Ruggero è abbondantemente uscito dai limiti delle legittima difesa. Abbondantemente. Non entro nel merito del suo stato psicologico di quel momento, del pregresso, ecc.
Ma dal video dico con fermezza e certezza che non si trattava più di legittima difesa.
Bisogna essere corretti ed equilibrati. Della politica come sempre me ne fotto.
Da avvocato e docente di diritto penale lo dico senza esitazioni ai diversamente alti, alle ballerine, ai cantanti, ai politici tutti:
non era più legittima difesa.
Poi che lo grazino che facciano quello che vogliono, ma è così.
Un paio di quotidiani oggi ne parlano, onore a loro.
Ma per il resto nulla. Nessun artista (reduce dall’ultimo film inondato di contributi pubblici) a fare appelli coraggiosi al microfono; nessun politico a strappare l’applauso in un comizio, nessun sindacalista a organizzare cortei di solidarietà. Nessun ondata web di supporto o indignazione.
Eppure ieri coraggiosi abitanti di Gaza sono scesi in piazza.
Il loro problema è che non l’hanno fatto per protestare contro Israele, ma contro Hamas.
E quindi non interessa un granché, da queste parti.
A noi del @Partito_Libdem invece interessa, e tanto.
Viva la Palestina libera senza se e senza Hamas.
Alessandro è un sindaco di Fratelli d’Italia. Loris è un sindaco della Lega. Ieri si sono uniti civilmente a Pordenone utilizzando la legge che dieci anni fa noi abbiamo voluto - a costo di mettere la fiducia - e contro la quale Fratelli d’Italia e la Lega mi hanno attaccato, deriso, insultato. La vita va così: quando fai una riforma vera, perdi i voti. I sondaggi vanno giù. La gente ti critica. Però grazie a quelle riforme il Paese fa dei passi in avanti. Alessandro e Loris sono miei avversari politici ma si meritano tutta la felicità di questo mondo. Viva gli sposi. E viva la politica quando ha il coraggio di fare leggi che servono davvero.
Quando impareranno che si può esprimere dissenso con toni civili, la qualità del nostro dibattito pubblico farà enormi passi in avanti.
Quando capiranno che gli avversari politici non sono nemici da insultare, sarà un bel giorno per la nostra democrazia.
Il deputato Silvestri dovrebbe imparare che si può essere alternativi ma rispettosi e che è preciso dovere di una classe dirigente degna sottrarre la contesa politica alla furia ideologica.
Temo sia drammaticamente incapace di capirlo e noi saremo qui a dimostrare, a lui e al Paese, che si può fare politica in modo diverso, con serietà, disciplina e onore.
Solidarietà alla Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni
Da oggi nasce Spazio Pubblico: un movimento aperto, europeista, democratico. Non una corrente, non un’etichetta, uno spazio per tutti quelli che credono ancora che libertà, diritti e giustizia sociale siano il futuro, non il passato.
Serve una proposta seria, riformista, pragmatica. Per chi produce, chi investe, chi innova, chi crea lavoro. Per chi vuole un’Europa libera, forte, giusta e un’Italia che non sia condannata alla perpetua irrilevanza.
Spazio Pubblico nasce per unire i liberi e i forti, per riunire coloro che lottano contro i populismi, le oligarchie e i profeti di sventura.
Adesso tocca davvero a noi.
Aderite e costruiamo insieme un’Italia e un’Europa protagonista.
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Non ho nessuna simpatia né per la signora in questione, né per ciò che ha rappresentato in passato, né per i personaggi che furono coinvolti nelle sue trascorse vicende giudiziarie.
Ma mi chiedo che cosa stia diventando il dibattito pubblico di questo paese: un luogo in cui chiunque può sparare la notizia più sensazionale che riesce a immaginare, e istantaneamente - prima di essere sottoposta a qualsiasi valutazione di fondatezza - riesce a influenzare opinioni, dinamiche politiche, e ovviamente vite private.
Poi si scopre che è una colossale bufala. Ma nel frattempo lo scopo che doveva raggiungere è stato raggiunto.
Ditemi voi se vi va bene vivere in una “società libera e democratica” così.
https://t.co/6dhKiHRAtu
Sui social c’è una bolla - che fa tanto la figa qui perché è minoranza nel Paese - che (per contratto o per convinzione) pensa una cosa molto peculiare.
E cioè che il fatto che due liberaldemocrazie come USA e Israele siano temporaneamente guidate da leadership - regolarmente elette dai loro popoli - giudicate particolarmente scellerate, dia loro il diritto di equipararle in tutto e per tutto a spietati regimi dittatoriali che reprimono la loro popolazione e minacciano o aggrediscono (direttamente o tramite proxy) i paesi vicini.
Gli Usa e Israele hanno la bomba atomica? E allora la può avere anche l’Iran, anzi sarebbe un fattore di giustizia.
Gli Usa e Israele in passato hanno fatto guerre sbagliate? E allora le può fare Hamas, che problema c’è.
Per costoro, non fa alcuna differenza che in Usa e Israele le leadership siano elette dal libero voto popolare e da esso confermate o revocate ogni 4 anni.
E che, durante il loro periodo al potere, la loro azione sia limitata dalla legge e da altri organismi (come la Corte Suprema o la Corte Costituzionale, che spesso ha annullato le decisioni assunte da quei governi).
Non fa alcuna differenza che in quei paesi si possa andare in piazza a criticare quei governi (e che oceaniche manifestazioni abbiamo visto in questi mesi, sia negli Usa che in Israele), persino a bruciare la bandiera, senza che nulla ti possa accadere.
E non fa alcuna differenza che in quei paesi ci siano giornali e media che ospitano - e sostengono - opinioni radicalmente differenti, in un dibattito libero, acceso, passionale.
No, non conta nulla. Tutto ciò è messo sullo stesso piano di regimi dittatoriali dove un’opinione contraria viene punita con la prigione, con la tortura, con la morte. Dove la democrazia è un miraggio, la libertà non esiste, e l’informazione è gestita dal regime. E dove i diritti civli, sociali ed economici sono una chimera.
Costoro, dicevo, nel paese sono una piccola minoranza. Potenze straniere fanno grossi investimenti affinché qui sui social (e anche sui media tradizionali) appaiano invece come l’opinione dell’italiano medio.
Ma non è così. Nonostante in Italia ci sia un forte sentimento anti-occidentale (e anche in alcuni aspetti antisemita), la maggioranza degli italiani considera spazzatura questo genere di opinioni.
E per quanto detesti Trump o Nethanyau, neanche con una pistola alla testa sarebbe disposta a mettere sullo stesso piano quei paesi con Iran, Corea del Nord, Russia, Hamas o Hezbollah.
Il vero problema è che questa maggioranza silenziosa di italiani, quasi si tratta di organizzazione politica, partecipa al dannoso circo del bipolarismo italiano.
In cui i due schieramenti hanno dentro di sé, entrambi, proprio coloro per cui Usa, Israele e Iran, in fondo, sono la stessa cosa.
Le parole di Giusi Bartolozzi sono sbagliate e totalmente inaccettabili.
Dire “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura” significa avvelenare il dibattito pubblico e mancare di rispetto a chi ogni giorno serve lo Stato.
Io difendo le ragioni del Sì, ma non contro i magistrati.
Le riforme servono per rendere la giustizia più giusta, più efficiente e più credibile, non per trasformare il referendum in una guerra contro la magistratura.
Chi usa toni da resa dei conti danneggia la giustizia e la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Inaccettabile.
Deve essere chiaro innanzitutto a voi che un giovane siciliano è prima di tutto europeo, poi italiano e poi siciliano. Perché se continuate invece a guardare tutto solo in chiave regionale, resteremo fermi tra veti, burocrazia e servizi che non funzionano e vi vedremo anno dopo anno emigrare altrove.
Oggi per fare in Italia ciò che in Europa si realizza in un anno, ne servono quattro. Risultato? Produttività ferma, salari fermi. E nel Sud è ancora peggio: sanità, acqua e rifiuti sono diventati emergenze croniche.
La soluzione c’è: commissariare ciò che non funziona, scegliere i migliori con procedure pubbliche, smantellare il sistema delle clientele e dei Cuffaro e restituire ai cittadini il diritto ad avere servizi dignitosi. In Sicilia come nel resto del Paese.
Vorrei chiedere ai tanti miei compagni fulminati sulla via del “campo largo” cosa pensano dell’astensione del Movimento 5 Stelle sulla risoluzione del Parlamento europeo che riconosce Lukaschenko come un dittatore, peraltro nel giorno in cui viene conferito il Premio Sacharov ad un attivista bielorusso e l’Aula ascolta commossa la testimonianza di @Tsihanouskaya e di suo marito Sergei Tikhanovsky
E ancora: cosa pensano delle motivazioni usate per giustificare quel voto:
secondo autorevoli esponenti dei 5 Stelle, autocrati e dittatori verrebbero condannati dalle istituzioni europee solo perché “non allineati”.
Mi chiedo: una posizione del genere sulla democrazia e sullo Stato di diritto può essere compatibile con qualsiasi ipotesi di alleanza progressista?
Io credo di no.
Per questo torno a chiedere chiarezza - e la definizione di linee rosse precise - se vogliamo essere davvero una proposta credibile di alternativa di governo.
Bianca Berlinguer ha reso la politica un teatrino, insieme a tanti altri ovviamente. Questa non è informazione, questo è cabaret con l'unico scopo di aizzare le masse. La morte del giornalismo televisivo Italiano è anche causa sua.