77 Paesi hanno chiesto alle proprie delegazioni di lasciare l’aula dell’Assemblea Generale ONU all’ingresso dell’assassino Netanyahu.
Dall’Europa solo: Macedonia del Nord, San Marino, Slovenia, Bosnia, Irlanda e Spagna.
Incancellabile vergogna per il resto dei Paesi europei. Italia in testa.
Due agenti di polizia sono arrivati all’ingresso di una scuola elementare nel cuore di Genova poco dopo le 8 del 25 settembre - in borghese ma con le pistole nella fondina - e senza dare spiegazioni a genitori e maestre hanno strappato dalla cancellata di ingresso della primaria Daneo uno striscione realizzato dai piccoli alunni e con scritto “Qui nessun* è stranier*”. Un gesto che ha spaventato i bambini che stavano entrando in classe e che non ha mancato di sollevare un polverone immediato, prima nella comunità scolastica e poi in ambito politico. Nel giro di pochi minuti è arrivata anche la sindaca Silvia Salis - la sede del Comune è accanto alla scuola Daneo - per comprendere quanto accaduto ed esprimere solidarietà: «È qualcosa che non si può giustificare, i bambini si sono spaventati e per loro quello striscione rappresenta la realtà delle cose - ha detto -. Ho parlato con loro: mi hanno raccontato di voler scrivere una lettera al Presidente Mattarella e alla premier Meloni». […]
Ne parlano Federico Genta e Giulia Mietta su La Stampa
#LaStampa
Netanyahu a chi lo contesta mostra il cercapersone, ricordando l'attacco terroristico coordinato avvenuto il 17 e 18 settembre 2024 in Libano, che ha visto l'esplosione simultanea di migliaia di dispositivi di comunicazione e che ha causato la morte di molti bambini. Mafioso.
Netanyahu parla all’Assemblea dell’ONU e l’aula si svuota. Lui: «Codardi. Combattiamo anche per loro». E alza un cercapersone in aula (vuole far saltare in aria chi lo contesta?). Lo Stato d'Israele è lo Stato criminale, illegale e terrorista più odiato dai tempi del Terzo Reich
La culpa de que no me vaya a la privada la tiene un cirujano cocainómano.
Hay una pregunta que me hacen bastante:
- Inés, con todo lo que tienes en redes, ¿cómo no te montas una consulta privada?
Yo me río, y el lunes vuelvo a fichar en mi hospital público. Porque sí, estoy en la publica por convicción. Aunque gane menos.
Pero que conste, no tengo nada contra la privada. Pienso que lo mejor es que ambas convivan y se complementen. Ademas de que hay profesionales buenísimos a las dos, como en cualquier oficio.
Aunque yo soy de la pública. Cuando decido si te opero, en esa decisión solo cuentan la evidencia, y mi criterio se respeta.
Luego está lo de los residentes. Aquí viene la historia. En a primeros del XIX, William Halsted diseñó la residencia quirúrgica moderna. Los aprendices vivían dentro del hospital (de ahí lo de "residentes"), disponibles día y noche. El detalle es que Halsted llevaba años enganchado a la cocaína. Luego vino la morfina (no dejéis de ver The Knick).
Parte de aquel modelo sobrevivió. Las guardias eternas y sobre todo la convicción de que "se aprende sufriendo", el adjunto que humilla porque a él también le humillaron. Halsted, que descanse en paz. Su manera de formar, que se jubile.
Mi residencia fue de todo menos agradable. Me guardo los detalles. Precisamente por eso siento que les debo algo a los que vienen detrás: una formación donde aprender no pase por agachar la cabeza, decir "buen trabajo" cuando se merece.
La privada forma cada vez más, bienvenido sea. Pero hoy la gran mayoría de los médicos del futuro se está formando en hospitales públicos.
Este sistema, con sus goteras, me hizo lo que soy. Me toca devolverle el favor.
Por favor, hagamos por salvar la pública.
#LaTraumatologaGeek
En un mundo disperso, la lectura es un acto de rebeldía
Leer no es una capacidad innata del ser humano: requiere aprendizaje, atención y concentración absoluta. En un momento de constante agitación, detiene la vida unos instantes https://t.co/xZ85dSY5CO
"One of the great tragedies of mankind is that morality has been hijacked by religion... But the basis of morality is really very simple and doesn't require religion at all."
— Arthur C. Clarke
Dopo aver ghettizzato i bambini meridionali adesso ghetizzano i bambini extracomunitari.
È una delle cose più tristi che il nostro paese abbia mai partorito e chiedo scusa a tutti i bambini di ieri e di oggi perché i responsabili di questo siamo noi che lo abbiamo reso possibile.