“Ce ne siamo accorti molto presto. È stata mia moglie a percepire delle anomalie nel comportamento di Dante. Io la consolavo, le dicevo che tutto si sarebbe normalizzato. Ma noi abbiamo due gemelli e le differenze, nel percorso di crescita, si vedevano nettamente. È stato difficile trovare qualcuno che sapesse farci una diagnosi chiara e che ci indirizzasse. Non esiste un numero di telefono a cui rivolgerti, un indirizzo dove andare. Ti rendi subito contro che l’autismo di un figlio si coniuga con la assoluta solitudine dei genitori. E questo vale per ogni tipo di disabilità.
Noi abbiamo visto che Dante aveva un’attenzione ossessiva per le trottole, anche lui girava su sé stesso e non finiva mai di farlo. Aveva attenzione per le cose e non per le persone. L’autismo può portare gravi difficoltà relazionali, anche ritardi mentali, motori, cognitivi.
Ora, però, Dante è consapevole. Ha fatto un lavoro impressionante, una fatica struggente. Per lui tutto è stato fatica: mettersi una maglietta, andare in bagno, parlare. Tutto gli è stato insegnato. Lui ha faticato tanto, ma noi ci siamo potuti permettere che fosse seguito. Ma chi non ha i soldi? Anche qui, proprio quando la mano pubblica dovrebbe riequilibrare le differenze, invece si accentuano le diseguaglianze sociali. Esistono associazioni, ma sono private. Non c’è nulla di pubblico che affronti il problema dell’autismo e sia vicino alle famiglie.
Sono 600 mila i casi registrati e chissà quanti sono sconosciuti perché nascosti dalla vergogna sociale. Un bambino ogni 75 dei nuovi nati è autistico. E non si sa perché. Ma se non si investe sulla ricerca non si saprà mai. E non si troveranno mai dei rimedi. Ragazzi e genitori rischiano così di sentirsi soli e di trasformarsi in un esercito di persone mute. Per questo è importante parlarne, non chiudersi, non nascondersi”.
Le parole di Elio sull' autismo di suo figlio Dante
AC Milan smentisce le false notizie circolate in questi minuti riguardanti Franco Baresi.
Franco sta affrontando un momento delicato e il Club gli è accanto con affetto, così come alla sua famiglia.
Invitiamo tutti a rispettare la sua privacy e a non contribuire alla diffusione di informazioni prive di qualsiasi fondamento.
AC Milan denies the false reports concerning Franco Baresi that have begun circulating in recent minutes. Franco is going through a difficult and delicate time, and the Club stands firmly alongside him and his family. We urge everyone to respect their privacy and refrain from spreading entirely unfounded information.
@pisto_gol Noi non possiamo copiarla perché siamo italiani. Abbiamo vinto 4 mondiali e due europei facendo catenaccio e contropiede. È inutile scimmiottare gli altri, non è nel nostro DNA quel tipo gioco.
A soli 30 anni si è spenta Valentina, figlia di Silvio Baldini affetta dalla nascita da una rara malattia. Nell’autobiografia del 2022 il tecnico scriveva così:
"Mia figlia Valentina è una bimba - perché per me rimarrà sempre la mia bambina - disabile. È una bambina di 4 anni nel corpo di una donna. Oggi vive la sua vita con serenità, non vuole lo specchio o il rossetto, non vuole essere vista come una bella ragazza, lei vive nel suo mondo con i suoi pensieri e i suoi svaghi. Vuole inseguire le formiche che camminano per terra oppure vuole i bicchierini degli yogurt e si diverte a tagliarli. Il suo mondo è legato a queste sue sensazioni che la fanno star bene".
"I medici ci hanno sempre detto che questa bimba non avrebbe avuto una vita lunga e per questo ha sempre dormito con me e mia moglie, perché il pensiero di alzarmi e trovarla morta mi angosciava. Tutt'oggi dormiamo sempre insieme, abbiamo un letto matrimoniale un po' più grande e dormiamo sempre noi tre. Quando la notte sogna ride continuamente e se non lo fa significa che sta male, che ha l'influenza o un altro tipo di problema; però quando sogna lei ride sempre, ride, ride, ride e la sua risata è veramente contagiosa. Quando ride, non lo fa come tutti noi, lo fa con la voce alta e quindi è una cosa strana perché ti chiedi se è sveglia, ma invece sta dormendo e continua a sognare...".
"Valentina mi ha fatto capire cosa significhi amare incondizionatamente e rimarrà sempre la mia bambina” ♥️
@1978Felixgemini@Fratzen13@Frenkie_Woody Conte non ha fatto male, anzi in un momento storico mai visto prima ha tenuto la barra dritta.
Detto ciò, nessuno dei tre è adatto alle sfide di oggi. L’unico con esperienza di governo è #matteorenzi
"Sono l’unico vivente di Totò Peppino e la malafemmena, diventato un cult e che ha incassato di più di tutti gli altri 96 girati dal Principe.
Ero a New York alla fine del 1956 per una serie di spettacoli, in un locale che si chiamava Blue Angels. Mi chiamarono da Roma dicendomi che il principe Antonio De Curtis mi voleva al suo fianco nel film con Peppino De Filippo per interpretare un giovane che avrebbe dovuto cantare delle canzoni napoletane.
Un triestino scelto per cantare in napoletano? Fu quello che dissi a caldo: “con tanti cantanti napoletani di successo,scegliete me?
Loro obiettarono decisi: “Totò vuole proprio te”.
Incontrai Totò e mi disse di non preoccuparmi, mi avrebbe dato lezioni di lingua napoletana. “Non è un dialetto, ma una lingua”, mi disse.
La prima cosa che mi scrisse su un foglietto fu “aggio perduto ‘o suonno” e io da buon triestino la cantai alla lettera, con tutte le consonanti e le vocali. Totò mi fermò e mi disse: “Noi napoletani siamo pigri, sfumiamo... quindi non diciamo suonno, ma suonn”.
Da allora, quando vado in giro per il mondo, sono considerato un cantante napoletano e questo è tutto merito di Totò. In quel film cantai Statte vicino a mme, Aggio perduto 'o suonno, Chella llà, Accarezzame, Na’ voce, na’ chitarra e ‘o poco ‘e luna. E poi c’era Malafemmena alla quale Totò teneva moltissimo. La sera prima della scena nella quale avrei dovuto cantarla mi insegnò, strofa per strofa, sia la dizione sia la mimica e alla fine fu molto soddisfatto di come l’avevo interpretata".
Auguri al maestro Teddy Reno che oggi compie 100 anni.
🚨 José Mourinho on Argentina vs. Egypt:
“This is daylight robbery. It’s a shame what football is becoming. How do you let the play continue, allow the goal to be scored, and only then decide to go back and cancel it? If there was a foul, stop the game immediately. Don’t wait until after the goal.
Then I ask another question—why wasn’t Argentina’s first goal reviewed with the same attention when it looked very close to offside? Why was every incident involving Argentina checked, while Egypt didn’t seem to get the same treatment?
VAR is supposed to bring fairness, not confusion. Today, it looked like every important decision went in Argentina’s favour. Football deserves better.”