Ho letto l'intervista che Repubblica ha fatto alla docente che oggi è stata aggredita e quasi uccisa da un suo studente:
E’ stata soccorsa?
“Subito, da un meraviglioso studente che lo ha bloccato. Poi si è scatenato l’inferno nella scuola”.
Professoressa, sul suo profilo campeggiano diversi post che inneggiano alla remigrazione e a idee fasciste. Lo studente che l’ha soccorsa è della Repubblica del Congo. Si sente a disagio adesso?
“Non c’è nulla di incongruente tra un'idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano”.
Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione?
“Certo. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque”.
E se a salvarla fosse stato un ragazzino irregolare?
“Se non fosse stato regolare non sarebbe stato un mio alunno”.
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Praticamente se l'avesse salvata un irregolare per strada sarebbe andata in tilt, menomale che l'ha salvata un congolese regolare.
Ero carico per l'eclissi ma dopo 100 video che spiegano i danni agli occhi ho talmente paura che il sole non lo guardo nemmeno stamattina, neanche nel meteo in tv, odio il papà di Pollon che porta il sole, non compro più detersivo Sole, per sicurezza evito anche le persone sole
Voyager tout en restant à Paris c'est (presque !) possible. Plusieurs lieux de la capitale française sont particulièrement dépaysants et donnent l'impression d'être dans une autre ville, voire dans un autre pays.
https://t.co/M97xMifQUt
PER TUTTI I GENITORI
IN CASA SI IMPARA A:
Salutare, ringraziare, essere puliti, essere onesti, essere puntuali, essere corretti, parlare bene, non dire parolacce, rispettare gli altri, essere solidali, mangiare con la bocca chiusa, non rubare, non mentire, rispettare le proprie cose e quelle degli altri, essere organizzati.
A SCUOLA SI IMPARA:
Grammatica, storia, matematica, scienze, inglese, arte, musica e si rafforzano i valori insegnati a casa dai genitori.
il prof. Vincenzo Schettini è in una posizione di potere rispetto agli alunni: come fa a dire che non c'era costrizione se dalla visione dei video dipendevano i voti? esistono molte forme di condizionamento ed è grave che chi ha a che fare anche con minori non lo sappia
Tranquilli Fratelli, a differenza del prof Schettini, se non guardate questo video i vostri voti rimangono uguali. Però vi interrogo venerdì 6 marzo sul @nove in prima serata.
Far finta che Vincenzo Schettini non stia vivendo un periodo in cui dovrebbe dare delle risposte mi sembra assurdo, un po’ come vivere su un altro pianeta, un po’ come se Internet fosse un mondo e Rai1 e il Festival di Sanremo un altro. Io non ero in classe con il professor Schettini agli inizi della sua carriera ma francamente mi dispiace vederlo rimproverare sul palco dell’Ariston ai giovani una certa dipendenza dai social, dai numeri e dalle visualizzazioni quando mi sembra evidente che lui stesso, per inseguirli, sia ricorso a mezzi non proprio onorevoli per un docente come promettere mezzi voti extra in cambio di commenti e cuoricini alla faccia del merito e dell’impegno. Per di più sfruttando il fatto che i ragazzi a quell’età sono molto fragili e tutti in costruzione, facilmente plagiabili e influenzabili. Se da una parte apprezzo il fatto che abbia deciso di onorare un impegno preso in precedenza - forse c’entrava una penale da pagare? Non lo so - mi dispiace che abbia scelto di nascondere la testa sotto la sabbia fingendo che il problema non esista quando è sotto gli occhi di tutti. Non so come la situazione andrà avanti, ma spero davvero che il coraggio della denuncia della dipendenza dai social si trasformi nel coraggio di guardarsi dentro e chiedersi se si è per caso sbagliato qualcosa, perché vedere un adulto che ammette di aver commesso un errore è forse la lezione più preziosa che si possa dare a un adolescente. L’invincibilità non esiste. Né da adulti né da ragazzi. #sanremo2026
Ad Atreju (ma tu guarda) la denuncia delle dipendenze dal telefonino “intruso”, da prof. la “costrizione” dei suoi studenti sul suo canale YT. Ma sarà sul palco di #Sanremo2026 a fare lezione. Siamo un Paese irriformabile, ci rinuncio #VincenzoSchettini
#VincenzoSchettini, com’erano le sue lezioni a scuola? Parla ex alunno, all’epoca 14enne: aula trasformata in set, 3 studenti a tenergli l’attrezzatura x filmarsi e poi postare il video sul canale YouTube. Spiega anche il funzionamento del “voto in più” ➡️ https://t.co/JRjoxmOPR2
"Ai nostri studenti diciamo: impegnatevi, formatevi, costruite competenze solide. Poi la realtà sembra suggerire che le relazioni pesano più dei titoli, che la traiettoria conta più della preparazione formale, che il prestigio si acquisisce per ruolo, non per percorso."
IL PROFESSORE SENZA LAUREA🤦🏻
Luigi Di Maio è diventato professore onorario al King’s College London, nel Dipartimento di Studi sulla Difesa. Lo annuncia con entusiasmo: “Una nuova sfida. Sempre la stessa passione”.
Mettiamo subito le cose in chiaro: non è una cattedra vinta per concorso, non è un ruolo accademico ordinario, è una nomina onoraria. Formalmente legittima. Tecnicamente possibile. Nessun complotto.
Il problema non è giuridico.
È simbolico.
In un Paese in cui migliaia di ragazzi studiano anni per una laurea, in cui ricercatori e docenti affrontano percorsi lunghissimi, concorsi estenuanti, precarietà cronica, vedere sventolare il titolo di “professore” a chi una laurea non l’ha mai conseguita manda un messaggio devastante. Non perché la laurea sia tutto, ma perché il merito dovrebbe essere qualcosa di riconoscibile, misurabile, faticosamente costruito.
Non stiamo parlando di un autodidatta geniale che rivoluziona un settore. Stiamo parlando dell’ennesimo caso in cui la carriera politica diventa un trampolino internazionale. Si passa da un ministero a un incarico europeo, e da lì a un’università prestigiosa. Tutto regolare, per carità. Ma che idea di credibilità istituzionale resta?
Ai nostri studenti diciamo: impegnatevi, formatevi, costruite competenze solide. Poi la realtà sembra suggerire che le relazioni pesano più dei titoli, che la traiettoria conta più della preparazione formale, che il prestigio si acquisisce per ruolo, non per percorso.
Non è odio personale. È una questione di fiducia pubblica. Quando il concetto di merito diventa elastico, la fiducia collettiva diventa liquida. E una società che perde fiducia nelle sue istituzioni è una società che lentamente si svuota.
Questa non è rabbia.
È stanchezza.
- Don Chisciotte
Poco fa parlavo con un collega che insegna un corso di GenAI prototyping, e concordavamo su un punto: questi nuovi strumenti non sono neutrali, hanno anzi un effetto profondamente polarizzante.
Non è solo che aiutano: amplificano.
Se hai buone basi nel campo in cui li usi, se sai formulare bene un problema, se hai senso critico per valutare ciò che producono, allora ti danno quasi dei superpoteri: accelerano il lavoro, moltiplicano le alternative, abbassano il costo dell’esplorazione.
Ma se quelle basi non ci sono, succede qualcosa di diverso! Non è che impari più in fretta, è che esternalizzi il controllo. Ti affidi all’output senza avere gli strumenti per valutarlo, e l’illusione di competenza cresce più della competenza stessa.
È questo che cerco di mostrare in classe, quando faccio svolgere agli studenti, con ChatGPT, Gemini e altri modelli, diverse analisi dei dati, e poi discutiamo insieme i risultati. Trovo molto utile dare loro 30 minuti per risolvere da soli un problema complesso, a volte proposto da loro, usando qualsiasi LLM/LMM, e poi riprovarci dal vivo, passo dopo passo, insieme.
Di solito (falsa modestia...) il mio risultato è migliore. Non perché lo strumento sia diverso (uso lo stesso scelto da loro, tra quelli di cui abbiamo la licenza), ma perché diverso è il controllo sul processo: nella formulazione del problema, nella scelta delle ipotesi, nella verifica dei passaggi, nell’interpretazione dei risultati.
Credo che il messaggio che si portano a casa sia semplice e, per certi versi, controintuitivo: un LLM abbassa il costo dell’esecuzione, ma non quello della comprensione. E senza comprensione, l’esecuzione è fragile.
In questo senso, queste tecnologie non eliminano il principio di Matteo. No, lo rendono più visibile: chi ha struttura cognitiva solida viene amplificato; chi non ce l’ha rischia di diventare ancora più dipendente, se non addirittura più stupido (il cervello va tenuto allenato, ormai lo sappiamo). I "ricchi" diventano più ricchi, e la conoscenza resta la forma più potente di ricchezza, e lo sarà sempre di più.
Ergo, puoi lasciare a ChatGPT l'analisi dei dati, ma devi sapere che cosa faresti tu, perché, come, quando. Il che significa che studiare serve, forse paradossalmente, più che mai. Se possiamo risparmiare tempo nell'esecuzione (e al momento è un grande se), abbiamo più tempo per lo studio.