@NicholasZaorsky Congratulations! I'll have my students and residents read it. We should think about writing a textbook on how to make valid peer review of medical research. With the expansion of GAI, more and more people are simply asking LLMs to write reviews for them...
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Writing a Medical Research Manuscript is a practical guide to turning a research idea into a clear, rigorous, publishable paper.
I hope it’s useful for students, physicians, researchers, and anyone trying to become a better scientific writer. ✍️
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Sta iniziando la marcia indietro di Trump dall'Iran. Nel mio ultimo post spiego perché dichiarare una vittoria inesistente e ritirarsi è l'unica opzione di uscita dalla guerra nel Golfo. Ma anche la certificazione dell'ennesimo fallimento di Trump.
Link nel primo commento.
🧵Orbán non è un semplice alleato di Putin. È il principale terminale politico del Cremlino dentro l’Unione Europea.
Secondo il Washington Post, il governo ungherese ha passato a Mosca informazioni riservate sull’UE e sulla NATO per anni. E la Russia ha perfino provato a inscenare un finto attentato contro il primo ministro per aiutarlo nelle elezioni di aprile, che rischia seriamente di perdere (a proposito: che vi ricorda?)
Se Orbán cade, il Cremlino perde una quinta colonna preziosa nell’architettura occidentale: quello che ostacola il sostegno europeo all’Ucraina e, insieme, lavora alla disgregazione dell’Unione Europea dall'interno.
Che Trump si esponga personalmente per salvare l’autocrate ungherese, fino a registrare un video di endorsement nello Studio Ovale, è un fatto politico di prima grandezza: significa che trumpismo e putinismo convergono apertamente sulla difesa del governo europeo più autoritario e più utile al logoramento dell’Unione e alla resa dell���Ucraina. È una manifestazione esplicita dell’Internazionale autoritarista che vuole ridisegnare il mondo, contro l’Europa e contro la democrazia.
Chi continua a fare il tifo per Orbán, come Meloni e Salvini, non sostiene una legittima alternativa al progetto europeo. Sceglie di stare dalla parte di un autocrate corrotto che lavora per la Russia non solo contro l’Ucraina, ma anche contro l’Europa e gli interessi strategici dell’Italia. Più che sovranismo, è il suo contrario: asservimento a potenze straniere ostili.
🧵Un aspetto emblematico della vicenda Trump–Anthropic: a dire no alla Casa Bianca su armi autonome e sorveglianza di massa non è stato il Congresso, né l’opposizione o istituzioni di garanzia.
È stata un’azienda privata. Anthropic non è un movimento civico woke, come dice Trump, ma una società for profit, che collabora attivamente con le forze armate e difende una linea tecnica e reputazionale.
Quando il confine tra stato di diritto e abuso del potere esecutivo viene difeso da una società privata nel silenzio delle istituzioni, è un brutto segnale.
Nel nuovo post sul mio blog ho scritto cosa significa questo scontro, e perché è un caso da manuale di autoritarismo competitivo.
Il link è nel primo commento.
PS: Per chi vuole condividere con i propri contatti esteri, nel secondo commento si trova anche la versione in inglese.
🧵Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali americane di smettere di usare i prodotti di Anthropic — la società che produce Claude, una delle IA più usate al mondo.
Il motivo: Anthropic rifiuta di mettere a disposizione del Pentagono due cose: armi letali completamente autonome, capaci di prendere decisioni senza intervento umano; e un sistema di sorveglianza di massa dei cittadini americani.
Senza nulla togliere all’inquietudine che suscita il primo punto, le armi autonome, è il secondo quello decisivo sul piano politico. Nelle mani di un'amministrazione che già usa l'apparato federale contro gli avversari, un sistema di AI capace di mappare in tempo reale il dissenso politico di un paese non è uno strumento militare, ma un acceleratore del consolidamento autoritario.
Nel nuovo post sul mio blog provo a spiegare che quella tra Trump e Anthropic non è una semplice disputa commerciale, ma una storia sul modo in cui si costruisce un autoritarismo nel 2026. Con alcune implicazioni per l'Europa, che in questo scenario non è solo spettatrice.
Il link è nel primo commento.
La copertina di Lancet dedicata agli orrori e alle follie del ministro della salute USA.
“La distruzione che Kennedy ha causato in un anno potrebbe richiedere generazioni per essere recuperata e c’è poca speranza per la salute e la scienza USA finché rimane lui il responsabile.”
🧵Rubio non ha partecipato al meeting NATO sull’Ucraina a Monaco. Segnale inequivocabile di disimpegno americano.
Eppure l’amministrazione Trump pretende di decidere le condizioni della pace — nei fatti, della resa ucraina — trattando bilateralmente con Putin, senza Europa e senza Kyiv.
Gli aiuti statunitensi si sono quasi azzerati. Quelli europei sono aumentati drasticamente. Oggi la resistenza militare e la sopravvivenza dello Stato ucraino sono sostenute dall’Europa, non dagli Stati Uniti.
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🧵 Nel 2025 gli aiuti statunitensi all’Ucraina si sono quasi azzerati. Quelli europei sono aumentati drasticamente, stabilizzando il sostegno occidentale. Oggi la resistenza militare e la sopravvivenza dello Stato ucraino sono sostenute dall’Europa, non dagli Stati Uniti.
Nelle relazioni internazionali, la distribuzione dei costi determina il potere negoziale. Chi sostiene in misura maggiore il peso economico di un conflitto rivendica un ruolo centrale nella definizione delle condizioni della pace.
Per l’Europa, inoltre, la guerra in Ucraina è una questione esistenziale: l’Ucraina è la frontiera orientale dello spazio europeo e l’esito del conflitto influenzerà l’equilibrio strategico del continente per decenni.
Per questo ogni negoziato senza Europa — e senza Ucraina — è un negoziato privo di senso. Le interlocuzioni bilaterali che emissari di Trump e di Putin conducono in assenza di delegati europei e ucraini possono produrre annunci e propaganda, non una pace e un ordine stabile.
Resta però un paradosso: la leadership negoziale richiede credibilità strategica. E per l’Europa la credibilità strategica implica un’accelerazione verso l’autonomia dagli Stati Uniti.
Nel nuovo post su Substack documento i numeri del sostegno finanziario, militare e umanitario all’Ucraina e ne discuto le conseguenze sull’economia politica dei negoziati. Il link è nel primo commento.
Due episodi apparentemente minori, ma rivelatori, accaduti stanotte.
Il Department of Homeland Security (l’agenzia che controlla l’ICE) ha diffuso un video che rielabora l’uccisione di Renee Good a Minneapolis, trasformando una donna disarmata – poeta, scrittrice, madre di tre figli – in una minaccia terroristica. È l’uso dell’apparato statale per riscrivere la realtà, sapendo che la narrazione “ufficiale” pesa più delle immagini, dei video e dei testimoni.
Poche ore dopo, Trump ha pubblicato una finta pagina di Wikipedia in cui si definisce “Acting President of Venezuela”. Una messinscena dell’autorità: usare il formato della conoscenza neutrale per attribuirsi un potere che non esiste. Un gesto che chiarisce come il trumpismo concepisca le istituzioni.
Sono due episodi diversi, che però raccontano la stessa cosa. Negli Stati Uniti, oggi, il presidente e il sistema di potere che lo circonda agiscono come se fossero al di sopra del diritto, di qualsiasi tipo di regola e perfino della realtà.
Le istituzioni sono completamente svuotate: non più architravi della vita civile né limiti all’esercizio del potere, ma mezzi e scenografie al servizio di interessi privati che si sono impossessati dello Stato.
È difficile immaginare che l’America possa recuperare, in tempi compatibili con i cicli politici e istituzionali, il capitale di credibilità che il trumpismo ha consumato in pochi mesi.
In neanche dodici mesi abbiamo visto cadere uno dopo l’altro gli argini all’autoritarismo costruiti dalla democrazia americana nel corso di secoli. Fino a pochi mesi fa, l’idea che un presidente della Federal Reserve potesse essere colpito penalmente per non obbedire al potere esecutivo sarebbe sembrata inconcepibile.
Stanotte Jerome Powell ha pubblicato un video in cui interpreta apertamente la sua incriminazione da parte del Dipartimento di Giustizia come un attacco all’indipendenza della banca centrale, dovuto alla scelta della Fed di fissare i tassi sulla base dell’evidenza e delle condizioni macroeconomiche, invece di piegarsi alle preferenze politiche della Casa Bianca. È la prima volta nella storia che un presidente della Fed denuncia pubblicamente il tentativo dell’esecutivo di cancellarne l’autonomia.
Mentre Trump si autoproclama “Acting President of Venezuela” postando una finta pagina di Wikipedia su se stesso, l’amministrazione usa il Dipartimento di Giustizia per colpire chi antepone la lealtà alle istituzioni ai diktat del presidente.
Nel post che trovate linkato qui sotto spiego come, da dodici mesi, l’amministrazione Trump utilizzi il Dipartimento di Giustizia come uno strumento di punizione e intimidazione politica. Ricostruisco nel dettaglio i passaggi del progetto autoritario che ha svuotato la democrazia americana: dalla costruzione di una milizia paramilitare che risponde solo al presidente, alla pressione sistematica su media e società civile; dalla guerra alla scienza e alle istituzioni del sapere all’uso dell’intero apparato statale come arma, compresi il Dipartimento di Giustizia, la CIA e l’FBI.
Nei commenti trovate anche il link al post in cui analizzo il piano di Trump per manipolare le elezioni di midterm e a quello dedicato alle conseguenze economiche e politiche della perdita di indipendenza della Federal Reserve.
Sono post dietro paywall perché pubblicati da più di due mesi: l’archivio è frutto di un lavoro dispendioso e non intendo lasciarlo saccheggiare da plagiatori e AI. Tutti i post pubblicati negli ultimi due mesi, invece, sono e resteranno sempre accessibili gratuitamente. Pertanto, chi si iscrive gratuitamente riceverà presto ulteriori aggiornamenti su questi temi.
🧵Sapevate che l’ICE ha oggi un budget superiore alle forze armate di interi paesi?
Che non risponde a un sistema giudiziario indipendente?
Che sta costruendo un sistema carcerario parallelo?
E può arrestare persone senza identificarsi e detenerle per mesi senza udienza?
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🧵“Faremo qualcosa con la Groenlandia, che a loro piaccia o meno. Se non riusciremo a prenderla con le buone, lo faremo con le cattive.” D.J. Trump, 9 gennaio 2026.
Nelle ultime ore l’ostilità della Casa Bianca verso Groenlandia e Danimarca ha compiuto un salto di qualità.
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Truly grateful to the authors, reviewers, and associate editors who made this possible. 759 submissions in 2025 reflects an incredible global vascular community. Thank you for trusting @JVascSurgCIT with your work!
Truly grateful to the authors, reviewers, and editors who made this possible. 759 submissions in 2025 reflects an incredible global vascular community. Thank you for trusting us with your work!
«Ci occuperemo della Groenlandia tra un paio di mesi… Abbiamo bisogno della Groenlandia per una questione di sicurezza nazionale. È estremamente strategica… anche l’Unione europea ha bisogno che la controlliamo noi. Loro lo sanno. La Danimarca non è in grado di proteggerla. Sapete cosa ha fatto la Danimarca recentemente per rafforzare la sicurezza in Groenlandia? Ha aggiunto una slitta trainata da cani.»
Quando un presidente degli Stati Uniti rivendica apertamente il diritto di annettere un territorio straniero in nome della “sicurezza nazionale” e dell’accesso alle sue risorse — poche ore dopo un blitz militare contro il Venezuela — non siamo più nel campo della propaganda o del teatro politico.
Chi liquida queste uscite come “politica interna” continua a leggere il mondo con categorie che non esistono più. Trump non ha alcuna remora a portare gli Stati Uniti in rotta di collisione con la NATO. Anzi, una crisi del genere sarebbe perfettamente funzionale a uno dei suoi obiettivi strategici: svuotare e, se possibile, smantellare l’Alleanza atlantica.
Nel nuovo post su Substack (link nel secondo post di questo thread) ho provato a chiarire se l'annessione della Groenlandia è uno scenario credibile, e con quali conseguenze.
Una cosa però è già evidente: l’Europa è entrata in una fase nuova. L’integrità territoriale non può più essere data per scontata, la deterrenza non può più essere esternalizzata, e difendere la sovranità potrebbe presto significare prepararsi non solo contro Russia e Cina, ma anche contro gli Stati Uniti.