#Israele 🇮🇱 #Gaza
L’ambasciatore israeliano all’ONU, Danny Danon, al Consiglio di Sicurezza presenta le immagini di tre abitanti di Gaza, due “giornalisti” e un dipendente dell’UNRWA, la cui morte in guerra è stata condannata dalla comunità internazionale.
Dall’altro lato dell’immagine viene rivelata la loro vera identità.
L’ambasciatore ha mostrato come anche il Sindaco di New York, Zohran Mamdani, abbia ripetuto la propaganda dell’organizzazione terroristica di Hamas presentando un terrorista del braccio militare di Hamas come un giornalista ucciso da Israele.
Nel suo discorso, Danon ha attaccato il rapporto del Segretario Generale dell’ONU sull’attuazione della risoluzione 2334/2025, sostenendo che continua a basarsi sulle affermazioni e sulla propaganda di Hamas invece che sui fatti, condannando automaticamente Israele e ignorando le organizzazioni terroristiche che continuano a minare la stabilità nella Regione.
L’ambasciatore di Israele all’ONU, Danny Danon:
Hamas diffonde menzogne. L’ONU le ripete. Il mondo condanna Israele. Poi la verità viene a galla e non ci sono scuse, correzioni o ritrattazioni dalle accuse. È ora di smettere di amplificare la propaganda del terrore e iniziare a fare pressione su Hamas, Hezbollah e l’Iran.
@LionUdler https://t.co/sw1QwutPge
Quando Lucio Caracciolo gli chiede come sono i soldati israeliani e che dialogo c’è con loro il cardinale Pierbattista Pizzaballa strappa una risata al pubblico e allo stesso tempo lo accompagna a riflettere nel profondo: «C’è un po’ di tutto ma devo dire con dolore – io sono religioso, insomma, dovrei essere un po’ religioso! – che i più duri sono i religiosi, i religiosi che combattono». Poi c’è un passaggio da pelle d’oca. Il patriarca di Gerusalemme («la diocesi più difficile del mondo») descrive con piglio da cronista la situazione attuale della Striscia di Gaza per come la osserva nei suoi viaggi entrando da Nord. «Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Viaggi su strade fortuite in mezzo alle tende nelle quali vive la gente, in mezzo alle fognature. Nessuno parla degli odori e dei topi, i topi che mordono soprattutto i bambini che anziché andare a scuola giocano accanto alle fogne. C’è un degrado che non puoi immaginare, lo devi vedere».
Su Repubblica l'articolo del nostro inviato Paolo Berizzi
Sceicco libanese sciita Al Haj Hassan, fondatore della corrente anti-Hezbollah:
“L’Islam ha bisogno di una riforma profonda. È diventata la religione del terrorismo e della violenza.
Il mondo ora odia l’Islam a causa vostra.
Dov’è la religione di pace?”
Nei dibattiti parlamentari e nei talk show i campioni del Campo Largo liquidano la stabilità del governo come un fattore trascurabile, per alcuni addirittura negativo. Questo racconto evidenzia la povertà degli argomenti dell’opposizione e l’ignoranza di gran parte dei suoi leader su come funziona l’economia. È un festival della demagogia, un inquietante preludio di quel che potrebbe accadere se la sinistra vincesse le elezioni. La stabilità è la condizione primaria per proteggere la ricchezza reale di milioni di italiani.
Il nostro è un Paese ricco che nella retorica politica ama raccontarsi povero, una bugia. Il rapporto congiunto Banca d’Italia e Istat, pubblicato il 28 gennaio 2026, certifica che alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto 11.732 miliardi di euro: il valore più alto mai registrato dall’inizio della serie storica nel 2005. Con un patrimonio pro capite di 199.000 euro, l’Italia supera per il secondo anno consecutivo il Regno Unito.
Quello che tutti dimenticano è che siamo una nazione straordinariamente ricca con uno Stato straordinariamente indebitato. Qui si innesta il discorso sulla fiducia e il governo. Dopo quattro anni a Palazzo Chigi, multipli shock geopolitici, inflazione, dazi, guerra ai confini d’Europa, il centrodestra nei sondaggi è ancora competitivo, il quadro delle coalizioni è di sostanziale parità. In qualsiasi altro sistema politico, un governo a questo punto del mandato ha esaurito il credito di fiducia. In Italia no.
Il dato da leggere non è il testa a testa. È la tenuta strutturale: in un contesto di shock esterni continui, gli italiani non hanno ancora visto un’alternativa credibile al governo Meloni. Il centrodestra ha costruito, nel tempo, la percezione di essere l’argine — forse non un’opzione entusiasmante (e chi può essere entusiasta con quello che accade nel mondo?), ma di certo è una scelta solida. È un capitale politico che si spende lentamente, ma esiste. E al voto si arriva tra un anno.
Mario Draghi offre più di uno spunto per continuare a ragionare su questo quadro. Ieri ha ricevuto il Premio Carlo Magno e il suo discorso di Aquisgrana è forse il più sistematico che l’ex premier e presidente della Bce abbia mai pronunciato. La diagnosi è precisa: l’Europa si è affidata all’export e alla sicurezza pagata dagli Stati Uniti per evitare scelte politiche interne difficili. Quel mondo è finito. Ora che entrambi i pilastri cedono, il modello si incrina e gli Stati più fragili pagano il prezzo più alto. «Per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme. L’Europa sta rispondendo a questa nuova realtà. Ma sta rispondendo all’interno di un sistema che non era stato concepito per sfide di questa portata». In questo quadro, l’Italia è il Paese europeo con il maggior debito in rapporto al Pil tra le grandi economie, con milioni di risparmiatori esposti alle tensioni sui titoli di Stato e con spread che si muovono al minimo segnale di instabilità politica. Draghi lo sa meglio di chiunque altro: quando i mercati percepiscono fragilità al centro, colpiscono la periferia.
E la periferia, oggi, siamo ancora noi, bastava osservare il vertice di Pechino tra Trump e Xi Jinping per capire che si va verso un G2, un accordo (o una guerra, vedremo quanto la lezione di Tucidide sarà ascoltata o meno) tra le due superpotenze. Guidano gli Stati Uniti, la Cina si adatta come l’acqua.
L’epicentro del cambiamento è in America, dove tutto va in un’altra direzione e velocità. L’indice S&P 500 ieri ha toccato per la prima volta quota 7.500 punti: +19% dal minimo del 30 marzo, oltre 10.900 miliardi di dollari di capitalizzazione recuperati in sette settimane. Un rimbalzo storico, in un contesto di dazi, inflazione e conflitti aperti. La Borsa sta prezzando la struttura dell’economia americana. Draghi lo dice nel suo intervento senza citare Wall Street, ma il concetto è quello:
https://t.co/lOuTuJTnaZ
Il danno più grande fatto dal Movimento Cinque Stelle alla politica italiana non è né il reddito di cittadinanza né il Superbonus né nessuna delle altre misure folli che hanno sostenuto o approvato in questi anni.
Il danno più grande è aver introdotto, legittimato e diffuso l’idea che per fare buona politica occorresse non saper niente e non sapere fare niente.
🚨🔥 UN ÁRABE DE KUWAIT DESTRUYE EL DISCURSO PALESTINO DE LA ONU EN LA ONU‼️
Jasem Aljuraid, periodista kuwaití:
“Señor Presidente,
He oído el término «colonizadores». Pero, ¿quiénes son los verdaderos colonizadores? Un reino judío gobernó Judea durante mil años. Nosotros, los árabes, nos apoderamos de esta tierra.
¿Quién arabizó a los egipcios, fenicios, persas y amazighs? Fuimos nosotros, los árabes.
¿Por qué, entonces, el consejo consagra una mentira al mantener un punto permanente en la agenda sobre Palestina, mientras ignora el regreso a casa del corazón indígena de Israel?
Seamos claros sobre quién defiende realmente nuestra soberanía. Hoy, Israel lucha por la paz, liberando a Gaza de los terroristas de Hamás y protegiendo a los iraníes de la República Islámica.
Lo que Israel está haciendo con la Guardia Revolucionaria Islámica —impidiendo que un régimen genocida adquiera armas nucleares— es un regalo para la humanidad.
Existen 57 países islámicos y un único estado judío, Israel. A pesar del odio constante que se busca eliminarlo, Israel no solo ha sobrevivido, sino que ha prosperado.
No creo en los milagros, pero este es uno de ellos.
Así que le pregunto a la ONU: ¿cuándo pondrán fin al ritual de condenar a Israel?
¿No es hora, en cambio, de aprender de Israel? De cómo derrotar al terrorismo, defender las sociedades libres y buscar la paz.
Gracias."
❗️EXPOSED: Hezbollah’s use of ambulances for terror
Hezbollah uses ambulances and medical teams as cover for transporting weapons and operatives, undermining the special protections granted to medical facilities and equipment under international law.
During IDF searches in southern Lebanon, an ambulance used by Hezbollah to conceal weapons was located. Among the weapons found were explosive devices, mortar shells, magazines, and a grenade.
Cancelliere tedesco Merz "Con 450 milioni di consumatori, siamo più grandi degli USA. Liberiamoci da ciò che ci frena. Siamo rallentati da costi del lavoro, prezzi dell'energia, tasse e contributi. Dobbiamo spingere per le riforme e superare le resistenze"
La invasión rusa 🇷🇺 de Ucrania 🇺🇦 ha sido uno de los mayores errores de cálculo del Kremlin 🇷🇺.
El 24 de febrero de 2022, Vladimir Putin 🇷🇺 inició una “Operación Militar Especial” con el fin de desmilitarizar Ucrania 🇺🇦.
Hoy, 20 de abril de 2026 y tras 1516 días de conflicto, Ucrania 🇺🇦 está golpeando sistemáticamente el corazón financiero de Rusia 🇷🇺: sus exportaciones energéticas.
Rusia 🇷🇺 lleva ya más tiempo luchando contra Ucrania 🇺🇦 que Stalin contra Hitler en la WWII, y lo peor es que todavía no ha conseguido ninguno de sus principales objetivos en Ucrania 🇺🇦.
La cura delle persone fragili è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese. E non dimentichiamo: le persone anziane non vanno solo assistite, vanno prima di tutto ascoltate, perché custodiscono la saggezza di un popolo. E dobbiamo loro riconoscenza, perché hanno affrontato grandi difficoltà per il bene della comunità. #ViaggioApostolico #Angola
La #pace non è da inventare: è da accogliere, accogliendo il prossimo come fratello e come sorella. Nessuno sceglie i suoi fratelli e le sue sorelle: ci dobbiamo soltanto accogliere! Siamo una sola famiglia e abitiamo la stessa casa, questo meraviglioso pianeta di cui le antiche culture per millenni si sono prese cura. #ViaggioApostolico #Camerun
Guai a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso! #ViaggioApostolico#Camerun https://t.co/5xzuj8LePE
Después de que Putin tomara la decisión de intentar tomar Ucrania, este ha sido el efecto dominó en el mundo:
🇺🇦 No pudo tomar Ucrania
🇸🇪 Suecia y Finlandia ingresaron en la OTAN
🇷🇺 Desaparece Wagner
🗳 Derrotas electorales de sus aliados
🇲🇩 Referéndum en Moldavia que lo acerca a Europa
🇩🇪 Alemania y Japón retoman el militarismo
🇸🇾 Caída de Bashar Al Assad en Siria
🇦🇿 Azerbaiyán ataca a Armenia y le quita territorio
🇮🇱 Israel elimina a Hezbolá
🇻🇪 Estados Unidos captura a Maduro
🇺🇸 Estados Unidos eliminó al Ayatolá
🇦🇷 Se descubre su operación mediática en Argentina
🇭🇺 Pierde su aliado Orbán en Hungría
🇨🇺 Cuba a punto de caer
🇺🇦 Ucrania se convierte en potencia de tecnología militar
Hay imágenes que no necesitan explicación, porque hablan directo al alma: un Papa que ora, que llora… y que planta un olivo.
Pensar en el Papa León XIV, ante la tumba de San Agustín de Hipona es contemplar a un pastor que vuelve a la raíz. No hay poder ahí, ni protocolo, ni aplausos. Solo un hombre frente a su mentor espiritual; el Papa es agustiniano.
Su llanto no es debilidad; es verdad. Es el lenguaje de quien carga el peso del mundo, de quien intercede por una humanidad herida, de quien sabe que la paz no se decreta… se implora. Y ahí, en ese silencio húmedo de lágrimas, hay algo profundamente agustiniano: la conciencia de la propia fragilidad unida a una confianza radical en la gracia.
Y luego, el gesto: sembrar un olivo.
No cualquier árbol, sino el signo bíblico de la paz, de la reconciliación, de la vida que insiste incluso después del diluvio. No es un acto fúnebre, sino una proclamación: la esperanza se siembra.
Ese olivo dice que su pontificado no quiere ser recordado por la fuerza, sino por la paz. Que su legado no será un monumento, sino una raíz. Que incluso desde la tierra seguirá brotando un llamado a la unidad, a esa paz que la Iglesia pide en cada Eucaristía: “concédele la paz y la unidad”.
En ese gesto se cruzan dos mundos:
la interioridad de San Agustín de Hipona y la misión universal del Papa.
Lágrimas que riegan la tierra.
Oración que siembra futuro.
Dios bendiga a León XIV.
Video @ewtnvatican
Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Dove c’è amore e servizio, lì c’è Dio. #ViaggioApostolico #Algeria
🇻🇦🇩🇿#PapaLeoneXIV in #Algeria, parla a braccio in italiano durante la visita alla Grande Moschea di #Algeri: "Possiamo vivere in armonia e costruire un mondo di #pace".
👉Le parole del #Papa: “Con lo spirito, con questo luogo di #preghiera, con la ricerca della verità anche attraverso lo studio e con la capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano sappiamo – e oggi con questo incontro ne abbiamo la prova – che possiamo imparare a rispettarci mutualmente, a vivere in armonia e a costruire un mondo di pace. Questo pomeriggio prego per voi, per il popolo dell' Algeria, per tutti i popoli della terra perché la giustizia del Regno di Dio si faccia presente anche in mezzo a noi e che siamo tutti sempre più convinti della necessità di essere promotori di pace, di #riconciliazione, di #perdono, di quella che è veramente la mente di #Dio per tutta la sua creazione”.
#13aprile #Leone #LeoXIV #PopeLeo #PopeLeoXIV #LeonXIV #Pape #Pontefice
@vinmorgante