@antipentac52268@ebelt5 Supernonno, grazie a Dio non abbiamo mai avuto il comunismo in Italia. Ma vent’anni di fascio si, ed ha lasciato il paese a pezzi. Diviso e povero.
Stavolta @AUniversale mi ha fatto crepare dalle risate 😂
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"Nel programma di Vannacci ci sono due cose, in particolare, che ci hanno letteralmente incantato.
La prima è la richiesta di un livello C1 di italiano per ottenere la cittadinanza. Una proposta che, se applicata anche a chi in Italia ci è nato, renderebbe apolide gran parte dei suoi elettori.
La seconda, però, riesce nell’impresa di essere più accattivante della prima: dimostrare la propria “assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana”.
Ed è qui che cominciano i problemi.
Perché adesso qualcuno dovrà materialmente stabilire quando un essere umano può dirsi assimilato contemporaneamente ad Atene, all’Impero Romano e al cristianesimo.
Noi vogliamo vedere l’esame.
Stanzetta della prefettura, scrivania. Il funzionario che ti fissa. Busto di Pericle a sinistra, Giulio Cesare a destra, crocifisso al centro.
“Buongiorno, domanda di cittadinanza?”.
“Sì”.
“Perfetto. Italiano C1?”.
“C1”.
“Bene. Adesso mi dica: Socrate bevve la cicuta prima o dopo la conversione di Costantino? E già che c’è, mi spieghi perché Cesare attraversò il Rubicone”.
Silenzio.
“Mi dispiace. Assimilazione insufficiente. Prossimo”.
Il problema diventa ancora più interessante quando immaginiamo di sottoporre allo stesso esame gli italiani che la cittadinanza ce l’hanno già.
Prendiamone cento a caso all’uscita di un autogrill.
“Mi dica tre filosofi greci”.
“Platone”.
“Bene”.
“Aristotele”.
“Benissimo”.
“Alberto Angela”.
Via il passaporto.
“Mi parli delle guerre puniche”.
“Quelle contro la Punica?”.
Remigrazione immediata.
“Conosce Sant’Agostino?”.
“Quello sul raccordo?”.
Bagaglio a mano e accompagnamento alla frontiera.
Entro l’ora di pranzo abbiamo svuotato tre regioni.
Poi arriva la questione religiosa.
Prendete un italianissimo ateo di Bologna che entra in chiesa soltanto per matrimoni e funerali, considera la domenica principalmente il giorno del ragù e all’ultima messa ha partecipato per la prima comunione nel 1997.
Assimilato alla civiltà cristiana?
Boh.
Un italiano buddhista?
Casella dubbia.
Un italiano ebreo?
Il software probabilmente va in crash.
Un sikh nato a Brescia, che parla italiano meglio del funzionario, lavora, paga le tasse e conosce Dante a memoria?
Si presenta con tutte le carte in ordine e scopre che gli manca l’upgrade “Grecia-Roma-Cristianesimo”.
E soprattutto: cosa significa esattamente “assimilato”?
Serve credere nel cristianesimo?
Basta conoscerlo?
Bisogna andare a messa?
Quante volte?
La carbonara vale come assimilazione romana?
Guardare Il Gladiatore dà crediti formativi?
Una vacanza a Mykonos copre la quota greca?
Il battesimo aggiunge punti?
E se uno sa recitare il Padre Nostro, conosce Seneca e sa spiegare al funzionario chi diavolo fossero gli opliti, può saltare la fila?
A questo punto, però, una proposta ce l’avremmo.
Prima di sottoporre gli stranieri all’esame di assimilazione, facciamo una prova generale.
Facciamola con gli iscritti a Futuro Nazionale.
Trenta minuti, senza telefono.
Tre domande sulla Grecia antica.
Tre sulla storia romana.
Tre sul cristianesimo.
Poi correggiamo i compiti.
Perché prima di remigrare mezzo mondo, sarebbe interessante scoprire quanti patrioti sarebbero in grado di sopravvivere a un’interrogazione di terza liceo.
In bocca al lupo."