Una ragazza protesta per la presenza di Salvini al concerto tributo a De André e scoppia la polemica. La nipote Alice si schiera con la ragazza. Dori Ghezzi, compagna di una vita del cantautore, sostiene l'importanza del dialogo. Ma c'è una chicca che non tutti sanno: tra il '92 il '94 De André invitava a non demonizzare la Lega. Ci racconta tutto Federica Ciampa.
Un fatto che va ricordato ciclicamente: Giuseppe Conte, e cioè quello dei lockdown, dei banchi a rotelle, dei 400 mafiosi scarcerati e del buco lasciato nei conti pubblici dal superbonus 110%, è stato il peggior Presidente del Consiglio della storia d’Italia.
Nel dibattito pubblico ormai hanno sdoganato l'idea che il clima dipenda dal governo.
Per una cosa del genere, fino a trent'anni fa, ti mettevano in manicomio.
Oggi senti gente dire: "Il governo deve regolare l'uso dei condizionatori, così si cambia il clima del pianeta Terra".
Il problema, non piccolo, è che questi pazzi hanno il sostegno di alcune strutture, finanziate da una certa politica, che si fanno chiamare "scienza", esercitano potere, tutelano gli interessi delle multinazionali e censurano gli scienziati veri, quelli indipendenti.
Ci sarebbe da sbellicarsi, se non fosse che i detti pazzi detengono l'UE e stanno distruggendo la nostra economia e la nostra civiltà.
Benvenuti nel medioevo, amici miei.
124 agenti feriti, molotov lanciate contro le camionette, carabinieri avvolti dalle fiamme e un milione di euro di danni. Eppure il dibattito pubblico continua a girare intorno ai manifestanti. Se lanci una molotov contro un carabiniere non stai manifestando, stai commettendo un reato gravissimo. E chi lo fa deve finire in galera, punto. Quando si chiude un occhio davanti alle molotov, il confine tra "buoni" e "cattivi" semplicemente non c'è più, altro che NO Tav e black bloc. #zuppadiporro
✍🏻 Roberto Riccardi
In Italia è normale che rapinatori e ladri siano risarciti dalle vittime. Se poi ci scappa il morto ad andare in galera è sempre la vittima. Mentre i parenti del delinquente vengono coperti d’oro.
È il caso del 72enne Mario Roggero che ieri sera è entrato in carcere, dove sconterà 14 anni e 9 mesi, per aver sparato e ucciso due dei tre rapinatori armati, che avevano appena preso in ostaggio sua moglie e sua figlia nella gioielleria di famiglia.
Per i giudici, quando ha sparato la rapina era già "finita". Come se il cervello di un uomo alla settima rapina disponesse di un interruttore e di un cronometro processuale.
Ma non finisce qui, ha sul groppone anche una provvisionale esecutiva di 780.000 euro per le famiglie dei rapinatori (15 parti civili), a cui si aggiungono le parcelle legali.
Richiesta complessiva: 3,3 milioni. Roggero ha già venduto immobili, lanciato una colletta online. Due proprietà pignorate.
Se pensate che sia una eccezione siete in errore. Ormai è un classico.
Francesco Putortì è già stato condannato in primo grado. Ha 50 anni e faceva il macellaio a Reggio Calabria. Quindici anni e sei mesi per aver accoltellato due ladri catanesi che aveva trovato in casa sua, al piano di sopra, con le sue pistole in mano.
Le sue pistole, rubate dalla sua cassaforte, puntate contro di lui nel suo corridoio. Ha preso un coltello dalla sua cucina e si è difeso nella sua casa. Omicidio volontario. Legittima difesa negata.
Due uomini, due vite distrutte, un unico messaggio dello Stato italiano: non reagire. Subisci. Lascia che ti portino via tutto. E se proprio non riesci a restare fermo mentre ti puntano un'arma contro, preparati a pagare.
In quale altro Paese al mondo accade questo? In quale Paese civile chi delinque ha l'assicurazione sugli infortuni professionali pagata dalla vittima?
Mettiamo in fila i numeri, perché le cifre urlano più forte di qualsiasi editoriale. Un operaio che cade da un'impalcatura e muore sul colpo lascia alla vedova un assegno INAIL di 12.342 euro una tantum e una rendita che non basterà mai a pagare l'affitto.
Un cittadino assassinato per strada garantisce ai familiari un indennizzo statale di 50.000 euro. Un rapinatore che muore mentre rapina a mano armata può fruttare ai parenti dieci, venti, quaranta volte tanto.
Il morto onesto vale un quarantesimo del morto delinquente. Non è un'opinione. È il tariffario della Repubblica.
E c’è a chi è andata peggio.
Andrea Furlan aveva vent'anni. Faceva il commesso in un supermercato di Padova. Un rapinatore gli ha sparato. Oggi è paralizzato. Per il risarcimento sta ancora combattendo nelle aule di tribunale.
A Pontetetto la cassiera di un supermercato, ferita durante una rapina con un colpo di lupara con 200 pallini, è stata condannata a 5.800 euro di spese legali perché "troppo aggressiva" col rapinatore.
Ma non è solo questione di soldi. È questione di faccia tosta elevata a sistema.
A Lucca un tizio ruba un Piaggio Beverly. Si schianta. Perde un piede. Fa causa al proprietario del motorino rubato: 430.000 euro perché il derubato "non aveva impedito il furto con sufficiente diligenza".
Ad Arsiero Ermes Mattielli, ottant'anni, spara nel buio ai ladri di rame che gli entrano nel deposito. Muore prima di finire di pagare i 135.000 euro di risarcimento. Gli immobili finiscono in eredità ai ladri.
A Firenze un uomo rientra a casa con la figlia piccola. Trova un estraneo nel suo appartamento. Lo mette fuori uso a pugni. Il ladro, quello che si era introdotto in casa di una famiglia, ottiene 1.500 euro di risarcimento. Per le lesioni.
A Bergamo un individuo scavalca un parapetto per svaligiare un'abitazione. Il dobermann lo morde. Il proprietario del cane viene convocato dalle autorità: il ladro ha sporto denuncia e pretende il risarcimento per il morso.
Non sono aneddoti. È il catalogo di una nazione che ha perso il senno.
In qualsiasi Paese normale, la richiesta di risarcimento di un rapinatore che perde la vita “in servizio” o di un ladro che si ferisce mentre ruba verrebbe cestinata all'istante. Carta straccia.
La faccia tosta del delinquente è solo metà del problema. L'altra metà è un sistema che quella faccia tosta la prende sul serio.
Qui no. Qui viene protocollata, assegnata a un giudice, discussa in udienza, controbattuta con perizie e testimonianze. Si celebrano processi. Si impegnano aule, cancellieri, magistrati. Si consumano anni.
C'è qualcosa di profondamente malato in un ordinamento che trasforma le vittime in colpevoli e i carnefici in creditori. Che impone a chi si difende di calcolare al millimetro la "proporzionalità" della reazione mentre ha una pistola puntata in faccia.
Che considera "eccessivo" reagire a un'aggressione, ma "legittimo" chiedere soldi a chi ti ha impedito di rubargli lo scooter.
Non si tratta di invocare il Far West. Si tratta di ristabilire un principio elementare: chi delinque si assume il rischio delle conseguenze.
Chi lavora onestamente merita tutela. Chi muore ammazzato vale più di chi muore ammazzando.
E il governo? Dopo i decreti sicurezza, dopo mesi di interventi su immigrazione e ordine pubblico, sul risarcimento ai delinquenti ha fatto un altro passo. Importante, ma comunque un passo corto.
Il consiglio dei ministri ha approvato un Disegno di legge che vieta il risarcimento civile a chi viene ferito mentre commette rapina, sequestro, violenza sessuale, furto in abitazione.
In parole semplici: si può essere condannati penalmente, ma senza risarcimento.
Sarebbe una svolta, se non fosse un ddl ordinario. Commissione, aula, Camera, Senato. Mesi di emendamenti, mediazioni, ostruzionismo. Beato chi ha un occhio per vedere il traguardo.
Ma il problema vero è nel perimetro, non nella procedura. Il Disegno di legge elenca i reati per cui il risarcimento è escluso: rapina, furto in abitazione, sequestro, violenza sessuale.
E il resto? Il furto semplice no. La truffa no. Lo scasso di un deposito di notte no. Ermes Mattielli, che sparò ai ladri di rame nel suo capannone, resterebbe fuori. Il catalogo protegge alcune vittime e ne abbandona altre.
Distingue, calibra, soppesa. Esattamente la logica che dovrebbe eliminare.
Serve invece una norma che dica una cosa sola e la dica senza margini di interpretazione: chi ruba o rapina non ha più diritti da far valere contro di te.
Non ne ha lui, non ne hanno i suoi figli, non ne hanno i suoi quindici parenti in fila alla cassa.
Senza proporzioni da calcolare col bilancino mentre hai un'arma puntata alla tempia. Senza il giudice che decide se la tua paura era "congrua" dopo aver riletto il fascicolo comodo nel suo ufficio.
Ha scelto il crimine, si prenda le conseguenze. Tutte.
Nome Riccardo, Cognome Fraccaro. Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio nel governo Conte2. Miguel Martina, funzionario della agenzie delle dogane, tenta di sequestrare oltre un milione di mascherine contraffatte provenienti dalla Cina e destinate al personale sanitario ,inutili e potenzialmente tossiche. Viene bloccato dalla gerarchia interna. Viene ricevuto dal Sottosegretario Fraccaro , racconta i fatti e consegna un corposo Dossier che documenta la truffa. Truffa e danni collaterali che potevano essere bloccati con una telefonata. Al contrario Fraccaro dichiara in commissione d’inchiesta Covid di non aver neppure aperto il dossier “per non mettere in imbarazzo il governo” di cui era membro influente. Ora io non me la prendo con i Fraccaro della situazione ma con quanti permettono a simili personaggi di ricoprire incarichi di potere. Daniele Giovanardi Medico.
Sento ripete: “Sì, ma anche gli italiani delinquono”.
Puntualizzato che nessuno dice che gli italiani non compiano reati, ritengo che il fatto che anche gli italiani delinquano non ci obbliga a tenerci i criminali stranieri in casa. No, anzi, proprio perché già abbiamo i nostri, non vogliamo importare quelli altrui.
E poi vorrei chiedervi: voi vedete italiani che ogni giorno e ogni notte fanno risse tra clan con bastoni e coltelli? Voi vedete italiani che camminano nudi per strada e si fanno le seghe in spiaggia davanti ai bambini? Voi vedete italiani che girano in branco armati di coltello e aggrediscono, rapinano e uccidono per una collanina o 10 euro? Voi vedete italiani che spaccano auto e vetrine con le mazze in mano per divertirsi? Voi vedete italiani che stuprano nelle stazioni o tirano pugni a caso alle passanti? Voi vedete italiani che sui mezzi pretendono di non pagare e minacciano polizia e controllori? Voi vedete italiani che vi entrano in casa mentre state per fare la doccia e vi stuprano puntandovi contro una lama? Voi vedete italiani che, mentre siete al bar, vi danno 20 coltellate per trastullarsi? Voi vedete italiani che salgono a bordo di auto e vi asfaltano gambizzando e uccidendo esseri umani, bambini inclusi?
Io no. Basta con questa frase del cazzo: “Anche gli italiani…”.
Sapete perché la sinistra non vuole questa nuova legge elettorale ?
Perché se dovessero pareggiare il presidente della repubblica farebbe carte false per mettere su un governo con i partiti di sinistra e in caso la stessa sinistra dovesse vincere le elezioni sa già da subito che non sarebbe in grado di governare perché nessuno di loro ha una visione analoga del paese e anche in questo caso interverrebbe il colle per nominare un governo tecnico entro il quale i partiti della sinistra avrebbero ancora la possibilità di portare avanti i loro affari fottendosene , come ha sempre fatto, dei cittadini e del benessere del paese.
Questa è la sinistra italiana.
👍👍👍👍
Carciofara.
Figlia del narcos.
Fascisti.
Nazisti.
Mafiosi.
Bastardi.
Schifosi.
Ladri.
Questi gli appellativi con i quali l'elettorato medio del centro sinistra fatto di casalinghe, studenti, "insegnanti", dipendenti pubblici, eccetera, si rivolgono con leggerezza nei loro messaggio social agli esponenti del governo di centro destra.
Tra un reddito di cittadinanza revocato, e una frustrazione che rasenta la pazzia, hanno completamente perso ogni freno inibitore, e sono quelli che dopo averti risposto usando uno o più di quegli appellativi, ti promettono che ti impiccheranno da qualche parte spiegandoti che tu sei il male, perchè non ami l'invasione di migliaia di soggetti incapaci di distinguere la differenza sostanziale tra "desiderio", e "stupro".
Perchè sei contrario al manterene un esercito di fannulloni sul divano.
Perchè pensi che quelli che investono passanti in macchina intenzionalmente sono sempre gli stessi.
Mentre loro invece, i comunisti, sarebbero quelli moralmente superiori.
I bravi.
I guardiani della democrazia garanti della verità.
Come quando annaspando nel loro odio accumulato in questi 4 anni di opposizione festeggiano la morte del marito della ministra Roccella, o dimenandosi su un carro circense addobbati come pappagalli ara, dichiarano di avere le prove dei presunti rapporti orali ad opera di Salvini in favore di alcuni transessuali in quel di Ponte di legno, sfidandolo pure alla smentita se ne ha il coraggio.
Salvo poi non appena Salvini gli risponde che verrà chiarito tutto in tribunale, chiedere scusa piagnucolando smentendo quanto dichiarato il giorno prima, dando la colpa al caldo, agli spritz, e alla testa che non sa cosa gli abbia detto,
La testa ce l'avevi piena di livore orgiastico comunista caro compagno, fino a sragionare e vomitare delle emerite menzogne atte a diffamare i nemici politici del tuo partito di riferimento.
Fermo restando che sarà tutto da vedere se si riuscirà a trovare un giudice abbastanza imparziale da essere disposto a sanzionarlo per come merita, o se anche questa volta come spesso accade quando c'è da proteggere qualcuno "di area", il tutto sarà ricondotto nel solito solco del "diritto alla critica" ad esclusivo uso e consumo dei comunisti, arrivando magari pure a far passare il diffamatore come "povera vittima" del feroce fascista che non si lascia sputtanare come aggrada a sinistra.
Persone inquietanti che trasudano un odio ribollente, ormai traboccante, perchè a 4 anni dall'insediamento di un governo a loro sgradito, non sono ancora riusciti a scalzarlo nonostante abbiano dalla loro parte scuole, giornali, televisioni, i maggiori TG nazionali, magistratura, 8 conduttori televisivi su 9, mondo dello spettacolo, opinionisti, politologi, attori, cantanti, veline, scrittori, ONG, chiesa, cooperative, e tutto lo statalismo centrale.
Un tale cieco odio misto a rancore ideologico, che mi capita spesso di domandarmi nel caso la destra dovesse riaffermarsi alla prossima tornata elettorale, se basteranno i metodi democratici e civili per far loro rispettare l'esito del voto.
O se occorrerà una guerra civile.
Perchè da quello scrivono sui social, dimenticando gli anni in cui gli altri hanno civilmente sopportato governi di sinistra mai eletti, non è da escludere.
Fabio Armano
Nicola Porro è un signore. Ed è dotato di una rara eleganza dialettica che gli ha permesso di smontare con sarcasmo gli insulti e il funambolismo retorico da Upim sfoggiati ieri da Giuseppe Conte a @QRepubblica. Quanti di noi colleghi non avrebbero ceduto alla tentazione di mandare malamente a quel paese l'ex premier (e quanti altri, viceversa, avrebbero "fatto pippa") di fronte alla sua stizzosa aggressività? Porro lo ha messo al suo posto e, ha decretato la rete, “lo ha fatto nero”. Non era facile, con un ex premier che, svicolando dall'obbligo di rendere conto della sua gestione politica durante una delle fasi più dolorose della storia italiana, ha preferito aggredire il giornalista sul piano personale, uscendone malconcio. “Non dica fesserie”, “non faccia il fenomeno”, “non le consento”, “non rida”, “suo padre ne avrà avute di difficoltà con lei”, “lei è fuori di testa”: se anziché Conte, a rivolgersi così a un giornalista fosse stato un qualsiasi politico di maggioranza, le opposizioni si sarebbero incatenate di fronte al Parlamento (e all’Ordine dei Giornalisti) e avrebbero gridato alla lesa maestà. Ma la classe non è acqua. E se anche i principi, di questi tempi, perdono la corona, figuriamoci i Conte.
Un fatto che va ricordato ciclicamente: Giuseppe Conte, e cioè quello dei lockdown, dei banchi a rotelle, dei 400 mafiosi scarcerati e del buco lasciato nei conti pubblici dal superbonus 110%, è stato il peggior Presidente del Consiglio della storia d’Italia.
I Romani piantavano pini e cipressi ai lati di ogni consolare per consentire ai viaggiatori una frescura continua.
Lo scempio di alberi che si sta facendo in ogni città, ne alza la temperatura media di 4/5 gradi centigradi.
#lariachetira
250 MILA ragazze rapite, stuprate, torturate.
Da organizzazione di Bastardi pakistani.
Ma IN UK dimmerda nessuno disse né dice nulla.
Altrimenti è Razzismo.
Questa è LA MERDA che ci vogliono inculcare.
Non ci Avrete Mai.
#PoliticallyMerd
Ma dai...
Inchieste archiviate in tempi record (su Berlusconi invece si indaga ancora dopo trent'anni) e poi dalla #CommissioneCovid si viene a scoprire di migliaia di euro pagati per superconsulenze a ex colleghi di #GiuseppeConte#M5S, di mascherine farlocche cinesi in arrivo nelle strutture ospedaliere e di sicurezza e di respiratori cinesi (acquistati anche grazie ai favori di D'Alema) a prezzi esorbitanti ma il tutto privo di certificazioni, di commesse acquisite da Invitalia il cui ruolo si sostituì (con Arcuri) ex novo a strutture che già esistevano in capo al Ministero e che ogni operazione avallata dal Commissario Covid voluto da Conte fu effettuata senza controlli dell'Autorità Nazionale Anticorruzione perché -in deroga- tutti i poteri erano stati girati nelle mani proprio di Arcuri.
Cioé, durante la pandemia, su oltre 1 miliardo e più di commesse (1,250 milioni) il Commissario voluto da Conte si è 'controllato da solo' in deroga a tutte le norme vigenti e azzerando, con i beneplacito del governo, anche i controlli della Corte dei Conti.
Era la maxicommessa più grande della storia d'Italia, e stiamo parlando solo delle mascherine (degli oltre 600 milioni di euro di respiratori, non si tiene conto per ora), pagate al quadruplo del prezzo di mercato e non idonee. Il tutto all'ombra di un protocollo di verifica volontario con cui il controllato decideva cosa farsi controllare dal controllore. Mascherine e camici acquistati con procedure opache e senza trasparenza, in assenza di una legge sulle attività di lobbying. Con aziende italiane in regola anche con i certificati di idoneità scartate senza motivo apparente o contattate (fra le 182 appaltanti) e poi illuse di ricevere appalti garantiti, ritrovatesi con la merce non ritirata, non pagata e investimenti non rientrati senza giustificazioni. Davanti alle richieste di procedere con le indagini della Commissione di inchiesta Parlamentare, le opposizioni (PD, Iv, M5S, Azione) erano uscite dall'aula per bloccare i lavori, ad oggi in tv non se ne parla (a parte Nicola Porro, che a 'Quarta Repubblica' ha dedicato la prima ora della scorsa puntata allo scandalo), i giornaloni del mainstream non ne scrivono. E Giuseppe Conte, il Premier della pandemia, che volle fortemente che Arcuri si occupasse di tutto, continua a rifiutare di dimettersi anche temporaneamente da membro di Commissione per essere audito e fare luce su tutti i dubbi che emergono da testimonianze giurate, atti, documenti, intercettazioni, prove.
- Lucio Rizzica
Fiona è una delle 250.000 vittime delle grooming gangs di pakistani, e questa è una storia per cui nessuna femminista progressista piangerà.
Fiona Goddard, di Bradford, entrò in una casa famiglia a 13 anni e fu subito adescata da gruppi di uomini pakistani (tra i 24 e i 45 anni) che la violentarono ripetutamente, la drogavano e la trafficavano in varie città.
Gli abusatori aspettavano fuori dalla struttura in macchina senza che nessuno intervenisse.
Ma qui viene il dettaglio peggiore, perché entra in gioco tutta la negligenza della polizia britannica.
Quando la madre denunciò la scomparsa parlando di abusi da parte di "Asian men", uomini asiatici, l’operatore della polizia rispose: «Non puoi chiamarli uomini asiatici, è razzista. Sii felice che tua figlia stia imparando una cultura diversa».
In un’altra occasione la polizia disse agli stupratori che, se fossero riusciti a farla firmare per uscire volontariamente dalla casa famiglia, avrebbero smesso di "disturbarli".
E infine, quando la ragazza riuscì a fuggire dalla casa dove gli stupratori la tenevano segregata, un poliziotto la riportò indietro e disse ai suoi aguzzini «Have fun with her», "divertitevi con lei".
Fiona fu abusata da decine di uomini tra il 2008 e il 2012. Alcuni dei suoi carnefici furono condannati solo nel 2019.
Fiona è solo una delle 250.000 vittime delle bande di pakistani che, con la connivenza delle istituzioni, hanno abusato di ragazze minorenni bianche nel corso degli ultimi decenni.
Molti di questi aguzzini sono ancora a piede libero, mentre la polizia britannica continua ad arrestare almeno 3 persone al giorno per "discorsi d'odio" sul web.
Le priorità.