In occasione dell’80 anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana, per la prima volta il Monumento dell’Indipendenza a Kyiv è stato illuminato con i colori della bandiera italiana, in segno dell'amicizia e vicinanza tra i nostri popoli 🇮🇹🇺🇦
La Marine nationale a arraisonné hier matin un nouveau pétrolier sous sanctions internationales en provenance de Russie : le Tagor. Notre détermination est constante et totale.
Cette intervention a été effectuée en Atlantique, en haute mer, avec le soutien de plusieurs partenaires dont le Royaume-Uni, dans le strict respect du droit de la mer.
Il est inacceptable que des bateaux contournent les sanctions internationales, violent le droit de la mer et financent la guerre que mène la Russie contre l’Ukraine depuis plus de 4 ans.
Ces navires, qui ne respectent pas les règles les plus élémentaires de navigation maritime, constituent également une menace pour l’environnement et pour la sécurité de tous.
La situazione di buona parte dei territori occupati sta precipitando e ora la Russia teme il colpaccio contro la Crimea.
L’Ucraina, data per spacciata fin dai primi giorni dai nostri giornaliZti e opinioniZti, in questi anni ha non solo mostrato una incredibile resilienza sul piano strettamente operativo-militare, ma anche sviluppato tecnologie che hanno consentito di stabilizzare il fronte e persino di rendere vana la millenaria strategia moscovita di pretendere aree cuscinetto a spese dei vicini, trasformare quelle aree in zone pienamente russe e quindi pretenderne di nuove, in un infinito bisogno di allontanare i confini dal centro.
La guerra dei droni, che Kyiv sta vincendo sia sul piano numerico che tecnologico fa sì che nulla sia più al sicuro, elemento questo che mina le precondizioni non solo di un’ulteriore avanzata di Mosca, ma anche del mantenimento di quanto illegalmente occupato sinora, non dal 2022, ma dal 2014.
In questi giorni sui social appaiono immagini di interminabili code nei distributori in Crimea. Il carburante è stato ufficialmente razionato, ma in alcuni punti della penisola è già esaurito. Questo è risultato della strategia che l’Ucraina ha pianificato dall’ottobre del 2022, da quando cioè colpì uno dei treni cisterna che regolarmente transitavano sul ponte di Kerch, che collega la regione occupata alla Russia, danneggiandone seriamente la sezione ferroviaria, poi ulteriormente indebolita dall’attacco di droni marini. Le autorità, a seguito dell’attacco, hanno quindi sospeso il trasporto su rotaia (ciascun vagone trasportava anche 60 tonnellate di carburante), sia per evitare il possibile cedimento della struttura, sia per scongiurare che ulteriori attacchi ucraini potessero causare uno spettacolare crollo.
A questa chiusura si è cercato di ovviare istituendo il cosiddetto Kerch Ferry Crossing, un servizio di traghetti cargo (Ro-Ro) che spola tra i porti di Kavkaz (sulla sponda russa) e Kerch (in Crimea), per trasferire gli stessi vagoni cisterna che non possono più attraversare il ponte. Ma, una volta perso il dominio dei mari, per la Russia, anche questa soluzione si sta rivelando impraticabile. Solo nelle ultime settimane, l'Ucraina ha preso di mira i traghetti chiave (come la Avangard, la Conro Trader e la Slavyanin), oltre a varie motovedette, facendo crollare verticalmente il traffico di combustibili.
L’unica alternativa diventa quindi ora quella della M-14 (la spina dorsale che collega Rostov a Mariupol, Berdiansk, Melitopol fino alla Crimea). Ma anche quell’arteria, essenziale per l’approvvigionamento delle truppe di occupazione, si sta rivelando una gigantesca trappola. L'introduzione massiccia di droni ad ala fissa di nuova generazione e sistemi a lungo raggio (come i droni Hornet, potenziati con algoritmi di riconoscimento dei target) ha esteso a dismisura la "kill zone" ucraina, tanto che gli stessi Z-blogger ormai quotidianamente riportano notizie di decine di mezzi in fiamme ai lati della strada.
La strategia di Kyiv di “logistical lockdown” si sta dunque rivelando straordinariamente efficace, dal momento che proprio i blogger militari riferiscono di truppe costrette a centellinare benzina e munizioni, che arriverebbero al fronte nella misura di circa il 40% rispetto alle reali necessità, al punto di scomodare il sacro mito dell’assedio di Leningrado per rappresentare la gravità dello strangolamento in atto e combattere la tendenza di diversi generali di far arrivare a Mosca rapporti falsi nei quali si nega la reale gravità della situazione.
Se a questo si sommano i recenti colpi messi a segno dall’Ucraina contro radar, sistemi missilistici, depositi di carburanti e munizioni in Crimea (una delle aree più difese al mondo, a riprova dell’altissimo valore propagandistico che la penisola riveste per il regime), c’è da aspettarsi che a breve le forze ucraine tentino un massiccio attacco per abbattere del tutto il ponte di Kerch, ottenendo l’isolamento pressoché totale della penisola e della parte occupata di Kherson, rendendo pertanto entrambi indifendibili nel breve-medio periodo. Il crollo del ponte o l’ipotesi di un solo soldato ucraino che poggi gli scarponi sul suolo della Crimea, rubata con una occupazione, seguita da un referendum illegale nel 2014, avrebbe un impatto devastante sulla fiducia anche interna che la Russia sia in grado di continuare a sostenere questa guerra e comprometterebbe la tenuta stessa del regime, che sulla retorica della potenza militare e delle invasioni per sopravvivenza basa la propria esistenza.
Perché tutto questo a noi appare così strano? Perché la guerra in questi anni ce la siamo fatta finora raccontare da Travaglio, Di Battista, Orsini e dal generale Mini, che per un mix di ignoranza, supponenza, egocentrismo patologico e consapevole disinformazione ci hanno spacciato i successi tattici della Russia per vittorie strategiche, ridicolizzando il sostegno dell’Europa e sottovalutando l’eroica resilienza dell’Ucraina, nonché, diciamocelo, anche la straordinaria rete civile di resistenza contro il cinismo promosso dalla propaganda russa che noi tutti abbiamo costruito in questi anni.
Siamo dalla parte giusta della storia. E la storia ci sta dando ragione.
Conte: «L’Ucraina non può entrare nell’Unione Europea».
A 24 ore dal no della Lega, arriva anche quello del Movimento 5 Stelle. Sull’invasione dell’Ucraina l’asse gialloverde è sempre solido.
Il danno più grande fatto dal Movimento Cinque Stelle alla politica italiana non è né il reddito di cittadinanza né il Superbonus né nessuna delle altre misure folli che hanno sostenuto o approvato in questi anni.
Il danno più grande è aver introdotto, legittimato e diffuso l’idea che per fare buona politica occorresse non saper niente e non sapere fare niente.
IL FALLIMENTO STORICO DEI PACIFINTI
La Russia versa in una grave crisi economica, militare e politica che è emersa in modo plastico il 9 maggio nella parata del regime di Putin.
Le aperture di questi giorni, a cui personalmente do pochissima credibilità, derivano da questa crisi.
L’eroismo degli ucraini e la fermezza degli europei hanno cambiato il verso di una storia che molti davano già per scritta. Nonostante ciò una larga parte dell’opinione pubblica manipolata da media vergognosamente impreparati, faziosi e spesso infettati da propagandisti pagati e sedicenti intellettuali di destra e di sinistra, continua a predicare la necessità di calarsi le braghe per rifugiarsi nella retorica del pacifismo inerme.
Solo il coraggio e la forza hanno arginato la Russia.
Solo il coraggio e la forza terranno al sicuro la civiltà europea negli anni che verranno. Poco altro conta.
ABOLIAMO IL DIRITTO DI VETO IN EUROPA
Oggi abbiamo deciso di celebrare l’Europa lanciando, da questa bellissima piazza, una petizione per chiedere al Parlamento e al Governo una posizione netta: abolire il diritto di veto in seno al Consiglio Europeo.
Non è l’ultimo passo. È il primo. Ma è quello che conta adesso.
👉 Firma, fai firmare e condividi la petizione: https://t.co/zoiDLw4I7Y
Non c’è nessun altro posto in cui vorrei essere oggi, in questo 9 maggio, se non in questa piazza con voi a battermi per la nostra Europa.
Non è un percorso né comodo né facile. Anzi impopolare e controcorrente ma allo stesso tempo necessario, incredibilmente bello e ideale.
Alziamoci insieme e facciamo sentire la nostra voce ogni giorno, in ogni luogo, in ogni momento.
Perché non c’è e non ci sarà un destino personale in cui ci si salva da soli. Ma c’è un destino di comunità che dobbiamo comprendere e portare avanti insieme.
Buona festa dell’Europa da questa bellissima piazza. Bravi i ragazzi di Ateneu.
Recupera il mio intervento integrale qui: https://t.co/5SgvJXEzLl
Ukrainian Marta Kostyuk claims her first WTA 1000 title by defeating "neutral" Russian Mirra Andreeva, celebrating the victory with a backflip. Congrats, girl!
Nello studio di Gruber il mondo gira all’incontrario: Putin diventa un bravo ragazzo, l’Europa bellicista, l’Ucraina una noia e la sinistra una terra promessa di cui Conte è il profeta. Meloni rappresenta il male assoluto qualsiasi cosa faccia.
Se non ti adegui a questa narrazione faziosa e miope diventi “il nemico”.
Il mondo crolla, ma un pezzo di politica e giornalismo continua con le polemiche da cortile come nulla fosse. Questo teatro dove i ragazzi ucraini vengono dileggiati e la faziosità sostituisce i valori e il ragionamento libero, rappresenta ciò che @Azione_it combatte. E ce n’è molto bisogno.
Questo "giornalismo" è una delle ragioni del disastro: "4 anni persi in Ucraina", "Conte ha portato il PNRR", "gli Italiani vogliono il gas russo"... "Russia alla biennale non è propaganda di Putin"... ecc. No, non l'ha detto un politico in studio, ma una che si spaccia per giornalista 😩
1) la visione binaria destra/sinistra è il modo in cui gruppi di incapaci privi di valori e contenuti vi tengono avvinti come bambini fessi dietro un gagliardetto sportivo;
2) essere di destra o di sinistra e girarsi dall’altra parte sull’Ucraina e sulla necessità del riarmo europeo, vuol dire essere inutili e provinciali.
3) se il 3% non conta allora perché darsi tanto sbattimento e premura per criticare il nostro posizionamento politico?
Noi faremo ciò che crediamo giusto e voi continuerete a votare accozzaglie che inizierete a criticare il giorno dopo il voto.
Sarete sempre di meno e sempre meno convinti, mentre il mondo brucia. Una roba tutto sommato piuttosto triste e mediocre.
Ma già lo sapete.
Dopo un’ora e mezza di dibattito tosto e stimolante con gli studenti della Bicocca, due ragazzi di “Cambiare rotta” hanno deciso di interromperci — non per confrontarsi, ma per accusarmi di essere un europeista e un guerrafondaio (perché parlo di difesa comune). Poi sono andati via prima di ascoltare qualsiasi considerazione.
Quello che ho detto al resto della sala è che non ho mai rifiutato di discutere con un contestatore in vita mia. Perché il confronto, anche duro, anche scomodo, è esattamente il motivo per cui vale la pena vivere in Europa. In altri posti, proprio queste cose non sarebbero ammesse. Qui devono esserlo. Sempre.
In poche ore (camale)Conte è passato da “sì al gas russo, ma solo dopo un negoziato” a “facciamo subito un negoziato, così possiamo ricominciare a comprare gas russo”. E anzi, “coinvolgiamo pure la Cina”. Parola di colui che da premier, guarda caso, fece scorrazzare i carri armati di Mosca sul territorio nazionale e firmò gli accordi della Via della seta.