כבר שעות ארוכות שמאות מתנחלים פושטים על שורת כפרים בגדה המערבית בסדרה מאורגנת של פוגרומים. פוגרומים שנערכים בחסות ובהגנה של חיילי צה"ל שבמקביל פתח במבצע צבאי על שכם והכפרים שבסביבה. ככה נראית המציאות היום יומית בגדה המערבית - טרור משולב של מתנחלים וחיילים. הגיע הזמן שככה נקרא לזה
@gnaojones@nelloscavo E dove si trovava e cosa faceva questo "povero" colono?? In Cisgiordania,addirittura nella zona A sotto totale controllo palestinese (almeno sulla carta)
#IsraeliWarCrimes
Venerdì 24 luglio l'esercito israeliano ha annunciato il rafforzamento delle truppe in Cisgiordania in vista di un'operazione su vasta scala.
La decisione arriva dopo l’attacco di coloni al villaggio di Tell, vicino a Nablus, in cui sono rimasti uccisi quattro palestinesi e due israeliani.
L'esercito israeliano ha fatto irruzione nell’ospedale di Nablus, dove erano stati evacuati due palestinesi feriti negli scontri. I soldati hanno arrestato i due palestinesi e li hanno consegnati alle forze di sicurezza.
Il giornale israeliano Haaretz rivela che l’IDF ha deciso di ritirare le truppe da altri fronti – Libano e Gaza – e di ridispiegarle in Cisgiordania.
In seguito alla sparatoria nel villaggio di Tel, l'esercito ha imposto il blocco totale di Nablus e ha avviato un'operazione su vasta scala nella città e nei villaggi limitrofi, secondo quanto riportato da fonti palestinesi.
È stato inoltre imposto il coprifuoco nei villaggi di Burin e Tel, e l'esercito ha ordinato il divieto per i soldati di lasciare le proprie basi in tutta l'area.
Il Primo Ministro Netanyahu e il Ministro della Difesa Katz hanno incaricato l’IDF di accelerare la legalizzazione delle fattorie e degli avamposti in Cisgiordania e di crearne di nuovi.
Netanyahu ha ordinato all'esercito di condurre un'"operazione intensiva" nei villaggi palestinesi identificati come “centri di attività militante”.
Le misure includono il sequestro di armi, la revoca dei permessi di lavoro per i palestinesi, il rafforzamento delle forze di difesa israeliane in tutta la Cisgiordania e l'aumento della separazione tra le vie di comunicazione israeliane e palestinesi attraverso posti di blocco e restrizioni stradali.
https://t.co/hKxwyJEly4
#westbankunderattack #israel
Le esecuzioni.
Soldati israeliani sparano a sangue freddo a 7 palestinesi da distanza ravvicinata nel villaggio di Tell, a Nablus, in Cisgiordania occupata illegalmente.
4 sono stati uccisi, due erano fratelli.
Gli altri sono gravemente feriti.
#IsraeliNewNazism#24luglio2026
Mercoledì 22 luglio, un contingente della polizia di frontiera israeliana, affiancato da soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ha impedito alla corrispondente di Haaretz in Cisgiordania, Matan Golan, e al fotografo Itai Ron, di raggiungere l'abitazione della famiglia palestinese Tubasi, alla periferia del villaggio di Jalud, a sud di Nablus, assediata da coloni da oltre due settimane.
Dopo un alterco tra le forze di sicurezza e i coloni, alla troupe giornalistica è stato impedito di proseguire lungo la strada che conduceva alla casa con il pretesto di "prevenire attriti".
Ai giornalisti è stato notificato un ordine di zona militare chiusa e sono stati costretti ad andarsene.
I coloni sono rimasti.
Gli attacchi contro la famiglia Tubasi sono iniziati ad aprile, quando i coloni hanno costruito un avamposto nel loro cortile.
La situazione è peggiorata quando alcuni coloni hanno occupato un edificio in costruzione tra la casa e il centro del villaggio, isolando di fatto la famiglia dai villaggi vicini.
"Mangiamo un solo pasto al giorno per risparmiare cibo. I coloni sono costantemente nel cortile e nell'edificio che hanno occupato al piano di sotto; attaccano chiunque cerchi di uscire di casa o di raggiungerci", ha detto un membro della famiglia ad Haaretz. "È impossibile raggiungerci senza la protezione della polizia o dell'esercito".
Nei giorni scorsi, secondo le ricostruzioni, alcuni coloni hanno assaltato l'abitazione, ferendo diverse persone e bloccando la strada di accesso. La fornitura di elettricità è stata interrotta dopo atti di vandalismo da parte dei coloni.
La famiglia Tubasi è stata infine costretta ad abbandonare la propria casa, dopo che i coloni, con
la complicità dell’esercito israeliano, hanno occupato l’abitazione. In seguito i coloni sono stati visti ballare nella casa della famiglia Tubasi per festeggiare.
#westbankunderattack #israel #palestine #haaretz
La nipote di Abderrahim Fakir, senza riuscire a trattenere le lacrime, riesce a dare una lezione di civiltà, dignità… umanità.
Qualcuno dovrebbe vergognarsi, tutti dovremmo ringraziarla.
#Bologna
Fadi Hamdallah al-Nassan ha 17 anni, è palestinese della Cisgiordania occupata, ed è giocatore professionista.
Fadi aveva giocato per l'Al-Mughayyir Club ed era membro della nazionale giovanile palestinese.
L’11 luglio i coloni israeliani attaccano il suo villaggio in Cisgiordania.
Fadi accorre sul luogo dell’aggressione come sente le urla di donne e ragazze.
Le forze israeliane arrivano sul posto e mentre i coloni continuano l’attacco al villaggio, sparano ad al-Nassan alla coscia.
Trasportato in ospedale, la gamba gli viene amputata.
Sabato 18 luglio Fadi muore a causa delle ferite riportate.
"Con la scomparsa di Fadi, il numero dei martiri del movimento sportivo palestinese dal 7 ottobre 2023 sale a 1.013, di cui 568 appartenenti alla famiglia del calcio palestinese", ha dichiarato la Federazione calcistica palestinese (PFA).
Lo stesso giorno in cui Fadi muore, in due distinti attacchi nella Cisgiordania occupata, coloni e forze israeliane appiccano il fuoco a proprietà palestinesi, distruggendo ulivi vicino a Ramallah e un'abitazione privata vicino a Nablus.
Gli attacchi avvengono stesso giorno in cui le forze israeliane fanno irruzione in alcune case nelle città vicino a Jenin, nell'ennesimo esempio delle incursioni e delle violenze dei coloni che le comunità palestinesi in tutto il territorio subiscono quasi quotidianamente.
Secondo un recente rapporto di @oxfamgb , negli ultimi 3 anni nella Cisgiordania occupata il numero di civili palestinesi uccisi dall’esercito israeliano e dai coloni ha superato il totale dei 17 anni precedenti. Tra le vittime, tantissimi sono i bambini.
#westbankunderattack #worldcup2026 #palestine
"Quando entriamo nelle prigioni, i prigionieri palestinesi si pisciano nei pantaloni, non è uno scherzo, si pisciano addosso per la paura.
È così che deve essere.
Siamo entrati nella cella di Marwan Barghouti e quando ci ha visto ha iniziato a piangere, era terrorizzato.
Ho detto
@jacopo_iacoboni Dopo oltre 4 anni in cui ci è stato detto che Putin era moribondo, i russi avevano finito le armi ed utilizzavano le vanghe per combattere, adesso dovremmo intervenire con la forza altrimenti arriverà a Berlino (o a Lisbona??)
Spero sia chiaro a tutti il termine escalation
@andrealoca77 Visto che l'industria pesante tedesca, in particolare automobilistica,è prosperata col gas russo a basso costo troncati dagli attentati terroristici al #nordstream un collegamento c'è. Bisogna vedere dove la riconversione bellica porterà la Germania e l"Europa
@AugustoMinzolin La scelta di Letta, novello estimatore di Bush jr., di guardare ai " moderati" ha fatto vincere la Meloni e portato il @pdnetwork al 18% quindi è bene un'agenda di sinistra che dica - armi e + welfare
"Me enteré del asesinato de mi padre por un video de Facebook, lo reconocí inmediatamente, no por su apariencia, sino por su voz, por cómo pedía ayuda mientras se desangraba en la acera".
Lorenzo Salgado, un padre de familia, un obrero de la construcción de 52 años, fue fusilado brutalmente por el ICE de Trump ayer en Houston, Texas (EEUU).
Lorenzo era propietario de un negocio y había estado en el país durante más 35 años.... Trump no está deportando "criminales", está deportando y matando a trabajadores solo por su color de piel y su origen de nacimiento.
“Pensavo fosse intelligenza artificiale o arte. Invece era un palestinese legato a un palo a Gaza”.
Così Gideon Levy, giornalista israeliano su Haaretz.
È sdraiato, bendato, con la faccia a terra. Le mani sono legate dietro la schiena, è quasi completamente nudo. Ma non basta. I suoi aguzzini hanno pensato bene di legarlo a un palo, in parte di ferro.
Non sappiamo niente di questa persona. Ma sappiamo che a ridurlo così è stato un soldato israeliano.
Non sappiamo se è rimasto in quelle condizioni un’ora, un giorno o un mese. Ma sappiamo, dice Levy, cosa è passato per la mente del soldato.
Non si è limitato a torturare il prigioniero: ha sentito anche l’esigenza di scattare una foto e mostrarla al mondo sui social. Questi soldati si sentono gli eroi del popolo di Israele e, per questo, torturano e condividono i loro abomini.
Cosa porta un giovane israeliano a torturare un uomo legandolo a un palo?
E cosa porta gli israeliani a non indignarsi per questo.
In Israele questa foto non ha suscitato alcuna reazione, annota ancora Gideon Levy. (Questa foto, come tante altre, del resto).
I media israeliani hanno fatto la loro parte: sono stati pronti a etichettare quell’uomo come un terrorista, un alibi che abbiamo sentito e risentito decine di migliaia di volte.
La bugia del sedicente “esercito più morale al mondo”, dopo ciò che abbiamo visto in questi quasi tre anni di genocidio, è stata ampiamente smascherata.
Ma cosa resta di quelle persone che ridono davanti a foto di questo tipo, che lasciano un like o che semplicemente non provano nulla davanti a una simile miseria umana?
#gazagenocide
C’è qualcuno che va a Tel Aviv coi viaggi pagati da Elnet e poi presenta DDL “antisemitismo” per impedire di criticare Israele, e qualcuno che va in Cisgiordania e poi racconta i crimini di Israele contro i palestinesi “trattati come gli ebrei durante la seconda guerra mondiale”