«Ciò che lega Russia, Cina, Iran e Corea del Nord non è la religione o l’ideologia. La Cina è comunista, la Russia nazionalista, l’Iran teocratico. Ciò che li unisce è la paura del linguaggio liberale: diritti, stato di diritto, separazione dei poteri e tribunali indipendenti». (@anneapplebaum)
@michele_geraci Forse non sono putiniani! Bisogna andare in Ucraina, non in Russia, e attraversare e toccare le macerie fisiche e psicologiche dell'aggressione russa agli ucraini, che hanno molto più valore di una "quasi domanda" a Putin.
Questa notte la Russia ha colpito Dnipro usando le munizioni a grappolo.
Il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, ha pubblicato fotografie dell'asfalto danneggiato, sul quale sarebbero visibili i caratteristici segni lasciati dalle munizioni a grappolo.
Sta dalla "parte del torto", insomma ammette di stare dalla parte della Russia, e farnetica di aggressioni "fisiche" che avrebbe subito (e che invece hanno subito quelli che lo hanno contestato pacificamente). E lo va a dire da chi ha minacciato di distruggere le città europee
Angelo D'Orsi, journalist and professor of history of political thought at the University of Turin, on Russophobia and the political death of the European Union.
@rusembitaly Bugiardi. La lingua russa non è mai stata proibita. Anche quest'anno a Kyiv ho sentito molte persone parlarla. E nel 2014 l'Ucraina non ha attaccato il suo popolo, ma difeso la sua indipendenza da Mosca. Continuate a manipolare ufficialmente le informazioni.
@fabioehsani@rusembitaly Infatti, dovrebbero ringraziarli dei bambini morti a causa dei missili e dei droni, che sicuramente secondo te hanno arricchito la popolazione ucraina.
"Se l'Occidente volesse la pace in Ucraina, probabilmente smetterebbe di fornire armi". Lo ha detto ieri Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo. La prossima volta che un pacifista dirà la stessa cosa (a sua insaputa o no), praticamente ha copiato Zakharova.
❗️Il concerto di Gergiev è stato annullato.
Siamo stati i primi a chiederlo, con @mrctrdsh e @pinapic in prima fila, convinti che la propaganda filo-Putin non doveva passare nel nostro Paese.
Continueremo a lottare contro la guerra ibrida del Cremlino.
Michele dall'Ongaro per dieci anni sovrintendente dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma sul caso #Gergiev: “Non dimentichiamoci che la musica è anche uno strumento di propaganda. Già Hitler lo capì, infatti ebbe uno stretto rapporto con i Berliner Philharmoniker, diretti da /1