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Sam Harris discusses the result of the 2024 presidential election, the lessons that the Democratic Party should draw from it, and the implications of a second Trump term. https://t.co/5nCT7YK6Tt
La cosa pazzesca è che nessuno gli abbia detto “Guarda che se fermi il treno poi si viene a sapere e scoppia il merdone.” Non che lui non lo abbia pensato, quello mi sembra normale, a guardarlo bene.
A Gaza c’è un bambino ferito che chiede ai dottori “sopravviverò?”. E uno che strappa un capello al fratellino morto prima che venga portato via. Ci sono corpi schiacciati da tonnellate di cemento che riemergono grazie alla disperazione che scava a mani nude. Ci sono fosse comuni, file infinite di corpi lunghi e corti e sudari bianchi. C’è un bambino sdraiato su una barella che dice qualcosa, ha una scheggia grossa come una lancia conficcata in un polpaccio. C’è una bambina che avrà 10 anni impazzita dal dolore che dice “quella è mia madre la riconosco dai capelli” e le dicono di no, ma lei si butta per terra e dice che ha perso tutti, sua madre, sua sorella e si chiede perché non sia morta con loro. C’è un padre che urla con i resti dei figli in due sacchetti. C’è una madre che saluta i suoi tre bambini morti, in fila l’uno accanto all’altro sulla strada sporca di terra e sangue. Ci sono bambini che arrivano in ospedale che tremano come foglie, muti, gli occhi sbarrati. Ci sono persone sporche e insanguinate che vagano come zombie. C’è un bambino vivo, grigio di polvere sotto il cemento, il corpo schiacciato, la testa fuori che cola sangue e uomini intorno che cercano di tirarlo fuori. C’è un medico che tasta il petto di un bambino, sussurra qualcosa al padre e il padre non accetta il verdetto, “c’è ancora un respiro!”. Non vuole che il medico lo copra col lenzuolo.
Ci sono video che lo raccontano.
Io oggi non vedo tutto questo sui siti delle più importanti testate italiane. Vedo un nuovo spaventoso video dei terroristi di Hamas che il 7 ottobre sparano alle auto. Vedo carri armati israeliani al confine, gli ostaggi liberati, nuove immagini dei kibbutz delle stragi. Immagini che nessuno dovrebbe nascondere e che nessuno infatti nasconde.
Per vedere cosa succede a Gaza invece devo aprire Instagram o alcuni siti internazionali.
Ed è straniante, perché da quando esistono i social, i siti di informazione dai social saccheggiano qualsiasi contenuto emozionale, stronzate incluse. Questa volta niente.
Gaza deve essere invisibile. La tragedia dei palestinesi va occultata il più possibile per legittimare la forza, la vendetta. Gaza non vale neppure un clickbait.
People who follow a plant-based diet account for 75% fewer greenhouse gas emissions than those who eat more than 3.5 ounces of meat a day, according to new research. A vegan diet also results in significantly less harm to land, water and biodiversity. https://t.co/CKL3QVC56b
“Qui in montagna l’acqua l’abbiamo sempre data per scontata. Che fosse un bene inestinguibile. Invece adesso abbiamo scoperto che l’acqua finisce. Ce ne dobbiamo occupare”.
Paolo Cognetti
#Piazzapulita
@ProfeMapu@amandaknox ...and nobody criticizes you if you wear Nike. I'd be curious to see the expression on his face as he looked at the others. it is very offensive to glare at strangers for no reason... like everywhere in the world
@lauraboldrini Con tutto quello che si può dire e fare contro questa #destra vi siete avvitati su una questione inutile. A nessuno frega un cazzo dei diritti di un terrorista che SCELTO di non mangiare.