'OPPENHEIMER' wins 7 total #Oscars2024 awards
▪️ Best Supporting Actor
▪️ Best Film Editing
▪️ Best Cinematography
▪️ Best Original Score
▪️ Best Actor
▪️ Best Director
▪️ Best Picture
#ChristopherNolan#RobertDowneyJr#CillianMurphy
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Leggo una partecipazione commossa per l’arrivederci di Fabio Fazio alla Rai, una partecipazione così addolorata che per un attimo, aperto twitter, ho pensato che Fazio ci avesse lasciati ed ero addolorata pure io.
Poi per fortuna ho scoperto che va tutto bene, ha chiuso un contratto milionario con Discovery. Attenzione, non sto ridimensionando nulla, sto solo cercando di non partecipare a funerali di gente che è, per fortuna, in buona salute, e che scappa da dove in definitiva rischiava una pallottola. Io non penso che Fazio sia stato “cacciato”, penso che gli abbiano, al massimo, fatto capire che tirava una brutta aria.
La Rai, signori miei, è questo. É una torta e la fetta più grande se la prende chi governa. Sta succedendo più o meno quello che succede da sempre: amici, pedine o soldatini piazzati nelle roccaforti dei tg, dell’informazione e dell’intrattenimento, scambi di favori e qualche bilanciamento per accontentare pure gli altri, nulla di nuovo sotto il sole. Abbiamo visto raccomandati e campioni di mediocrità imposti pure da partiti che oggi ci sembrano virtuosi del merito, e tanti sono ancora lì al loro posto per giunta. Non è ovviamente il caso di Fazio.
Fazio è sicuramente un fuoriclasse sotto molti aspetti, ma di fatto, con la sua tv ha sempre fatto politica, almeno su alcuni temi, immigrazione su tutto. Ha scelto ospiti, spesso politici e intellettuali, vicini alla sua idea di mondo civile e ne ha chirurgicamente evitati altri, ha fatto una tv gentile e onesta, mai rivoluzionaria, sotto alcuni aspetti perfino reazionaria.
Ha protetto se stesso e favorito se stesso circondandosi di amici e appartenenti alla scuderia del suo potentissimo agente, ha fatto quello che fa chi ora sta al governo: politica. Per me ha fatto bene, sia inteso. Pure se non ho sempre amato ospiti, metodo e certe volte pure esecuzione. Solo che quando non puoi pensare che proprio la politica che ha in mano quella torta chiamata tv non faccia altrettanto.
Ognuno pensa all’auto conservazione.
Il punto, secondo me, è non fare di Fazio un martire, perch�� non lo è. Fazio va via con un contratto che lo renderà ricco, in una tv che lo accoglie a braccia aperte, con un pubblico che in buona parte gli resterà giustamente fedele. Il vero problema è che come sempre la partenza di Fazio dalla Rai è figlia di logiche preistoriche che andrebbero cancellate. La politica in Rai ha sempre tagliato teste, a destra e a sinistra. E c’è gente di valore meno venerata di Fazio che è stata epurata senza funerali.
Certo, il programma andava bene e ora tocca trovare qualcuno che vada ugualmente bene. Un rischio.
Il vero punto è che, a occhio, questo governo di destra sta facendo quello che aveva promesso, ovvero un governo di destra con tutte le estensioni del caso, presidiando con convinzione tutti gli spazi della cultura. Ovvero quello che non è mai riuscita a fare la sinistra, che ha spesso ceduto quegli spazi a gente di destra che si spacciava per gente di sinistra. Quello che sta succedendo ci fa più impressione perché è accompagnato dallo sfottò di un vicepremier (Salvini) su twitter che saluta Fazio e Littizzetto con un “Belli ciao” da bulletto del liceo, ma alla fine è più un discorso di forma che di sostanza.
Una forma che li racconta per quello che sono: orrendi e ben determinati a rimpiazzare quella che loro credono sia una pericolosa egemonia della sinistra, ma penso che potrebbero permettersi il lusso di un po’ di eleganza in più, perché non c’era alcuna egemonia.
In fondo, sono stati ben accolti da buona parte di quella sinistra che li ha visti arrivare (cit.) e che anziché alzarsi dalle proprie poltrone, ha solo cambiato il colore della tappezzeria. Non mi straccerei le vesti per Fazio, che con la sua vocazione e i suoi (meritati) privilegi va a restare se stesso altrove, me le straccerei per chi resta al suo posto fingendo di presidiare qualcosa, mentre strizza l’occhio alla peggiore destra di sempre.