gestire il disastro che loro stessi hanno applaudito.
E a quel punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto.
Si può dire tutto quello che si vuole di Volodymir Zelensky, ma il modo in cui stasera, senza mai alzare il tono né cedere a una provocazione, ha tenuto testa con la schiena dritta e con una dignità assoluta a un gangster urlante e minaccioso e al suo scagnozzo che cercavano in tutti i modo di umiliarlo, offenderlo, intimidirlo e infine strappargli una firma su un contratto capestro e unilaterale, beh, ecco, questo è quello che fa un leader, un politico degno di questo nome e il Presidente di un Paese occupato senza essersi mai inginocchiato né prima al tiranno russo né, men che meno, ora al multimiliardario americano.
Ed è qualcosa a cui, alle nostre latitudini di servi inginocchiati, adulatori e cheerleader c’eravamo anche dimenticati come fosse fatto.
Un americano che non è mai stato in Ucraina e un presidente che, oggi, non sa dire in quale anno sia cominciata l’invasione russa spiegano a Zelensky la guerra nel suo paese dandogli sulla voce per cinque minuti senza interruzioni