Tre anni fa, reduce da un feroce tentativo di avvelenamento operato dagli sgherri di Putin, @navalny era volontariamente tornato in Russia. Sapendo che cosa lo aspettava. Un gesto socratico, per mostrare sulla propria pelle a tutto il mondo di che pasta sia fatto il sistema mafioso putiniano. Chi resta indifferente al suo sacrificio o non ha anima e passione per la libertà, o, se l'aveva, l'ha perduta da tempo.
- "Bella Luka, come stai?
- "Si tira avanti"
- "Ma stanotte hai giocato?"
- "Sì"
- "Com'è andata?"
- "Abbiam battuto Atlanta"
- "Ottimo! Tu come hai giocato?"
- "Bah, abbastanza bene dai"
- "Quanti punti hai fatto?"
- "73"
- "Intendo tu, non la squadra"
- "73"
- "In che senso?"
- "Eh, ho segnato 73 punti con 17/20 da due, 8/13 da tre, 15/16 ai liberi, poi ho preso anche 10 rimbalzi e dato via 7 assist"
- "Sei serio? Con quel fisico da ragioniere?"
- "Sono il quarto giocatore nella storia NBA ad aver segnato almeno 73 punti"
- "Smettila di scherzare dai..."
- "Sono l'unico giocatore in 78 anni di storia NBA ad aver segnato più di 70 punti col 75% al tiro"
- "Ma non riesci mai a fare un discorso senza sparare cavolate?"
- "Gli unici giocatori nella storia ad aver segnato più punti di me in una partita sono Chamberlain e Kobe"
- "Vabbè ti saluto, non si può mai parlare seriamente con te. Ciao."
- "Ciao."
L’ultimo post del 2023 è dedicato a Fabio che questa sera non festeggerà come noi l’arrivo del nuovo anno. Fabio è morto ieri a Pescara a causa delle lesioni riportate mentre lavorava in un'azienda del territorio. L’ennesimo incidente sul lavoro che non farà notizia.
Italia sotto 1-0, ad una partita dall’eliminazione in coppa Davis.
Sinner è in difficoltà, sta perdendo 4-5 nel terzo set.
Djokovic ha la partita in pugno.
In quel momento alcuni tifosi serbi in tribuna tirano fuori delle carote.
La carota è il simbolo dei tifosi di Sinner, anche per il colore dei suoi capelli.
I serbi, vicini alla vittoria, sono pronti a mangiarsi le carote.
…
Da quel momento: Sinner si gasa, annulla 3 match point, ribalta la partita e batte Djokovic, poi mezz’ora dopo torna in campo per il doppio decisivo (in coppia con un super Sonego), batte ancora Djokovic per la seconda volta nel giro di due ore, e l’Italia torna in finale di Coppa Davis dopo 25 anni.
Sinner oggi ha riscritto la storia.
Ma il ringraziamento più grande che lo sport italiano deve fare, è al fruttivendolo aperto di sabato pomeriggio che ha permesso a dei serbi di acquistare delle carote.
"La seduzione di Jannik è diventata giorno dopo giorno micidiale nel suo essere nostro, nel suo scoprirsi definitivamente 'italiano', senza esserlo davvero completamente, nostro e italiano".
Questo è un estratto di un articolo di oggi su La Gazzetta dello Sport (a firma di Giancarlo Dotto).
Nel recente passato ci è capitato di dedicare qualche post a Sinner, per la sua passione per il basket e, ovviamente, per i suoi grandi e precoci risultati. In un post del 4 ottobre, dopo il trionfo in Cina, avevamo tra le altre cose scritto: "Ci piace anche perchè non ha mai replicato alla campagna mediatica che un quotidiano sportivo italiano (la Gazzetta) ha montato contro di lui da settimane per essersi preso una pausa da un turno preliminare di coppa Davis (come tanti altri tennisti di alto livello) al fine di recuperare energie e forma fisica in vista del finale di stagione. Campagna che forse nasconde quell’antipatia che spesso qualcuno ha nei confronti di chi è reo di non incarnare alla perfezione i tratti somatici, l'accento o l'esagerata empatia caratteriale, che sono gli ingredienti fondamentali dello stereotipo del maschio italiano che tanto piace a chi crede in certi "valori"..."
Ci occupiamo di basket, sport che, anche in nazionale, vede la presenza di ragazzi con (per qualcuno) nomi un po' strani, cadenze non perfettamente maccheroniche, o colori di pelle non troppo chiare. La corrente di pensiero secondo cui chi non rispetta determinati canoni non possa essere considerato al 100% "nostro", o "completamente italiano", oppure "tedesco" se altoatesino, o "africano" se un po' abbronzato, non fa altro che alimentare dubbi, antipatie, contrarietà, odio, e divisione. Quel concetto di divisione che è in antitesi con lo sport che invece è un mezzo di unione e di con-divisione.
Le etichette, anche nello sport, sono una forma di violenza. Sono giorni che giustamente, e sacrosantamente, si parla di violenza. La violenza fa schifo in tutte le sue forme, anche in questa.
@SkySport@SkyItalia ma mandare le @NittoAtpfinal sul canale skysport 4k anziché solo su @SkySportsTennis nooo??? Ah già dobbiamo mandare la replica 4k del campionato di calcio di eccellenza tedesco…che sciocco che sono!
Uno dei momenti più tristi della nostra vita é quando la porta della casa dei nonni si chiude per sempre.
Una volta chiusa quella porta non ci saranno più i pomeriggi felici con zii, cugini, nipoti, genitori fratelli e sorelle.
Ve lo ricordate?
Non era necessario andare al ristorante la domenica.
Si andava a casa dei nonni.
A Natale la nonna bucava l'ozono con le sue fritture mentre il nonno si dedicava all'arrosto facendo puntualmente bruciare la canna fumaria.
La tavola era lunghissima e veniva apparecchiata nella stanza più grande.
Adesso la casa è chiusa ed è rimasta soltanto la polvere.
Un cartello vendesi.
Nessuno la vuole quella casa.
È vecchia.
Va ristrutturata.
Costa troppo.
Cazzo ne sapete di quanto vale la casa dei nonni.
La casa dei nonni non ha un valore.
E così passano gli anni.