8 anni e sei mesi per l'attacco alla sede della CGIL.
Va bene.
Ma facciamo un raffronto.
Nel 2023 i comunisti "trans-femministi" assaltarono la sede di Pro Vita e Famiglia: lanci di bottiglie e fumogeni contro l'edificio, danneggiamento di vetrine, saracinesche e telecamere, un ordigno (rimasto fortunatamente inesploso) gettato all'interno, danni ben peggiori evitati solo dalla presenza della polizia in tenuta anti-sommossa.
Chi è stato condannato a 8 anni e 6 mesi per quello?Nessuno.
A 4 anni e 3 mesi? Nessuno
A 2 anni e un mese e mezzo? Nessuno.
La procura ha chiesto l'archiviazione.
Fermare il referendum serviva anche a questo. Mantenere la giustizia a doppio standard.
Perché Caterina da Siena che si rifiutava di mangiare "era un'anoressica" ma un signore di 60 anni che si veste da donna e vuole che lo chiamino Samantha non è "uno psicotico"?
SOLITI METODI PER IL CAOS
Come stiamo venendo manipolati:
-Un movimento popolare emerge per affrontare un vero problema sociale.
-Open Society Foundations lo infiltrano con attori negativi (ANTIFA). La maggior parte di loro proviene dai loro programmi pro-migrazione.
-Il movimento viene screditato e si semina la divisione nazionale.
-Risultato: lo stato di sorveglianza tecnocratico avanza.
-La soluzione: consapevolezza e unità.
È sconvolgente quello che apprendiamo oggi: 𝐚 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐮𝐧 “𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐥𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨” 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐡𝐚𝐫𝐢𝐚.
𝐈𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐥𝐞. 𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚!
𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 che, attraverso lo strumento dell’arbitrato, si creino spazi nei quali 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨.
E parliamo della stessa Sharia in nome della quale, proprio in queste ore, in Arabia Saudita, un ragazzo di 24 anni è stato condannato a morte per blasfemia, per aver insultato Maometto sui social.
𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐞𝐧𝐜𝐥𝐚𝐯𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐚, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐥𝐨, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚.
È una 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚 𝐟𝐞����𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨.
#sharia #padova #fratelliditalia #elisabettagardini
Non vedo la rilevanza della notizia.
Ormai i sinistri lo dicono esplicitamente che le "frontiere aperte" servono per importare schiavi e che le politiche migratorie aperturiste servono esattamente a questo scopo.
Non esiste alcun "diritto" ad essere mantenuti dallo Stato.
Esiste il diritto a produrre cose che possono essere la Cappella sistina oppure del pane.
Qualcuno può decidere di regalarti cose che sono sue per i motivi che ritiene ma tale decisione non costituisce un tuo "diritto acquisito".
I desideri non sono diritti.
Valditara boccia la proposta della #Lega sullo #psicologo obbligatorio a #scuola: «È una sciocchezza».
E ha pienamente ragione: la scuola non è un ambulatorio e i giovani non sono un caso clinico.
Il disagio dei ragazzi è reale, e le aggressioni di queste settimane lo dimostrano. Ma la risposta non può essere affidare un'intera generazione a un professionista scelto dallo Stato, scavalcando chi ha il dovere e il diritto di educarla: i genitori.
I nostri ragazzi hanno bisogno di interventi mirati quando si presenta o viene segnalata una criticità, e sempre con la #famiglia al centro.
D'accordo con GALEAZZO BIGNAMI ‼️
Siamo in ITALIA quindi NON SI PUÒ APPLICARE LA SHARIA.
Non vi sta bene? Tornate a casa vostra!
@galeazzobignami@FratellidItalia
Ecco le impronte digitali del gran progettone dell'eurismo internazionale.
Appioppare alla Le Pen la COLPA del disastro economico Francese, che ha la popolazione in piazza anche con il deficit al 6% e perdurante deficit commerciale. La bomba però gli è scoppiata in mano prima.
Ho aspettato un po', ma a quanto pare nessuno lo dice chiaramente. Il problema casa non parte dagli alloggi ma dal potere d'acquisto di stipendi e pensioni.
Trent'anni di deflazione salariale via regole fiscali non possono non avere un effetto anche sulla capacità di acquistare una casa.
Il problema non si risolve intaccando la proprietà privata ma smettendo di comprimere la domanda interna e ridando peso al portafoglio delle famiglie.
Ciò che circola in Occidente sulla guerra in #Ucraina è, secondo Kolja Spöri, l’esatto contrario di quanto accade sul terreno.
#Russia#ukraine#UE#NATO
Quando sento parlare della guerra in UCRAINA sui media occidentali, mi torna in mente quello che racconta Kolja Spöri, l’economista tedesco che dice di essere stato più volte nel Donbass tra il 2015 e il 2021. Lui sostiene di aver visto, di persona, bombardamenti diretti da ovest verso est, sulle zone russofone, già negli anni successivi al cambio di potere a Kiev del 2014. Non ho modo di verificare ogni dettaglio di ciò che afferma, ma il contrasto con la narrazione prevalente mi colpisce: da una parte un testimone che descrive una realtà sul terreno molto diversa, dall’altra un flusso costante di informazioni che sembra ignorare o ribaltare quella sequenza temporale.
Mi chiedo, e non da oggi, fino a che punto i soldi dei contribuenti europei stiano andando a sostenere un quadro che, dal 2014 in poi, ha incluso restrizioni sull’uso della lingua russa, difficoltà di accesso a scuola e lavoro per una parte della popolazione, e violazioni degli accordi di Minsk documentate da più parti. Continuare a dare credito quasi esclusivo a chi racconta una versione opposta a quella di chi dice di aver visto con i propri occhi mi sembra un rischio concreto: non solo di sbagliare analisi, ma di finanziare, con le nostre tasse, una situazione che si protrae da anni e che ha già prodotto vittime civili da entrambi i lati. Preferisco restare scettica di fronte a chi presenta il conflitto come iniziato solo nel 2022 e chiude la porta a qualsiasi testimonianza che non collimi con quella data.
https://t.co/Ks2dAtZhIB
STUPEFACENTE: L'EUROPA SI STA SVEGLIANDO 💥 Ci sono attualmente proteste in Francia 📷, Germania 📷, Romania 📷... Questo potrebbe essere l'inizio del collasso del globalismo 📷📷📷
🤬🤬🤬 schifosi
In Francia sta facendo scandalo l’uso, durante le proteste studentesche, del brano rap “MRH”, che cita idolatrandoli Salah Abdeslam e Mohammed Merah.
Abdeslam è l’unico membro sopravvissuto della cellula jihadista responsabile degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, compresa la strage del Bataclan: 130 morti e centinaia di feriti.
Mohammed Merah è invece il terrorista islamista che nel 2012 assassinò sette persone, tra cui tre bambini ebrei davanti alla scuola Ozar Hatorah di Tolosa.
Una di loro era Myriam Monsonego, 8 Anni, la bimba della foto.
Durante l’attacco Myriam corse nel cortile, poi tornò indietro per recuperare il suo zaino rosa con dentro le sue amate scarpette da ballerina. Inciampò. Merah la raggiunse, la afferrò per i capelli e le sparò alla testa.
Oggi i nomi di questi due terroristi islamici vengono cantati nelle proteste dei cosiddetti studenti francesi, a dimostrazione che la scuola non c’entra nulla: la matrice di questa protesta è sempre la stessa : l'islam.
Gaetano Scaffidi
This trend of publicly degrading and insulting Our Lord Jesus Christ is a hallmark of the synodal churzh
The Son of God was not flirting with an adulteress
The idea that God would flirt with a woman breaking His Sixth Commandment is obnoxious
It’s all part of the Amoris Laetitia heresy to downgrade the immorality and sinfulness of adultery
Synodalism is not Catholicism
Gravissimo: la Lega ha presentato un esposto in Procura. Non lo permetterà e darà battaglia a tutti i livelli e in tutte le sedi.
NO ALLA SHARIA IN ITALIA.
Devono rispettare le leggi italiane. Punto! Se no vanno remigrati all'istante.
Questo è assurdo.
Parte da Padova il tribunale islamico...
Chi entra come ospite non può pretendere di cambiare le regole del Paese o di influenzare le decisioni politiche. O si adegua all’ordinamento vigente, oppure non ha titolo per restare. Continuare a ignorare questo principio rischia di indebolire la coesione e le regole comuni su cui si basa l’Italia.
Chi non condivide le nostre radici, la nostra cultura e le nostre leggi non ha posto in Italia. La sharia e i modelli che la accompagnano sono incompatibili con il modo di vivere che abbiamo costruito qui. Chi vuole applicarla può farlo nel proprio Paese di origine: da noi si rispettano le regole italiane oppure si torna a casa.
"A Padova, a marzo 2026, è stata fondata un’associazione privata chiamata Camera Arbitrale Islamica Italiana.
Si propone di risolvere controversie civili e commerciali tra privati applicando i principi della Sharia, restando però, secondo i promotori, dentro le regole dell’ordinamento italiano.
Non è un tribunale dello Stato. L’arbitrato è uno strumento volontario previsto dal codice di procedura civile: le parti devono accettarlo, non può riguardare reati o diritti indisponibili e il lodo, per avere efficacia, deve essere omologato da un giudice italiano e rispettare l’ordine pubblico. Il fondatore ha dichiarato che la Sharia si applica solo dove è compatibile con la legge italiana e che al momento non ci sono procedimenti in corso.
L’Ucoii ha preso le distanze dall’iniziativa. La notizia ha provocato esposti in Procura e reazioni politiche.
Se un tribunale islamico in Italia condannasse una donna alla lapidazione e volesse eseguire la pena in piazza, la legge italiana dovrebbe intervenire subito contro chi ha emesso quella sentenza, non contro la donna. La sharia non vale qui. Chi la vuole applicare può farlo nel proprio Paese.
Da noi valgono solo le leggi italiane.
A Padova è stata istituita la sharia.
Chi non ci crede vada sulla piattaforma social della camera arbitrale islamica.
Che definiscono "La vostra via alla Giustizia Islamica in Italia"
Della legge italiana se ne impippano.
Dimenticano che qua sono ospiti e se vogliono integrarsi in Italia devono diventare italiani: non esiste altra via.
Oppure stiano comodamente a casa loro: nessuno li ha obbligati a venire.
Lo stato sia duro: espella chiunque abbia realizzato questo sito e tutti i componenti della cosiddetta "camera arbitrale islanica".
Ma seduta stante.
A casa loro senza se e senza ma.
https://t.co/aAMiKVygVb
Dans 50 ans, les livres d'histoire diront qu'Elon Musk a gagné une guerre que personne ne savait qu'on était en train de perdre.
Une guerre commencée il y a 100 ans, dans une cellule de prison italienne.
En 1926, Mussolini fait arrêter un intellectuel sarde de 35 ans. Au procès, le procureur aurait dit : « Nous devons empêcher ce cerveau de fonctionner pendant vingt ans. »
Il s'appelait Antonio Gramsci.
Son cerveau n'a jamais cessé de fonctionner. En prison, il a rempli des milliers de pages qui sont devenues l'un des textes politiques les plus influents du XXe siècle. Je pense qu'on est en train de vivre le moment où sa théorie s'effondre.
Laissez-moi vous expliquer.
Gramsci se posait une question simple. Pourquoi la révolution communiste a-t-elle réussi en Russie mais échoué partout en Occident ?
Sa réponse : en Occident, le pouvoir ne tient pas seulement par l'État, la police et l'armée. Il tient par la culture. Par ce que les gens trouvent normal, évident, « de bon sens ». Il appelle ça l'hégémonie culturelle.
Donc, pour prendre le pouvoir, il ne faut pas d'abord prendre le palais. Il faut d'abord prendre les esprits. Les écoles. Les universités. Les journaux. Le théâtre. L'édition. Les tribunaux. C'est la « guerre de position » : une conquête lente, institution par institution. Quand la culture a basculé, la politique suit toute seule.
Quarante ans plus tard, l'activiste allemand Rudi Dutschke en fera un slogan : la longue marche à travers les institutions.
Pendant des décennies, on a vécu avec une énigme que personne n'arrivait vraiment à expliquer.
Pourquoi presque tous les artistes sont-ils de gauche ? Les acteurs, les chanteurs, les profs, les journalistes, une bonne partie de la magistrature. Pourquoi un pays pouvait voter à droite élection après élection et voir quand même sa culture parler d'une seule voix ?
On nous répondait : « c'est parce que les gens éduqués sont de gauche. »
Je crois que la réponse est plus simple. Gramsci avait écrit la recette, et elle a été appliquée. Quand tu contrôles qui obtient la subvention, le poste, la bonne critique, le prix, l'invitation sur le plateau, tu contrôles ce qui devient « la culture ».
La même énigme existait à l'échelle du monde.
Pourquoi tant de pays en développement, notamment en Amérique latine, revotaient-ils encore et encore pour des gouvernements socialistes ou de gauche radicale ? Venezuela, Bolivie, Nicaragua, l'Argentine des Kirchner, la Colombie de Petro. L'économie s'effondrait, les cartels prospéraient, le chaos s'installait. Et pourtant le même vote revenait.
Ma conviction : la pauvreté n'était pas un accident du système. C'était un électorat. Et autour, il y avait tout un écosystème d'ONG, de médias « indépendants » et de programmes de « société civile », financé en grande partie par l'argent occidental.
Puis, début 2025, il s'est passé quelque chose que personne n'avait jamais osé faire.
Elon et DOGE ont ouvert les livres de USAID. Une agence quasi intouchable depuis 1961, des dizaines de milliards de dollars par an. La grande majorité des programmes ont été coupés, et l'agence a été absorbée par le Département d'État.
Le robinet a été fermé.
Et regardez ce qui s'est passé depuis.
Bolivie : le MAS perd le pouvoir après presque vingt ans. Équateur : Noboa réélu. Honduras : la droite reprend le pays. Chili : Kast élu. Argentine : Milei remporte largement les élections de mi-mandat.
Et il y a deux jours, le Brésil.
Jair Bolsonaro est inéligible, condamné à 27 ans de prison. La gauche pensait avoir refermé le chapitre. Lula, 80 ans, briguait un quatrième mandat face à un pays qu'on disait acquis.
Dimanche, son fils Flávio est arrivé en tête du premier tour. Plus de 47 % contre près de 45 % pour Lula. Lula lui-même a reconnu un résultat « inattendu ».
Le plus grand pays d'Amérique latine est à un second tour de basculer.
Le plus grand virage à droite du continent depuis des décennies.
Coïncidence ? Je ne crois pas. Quand le financement disparaît, le récit perd ses haut-parleurs.
Il reste un dernier vrai bastion. L'Europe.
Bruxelles finance ses propres réseaux d'ONG, avec une opacité que même la Cour des comptes européenne a pointée. Les grandes fondations comme l'Open Society de Soros. Les entités supranationales qui produisent de la norme sans jamais passer devant un électeur.
C'est la dernière forteresse de l'hégémonie culturelle. Et elle commence à se fissurer.
Je suis convaincu que tout ça va s'effondrer, et plus vite qu'on ne le pense.
Gramsci avait raison sur un point essentiel : la culture précède la politique. Mais il avait oublié que ça marche dans les deux sens. Quand une culture artificielle perd ses perfusions, ce qu'il y a de vrai en dessous remonte à la surface.
Ce qui vient après, je crois que c'est une renaissance. Une culture qui recommence à aimer la beauté, l'ambition, la science, la civilisation qui l'a fait naître.
Et dans les livres d'histoire, on se souviendra que tout a commencé quand un homme a décidé de regarder les comptes.
Il fallait quelqu'un d'assez riche pour ne dépendre de personne, d'assez fou pour s'y attaquer et d'assez libre pour encaisser la haine qui allait suivre.
Merci Elon.