Televisores que no recomiendo, por experiencia: SONY; son malísimos con ganas. Programados para dañarse entre 3 a 4 años de uso. La primera vez caí: pensé que eran buenos; la segunda por el super precio que me dieron. Y el servicio técnico: ausentes. #nosony#sonybasura
𝗝𝗘𝗥𝗢𝗠𝗘 𝗕𝗥𝗜𝗦𝗔𝗥𝗗 (𝗘𝗹 𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲 𝗩𝗔𝗥 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲́𝘀 𝗽𝗮𝗿𝗮 𝗔𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 🇦🇷 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮 𝗘𝗴ipto 🇪🇬):
“Primero que nada, estoy muy decepcionado por las acusaciones hechas contra la FIFA y todos nosotros en el comité completo de árbitros, especialmente de los jugadores y el entrenador de Egipto. Estamos acostumbrados al rechazo de las masas después de cada partido, ya que la gente tiende a expresar su enojo en línea si sus equipos favoritos pierden, pero ver que viene de profesionales es triste. Deberían entender que se trata de una competencia global 🌍 que no está diseñada para favorecer a ningún país en particular.
Soy francés,🇫🇷 por eso nunca seré árbitro en uno de sus partidos. Lo mismo aplica para Argentina o cualquier otro equipo nacional. No hay sesgos en un torneo global como el Mundial. ⚽
Ahora, sobre las decisiones que ocurrieron en el partido, no creo que hubiera ninguna decisión errónea. El árbitro en el campo fue justo con ambos equipos, y en el VAR revisamos todo y señalamos incidentes cada vez que había una falta.
En el caso del segundo gol de Egipto que fue anulado, fue una falta clara sobre Lisandro Martínez al inicio de la jugada, por lo que el gol no podía ser válido.
Y en la decisión más comentada, donde la gente pensó que la supuesta falta sobre Mohamed Salah antes del tercer gol de Argentina no fue revisada por el VAR—puedo decirles que sí fue revisada. Julián Álvarez claramente ganó el balón a Salah, y luego Salah cayó. De nuestra revisión, fue un desafío limpio, por lo que el gol se mantuvo. ✅
Argentina ganó el partido de manera justa y limpia gracias a su talento, calidad y garra. No hubo nada de favoritismo o manipulación, y ese es el punto final.”
✍🏻 Roberto Riccardi
Elena di Troia non era nera e mai potrà esserlo. Qualcuno lo dica a quel somaro del regista Christopher Nolan, la cui Odissea uscirà il 17 luglio nelle sale di tutto il mondo, con Lupita Nyong’o nei panni di Elena e di sua sorella Clitennestra.
È l’ennesima invenzione farneticante del woke che ha impestato Hollywood e schiavizzato le case produttrici. Il woke è il moralismo dei mediocri travestito da giustizia sociale: una religione laica senza Dio, ma piena di peccati, eresie, scomuniche e tribunali.
Non cerca uguaglianza: pretende obbedienza linguistica, culturale e simbolica. Il suo metodo è semplice: riscrivere la storia, colpevolizzare l’Occidente, cancellare il merito, degradare l’identità europea a materiale intercambiabile e chiamare tutto questo “inclusione”.
Torniamo a Omero, visto che Nolan non lo ha mai letto e sui giornali la sinistra si affaticherà per inventare giustificazioni creative.
Non vi spaventate nel leggere, sarò breve con il greco antico, poi seguiranno degli esempi su altri film che vi lasceranno a bocca aperta.
Iliade, libro terzo, verso 121: “Iride venne come messaggera da Elena dalle bianche braccia.” Il termine è λευκωλένῳ, da λευκός, bianco, chiaro, e ὠλένη, braccio. Esiodo la chiama ξανθὴν Ἑλένην, Elena dai capelli dorati.
Nella lirica, la sorella Clitennestra riceve l’epiteto κυανῶπις, dagli occhi scuri, nero-bluastri, secondo un codice estetico greco ben riconoscibile. Occhi scuri e capelli chiari: un tipo mediterraneo specifico, che non ha nulla a che fare con l’Africa subsahariana.
Ma c’è un argomento che chiude il caso con la forza di un macigno. Nella tradizione troiana esiste Memnone, re degli Etiopi, figlio di Eos e Titono, che porta il suo esercito africano sotto le mura di Troia. L’universo epico greco conosce l’Africa. La sa distinguere.
Se Omero avesse voluto fare di Elena una figura africana, aveva gli strumenti lessicali, geografici e mitologici per farlo. Non l’ha fatto. Questo non si discute, si constata.
Elena è figlia di Zeus e di Leda, la moglie di Tindaro re di Sparta. Cresce nella casa spartana, sposa Menelao re di Sparta. È una figura del mito greco-spartano fino al midollo. Si può reinventarla, ma dal genere storico si passa al fantasy per ignoranti.
Non è la prima volta che qualcuno cambia le carte in tavola. È un programma.
Biancaneve, la principessa il cui nome significa “bianca come la neve”, è stata affidata da Disney a Rachel Zegler, di origini colombiane. La sceneggiatura ha riscritto l’origine del nome: non più la pelle candida dei Grimm, ma una tempesta di neve.
Il principe è stato definito dall’attrice uno stalker. Il bacio che spezza l’incantesimo è stato presentato come atto non consensuale su una donna in coma.
La soluzione: una canzone in cui Biancaneve chiede preventivamente di essere svegliata con un bacio, modulo di consenso in forma di duetto musicale.
I sette nani, l’unico ruolo che Hollywood offriva ad attori affetti da nanismo, sono stati cancellati e sostituiti con creature in CGI. Per proteggerli, li hanno eliminati. Risultato: 336 milioni di budget, 205 di incasso, 170 milioni di perdita. Uno dei più grandi disastri al botteghino del 2025.
Anna Bolena, regina d’Inghilterra, decapitata nel 1536, personaggio storico documentato in ogni ritratto dell’epoca, è stata interpretata dall’attrice nera Jodie Turner-Smith. Anche il fratello George è nero.
La famiglia Tudor, interamente africana. La produzione l’ha chiamato “identity-conscious casting”, definibile con le parole del ragionier Fantozzi: “Una stronzata pazzesca.”
Cleopatra, sovrana macedone-greca della dinastia tolemaica, è stata rappresentata come donna nera in un documentario Netflix. Non finzione: formato factual. La regista ha ammesso su Variety che il casting era “a political act.”
Il governo egiziano ha risposto ufficialmente: Cleopatra aveva “tratti ellenistici, pelle chiara.” L’archeologo Zahi Hawass ha definito il documentario “completely fake.” Gradimento del pubblico su Rotten Tomatoes: due per cento. Di tutti i faraoni della storia egizia, Hollywood ha scelto l’unica greca di nascita per farne una donna nera.
Bridgerton racconta un’aristocrazia multirazziale nella Londra della Reggenza, dove la schiavitù era ancora legale. The Gilded Age presenta un farmacista nero laureato con servitù nella New York del 1880, meno di vent’anni dopo la fine della schiavitù.
La Sirenetta danese diventa nera. Gli Elfi di Tolkien diventano neri. Un rapper interpreta un bardo omerico perché, parole di Nolan, “la poesia orale è analoga al rap.” Nessun attore greco nel cast. Zero, fatta salva qualche possibile comparsa.
E qui si apre la voragine del doppio standard. Scarlett Johansson fu costretta a rinunciare a un ruolo perché doveva interpretare un transgender senza esserlo. La stessa Johansson fu attaccata per Ghost in the Shell perché interpretava un personaggio giapponese.
Dunque: un’attrice bianca non può interpretare un giapponese né un transgender. Ma un’attrice nera può interpretare una regina spartana, una Tudor e una sovrana macedone. La rappresentatività è sacra, ma solo in una direzione.
Ogni cultura merita fedeltà, tranne quella europea. Quella si riscrive a piacimento e chi protesta è razzista.
I greci lo hanno capito. Su Greek City Times hanno scritto a Nolan: “Non siamo scomparsi dopo l’età del mito. Siamo ancora qui.” Il deputato Papanikolaou ha chiesto chi abbia concesso i permessi di ripresa in Grecia senza controllare il casting.
Ma il punto vero non è il casting. Il punto è cosa succede nella testa delle persone.
Nel 2013 la deputata grillina Tatiana Basilio vide su Facebook una docufiction americana, “Mermaids: The Body Found”, falso documentario con un finto scienziato.
Postò il video: “Prove schiaccianti, sei scienziati le hanno viste.” Una deputata della Repubblica che certifica l’esistenza delle sirene perché ha visto un filmato su internet.
È lo stesso meccanismo. Milioni di spettatori vedono un “documentario” Netflix e credono che Cleopatra fosse nera, al punto che il governo egiziano deve intervenire per ristabilire la verità.
Milioni di ragazzi vedranno Nolan e registreranno che Elena era nera. Nessuno di loro aprirà mai il terzo libro dell’Iliade. Nessuno cercherà un ritratto di Anna Bolena.
Non si tratta di doppio standard. Si tratta di riscrittura sistematica della memoria collettiva occidentale, condotta attraverso l’unico strumento che oggi ha più autorità dei libri di testo: lo schermo.
Chi controlla lo schermo controlla la storia. E chi controlla la storia controlla l’identità di un popolo.
Omero, quasi tremila anni fa, affidò la trasmissione dell’identità greca a un bardo cieco che cantava versi. Oggi Hollywood affida l’identità europea a un regista che non sa leggere quei versi.
La differenza è che il bardo cieco vedeva più lontano.
Oye que Francia se puede plantar en semifinales ganándole a
Irak
Senegal
Noruega
Suecia
Paraguay
Marruecos
Aquí no hay amaño ni nada no ? Solo es amaño y robo si te llamas Argentina no ?
⚠️ Pierluigi Collina, sobre las polémicas en el Argentina vs. Egipto:
"Tras cada gol, el VAR revisa la fase de posesión ofensiva (APP). Si se identifica una falta en la fase de construcción de la jugada y se considera que ha influido en el gol, el VAR recomendará una revisión en el campo.
No existe un límite definido ni en cuanto a la distancia de la portería ni en el lapso de tiempo transcurrido entre el incidente y el gol.
Un ejemplo de esto ocurrió en el partido Argentina-Egipto, donde el número 19 egipcio Marwan Attia pisó claramente el pie del número 6 argentino Lisandro Martínez.
Consideramos que una falta es una falta. Independientemente de si la falta parece 'evidente', si el árbitro no la ha visto en el terreno de juego, el VAR puede intervenir.
De la misma manera, si no se detecta ninguna falta en la jugada que ha llevado a un gol, el VAR informará al árbitro en consecuencia.
Pisar el pie de un adversario es falta, mientras que un defensor que toca primero el balón y luego realiza un contacto normal de fútbol no comete falta.
También en este caso, un ejemplo ocurrió al final del mismo partido. El árbitro y el VAR juzgaron normal el contacto de fútbol entre el número 10 de Egipto, Mohamed Salah y el número 10 de Argentina Julián Álvarez".
🗞 FIFA.
Bélgica no le pudo ganar a Egipto y está en Cuartos.
España no le pudo ganar a Cabo Verde y está en Cuartos.
Argentina le ganó a los dos, y está en Cuartos.
Pero el que tiene la llave fácil es Argentina.
José Mourinho on Hossam Hassan's claim that Argentina were favoured because of World Cup marketing:
🗣️ “When you lose a match after leading 2–0, the first analysis should be about your own team, not about conspiracies. As a coach, you must look at what you could have done better before pointing the finger elsewhere.
“I don't like these kinds of excuses. Saying the tournament is designed to favour one team or one player takes attention away from the football. If you believe you were treated unfairly, present the facts. If not, accept the result and move on.
“Football is decided by what happens on the pitch. If your team cannot protect a two-goal lead, that is where the discussion should begin. Managers must take responsibility, especially after painful defeats. That is part of the job.”
El ciclo de estos dos acaba en este mundial y es cómo cuando Roger y Nadal guardaron sus raquetas.
Distintamente grandes los dos, aunque yo no sea team Messi.
Qué sentido tiene perdiendo 2-0, en el tiempo de añadido y ya sobrepasado, con un penalti semirregalado que no sirve para nada, ponerte a vacilar al portero.
No te puedes ir eliminado del Mundial haciendo más el ridículo que esto.
"Burlarse de blancos se puede, de negros es racismo, de los heteros se puede, de los homosexuales es homofobia, de los hombres se puede, de las mujeres es misoginia, de los cristianos se puede, de los musulmanes, islamofobia, de la derecha se puede, de la izquierda fascismo" 👏🏼👏🏼
¡¡ES LA RESPUESTA MÁS ÉPICA DE TODOS LOS TIEMPOS!!
Christophe Dugarry, campeón del mundo con Francia en 1998, aseguró que Paraguay va a ser vapuleado y humillado por Francia y que defenderán porque son incapaces de jugar cualquier tipo de partido ofensivamente.
Pues José Luis Chilavert le respondió y volvió a generar polémica en el mundo del futbol. "Christophe, tienes razón, en el Mundial del 98 enfrentamos a los franceses y ahora Paraguay enfrentará a una selección de África."
Una respuesta que algunos han aplaudido y que otros han catalogado de racista, CHILAVERT ATACA DE NUEVO.