Benzina e diesel alle stelle. Venerdì 24 luglio sciopero nazionale dei treni, con annesso concerto di The Weeknd a Milano che smuoverà persone da tutta Italia. Diteci voi che dobbiamo fare: la macchina no, il treno no. Ci incamminiamo? La contemporanea Odissea che vi piace tanto.
Sono passati cinque anni da quando è uscita Normal People, la serie tv tratta dall'omonimo libro di Sally Rooney (in Italia pubblicato da Einaudi con il titolo Persone Normali). Non so quante volte ne ho scritto; ho perso il conto. Ciclicamente, soprattutto d'estate, mi capita di rivederla (è disponibile in esclusiva su Raiplay). Continuo a credere che sia una delle cose migliori mai fatte per il piccolo schermo. E per un motivo semplicissimo: ha intercettato, più e meglio di altri prodotti, un particolare sentimento; ha raccontato con lucidità, partendo dal romanzo di Rooney, una generazione. Fragile, complessa, a suo modo unica. Senza mai scadere in una retorica melensa e vittimistica.
Se Normal People è quella che è, buona parte del merito è dei due protagonisti, interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, che insieme sono assolutamente perfetti. Riescono a restituire un'idea chiara e coerente di intimità e vicinanza. E poi Normal People è una serie piena di erotismo e di sensualità: e non per le scene di sesso o di nudo, ma per questa tensione che si respira in diversi momenti e che costringe i protagonisti in una morsa asfissiante. Alcuni episodi, come quello ambientato in Italia, hanno partecipato alla creazione - no, meglio: all'affermazione - di un immaginario estivo differente, lontano dalle spiagge e dal mare e più vicino all'entroterra, con i suoi paesini, le sue colline e i suoi alberi.
In Normal People si parla di depressione, di rabbia e di amore. Si parla, poi, di amicizia. E se ne parla in un modo feroce, genuino, che non cerca mai la complicità o la benedizione del pubblico. Le persone che hanno lavorato a questa serie - Lenny Abrahamson e Hettie Macdonald alla regia; Alice Birch e Mark O'Rowe alla sceneggiatura con la stessa Rooney - sono riuscite a cogliere e a fotografare un sentimento preciso: non semplice, attenzione, e nemmeno facile da descrivere; un sentimento universale, di pancia, che pizzica le coscienze, che le smuove, che gioca con i sensi e che ci dice, alla fine, che siamo soltanto persone. Fallibili, imperfette; spesso mediocri. Ossessionate dal sesso e terrorizzate dalla solitudine. E a volte pronte a fare la cosa giusta.
questo momento la mia distruzione emotiva la camminata spavalda iniziale e poi 10 secondi dopo lei con gli occhi lucidi che non riesce a cantare per l’emozione Elodie ma cosa sei
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