È sempre partito tutto da Washington. Noi siamo i burattini sciocchi di una superpotenza (sempre meno super) la quale negli anni ci ha trascinato ripetutamente in guerre illegali fuori dal diritto internazionale, distruzione e stragi di civili che ci hanno sempre più impoverito.
Ritorna Virginia: “Nessuno imbracci armi per la pace”
Pescara. Alla festa dell’Unità, dopo aver detto di organizzare i “disertori”. @WandaMarra
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Arianna Farinelli, come sempre, impeccabile in tutti i suoi interventi. La mia stima per questa persona è sempre stata grande, ma con questo intervento mi ha proprio tolto le parole di bocca. Grazie, Arianna!
#DecretoScuola#InOnda#La7
Non è un governo. È un’occupazione.
Hanno preso lo Stato come si prende un appartamento di passaggio: lo consumano, lo sporcano, non riparano nulla e spariscono alla prima ispezione seria.
Li chiamano inetti. L’inetto sbaglia. Costoro lucrano sull’errore.
Non sanno fare e non vogliono imparare, perché l’incompetenza è il loro alibi e il decreto la loro lingua.
Annunciano, fiduciano, smentiscono, ricominciano. Non è fallimento: è mestiere.
Di fronte, l’opposizione speculare.
Non è il contrario. È il complemento.
Stessa fame di poltrone, stessa paura del vuoto, stessa fedeltà al circo.
Urlano contro il palazzo e ci dormono dentro.
Contestano il provvedimento e santificano il metodo.
Odiano il governo quanto basta per restare visibili, mai quanto basterebbe per renderlo impossibile.
Sono l’altra faccia della stessa moneta falsa.
Il Paese è la preda.
Lo trattano da gregge da mungere e da coro da dirigere.
Quando serve il consenso, lo blandiscono. Quando serve il silenzio, lo insultano.
Gli vendono paura e orgoglio a settimane alterne, come merce già scaduta.
E lui paga due volte: con le tasse e con l’umiliazione di dover fingere che questa sia una disputa, non una collusione.
Uno recita il patriota. L’altro recita il giusto.
Entrambi recitano.
Si lacerano in televisione e si riconoscono nei corridoi.
Senza il nemico di scena, ciascuno perderebbe lo stipendio.
Per questo l’opposizione non può vincere: vincere vorrebbe dire chiudere il teatro.
Per questo il governo non può governare: governare vorrebbe dire smettere di recitare.
Restano avvinghiati, parassiti gemelli, e chiamano democrazia il loro patto di sopravvivenza.
Chi alza la voce fuori dal copione viene marchiato: estremista, ingenuo, eversore.
Meglio l’insulto a orario. Meglio il decreto. Meglio la farsa.
Meglio tutto, purché la stanza resti loro
e il popolo resti fuori, a pagare il biglietto di uno spettacolo che lo disprezza.
@UGirovago77000 Premiata anche la mamma
La protomoteca non è il Campidoglio ma una sala consiliare nel Campidoglio che ospita eventi organizzati dai consiglieri
Il consigliere che ha organizzato questa premiazione é Nanni, oggi ex pd, eletto con Calenda e oggi gruppo misto (x la maggioranza)
«C’è un famoso anarchico russo, Alekseevic Kropotkin, che diceva: se riuscissimo a metterci nei panni degli altri, tanto da sentire gli altri come se fossimo noi, non avremmo più bisogno di leggi. Perché non faremmo mai qualcosa contro qualcun altro che sentiremmo come fosse noi.
Per questo bisognerebbe fare teatro nelle scuole, perché l’esercizio di mettersi nei panni degli altri è un esercizio che ci può far diventare veramente una società migliore».
Elio Germano