In Italia essere rapinatore è un mestiere ultra-tutelato.
Lo dimostra bene il caso di Mario Roggero, ma il problema è molto più ampio e riguarda l’intero ordinamento.
Se un cittadino viene rapinato e decide di inseguire i malviventi per riprendersi i beni con la forza, senza arrivare a sparare, rischia comunque di commettere reato. Secondo il codice penale, recuperare il maltolto con la forza configura il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 392 c.p.), e in certi casi anche violenza privata.
La legge (demenziale) è chiara: non puoi farti giustizia da solo. Per recuperare ciò che ti è stato rubato devi rivolgerti allo Stato, denunciare e sperare che un giudice faccia il suo lavoro. L’unica cosa che puoi fare legalmente è usare la forza per arrestare il rapinatore in flagranza e consegnarlo alle forze dell’ordine. Non per riprenderti i tuoi beni.
Se i rapinatori non mollano spontaneamente il bottino e tu applichi la forza per riprendertelo, diventi tu il criminale. In pratica la legge tutela più chi commette la rapina che chi la subisce.
Nella realtà poi sappiamo tutti com’è: denunci, chiami i carabinieri, e i tuoi beni difficilmente li rivedi. Il cittadino onesto è quindi costretto a subire. Può inseguire sperando che i rapinatori lascino cadere il bottino da soli (esponendosi di nuovo al pericolo), oppure può starsene buono e farsi ripulire in silenzio.
Il messaggio implicito è semplice: se fai il gioielliere e ti rapinano, è un po’ colpa tua. Meglio chiudere bottega che rischiare di diventare un criminale cercando di difendere il frutto del proprio lavoro.
Un sistema che protegge più il delinquente che la vittima è un paese di .....!
Sapete come nasce un Vannacci?
Nasce quando un cittadino chiede più sicurezza e viene liquidato come razzista.
Quando un cittadino dice che bande di irregolari in strada sono un problema, e i politici gli danno del fascista.
Quando la polizia ferma un irregolare per aver commesso un reato, e il giorno dopo quello stesso irregolare è in strada.
Quando una religione palesemente è incompatibile con il modo di vivere Occidentale, ma se lo fai notare ti danno dello xenofobo.
Quando lo Stato abbandona la sua funzione di proteggere i cittadini e si preoccupa soltanto di proteggere una narrazione di un'integrazione malsana e disfunzionale.
Una narrazione secondo cui tutto va bene, l’integrazione funziona, la sicurezza è solo una percezione, e chi protesta è automaticamente razzista, fascista o xenofobo.
Ma i cittadini non smettono di vedere ciò che vedono solo perché qualcuno li insulta. Non cambiano idea perché vengono moralmente ricattati.
Semplicemente capiscono che lo Stato è diventato un nemico e votano chi promette di rimettere lo Stato al loro servizio.
Vannacci è stato bravissimo nella comunicazione in tal senso.
E chi vuole sconfiggerlo deve smetterla di fare finta che non esiste un problema sicurezza, e proporre soluzioni.
Perché il problema sicurezza esiste.
Ma mentre Vannacci offre soluzioni, dall'altra parte negano e accusano le vittime di essere razziste.
Dal referendum sull’ordinamento giudiziario in poi c’è stata una significativa accelerazione di un processo in corso da anni: la strumentalizzazione politico-partitica della Costituzione.
La proposta di Conte di una “alleanza per la Costituzione” è coerente con la riduzione della carta costituzionale a schermo magico per negare legittimità e agibilità politica agli altri.
D’altronde chi non sta nella alleanza per la Costituzione non può che essere alieno ed estraneo alla Costituzione stessa, e in quanto tale nemico (proprio in senso schmittiano).
Si tratta dei frutti avvelenati di quelle correnti di pensiero, ad esempio quella sull’uso alternativo del diritto, che per prime hanno teorizzato una sorta di tradimento della Costituzione e hanno individuato nel potere giudiziario l’unico vero potere in grado di ristabilire la “vera” Costituzione.
Non stupisce il feticismo per il ceto magistratuale nutrito da alcuni partiti, i quali nella funzione giurisdizionale leggono qualcosa di semi-divino, in grado di moralizzare l’azione politica (per via di indagini, sentenze o con la politica attiva: il referendum anche qui è stato un punto di non ritorno).
Gli stessi “patentini”, pietosamente riverniciati di antifascismo come trucchetto semantico, rispondono alla stessa logica: siamo noi, e solo noi, a detenere le chiavi della casa costituzionale e a decidere chi può entrarci dentro.
Accettare questo gioco, accettarne le regole, è perdente e suicida.
Perché quel patentino sarà sempre agitato e brandito, e non basteranno mai genuflessioni e scuse e spiegazioni.
Ci sarà sempre qualcosa d’altro ad essere richiesto, fino alla assimilazione completa e alla scomparsa.
E, soprattutto, in questo gioco non esistono arbitri, garanti o altro. Esistessero avrebbero da tempo denunciato questa deriva per ciò che davvero è.
Giocano tutti da una parte.
@repubblica Dipende cosa vengono a fare, quanti vengono per lavorare e quanti per inserirsi nel nostro welfare? Quanti sbandati dobbiamo prendere per avere un operaio? Bisogna iniziare a farci due domande sulle nazioni di provenienza, e dico nazioni perchè le nazioni esistono altro che!
Per Fratoianni gli italiani guadagnano mediamente 45mila euro all’anno. Sfotte o è ignorante nel senso che ignora? Lui da quando è in parlamento ha guadagnato un milione 300mila euro, più i 300mila in Puglia con Vendola (più quelli della moglie, che prima di finire con merito in parlamento prendeva 400 euro al mese).
#5luglio #Fratoianni #Piccolotti #patrimoniale
Il presidente degli allenatori italiani Renzo Ulivieri propone apertamente "quote razziali" per la Nazionale: servono 5-6 neri come la Francia, dice.
E chiede allo Stato di intervenire in tal senso.
È il trionfo dell'ideologia sulla meritocrazia. Lo sport dovrebbe essere il regno del talento puro, dove conta solo ciò che fai in campo. Invece diventa laboratorio di ingegneria sociale progressista.
Militante comunista da 60 anni, Ulivieri usa la sua posizione istituzionale per spingere l'agenda politica di sinistra.
La Nazionale deve rappresentare i migliori calciatori italiani, non soddisfare quote demografiche imposte dall'alto.
Il merito non ha colore. L'ossessione identitaria sì.
“Le strade di Milano sono piene di fascismo” (cit Beppe Sala)
Un uomo di 55 anni è stato accoltellato 20 volte alle spalle in strada e si trova ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Niguarda
👉 arrestato con l’accusa di tentato omicidio un 22enne gambiano
LIBERTÀ per #MarioRoggero
👉 RT Forever se Vuoi che non faccia mezzo giorno di carcere, dopo aver già dato quasi 1 milione ai LADRI che lo hanno rapinato ed aggredito insieme alla famiglia.
@GiorgiaMeloni, @matteosalvinimi, @RoVannacci, CAMDIDATELO IN PARLAMENTO per Salvarlo.