Happy National Day to all our French friends.
Today, we celebrate the enduring values of liberty, equality, and fraternity. Ideals that do not just define France, but form the very foundation of a united, free, and democratic Europe.
Il ritorno di Mackinson, detto Macintosh
Dopo un mese di riposo, forse dovuto alla batosta ricevuta dalla procura generale di Milano, che ha demolito pezzo pezzo l’inchiesta sulla grazia a Minetti, il giornalista del Fatto quotidiano Thomas Mackinson è riapparso ieri sulle pagine del giornale diretto da Travaglio con un articolo-intervista a Sigfrido Ranucci, ancora turbato (“Sto di merda, non dormo”) dalla notizia che il mandante dell’attentato dinamitardo avvenuto sotto casa sua lo scorso 16 ottobre sarebbe l’amico Valter Lavitola. Nonostante la figuraccia rimediata con il caso Minetti, Mackinson ha riproposto lo stesso stile, basato su suggestioni, illazioni e allusioni degne di un film poliziesco.
Questa la tesi dell’ennesimo romanzo: Lavitola “è stato lo strumento, non la testa” dell’attentato a Ranucci.
“Ma per conto di chi?”, si chiede Mackinson, per poi darsi da solo la risposta. Il mandante, in soldoni, sarebbe Marco Mancini, ex numero due del Sismi, con il quale i rapporti di Ranucci “sono ai minimi storici”, dopo la puntata dedicata da Report ai suoi rapporti con Renzi. “Il giallo torna in un nome forse in codice – scrive –. Nell’ordinanza contro i quattro esecutori compare una frase dell’intermediario di Lavitola: ‘Non bisogna far arrivare a Corrado’. Corrado, sostiene Ranucci, era uno dei nomi con cui il Sismi identificava Mancini. Ranucci non punta il dito, ma rimarca la pista del traffico d’armi verso la Libia e di un cantiere navale legato ai clan Moccia e Contini, quella che a Report interessa da tempo”.
Congetture, illazioni. E la libertà di stampa ancora una volta scambiata con la libertà di sputtanamento. Ormai quello di Mackinson è un metodo.
Sul Foglio ⬇️⬇️
Superiamo il narcisismo dei liberali o presunti tali.
Mettiamo da parte l’ego smisurato di leader che si autodefiniscono tali.
Costruiamo finalmente un partito vero, partendo da quello che c’è.
Solo buon senso e pragmatismo.
Oggi mia intervista su @qnazionale
@lucadecarolis@fattoquotidiano La bava alla bocca è solo quella di Travaglio, che attacca la procura generale di Milano e quindi l'indipendenza della magistratura, a proposito di referendum sulla giustizia
Leggo che il
sindaco di Milano #sala scopre che nella procura di Milano qualche pm fa politica. Solo alla procura di Milano caro @BeppeSala ? Una scoperta davvero incredibile…
https://t.co/lVeSgdxWu5
L’Ilva che non c’è
Per capire quale sarà il futuro dell’Ilva nella visione del governo Meloni basta leggere il Libro bianco del Mimit “Made in Italy 2030”, il mastodontico piano quinquennale voluto da Urso in cui è descritto il futuro della manifattura italiana. Si tratta di un’opera di 324 pagine, frutto del lavoro di vari anni, con un livello di dettaglio e pianificazione da fare invidia al Gosplan sovietico. Lì è teorizzato il ruolo dello “Stato stratega”, che ispira la politica industriale del ministro, ovvero “un modello pragmatico di coordinamento, indirizzo e supporto declinato all’interno dei diversi ecosistemi industriali di filiera, basato sull’identificazione di settori e priorità strategiche”. Sempre lì, con orizzonte 2030, sono indicate le “cinque visioni” che definiscono i grandi princìpi da cui muovere, che a loro volta ispirano i “dieci obiettivi” da raggiungere su cui “costruire la politica industriale del Ventunesimo secolo” che, a sua volta, si concretizza in “undici azioni per la crescita”. A confronto Deng Xiaoping, con le sue “quattro modernizzazioni” era un tipo un po’ superficiale.
Il Piano Made in Italy 2030 per rilanciare la manifattura è talmente minuzioso che c’è persino una sezione dedicata ai francobolli, che sono uno “strumento di promozione della cultura d’impresa e della creatività italiana”, pertanto il Mimit attraverso l’emissione filatelica “non solo rende omaggio alle competenze e alla creatività delle imprese italiane, ma contribuisce anche a diffondere la memoria collettiva e a rafforzare il senso di appartenenza culturale, stimolando nelle nuove generazioni l’orgoglio e l’ispirazione per il patrimonio industriale nazionale”.
Nulla è lasciato al caso nella politica industriale di Urso, neppure un francobollo. Pertanto non è un caso che nelle 324 pagine del suo piano quinquennale parasovietico non compaia la parola “Ilva”: la parola “Taranto�� c’è in una nota a proposito del “Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile��. Semplicemente, per il governo Meloni, nell’Italia del 2030 il polo siderurgico dell’Ilva non ci sarà più. Al massimo lo troveremo su un francobollo.
https://t.co/OQoNETFFi3
Oggi il mio pensiero va ad @caridi_antonio che dopo 14 anni, anni di galera è stato,definitivamente assolto, dall’accusa di essere un mafioso. Siamo stati colleghi in Senato, il 4 agosto 2016 fummo chiamati a votare il suo arresto. Io non dimostrai il coraggio necessario, a differenza di Manconi, Fattorini, Tronti che si alzarono e dissero che avrebbero votato no al suo arresto. Votai no, ma in silenzio. Mi vergogno ancora oggi, ho chiesto scusa ad Antonio per questa mia mancanza di coraggio. Gli ho già chiesto scusa tempo fa, oggi sono felicissimo per lui e la sua famiglia. Chi gli ha fatto passare questo calvario oggi siede in parlamento. Ovviamente nelle file dei grillini. Non è una coincidenza.
Perché non chiamare la futura legge elettorale per quella che è:
#BIPOPULISMUM
I populisti di destra e di sinistra, in nome del nefasto “o di qua, o di là”, potranno festeggiare.
Il Paese sarà nelle loro mani.
E tutti vissero infelici e scontenti, odiandosi gli uni e gli altri.
Un pm rilascia un'intervista (non autorizzata dal capo della procura) in cui afferma che un indagato ha danneggiato la collettività più di come farebbe "uno spacciatore pluripregiudicato". Viene sanzionato dal Csm con la censura e il Fatto grida in prima pagina al "bavaglio"
@Enrico__Costa Che si tratti della plurimenzionata "cultura della giurisdizione" che il PM avrebbe perso se fosse passata la riforma sulla separazione delle carriere?! Ah, saperlo...
Dovevamo aspettarcelo. I procuratori in rivolta contro l'obbligo di restituire la reputazione infangata. Troppo impegnativo, dopo aver annunciato una misura cautelare con un comunicato o una conferenza stampa, informare anche quando quella misura viene poi annullata.
Vivere come un adempimento burocratico un diritto tutelato dalla Costituzione, dimostra come per qualcuno le persone in carne ed ossa siano solo numeri su un fascicolo.
Chiama Gaia Tortora “portobella”, capite? Crede di essere spiritoso ma al posto del cervello ha un ventre gonfio di vento e di calunnie.
Ps. Dirige il Fatto.
il 19 maggio 2017, @SimonaVicari era sottosegretaria. Quel giorno ricevette un avviso di garanzia per un Rolex che — il Tribunale di Trapani lo ha scritto nero su bianco il 29 aprile 2026 — era semplicemente un regalo di Natale.
Il fatto non sussiste. Assoluzione con formula piena. Ricordo la sentenza di @luigidimaio “Se Lupi si è dimesso per un Rolex senza essere indagato, lei che è indagata deve farsi da parte.” Fu condannata su tutti I giornali e tv, vita distrutta, carriera distrutta. 9 anni. E nessuno pagherà, come al solito.
Una splendida iniziativa, quella ospitata dal Presidente del Rotary Club "Treviglio e Pianura Bergamasca", Dottor Mino Carrara, dal titolo “Legittimità egemonica della forza o legalità internazionale?".
Un dibattito che ha permesso di ribadire, anche ai microfoni di Alessandra Giavazzi, la non più rinviabile necessità di ristabilire i necessari equilibri - regolati dal diritto - tra le principali realtà geopolitiche : alcune delle quali mosse da disegni egemonici e aggressivi.
Il ritorno ad un mondo dove "la forza del diritto e della legalità" deve tornare a prevalere sempre su un uso arbitrario e criminale della forza; anche quando esso sia "mascherato" da asserite "legittimita" di natura ideologica, pseudostorica, o di mera convenienza. Una ritrovata "forza del diritto", e quindi della legalità, deve poggiare sulla deterrenza. Per dimostrare a qualsiasi potenziale aggressore con la piena capacità di difendere la propria sicurezza, sovranità e indipendenza, nella libertà. Aprendo cosi la strada al negoziato e alla Giustizia Internazionale. E' quindi della massima urgenza rafforzare quelle alleanze che sono guidate dal principio fondamentale della promozione e salvaguardia dei diritti umani e dello stato di diritto.
Le alleanze basate invece sulla volontà di aggressione, di violenza, di sterminio di intere nazioni, sull'odio etnico o religioso non sono definibili quali alleanze, bensì come organizzazioni criminali contrarie a qualsiasi possibile interpretazione del diritto e della legalità internazionale.
@FratellidItalia@fdieuropa@ecrgroup@FDI_Parlamento@atremaglia@arrigo_t@webecodibergamo@Bergamonews@PrimaBergamo@corrierebergamo@theglobalnewsit@v_tugnoli
Qui sotto il testo della mia proposta di legge come approvata ieri dalla Commissione Giustizia, sull'obbligo di pubblicazione delle sentenze di assoluzione "con rilievo adeguato allo spazio già riservato al relativo procedimento penale".
Nessun voto contrario.
Andrà in aula lunedì.