Ministro le vorrei far notare che i due luminari parlano del ponte. Io no. Io parlo di lei e della sua inadeguatezza. Il fatto che lei non lo abbia capito e paragoni mele e pere con tanto di sforzo grafico conferma la mia tesi. Per sempre suo, esci i piedi. @matteosalvinimi
L'#UE è l'area del mondo più sicura, più libera, con il welfare più sviluppato e con la sanità più efficiente.
Giusto rivendicare nuovi diritti, ma ricordarci ciò che siamo ci aiuterebbe a difendere ciò che abbiamo conquistato
Il commento del Direttore @DavideGiac 👇
"Non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente!
E se io posso cambiare e voi potrete cambiare, allora tutto il mondo può cambiare...
Dal web
#Napolijuve
Sesta vittoria consecutiva in casa contro la #Juventus. Il #Napoli è la squadra che ha battuto più volte i bianconeri negli ultimi dieci anni.
#DeLaurentiis ha piegato la storia. Lo ha fatto da solo. Contro tutti. Ha reso il nostro club un diamante destinato a brillare sempre.
Ho scritto una mail alla Segreteria del Vice Ministro Leo.
Ve la lascio come spunto qualora vogliate fare lo stesso.
Nel caso lo vogliate fare, vi chiedo solo di non essere offensivi e non scrivere insulti o fare shitstorm (faremmo solo brutta figura). Cerchiamo di essere costruttivi.
Egr. On. Leo,
Con la presente vorrei esprimere le mie forti perplessità, da addetto ai lavori nel settore delle crypto-attività, riguardo la proposta di incrementare l’aliquota sulle plusvalenze da bitcoin (e presumo altre crypto) al 42%.
PRIMO PUNTO - DISCRIMINAZIONE E INIQUITA’ DI TRATTAMENTO NEI CONFRONTI DEGLI INVESTITORI IN CRYPTO-ATTIVITA’
L’incremento dell’aliquota proposto sarebbe spropositato: del 61% in un solo anno fiscale.
Esso creerebbe una situazione di netta iniquità, addirittura discriminatoria rispetto agli altri investimenti finanziari, tassati tutti al 26%.
L’art. 3 della nostra Costituzione implica che tutti i cittadini devono essere trattati in modo equo dalla legge, incluse le leggi fiscali.
L'aumento dal 26% al 42% della tassazione sulle plusvalenze da Bitcoin, se approvato, creerebbe una disparità di trattamento nei confronti degli investitori in criptovalute rispetto agli investitori in altri asset finanziari.
Ma non solo: gli stessi fondi ed ETP con sottostante bitcoin rimarrebbero tassati al 26%.
Gli investitori in strumenti diretti (Bitcoin) verrebbero penalizzati rispetto a quelli che investono in strumenti indiretti (ETF o fondi). Entrambe le categorie stanno investendo nello stesso asset (Bitcoin), ma una di esse sarebbe soggetta a una tassazione significativamente più alta.
La disparità fiscale potrebbe creare un incentivo artificiale a investire in ETF e fondi piuttosto che in Bitcoin diretto, non per ragioni economiche, ma per evitare una tassazione più alta. Questo potrebbe distorcere il mercato e le scelte di investimento, in contrasto con l'idea di neutralità fiscale, secondo cui le decisioni di investimento non dovrebbero essere influenzate da differenze ingiustificate nella tassazione.
SECONDO PUNTO - INCENTIVO ALLA NON DICHIARAZIONE E ALL’EVASIONE
Riguardo a questo punto, parlo da socio e co-fondatore dell’applicazione Tatax, un software il cui scopo è aiutare i contribuenti a dichiarare e adempiere ai loro obblighi fiscali inerenti le crypto-attività.
Si tratta di una asset class già di per sé complessa da un punto di vista fiscale: l’utente deve dichiarare di suo pugno, ci sono non pochi dubbi e incognite e per un investitore è pressoché impossibile dichiarare correttamente senza l’ausilio di un software.
Le assicuro per esperienza che questo già scoraggia molto il contribuente.
Incrementare l’aliquota del 61% avrebbe l’effetto certo di renderlo ancora più disincentivato e spingerlo verso l’acquisto su piattaforme no-kyc (anonime) (con maggiori rischi anche per l’investitore stesso) e la detenzione non dichiarata.
L’investitore con grandi capitali sarebbe incentivato a mobilitare la sua residenza fiscale dall’Italia verso Paesi a minor imposizione, risultando tra l’altro in un gettito fiscale minore per lo Stato italiano.
L’investitore piccolo sarebbe invece incentivato a rischiare le sanzioni non dichiarando, rispetto alla certezza di dover versare in tasse quasi metà del profitto.
TERZO PUNTO - PENALIZZAZIONE DELLO SVILUPPO IN ITALIA E DELLE AZIENDE ITALIANE DEL SETTORE
Una tassazione così spropositata disincentiverebbe l’utente ad avvicinarsi a questa industria, penalizzando nel contempo:
- Lo sviluppo e l’innovazione in Italia (trattandosi di un settore in rapida crescita e con grande potenziale, potrebbe creare numerosi posti di lavoro negli anni)
- Le aziende che hanno deciso di investire in Italia in questo settore, aprendo attività nel nostro Paese.
Esse, a causa del disincentivo fiscale che l’investitore e l’utente subiscono, vedrebbero un netto calo della loro attività e di conseguenza del loro fatturato.
Faccio alcuni esempi pratici: piattaforme di compravendita vedrebbero volumi di scambio minori, i servizi di custodia perderebbero utenti. Ci sarebbe inoltre meno incentivo in futuro ad intraprendere attività di questo tipo nel nostro Paese.
Auspico che la decisione venga rivalutata alla luce di un po’ di lungimiranza: se la manovra incrementerebbe il gettito nel breve periodo, sono fermamente convinto che penalizzerebbe sia noi utenti e investitori che lo Stato sul medio e lungo termine.
La ringrazio per il Suo tempo e le auguro buona giornata.
Luca Boiardi
Siete assurdi.
Vi lamentate che i cervelli migliori se ne vanno all’estero e non fate altro che tarpare le ali allo sviluppo.
Fate politiche “protezioniste” inneggiando alla *difesa del consumatore* e poi vi tocca applicare politiche di tassazione agevolata per il ritorno dei cervelli.
ALLUCINANTE.
Per quanto lo tassate/tasserete #Bitcoin non si fermerà.
Prima lo accettate, prima vi metterete l’anima in pace e vi dedicherete a cose più utili.
-Ingaggio coperto interamente dal Galatasaray
-Rinnovo fino al 2027 col Napoli prima del via libera.
Un caro saluto a Roberto Calenda, Michele Criscitiello e Tancredi Palmieri.