La Russia imbottisce gli Shahed di frammenti metallici, in modo da massimizzare i danni ai civili.
La prossima volta che Barbero, ridendo come un giullare, dirà che la Russia non vuole uccidere i civili, spero che qualcuno gli faccia notare questo ed altre decine di crimini
è allucinante come ci si arrampichi sugli specchi pur di non dire che si sta meglio oggi che nel 1800.
Veramente una cosa identitaria.
Bisogna per forza cercare di dire che l'alienazione kapitalista è anche peggio di vivere di stenti e morire a 50 anni (se superavi i primi 10)
Bel titolone eh ragazzi.
Uno dei due blatte e irregolari con 100k di multa.
L'altro 4k per irregolarità sulla certificazione elettrica.
Fossi nel secondo vi porterei via anche le mutande in tribunale.
quando putin invaderà l'Estonia, farà dire ai suoi servi che l'Estonia non è in Europa e appartiene al mondo russo...
i suoi servi compresi i nostrani, lo ripeteranno a pappagallo dicendo che la NATO non avrebbe dovuto prendere l'Estonia
#previsioni#RussiaIsTerroristState
Destra e sinistra sono convinte che il 3,1% di deficit sia dovuto non alla spesa (più alta) ma al pil (più basso). Cambia solo il responsabile: per il governo la colpa è dell’Istat che sottostima il pil nominale, mentre per l’opposizione è colpa del governo se il pil non aumenta abbastanza.
Alla base dell’errore di prospettiva c’è probabilmente la convinzione, aritmeticamente infondata, che nella definizione del rapporto deficit/pil la variazione del numeratore o del denominatore contino all’incirca allo stesso modo. Se anziché diminuire l’indebitamento, aumenta il pil il risultato non cambia. E invece cambia molto, perché per avere un effetto sul risultato la variazione del denominatore (pil) deve essere molto più ampia (oltre 30 volte) di quella del numeratore (indebitamento).
Il deficit attuale al 3,1% è frutto del rapporto tra un indebitamento di circa 70 miliardi e un pil di circa 2.265 miliardi. Per avere un deficit appena inferiore al 3%, con un pil (denominatore) sempre di 2.265 miliardi, serve un indebitamento (numeratore) di 67,5 miliardi: sono i 2,5 miliardi di uscite che sono apparsi come spese impreviste per investimenti.
Se invece volessimo arrivare a un rapporto deficit/pil appena inferiore al 3% facendo aumentare il denominatore (pil) e lasciando il numeratore (indebitamento) a 70 miliardi, allora servirebbe un pil pari a 2.341 miliardi: ovvero 76 miliardi in più rispetto al livello attuale. Circa 3,5 punti di pil in più. Varrebbe a dire che, rispetto al pil del 2024 pari a 2.210 miliardi, nel 2025 in Italia ci sarebbe stata una crescita nominale del 6%: oltre il doppio di quella effettiva.
Il governo non può davvero credere che l’Istat possa sottostimare così tanto la crescita che c’è stata, l’opposizione non può davvero credere che il governo avrebbe potuto far crescere l’economia a tassi cinesi. La realtà, invece, è che la ragione del deficit al 3,1% non sta nella crescita inferiore alle attese ma nella spesa fuori controllo rispetto al previsto. È questo che la politica non vuole vedere, ma che la matematica non può nascondere.
https://t.co/9Mqu1XOcfg
I don’t know which Gen Z or Millennial commie needs to hear this but without capitalism you would still have to meet obligations, be places on time for others, and fulfill duties and promises to those in your community. ADHD is not caused by the economy, bro.
Il problema del #nucleare è che essendo una tecnologia ad alti livelli di competenza e controllo non permette alle varie "AmmiocugginoEnergy srl" di toccare palla. Diventa difficile mangiare soldi pubblici così, vuoi mettere l'eldorado dei fianziamenti per i pannelli solari.
TOTALMENTE FALSO.
Negli ultimi anni abbiamo accelerato l’installazione di REN a ritmi mai visti, siamo oltre i 7 GW/anno di nuova capacità.
Se non vedi i risultati è perché ti hanno raccontato palle sul potenziale delle rinnovabili, non perché non se ne sono fatte abbastanza.
Bonus colonnine. https://t.co/15icfNErpc
Se mi sono collegato con SPID e CIE, perché mi chiedono copia documento d'identità e del CF?
Chiedono fattura elettr. scaricata dal sito dell'agenzia delle entrate. Ma se è sul sito di un ministero perché devo scaricarla e rispedirla io?
"Il problema poi non è che non ci sia concorrenza, ma che c'è concorrenza selvaggia", Alberto Bagnai, componente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Fonte: https://t.co/80pgzD6Csp
Milton Friedman: “A major source of objection to a free economy is precisely that it…gives people what they want instead of what a particular group thinks they ought to want. Underlying most arguments against the free market is a lack of belief in freedom itself.”
Vogliamo parlare e migliorare davvero la scuola? Allora annulliamo la "Summer learning loss" ossia la perdita di apprendimento durante la pausa estiva di 3 mesi che aumenta il divario tra i figli dei + abbienti e dei - .
Pausa cosi lunga esiste solo da noi.
Look who appeared on Russia Today, the most famous russian propaganda platform, just this month, on September 10.
Of course she is parroting their narratives, like the good asset she is.
ISW cataloga come principale centro di irradiazione della guerra cognitiva russa in Italia il palazzp di piazza Benedetto Cairoli, dove ha sede la Casa russa.
Il Foglio ricorda come, con la differenza di un piano di scale, ci sia in quel palazzo lo studio Alpa-Giuseppe Conte
There must some complicated mental equilibristics involved in building a career on advocating the Palestinian right to armed resistance against Israeli occupation, and then saying that Ukrainians should be denied weapons to resist Russian occupation (because NATO bad.)
Francesca Albanese accusa la NATO – non la Russia – di tenere aperta la guerra in Ucraina, chiede di togliere le armi a Kyiv e, quando arriva il momento di spiegare come fermare la guerra, ammette: «non ce l’ho la soluzione».
Quindi l’aggressore resta armato, l’aggredito no e la colpa se la guerra continua è della NATO.
Una narrazione colonialista, complottista e perfettamente sovrapponibile alla propaganda russa. Da una relatrice speciale dell’ONU è davvero agghiacciante.
I soldati russi per i quali ti lamenti potevano stare a casa, anziche' attaccare l'Ucraina e gli ucraini. Nessuno gli avrebbe fatto nulla (salvo Putin che ne ammazza comunque un certo numero all'anno per il proprio criminale diletto)
Per quanto riguarda i morti europei causati dalla Russia, ecco una breve lista che conta solo quelli diretti.
1918–1921: Decine di migliaia di soldati delle potenze alleate e degli imperi centrali (morti durante la guerra polacco-sovietica, tra cui prigionieri di guerra francesi, britannici, italiani, cechi e polacchi).
1932–1933: Circa 3,5–5 milioni di cittadini ucraini (morti per inedia provocata dalle requisizioni forzate di grano, dal blocco dei villaggi e dalle politiche repressive del regime stalinista durante l'Holodomor).
1937–1938: Oltre 110.000 polacchi etnici e decine di migliaia di cittadini sovietici di nazionalità europea – tra cui tedeschi, finlandesi, lettoni, estoni, greci e italiani (fucilati durante le "operazioni di massa per nazionalità" del Grande Terrore dell'NKVD).
1939–1940: Circa 25.000–70.000 finlandesi (morti e dispersi durante la Guerra d'Inverno a seguito dell'invasione sovietica della Finlandia).
1940: 21.857 ufficiali, poliziotti e intellettuali polacchi (fucilati sommariamente dall'NKVD nel massacro di Katyn e in altri siti di detenzione).
1940–1941: Oltre 30.000 civili estoni, lettoni e lituani (morti durante le prime deportazioni di massa e le esecuzioni nei campi dell'NKVD a seguito dell'annessione sovietica dei Paesi baltici).
1941–1945: Circa 300.000–500.000 prigionieri di guerra dell'Asse – tra cui tedeschi, italiani dell'ARMIR (oltre 60.000 non rientrati), ungheresi e rumeni (morti per stenti, tifo, congelamento ed esecuzioni nei campi di prigionia del GUPVI/Gulag).
1944–1953: Circa 100.000–150.000 civili e partigiani baltici – "Fratelli della Foresta" (morti in combattimento o deceduti a causa delle deportazioni di massa verso la Siberia e il Gulag come l'Operazione Priboi).
1945–1947: Centinaia di migliaia di civili tedeschi dell'Europa orientale (morti per violenze, fame e maltrattamenti durante le espulsioni forzate e nei campi di internamento gestiti dalle autorità sovietiche).
1945: Circa 15.000–25.000 soldati e civili ungheresi (morti per deportazione e lavoro forzato in URSS dopo la caduta di Budapest – fenomeno del Málenkij robot).
1953 (17 giugno): Circa 50–125 manifestanti tedesco-orientali a Berlino Est e in altre città della DDR (uccisi dal fuoco dei carri armati e delle truppe dell'Armata Rossa durante la repressione della rivolta operaia).
1956 (ottobre–novembre): Circa 2.500–3.000 cittadini e insorti ungheresi (uccisi durante l'invasione sovietica e la repressione armata della Rivoluzione ungherese).
1968 (agosto): Circa 137 cittadini cecoslovacchi (uccisi o morti per ferite a causa dell'invasione delle truppe del Patto di Varsavia guidate dall'URSS durante la Primavera di Praga).
1983 (1 settembre): 269 persone a bordo del volo Korean Air Lines 007, tra cui diversi cittadini europei – britannici, svedesi e spagnoli (uccisi dall'abbattimento del Boeing 747 da parte di un caccia intercettore Su-15 sovietico).
1991 (13 gennaio): 14 civili lituani a Vilnius (uccisi dalle forze speciali sovietiche e dai carri armati durante l'assalto alla torre televisiva negli eventi di gennaio).
1991 (20 gennaio): 5 civili e poliziotti lettoni a Riga (uccisi dall'unità OMON sovietica durante l'assalto al Ministero dell'Interno).
2006 (23 novembre): Alexander Litvinenko, cittadino britannico (morto a Londra per avvelenamento da polonio-210 radioattivo imputato a mandanti russi).
2008 (agosto): Circa 228 civili e 170 militari georgiani (morti durante l'invasione russa della Georgia nella guerra per l'Ossezia del Sud).
2014 (17 luglio): 298 passeggeri e membri dell'equipaggio del volo Malaysia Airlines 17 – tra cui 193 olandesi, 10 britannici, 4 tedeschi, 4 belgi (morti per l'abbattimento del velivolo sui cieli del Donbass tramite missile terra-aria Buk fornito dalla 53ª brigata antiaerea russa).
2014–2021: Oltre 14.000 cittadini ucraini, tra militari e civili (morti nei combattimenti nel Donbass a seguito dell'annessione della Crimea e del supporto/intervento militare russo).
2018 (luglio): Dawn Sturgess, cittadina britannica (morta per esposizione all'agente nervino Novichok ad Amesbury, derivante dall'attentato contro Sergej Skripal a Salisbury).
2022–presente: Centinaia di migliaia di soldati e decine di migliaia di civili ucraini, oltre a volontari, giornalisti e operatori umanitari di diverse nazionalità europee (morti a causa dell'invasione su larga scala e dei bombardamenti missilistici e d'artiglieria delle forze armate russe in Ucraina).
2022 (15 novembre): 2 cittadini polacchi nel villaggio di Przewodów (morti per l'impatto di un missile caduto al confine durante un massiccio attacco missilistico russo contro le infrastrutture ucraine).