Le dittature cercano in tutti i modi di promuovere un’arte e una cultura di Stato, che non sono altro che un’arte e una cultura fittizia, di regime, che premia il servilismo dei cantori ufficiali e punisce e reprime gli artisti autentici
Basta ipocrisie sulla guerra: gli ucraini sono stanchi, mentre non si capisce di che cosa siano stanchi gli italiani.
Il mio intervento in Aula al @SenatoStampa sul ddl #Ucraina.
Più di cento donne uccise in Italia nel 2023.
Questi sono i loro nomi, letti dalle calciatrici e dai calciatori dell'#ASRoma.
Per non rimanere in silenzio davanti a un'emergenza continua e drammatica.
#AmamieBasta
un monologo intenso, personale e toccante di @Pennacchiiiii sulla pandemia "se fosse un film di fantascienza saremmo al lieto fine, ma in Italia no...c'è l'epilogo...il processo a quelli che hanno combattuto gli alieni"...
la #CommissioneCovid spiegata bene...
#propagandalive
Sapete cosa penso? Che il populismo sovranista sta sgretolando le fondamenta dell'Occidente. Trump che voleva chiudere la Nato. Poi la Brexit. Israele che si consegna all'estrema destra religiosa. I penosi e levantini litigi da cortile nell'UE. Questa deriva tribale, come l'ha definita in modo perfetto Angelo Panebianco, o è manipolata da qualche agente esterno - ma io non ci credo - oppure è il sintomo di una totale scollamento dalla realtà delle opinioni pubbliche occidentali. La scorciatoia del sovranismo identitario porta dritta in un precipizio perché se l'occidente non fa quadrato è destinato a soccombere.
Alla 51esima persona che chiacchierando mi dice “ma non sei contento di questo belle giornate di sole?”, “si può andare in spiaggia”, “che bello girare ancora in maglietta” etc. comincia a sovvenirmi il dubbio di essere circondato di deficienti.
Ho visto alcune scritte sui muri della città contro Paparelli.
Non metto le foto per non dare risalto a roba del genere. Vomito vero.
Un abbraccio alla famiglia.
Stanno parlando tutti della #AsRoma, di #Mourinho, dei Romanisti.
TUTTI.
Ha parlato dei tifosi della Roma un calciatore di una squadra che chiudeva gli arbitri negli spogliatoi, famosa per i testa a testa con i direttori di gara. Famosa nel mondo soprattutto perché è in ogni scandalo sportivo.
Stanno parlando giornalisti servi di alcune squadre. Commentatori sempre da zero a zero quando si tratta di attaccare club con le maglie a strisce. Oppure giornalisti che parlano di “aggressioni” quando proprio loro sono indagati per delle aggressioni vere e proprie.
Stanno parlando anche alcuni allenatori. Parla addirittura un certo Xavi. Peccato che allena un club indagato per corruzione verso gli arbitri. Lo stesso Xavi che pochi mesi fa ha accusato l’Inter di pagare il direttore di gara della sfida di Champions. Ha parlato anche Pep Guardiola. Ha solidarizzato con #Taylor, ma si dimentica che gira un suo video in cui qualche anno fa prova ad aggredire l’arbitro inglese.
Siamo stanchi delle chiacchiere di gente che dovrebbe stare zitta. I moralizzatori del nulla!
Giù le mani da Josè Mourinho.
Giù le mani dall’As Roma.
Giù le mani dai Romanisti.
Potrei star qui a scrivere per ore ed ore, mi basta pensare alle facce intorno a tutti noi ieri sera. Tese, stremate, sconvolte, commosse. Mi basta pensare agli abbracci, alla gioia e alle grida di liberazione.
Una notte magica. Una notte che resterà impressa nella mente di tanti bambini che ieri sera, in quello stadio dove abbiamo iniziato noi, si sono innamorati. Hanno capito cos'è l'amore.
È questa la forza di questa squadra. È questa la forza di questa città. Una città che vive di Roma: la stragrande maggioranza che spera di vederla trionfare e la minoranza che vive nell'ombra sperando che perda. Che vive nell'anonimato e di luce riflessa. La città in cui la Roma vince o la Roma perde.
Ripensate a quelle facce intorno a voi perché saranno vive nei vostri ricordi per sempre.
Ricordatevi di quell'inno cantato a squarciagola al termine dei 90 minuti. Un inno lanciato da una Curva commovente e grande come il mondo. Un inno che ha fatto capire alla squadra che sarebbe iniziata un'altra partita. Che ha riportato la calma e suonato la carica.
Ricordatevi del Mister che riunisce la squadra davanti alla panchina e proprio lì vince la partita.
Quella di ieri è una di quelle serate che rimarranno incise a fuoco nella nostra storia. La gara in cui il fantasma di Vavra è stato cacciato da un gol fantastico di un fuoriclasse assoluto.
La gara dove il gol del Capitano, sotto la propria Curva, ci ha fatto capire che la storia di una squadra si può cambiare, anche se l'impresa non è facile. Che l'errore più grande è quello di rassegnarsi a quello che pensavamo di dover essere per tutta la vita.
La mentalità può essere cambiata. La rotta si può invertire se la nave è guidata da grandi uomini. Da uomini che lottano e combattono per un ideale che non conosce limiti. Per una maglia che per noi è e sarà sempre sacra.
Mi ricordo la Roma uscire contro il Panathinaikos, il Valencia, il Lione. Prendere gol che sono costati la qualificazione contro il CSKA Mosca. Ricordo lo Slavia Praga e l'Atletico Madrid. Le lacrime e il dolore. La rabbia e la rassegnazione.
Oggi no. Ci ricorderemo di una Roma tosta. Che si oppone al proprio destino. Una Roma che si qualifica nonostante pali e infortuni. Che va oltre quelli che per anni abbiamo pensato fossero i nostri limiti.
Una Roma che per il terzo anno consecutivo va a giocarsi una semifinale Europea. La quarta in 5 anni in tutte e tre le competizioni esistenti. Anche la più prestigiosa.
I grandi Uomini servono a questo. A osare e spingersi dove anche i sogni non sono mai arrivati. E allora forza Roma. Osa ancora.
Avanti Romanisti.
Avanti Roma.
@OfficialASRoma
#ASRoma #Mourinho #Dybala
@InfoAtac@Etta_due Potreste, per favore, rispondere anche sula situazione dei monitor? Anche quello della fermata Giulio Agricola non riporta più i tempi di attesa.