Il gol serviva a Chico, quella parata a Vicario, gli applausi a un gigantesco Kolo, la risposta della squadra a Spalletti, questa bella vittoria di una buona Juve serviva a noi.
Forza ragazzi
Una bella Juve solida che ha giocato concentrata e ha concesso pochissimo a un’Atalanta in difficoltà.
Benissimo Celik, Sarr ottimo ingresso, ha giocato semplice e dato ordine a centrocampo.
Kolo Muani avrebbe meritato il gol per il grande lavoro svolto.
Vittoria meritatissima.
#JuveAtalanta
#JuveAtalanta
Douglas mi è piaciuto,tecnica e personalità
Idem Nico, che ha sempre l'adrenalina giusta
Bene dietro, specialmente Celik che non è un fenomeno,ma gioca sempre al 100%
Kolo bella partita, a tutto campo, Cico decisivo
Alajbehovic così così,poco servito
McKennie 6,5
Riflessioni a caso:
1) Kolo è un attaccante esterno
2) Koop riesce a giocare male anche partite come questa
3) Woltemade non può giocare tutte: considererei alternanza con Gatti in attacco
4) Grabara titolare sempre; in porta o a centrocampo, scegliete voi
#JuveNec
Infortuni a parte, il centrocampo di questa #Juventus non pare finora essere all'altezza. Si poteva far meglio sul mercato in questo reparto? Ne abbiamo discusso con @garlando_luigi e @massimozampini
Ascolta il #podcast al link: https://t.co/iPSFPs4S1q
La notte ha portato in molti la consapevolezza che forse la stagione della Juve sarà peggiore di quella dello scorso campionato. C’era un obbligo morale. Cominciare bene questa stagione. Bisognava togliere quelle tossine negative di una pesante non qualificazione alla champions. Bisognava far tornare entusiasmo. Dopo quattro giornate invece la classifica è impietosa e terribile, insieme all’atteggiamento di squadra, allenatore e società. Quest’ultima lascia solo Vicario, l’unico che sa cosa sia la Juve, davanti alle telecamere. C’è da chiedersi anche il perché appena si mette piede a Torino si inizi un processo di involuzione e di infortuni. C’è da chiedersi perché questi non sappiano che maglia indossino. C’è da chiedersi perché l’allenatore continui a filosofeggiare nelle interviste, mentre in panchina non incide come dovrebbe. Oggi non c’è neanche rabbia. Solo rassegnazione. E questo è l’aspetto peggiore. Non interessano le 30 maglie colorate, le fotografie dei social, o il dj set prima della partita. Servono i risultati e l’immediata cancellazione di un pensiero che aleggia. Quello di aver sbagliato molte decisioni. Ancora una volta in campo e fuori. Per non parlare della preparazione atletica e degli errori tecnici da terza categoria dove sanno battere i calci d’angolo meglio di noi. Il tifoso non merita questo scempio. Si è tifosi sempre. Nel bene o nel male. Ma ci vuole anche rispetto. Soprattutto per la storia che si rappresenta.