@AntottoG Però tutto queste idiosincrasie lo rendono veramente buffo e divertente da vedere. Riempire tutto il vuoto delle partite con tutti questi tic
@perelaa Se vai a chiacchierare con lo stand della terra rossa nella fan zone vicino il centrale sono pronti a dissare i campi con critiche tecniche e in cambio ti danno anche una bustina di terra rossa
@Tomtennis_ Ciao Tommaso, approfitto per farti la solita domanda: quest'anno col ground si entra alla supertennis arena? O serve il biglietto apposito? Come al solito non si capisce nulla dal sito, grazie in anticipo
Uno ce la mette tutta per non accanirsi, ma questo che vedete sotto è un museo che, come altri analoghi in Polonia e a Budapest, rappresenta un esempio eclatante di manipolazione storica e ultranazionalismo che non dovrebbero avere spazio non solo nel PD, ma neppure in un'Europa democratica.
Tanto per dirne una, fino al 2011 in quello che si chiamava Museo delle Vittime del Genocidio di Vilnius non c’era alcuna sezione dedicata alla Shoah, nonostante in Lituania siano stati uccisi proporzionalmente e in termini assoluti più ebrei che in Germania. Secondo i «liberali» lituani che avevano concepito lo spazio, l'unico genocidio era quello che avevano subito loro per mano di Mosca, nonostante solo una minoranza di storici di destra consideri «genocidio» la pur brutale repressione sovietica contro i baltici. È una questione di terminologia, piegata dalla politica per fare passare l'idea che una entità complessa come l'Urss fosse peggio del Reich.
Una piccola esposizione sullo sterminio degli ebrei per mano dei nazisti in Lituania fu aggiunta, sí, ma solo dopo le critiche internazionali. Nel 2018, sul New York Times lo storico Dovid Katz definì il museo che vedete sotto «una forma di negazionismo del XXI secolo»: il racconto è tuttora quasi interamente centrato sulle sofferenze dei lituani non ebrei, mentre alcuni collaborazionisti del Reich vengono presentati soprattutto come vittime dell’occupazione sovietica. Se suona familiare è perché questa dinamica l'abbiamo vista all'opera anche altrove, nell'area postsovietica.
Il voler sovrapporre la Russia di Putin all'Urss e fare passare l'Urss come qualcosa di peggiore del nazismo, usando questi "musei" concepiti da una politica di destra o estrema destra (non a caso ne ha promosso uno anche Òrban), anche quando si parla di tutt'altro, è niente più che un dispositivo propagandistico. Tutto il contrario della buona storia o della buona informazione.
@perelaa Onestamente, è stata una cosa ridicola e pietosa. Al contempo, non mi sento davvero triggerato, tutti questi atteggiamenti e la forma fisica di Kyrgios hanno talmente resto una farsa questa esibizione che credo ce ne scorderemo presto.
Abbiamo sottovalutato l’esistenza di un fondamentalismo/estremismo liberale, che fra l’altro parla di politica estera, economia, diritti sociali e civili con una sicumera che neanche il più settario dei gruppetti trotzkisti