El paso del tiempo tras las rejas se mide en los abrazos que no se dieron y en los besos que se quedaron suspendidos en el aire.
La historia de la presa política Jennifer Osuna Márquez guarda en su centro el quiebre más profundo de todos: el de una madre separada de su pequeña hija.
Hoy, esa niña tiene 9 años. Ha pasado más de la mitad de su vida creciendo sin el calor constante de su mamá, sin su presencia en las mañanas, en sus tareas escolares, en sus cumpleaños o en esos momentos de angustia donde el único refugio que calma es el pecho materno. Cuando Jennifer fue apartada de su lado, la niña apenas era una bebé de 3 años que no comprendía por qué las manos que la cuidaban desaparecieron de la noche a la mañana.
Los años transcurren de manera implacable en el INOF, y mientras el mundo exterior sigue su curso, una infancia entera se desenvuelve con un vacío imposible de llenar. No hay llamada telefónica ni visita regulada que sustituya el derecho humano fundamental de una niña a crecer arrullada y protegida por los brazos de su madre.
La condena injusta de 16 años y 9 meses no solo castiga a Jennifer; castiga la inocencia de una menor que paga con ausencia un conflicto que no le pertenece.
Detrás de cada debate político y de cada cifra judicial hay familias reales sufriendo.
El caso de Jennifer Osuna nos recuerda que la mayor crueldad del encierro es el tiempo robado que jamás se podrá recuperar. Es hora de mirar el lado humano de esta tragedia.
Pedir la libertad de Jennifer es pedir que una niña recupere, por fin, el amor y el amparo de su mamá.
@CorteIDH@usembassyve
#LibertadParaJenniferOsuna
#LibertadParaLosPresosPoliticos
#FamiliaresExigenLibertad
#FamiliaSOSLibertad
Nos tenemos. Durante ya un mes nos sostuvimos, nos alentamos, nos consolamos. Dejamos el alma y muchos, también sus manos.
Nos tenemos y nos levantamos.
Cari amici,
questa domenica desidero rivolgervi un invito speciale.
In tutte le diocesi e le parrocchie d'Italia si terrà una colletta nazionale straordinaria a favore della popolazione venezuelana, duramente colpita dai devastanti terremoti del 24 giugno.
Vi invito a partecipare a tutta la comunità venezuelana 🇻🇪in Italia 🇮🇹 e tuuta la comunità cattolica a andare numerosi alla Santa Messa e ad aprire il vostro cuore con un gesto di solidarietà.
Ogni contributo, anche il più piccolo, può trasformarsi in un aiuto concreto per tante famiglie che stanno vivendo momenti di grande sofferenza.
Rivolgo un invito speciale alla comunità della mia cara Parrocchia del Divin Salvatore e Santa Teresa di Gesù Bambino di Pescate (Lecco): facciamo sentire la nostra vicinanza al popolo venezuelano attraverso la preghiera e la generosità.
La solidarietà non conosce confini e può portare speranza a chi oggi ha perso tutto.
Vi ringrazio di cuore alla conferenza epicospale italiana , e andiamo numerosi a messa questa domenica. 🙏
El Secretario de Estado de los EEUU @marcorubio promueve y observará dando garantías de que este mecanismo de conversaciones entre está legítima Asamblea Nacional y el gobierno interino de Venezuela sean positivas para el país.
Senatore @GiulioTerzi, grazie per aver dato voce alla difficile situazione che sta vivendo il popolo venezuelano e per aver ricordato il valore della solidarietà tra i nostri due Paesi.
Oggi più che mai è necessario accompagnare l’emergenza umanitaria con una risposta organizzata, trasparente e vicina alle comunità.
La comunità venezuelana in Italia e le istituzioni italiane possono svolgere un ruolo importante nel costruire ponti di solidarietà e speranza.
Grazie per la sensibilità e per l’attenzione verso il Venezuela.ĺ
🇻🇪🇮🇹
#VENEZUELA: A 1 MESE DAL TERREMOTO, TRA DISTRUZIONE E VOGLIA DI GUARDARE AL FUTURO
https://t.co/Lksj8aAWVF
Mio post su Facebook
"Alcuni giorni, una notizia di vita quotidiana mi ha colpito: una torta di ben *8 metri*, decorata con i colori vivaci della bandiera del Venezuela, ha regalato *un momento di festa a circa 3.000 bambine e bambini venezuelani ed italo-venezuelani sfollati*, rimasti senza casa.
A prepararla, in una piazza del quartiere Sucre della capitale #Caracas, sono stati la Fondazione Color Esperanza e 50 cittadini volontari: un gesto di solidarietà per portare un po’ di gioia durante l’emergenza terrificante che ha colpito il Venezuela.
Tutti avete seguito dalle TV cos’è accaduto, il 24 giugno scorso: due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno in pochi istanti provocato oltre 5 mila morti e costretto più di 21 mila persone nei campi tendati. Una scena da fine del mondo: ospedali al collasso, danni fino a 100 miliardi di dollari, circa 2,1 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere, 17.000 feriti, 18.000 famiglie senza casa, e un numero impressionante – e imprecisato - di dispersi, elenco che andrà, purtroppo, a far crescere ancora il numero dei morti…
Ho sempre preferito lasciar sedimentare le cose, prima di pubblicare post: non ho mai amato fare “hype” tanto meno sulle disgrazie altrui. Ne parlo oggi, a 1 mese di distanza, anche per ringraziare calorosamente il nostro Ambasciatore a #Caracas, Giovanni Umberto De Vito, che, con tutto il suo qualificato team, ha profuso enorme energia nel sostenere con eccezionale dedizione ed efficacia, in un'ottica di collaborazione bilaterale, i venezuelani colpiti dal sisma, ma soprattutto le comunità di origine #italiana in Venezuela, un Paese da sempre legatissimo al nostro, anche in virtù delle numerose famiglie di origine italiana che vivono lì.
Intanto, mentre la nazione venezuelana tenta di “rimettere insieme i pezzi”, il governo #Rodriguez affronta il delicato negoziato sulla transizione democratica. Oltre alla figura centralissima di María Corina Machado, leader dell’opposizione fin dai primi momenti, anche varie altre figure tentano di prendere spazio, tra le quali Dinorah #Figuera, tornata sulla scena politica venezuelana dopo anni di esilio in #Spagna.
Il suo nome è passato quasi inosservato fuori dal Venezuela, eppure - oltre alla Machado, che rappresenta per molti riformisti la principale speranza per un'alternanza democratica - la presidente dell’Assemblea Nazionale eletta nel 2015 tenta anch'essa il dialogo con Jorge Rodríguez, presidente dell’attuale Assemblea, ancora controllata dal #chavismo, dando un proprio contributo per negoziare una roadmap che dovrebbe condurre alla riforma del sistema elettorale, funzionale alla “ricostruzione istituzionale” del Venezuela.
Alcuni osservatori hanno rilevato come proprio la tremenda tragedia del terremoto abbia stimolato un inatteso riavvicinamento tra il #chavismo e vari settori dell’#opposizione: un momento di “unità nazionale” che alla fine potrebbe generare, pur nel disastro, buoni frutti per quel Paese.
Il Venezuela si appresta però a fare i conti con una scadenza non più prorogabile: dopo l'arresto di #Maduro da parte degli #USA, il Tribunale Supremo di Giustizia ha qualificato la situazione come “un’assenza temporanea” del Presidente, in base all’articolo 234 della Costituzione venezuelana, consentendo quindi alla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez di esercitare le funzioni presidenziali e garantendo così la continuità della gestione dello Stato. Il tempo della gestione temporanea però è scaduto proprio in queste settimane, in luglio: nel corso dell’estate, quindi, si disegneranno gli equilibri che finiranno per determinare, una volta per tutte, il futuro del Paese, dalla cui stabilità dipende l’equilibrio in tutta la regione, e non solo."
@FratellidItalia@fdieuropa@ecrgroup@FDI_Parlamento@ArmandoArmas@MariMagallanesC@Marinellys@GeopoliticalCen@Geopoliticainfo@nazione_futura@vocedelpatriota@SecolodItalia1@GlobalCRL
#VENEZUELA: A 1 MESE DAL TERREMOTO, TRA DISTRUZIONE E VOGLIA DI GUARDARE AL FUTURO
https://t.co/Lksj8aAWVF
Mio post su Facebook
"Alcuni giorni, una notizia di vita quotidiana mi ha colpito: una torta di ben *8 metri*, decorata con i colori vivaci della bandiera del Venezuela, ha regalato *un momento di festa a circa 3.000 bambine e bambini venezuelani ed italo-venezuelani sfollati*, rimasti senza casa.
A prepararla, in una piazza del quartiere Sucre della capitale #Caracas, sono stati la Fondazione Color Esperanza e 50 cittadini volontari: un gesto di solidarietà per portare un po’ di gioia durante l’emergenza terrificante che ha colpito il Venezuela.
Tutti avete seguito dalle TV cos’è accaduto, il 24 giugno scorso: due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno in pochi istanti provocato oltre 5 mila morti e costretto più di 21 mila persone nei campi tendati. Una scena da fine del mondo: ospedali al collasso, danni fino a 100 miliardi di dollari, circa 2,1 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere, 17.000 feriti, 18.000 famiglie senza casa, e un numero impressionante – e imprecisato - di dispersi, elenco che andrà, purtroppo, a far crescere ancora il numero dei morti…
Ho sempre preferito lasciar sedimentare le cose, prima di pubblicare post: non ho mai amato fare “hype” tanto meno sulle disgrazie altrui. Ne parlo oggi, a 1 mese di distanza, anche per ringraziare calorosamente il nostro Ambasciatore a #Caracas, Giovanni Umberto De Vito, che, con tutto il suo qualificato team, ha profuso enorme energia nel sostenere con eccezionale dedizione ed efficacia, in un'ottica di collaborazione bilaterale, i venezuelani colpiti dal sisma, ma soprattutto le comunità di origine #italiana in Venezuela, un Paese da sempre legatissimo al nostro, anche in virtù delle numerose famiglie di origine italiana che vivono lì.
Intanto, mentre la nazione venezuelana tenta di “rimettere insieme i pezzi”, il governo #Rodriguez affronta il delicato negoziato sulla transizione democratica. Oltre alla figura centralissima di María Corina Machado, leader dell’opposizione fin dai primi momenti, anche varie altre figure tentano di prendere spazio, tra le quali Dinorah #Figuera, tornata sulla scena politica venezuelana dopo anni di esilio in #Spagna.
Il suo nome è passato quasi inosservato fuori dal Venezuela, eppure - oltre alla Machado, che rappresenta per molti riformisti la principale speranza per un'alternanza democratica - la presidente dell’Assemblea Nazionale eletta nel 2015 tenta anch'essa il dialogo con Jorge Rodríguez, presidente dell’attuale Assemblea, ancora controllata dal #chavismo, dando un proprio contributo per negoziare una roadmap che dovrebbe condurre alla riforma del sistema elettorale, funzionale alla “ricostruzione istituzionale” del Venezuela.
Alcuni osservatori hanno rilevato come proprio la tremenda tragedia del terremoto abbia stimolato un inatteso riavvicinamento tra il #chavismo e vari settori dell’#opposizione: un momento di “unità nazionale” che alla fine potrebbe generare, pur nel disastro, buoni frutti per quel Paese.
Il Venezuela si appresta però a fare i conti con una scadenza non più prorogabile: dopo l'arresto di #Maduro da parte degli #USA, il Tribunale Supremo di Giustizia ha qualificato la situazione come “un’assenza temporanea” del Presidente, in base all’articolo 234 della Costituzione venezuelana, consentendo quindi alla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez di esercitare le funzioni presidenziali e garantendo così la continuità della gestione dello Stato. Il tempo della gestione temporanea però è scaduto proprio in queste settimane, in luglio: nel corso dell’estate, quindi, si disegneranno gli equilibri che finiranno per determinare, una volta per tutte, il futuro del Paese, dalla cui stabilità dipende l’equilibrio in tutta la regione, e non solo."
@FratellidItalia@fdieuropa@ecrgroup@FDI_Parlamento@ArmandoArmas@MariMagallanesC@Marinellys@GeopoliticalCen@Geopoliticainfo@nazione_futura@vocedelpatriota@SecolodItalia1@GlobalCRL
Agradecida y profundamente honrada por la invitación del On. Mario Mantovani a participar en Estate '26, un importante encuentro promovido por el Grupo dei @ecrgroup del @fdieuropa en Palacio Clerici Cuggiono
Tuve el honor de dirigir unas palabras en representación de Venezuela para expresar nuestro más sincero agradecimiento al Gobierno italiano, liderado por la Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni , a Fratelli d'Italia, al Grupo ECR y al pueblo italiano por su firme compromiso con la defensa de la libertad, la democracia y los derechos humanos.
También manifesté el reconocimiento del pueblo venezolano por la extraordinaria solidaridad demostrada por Italia durante la reciente emergencia humanitaria provocada por el terremoto, un gesto que permanecerá para siempre en nuestra memoria.
Desde el exilio he asumido el compromiso de fortalecer las relaciones políticas e institucionales entre Venezuela e Italia, convencida de que la cooperación internacional y la formación de una nueva generación de líderes serán fundamentales para la reconstrucción democrática de nuestro país.
Gracias al On. @Mantovani_M1 , y a todo equipo de los organizadores en especial a On @mantovaniLu , Matteo Chiu y Michele Ledezma y a todos los presentes por este espacio de diálogo, amistad y compromiso con los valores de la libertad.
Seguimos construyendo puentes entre Italia y Venezuela. 🇮🇹🤝🇻🇪
CONVOCATORIA | La libertad también salva vidas
Rueda de prensa
La libertad de los presos políticos como respuesta humanitaria ante la crisis de derechos humanos agravada por el doblete sísmico en Venezuela
Familiares de presos políticos, organizaciones de derechos humanos y representantes de la sociedad civil invitan a los medios de comunicación a una rueda de prensa para exponer la urgente necesidad de adoptar medidas humanitarias que protejan la vida y la integridad de las personas detenidas arbitrariamente en Venezuela.
Durante la actividad se dará a conocer un pronunciamiento conjunto sobre la situación de los presos políticos en el contexto de la emergencia que atraviesa el país, y se presentarán propuestas orientadas a colocar la protección de la vida y la dignidad humana en el centro de la respuesta.
🗓️Fecha: miércoles 22 de julio
🕚Hora: 11:00 a. m.
📍Lugar: sede de Amnistía Internacional Venezuela, Torre Phelps, Plaza Venezuela, Caracas.
Participan: familiares de presos políticos, defensores, organizaciones de derechos humanos y representantes de la sociedad civil
La emergencia provocada por el doble terremoto no suspendió los derechos humanos: demostró por qué son indispensables.
La protección de la vida también exige libertad.
Protección humanitaria para todas las víctimas.
#LibertadEsHumanidad
#18Julio en #SanFelipe . Juramentacion de la nueva estructura organizativa de #LaCausaRYaracuy en los 14 municipios , a cargo de @AlfredoARamos y la nueva secretaria general regional , la compañera Monica Martinez Bowen.
🚨COMUNICADO | Reunión con autoridades penitenciarias del 13 de julio de 2026 profundiza la revictimización de las víctimas de El Rodeo I
El Comité por la Libertad de los Presos Políticos en Venezuela (CLIPPVE) expresa su profunda preocupación por el desarrollo y los resultados de la reunión sostenida el lunes 13 de julio de 2026 con el Ministro del Poder Popular para el Servicio Penitenciario, el Viceministro y el Director General de Atención Integral a la Familia, convocada tras las graves denuncias formuladas por familiares de presos políticos sobre actos de tortura y otros tratos crueles, inhumanos y degradantes ocurridos en el Internado Judicial El Rodeo I el pasado 5 de julio.
Lejos de constituir un espacio para escuchar a las víctimas, esclarecer los hechos o adoptar medidas urgentes de protección, la reunión estuvo marcada por la negación de las denuncias, la descalificación de quienes las formularon y de las organizaciones que las acompañan, la minimización de los hechos reportados y la ausencia absoluta de compromisos orientados a investigar, sancionar o prevenir nuevas violaciones a los derechos humanos.
Resulta especialmente grave que, en lugar de ofrecer garantías para la protección de las víctimas y testigos, se transmitieran mensajes orientados a desalentar las denuncias, desacreditar la documentación independiente y atribuir las consecuencias de la situación a quienes ejercen legítimamente su derecho a exigir justicia. Este tipo de actuaciones constituye una forma de revictimización incompatible con las obligaciones internacionales del Estado venezolano y profundiza el clima de temor e impunidad que rodea a los centros de reclusión donde permanecen presos políticos.
La respuesta institucional confirma un patrón que hemos denunciado reiteradamente: frente a denuncias de muertes bajo custodia y posibles actos de tortura y otros tratos crueles, la prioridad de las autoridades no ha sido investigar, proteger a las víctimas ni garantizar la rendición de cuentas, sino cuestionar la credibilidad de quienes denuncian y trasladar la responsabilidad hacia los propios familiares y organizaciones de derechos humanos.
Como autoridad que ejerce actualmente la conducción política del Ejecutivo, recae sobre Delcy Rodríguez, en su condición de autoridad interina, la responsabilidad de garantizar que cesen estas prácticas, se proteja a las víctimas y se asegure una investigación independiente e imparcial de los hechos denunciados.
Ante esta situación, CLIPPVE exige:
• La destitución inmediata del actual Ministro para el Servicio Penitenciario y de todos los funcionarios responsables de esta actuación por incumplir reiteradamente su deber de proteger los derechos de las personas privadas de libertad y revictimizar a sus familiares.
• El cese inmediato de toda forma de criminalización, intimidación o descalificación contra las víctimas, sus familiares, defensores y organizaciones que documentan y denuncian violaciones de derechos humanos.
• El inicio de una investigación independiente, imparcial y efectiva sobre las denuncias de tortura y otros tratos crueles ocurridos en El Rodeo I, con participación de mecanismos internacionales competentes.
• El ingreso inmediato de la ACNUDH y el CICR a los centros de reclusión para realizar una evaluación independiente de las condiciones de detención.
• La adopción de medidas urgentes para garantizar la integridad física y psicológica de todas las personas privadas de libertad en ese centro de reclusión.
• La libertad inmediata e incondicional de todas las personas detenidas por motivos políticos.
Asimismo, hacemos un llamado al Alto Comisionado de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos, a la Misión Internacional Independiente de Determinación de los Hechos sobre Venezuela, al Comité contra la Tortura, a la Relatoría Especial sobre la Tortura y a la comunidad internacional para que mantengan el seguimiento de estos hechos, requieran información al Estado venezolano y refuercen las acciones de monitoreo e incidencia frente a un patrón de violaciones que continúa desarrollándose en un contexto de absoluta impunidad.
La crisis de derechos humanos en Venezuela, agravada por el doble terremoto, es responsabilidad del Estado venezolano y tiene su origen en el desconocimiento sistemático de los principios constitucionales y en el deterioro sostenido de sus instituciones.
Las familias de los presos políticos tienen derecho a denunciar sin miedo. Ninguna autoridad puede convertir la búsqueda de justicia en un motivo de intimidación. La obligación del Estado no es desacreditar a las víctimas, sino protegerlas, investigar los hechos y garantizar que nunca vuelvan a repetirse.
Comité por la Libertad de los Presos Políticos en Venezuela (CLIPPVE)
🚨COMUNICADO | Reunión con autoridades penitenciarias del 13 de julio de 2026 profundiza la revictimización de las víctimas de El Rodeo I
El Comité por la Libertad de los Presos Políticos en Venezuela (CLIPPVE) expresa su profunda preocupación por el desarrollo y los resultados de la reunión sostenida el lunes 13 de julio de 2026 con el Ministro del Poder Popular para el Servicio Penitenciario, el Viceministro y el Director General de Atención Integral a la Familia, convocada tras las graves denuncias formuladas por familiares de presos políticos sobre actos de tortura y otros tratos crueles, inhumanos y degradantes ocurridos en el Internado Judicial El Rodeo I el pasado 5 de julio.
Lejos de constituir un espacio para escuchar a las víctimas, esclarecer los hechos o adoptar medidas urgentes de protección, la reunión estuvo marcada por la negación de las denuncias, la descalificación de quienes las formularon y de las organizaciones que las acompañan, la minimización de los hechos reportados y la ausencia absoluta de compromisos orientados a investigar, sancionar o prevenir nuevas violaciones a los derechos humanos.
Resulta especialmente grave que, en lugar de ofrecer garantías para la protección de las víctimas y testigos, se transmitieran mensajes orientados a desalentar las denuncias, desacreditar la documentación independiente y atribuir las consecuencias de la situación a quienes ejercen legítimamente su derecho a exigir justicia. Este tipo de actuaciones constituye una forma de revictimización incompatible con las obligaciones internacionales del Estado venezolano y profundiza el clima de temor e impunidad que rodea a los centros de reclusión donde permanecen presos políticos.
La respuesta institucional confirma un patrón que hemos denunciado reiteradamente: frente a denuncias de muertes bajo custodia y posibles actos de tortura y otros tratos crueles, la prioridad de las autoridades no ha sido investigar, proteger a las víctimas ni garantizar la rendición de cuentas, sino cuestionar la credibilidad de quienes denuncian y trasladar la responsabilidad hacia los propios familiares y organizaciones de derechos humanos.
Como autoridad que ejerce actualmente la conducción política del Ejecutivo, recae sobre Delcy Rodríguez, en su condición de autoridad interina, la responsabilidad de garantizar que cesen estas prácticas, se proteja a las víctimas y se asegure una investigación independiente e imparcial de los hechos denunciados.
Ante esta situación, CLIPPVE exige:
• La destitución inmediata del actual Ministro para el Servicio Penitenciario y de todos los funcionarios responsables de esta actuación por incumplir reiteradamente su deber de proteger los derechos de las personas privadas de libertad y revictimizar a sus familiares.
• El cese inmediato de toda forma de criminalización, intimidación o descalificación contra las víctimas, sus familiares, defensores y organizaciones que documentan y denuncian violaciones de derechos humanos.
• El inicio de una investigación independiente, imparcial y efectiva sobre las denuncias de tortura y otros tratos crueles ocurridos en El Rodeo I, con participación de mecanismos internacionales competentes.
• El ingreso inmediato de la ACNUDH y el CICR a los centros de reclusión para realizar una evaluación independiente de las condiciones de detención.
• La adopción de medidas urgentes para garantizar la integridad física y psicológica de todas las personas privadas de libertad en ese centro de reclusión.
• La libertad inmediata e incondicional de todas las personas detenidas por motivos políticos.
Asimismo, hacemos un llamado al Alto Comisionado de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos, a la Misión Internacional Independiente de Determinación de los Hechos sobre Venezuela, al Comité contra la Tortura, a la Relatoría Especial sobre la Tortura y a la comunidad internacional para que mantengan el seguimiento de estos hechos, requieran información al Estado venezolano y refuercen las acciones de monitoreo e incidencia frente a un patrón de violaciones que continúa desarrollándose en un contexto de absoluta impunidad.
La crisis de derechos humanos en Venezuela, agravada por el doble terremoto, es responsabilidad del Estado venezolano y tiene su origen en el desconocimiento sistemático de los principios constitucionales y en el deterioro sostenido de sus instituciones.
Las familias de los presos políticos tienen derecho a denunciar sin miedo. Ninguna autoridad puede convertir la búsqueda de justicia en un motivo de intimidación. La obligación del Estado no es desacreditar a las víctimas, sino protegerlas, investigar los hechos y garantizar que nunca vuelvan a repetirse.
Comité por la Libertad de los Presos Políticos en Venezuela (CLIPPVE)
Por favor ayudenme a difundir, ella es la Sra. Rosalía su situación es profundamente dolorosa. Su delicado estado de salud, las secuelas de múltiples accidentes y su imposibilidad de valerse por sí misma hacen urgente una respuesta humanitaria.
Solicitamos una medida humanitaria para el Capitán Alfredo Saba Peña, para que pueda acompañar y cuidar a su madre, quien hoy depende de él para enfrentar esta difícil etapa de su vida.
La compasión y el respeto a la dignidad humana deben prevalecer.
#MedidaHumanitaria #DerechosHumanos #Venezuela
#LibertadParaLosPresosPoliticos
¡VIDA EN RIESGO!
Desde la Fundación Familia SOS Libertad levantamos la voz ante la crítica situación humanitaria de la presa política Lenny Marianny Cruz Brache, recluida en el penal Las Crisálidas.
Su estado actual es el reflejo del abandono institucional y el ensañamiento: una emergencia por prótesis mamarias rotas mutó en un cuadro severo de fiebres altas y hemorragia gingival. La respuesta oficial roza la tortura blanca: un aislamiento total de su realidad médica, exámenes ocultos a su defensa y la denegación arbitraria de atención por un mastólogo.
El Estado venezolano, bajo normativas de la CIDH y las Reglas Mandela, tiene el deber absoluto de custodiar su integridad física. Mantenerla sin hospitalización no es negligencia, es un delito de lesa humanidad que busca engrosar las trágicas estadísticas de muertes tras las rejas por desatención médica.
Exigimos al Ministerio Penitenciario el cese de este secuestro informativo, la entrega inmediata de su diagnóstico y su traslado urgente a un centro de salud. Emplazamos a la Defensoría a abandonar la inacción ante esta flagrante vulneración constitucional.
¡Exigir salud para un prisionero no es una petición, es una obligación legal y el estado es el único responsable de lo que ocurra con su vida!
@CorteIDH@usembassyve
#LibertadParaLennyCruz
#LibertadaParaLosPresosPolíticos
#FamiliaresExigenLibertad
#FamiliaSOSLibertad
#ProgramaFormaciónRaíces
Cada mujer que inicia este proceso llega con expectativas de adquirir nuevos conocimientos, fortalecer sus capacidades de liderazgo y contar con herramientas que le permitan generar un mayor impacto en su comunidad.
En Raíces creemos que la formación cobra verdadero sentido cuando se comparte. Por eso, nuestro compromiso es acompañar a cada participante para que replique lo aprendido en sus comunidades, inspire a otras mujeres líderes y contribuya a fortalecer redes de liderazgo, organización y participación ciudadana.
Así construimos un proceso de formación, seguimiento, transformación y réplica, fortaleciendo el compromiso de las mujeres con la reconstrucción del tejido social y la transformación democrática de Venezuela.
#Aragua #Ven
En mi condición de presidente de la @AsambleaVE asumo el compromiso y la voluntad política de impulsar una hoja de ruta técnica y política bilateral, sustentada en una agenda de trabajo con objetivos y hitos concretos, que permita abordar los temas fundamentales para consolidar el camino hacia la recuperación de la democracia en Venezuela. Elevamos las banderas de la fe y de la esperanza.
En #Aragua y #Bolívar impulsamos la formación de lideresas comunitarias para contribuir a la transición democrática en Venezuela.
La reconstrucción del tejido social comienza en las comunidades, y las mujeres desempeñan un papel fundamental en ese proceso.
Desde Raíces apostamos por un liderazgo que transforma, construye, orienta e impulsa el camino hacia una Venezuela democrática.
VIGILIA | Hoy, familiares de presos políticos se congregaron afuera de El Rodeo I para conmemorar los seis meses de pernocta y oración que se cumplen este #8Jul, en exigencia de la libertad de los detenidos. 🇻🇪🕯️
Hace medio año, tomaron la decisión de permanecer cerca de sus seres queridos, confiando en una promesa de excarcelación masiva que aún no se materializa. Jamás pensaron llegar hasta este punto sin obtener respuestas claras sobre el paradero de sus familiares.
En esta jornada, oran no solo por los detenidos injustamente, sino también por las víctimas del doble sismo ocurrido el pasado 24 de junio. Asimismo, han denunciado que, tras los terremotos, los reclusos dentro de El Rodeo no se encuentran en condiciones óptimas y sus reclamos no han sido escuchados.
Nuevamente, hacemos un llamado al Estado para que cumpla con su deber de revisión y que todas las personas detenidas por motivos políticos obtengan su libertad plena. Solo pedimos justicia, reparación y garantías de no repetición.
#QueSeanTodos