No a la guerra y Pacto de asilo y migraciones. Vivan las protestas de la Vuelta contra Israel y Ley Mordaza sacrosanta. Tolerarle esto al PSOE es volver con tu agresor porque te dijo que va a cambiar. Pero la policía es la realidad. ¡Libre @Serigne_Mbaye_!
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Fascistas contra fascistas. Este viene a España a por dinero y armas en unos días. El No a la guerra va por gustos. Los efectos de fascistización, militarización y corrupción sin embargo nos afectan a todo el mundo. La autodestrucción de la UE empezó en 2014 y se aceleró en 2022.
Quanto emette un'invasione? A quattro anni dal momento in cui le prime colonne di carri armati hanno iniziato la loro marcia verso Kiev, c'è uno studio che prova a rispondere. Il numero a cui arriva è 311 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Tradotto per esseri umani, è quanto la Germania in sei mesi o la Francia in un anno.
Mettersi a fare ricerca sul clima in mezzo ad una guerra di fango e droni è assieme assurdo e poetico. Gli scienziati che se ne sono occupati, ucraini e internazionali, hanno trovato enormi difficoltà - tra dati secretati e disinteresse. Notevolmente, vista l'inevitabile polarizzazione, hanno contato tutte le emissioni: armate russe e armate ucraine, attacchi alle centrali a gas ucraine e attacchi alle raffinerie russe.
La gran parte delle emissioni viene dalla guerra vera: caccia e carri armati. Ma una percentuale importante è provocata dalla ricostruzione delle infrastrutture distrutte e dagli incendi provocati dall'artiglieria. Incendi che la guerra provoca e la crisi climatica peggiora, in un contesto dove l'Ucraina soffre estati eccezionalmente secche e calde. C'è poi un fenomeno indiretto, ma rilevante. A partire da questa guerra la Nato ha giustificato il suo enorme piano di riarmo. Un piano che, secondo altre stime, in dieci anni produrrà 1132 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Guerra e crisi climatica vanno sempre per la mano.
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¿Puede la victoria de Catherine Connolly en las elecciones presidenciales de Irlanda ser la antesala de una victoria de la izquierda en las elecciones legislativas? 🇮🇪🤔
@SanchezCedillo 👇🏽
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Sería el momento de ocupar acampar, interrumpir la circulación del capitalismo genocida en España y extenderlo a toda Europa. Hasta que se cumpla cuanto detalla aquí Olga Rodriguez:
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He estado hoy en @LaBase_TV Que las democracias liberales de la propiedad no se deslicen hacia el fascismo depende de nosotrxs, de la inteligencia de nuestros contrapoderes y nuestras revueltas, así como de la división de las oligarquías políticas y financieras ante las mismas.
Una propuesta de autoorganización, red, conflicto y reapropiación comunitaria de los fondos públicos de reconstrucción, entre Valencia, Toscana, L'aquila y tantas zonas devastadas por el capitalismo del desastre. Por Paola Imperatore y @ManconiAlberto.
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"Hemos tenido una desinformación continua"
Alberto Manconi, activista italiano, sobre el referéndum que tendrá lugar en Italia los días 8 y 9 de junio 👇🏽
📺 LA BASE COMANCHE | https://t.co/0wEQ9gAA6S
En la Italia de Meloni-Salvini se va a celebrar un referéndum vinculante que puede dar un golpe contundente a las reformas laborales neoliberales del periodo de Matteo Renzi y a la restricción del acceso a la ciudadanía Italiana. Aquí nadie habla de ello. Nosotros sí lo hacemos.
La guerra de Ucrania fue desde el principio una guerra de Estados Unidos contra la Unión Europea, una guerra destinada a destruir al pueblo ucraniano y a robarle sus recursos.
Abrimos 🧵 con Franco Berardi (BIFO)👇🏻
Collettivi chiedono uscire in corteo dopo che stessa cosa è stata garantita a gruppo azione studentesca con volti coperti e caschi in testa.
La risposta:
Este el primer desastre por inundaciones con mortandad espeluznante que se da en zonas hiperurbanizadas e hipercomunicadas única y exclusivamente por la negligencia criminal de los poderes públicos. Podía no haber habido ni un solo muerto. No es un terremoto ni una bomba nuclear.
Nel 2018 Greta Thunberg era un'adolescente che iniziava a scioperare fuori dal Parlamento per chiedere attenzione sulla crisi climatica. Non sapeva niente di produzione industriale, ma era destinata a un futuro di luminoso simbolismo.
Nello stesso anno, gli operai della GKN di Campi Bisenzio producevano semiassi per la Maserati e probabilmente non pensavano troppo alla crisi climatica, it's my job and I do it for pay, come cantava Bob Dylan, e lo facevano bene, ma non bastò.
Le crisi non prendono il numerino e non aspettano il proprio turno in modo ordinato, si abbattono tutte insieme, ecologica e sociale, la stessa emergenza. Nel 2021 la fabbrica è stata delocalizzata in modo brutale e gli operai hanno scelto di resistere, di farsela da soli la transizione, cioè qualcosa che tre governi italiani da allora si sono mostrati incapaci di fare. Greta Thunberg nel frattempo ha scelto di non essere leader del movimento, ma di farsi termometro delle sue evoluzioni. Quel movimento ha capito che la giustizia climatica passava dal lavoro e dalle fabbriche. Per dirla con un famoso allenatore, chi saprà solo di clima non saprà niente di clima.
Per questo motivo la partecipazione di Greta Thunberg all'assemblea per l'azionariato popolare del Collettivo di fabbrica GKN ha un valore politico così grande. In GKN usano la metafora automotive della convergenza, «la regolazione delle ruote per uniformarne l'usura, mantenere una buona tenuta di strada, rendere la guida confortevole e stabilizzare la direzionalità». Insomma, un modo per non perdere la strada, per cercarne una insieme.
Nella crisi climatica nessuno ha tutti i pezzi, nessuna fabbrica, comunità, movimento è autosufficiente, tutto si collega a tutto e la convergenza tra collettivo e movimento è una forma di intersezionalità laboriosamente applicata alla realtà del mondo.
Se cercate una buona notizia, questa è una buona notizia. Il collettivo GKN ha un piano, e in questo paese disperatamente privo di direzione è una notizia enorme. La possibilità di costruire dal basso la prima fabbrica socialmente integrata d'Italia non è solo la storia di una fabbrica, ma un futuro possibile per l'Europa.
Hoy en @CentroGravPerm recordamos los 10 años de los crímenes de estado de Ayotzinapa. Estrenamos "Ayotzinapa, verdad imposible" de @a_cegna y hablamos con Andrea así como con Federico Mastrogiovanni, autor del libro "Ayotzinapa y nuestras sombras". ¡A las 22 en @CanalRed_TV!