In occasione del Darwin Day 2025 organizzato dal @cicap parlerò di disgusto e comportamento attraverso le lenti della teoria dell'evoluzione. L'evento avrà luogo il 15/02/2025 alle 17:00 presso il Mondadori Bookstore di Piano Lago Mangone (CS). #darwinday#disgusto#evoluzione
A few months ago, a high profile paper in Science claimed to find that researchers' ideology produced biased results in favour of immigration.
A reanalysis of the data finds that result came from a coding error, which once corrected, shows no effect.
Will people who shared that original finding update their views?
https://t.co/pSuAZ26pqe
Many Labs 5 was such a cool project. Authors who argued that a study from the Reproducibility Project: Psychology was 'too different', leading to a null result, could propose their own replication. Mostly null results again. Blaming auxiliaries is easy. Replication is hard.
Fosse sfuggito...
Epilogo poco noto sul video che svela i veri dati sui #femminicidi in Italia:
il Prof Vincenzo Mauro racconta di essere stato denunciato dall'AGCOM per aver citato i dati della Polizia di Stato.
La Scienza senz'H ha vita difficile!
«Unica la fonte: lo Stato. Unico il valore degli studi: quello voluto dai poteri pubblici secondo la norma costituzionale. Unico è il valore dei titoli rilasciati ai giovani alla chiusura di ogni corso di studi: quello dichiarato dalla legge» (Luigi Einaudi, 1962, pp. 26-27).
🇭🇺🇪🇺 Ecco la piattaforma politica di Peter Magyar, un liberal-conservatore di destra che preferisce lo stato di diritto e l’Europa all’autocrazia e a Mosca.
Stato di diritto e lotta alla corruzione
•Istituzione di un Ministero per la Lotta alla Corruzione
•Indagini sulle gare d’appalto pubbliche del passato
•Creazione di unità speciali per recuperare il patrimonio nazionale presumibilmente trasferito agli ambienti del Fidesz
•Rimozione dei quadri del Fidesz infiltrati nelle istituzioni statali
•Adesione dell’Ungheria alla Procura Europea (EPPO)
•Ritorno alle pratiche dello stato di diritto nei rapporti con l’UE.
Riforma istituzionale e limiti al potere
•Limite di 2 mandati (8 anni) per la carica di Primo Ministro
•Orbán, in carica da 16 anni, sarà considerato aver già superato tale limite: divieto politico per lui
•Abolizione dello stato di emergenza permanente dichiarato dal governo Orbán (nato per i migranti, prorogato con la pandemia e la guerra in Ucraina).
Media e informazione
•Scioglimento del reparto notizie della televisione di stato
•Ristrutturazione di radio e televisioni statali per garantire un’emittenza indipendente.
Politica estera e sicurezza
•Fine dell’alleanza strategica con Putin
•Rimozione del veto ungherese sui prestiti UE all’Ucraina
•Normalizzazione delle relazioni con l’Unione Europea, pur opponendosi a una maggiore integrazione federale
•Rafforzamento dei rapporti con i governi anti-russi dell’Europa orientale, a partire dalla Polonia.
Economia e società
•Tagli fiscali e critica alle politiche economiche interventiste e stataliste di Orbán
•Potenziamento degli incentivi alla natalità (già generosi in Ungheria)
•Linea restrittiva sull’immigrazione: Magyar ha criticato Orbán per aver ammesso troppi lavoratori ospiti.
In sintesi, chi pensa che la vittoria di Magyar in Ungheria rappresenti una svolta a sinistra ha capito poco: non è quella la cifra del suo successo.
Magyar è un conservatore sociale, restrittivo sull’immigrazione, favorevole ai tagli fiscali e al raddoppio del budget per la difesa. La sua è una piattaforma chiaramente di destra, per gli standard europei. Ciò che lo distingue da Orbán è la scelta tra stato di diritto e autocrazia, tra Europa e Mosca. Una scelta che - in Italia - le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra non hanno compiuto con chiarezza.
Statisticians are trained in how to compute statistics, but not why to compute statistics. At least 10% of their training should be in philosophy of statistics. They should also spend 10 credits on their own empirical research project to understand how data is acually collected.
Massive new replication study: Only 55% of 274 social-science findings successfully replicated.
Education was in first place, economics last, and psychology somewhere in between.
[Link below.]
Quando vi siete stancati di parlare di chi fa il leader di quello, chi il capogruppo di questo, di Delmastro, Santanche ecc, la nostra Reponsabile Economia Aurora Pezzuto ci spiega che cos’è la riforma del “28esimo regime” che sta avanzando in Europa.
E perché è una delle cose più utili di cui possiamo discutere al momento.
Una società più libera, più semplice.
@Pauroral
Quando vi siete stancati di parlare di chi fa il leader di quello, chi il capogruppo di questo, di Delmastro, Santanche ecc, la nostra Reponsabile Economia Aurora Pezzuto ci spiega che cos’è la riforma del “28esimo regime” che sta avanzando in Europa.
E perché è una delle cose più utili di cui possiamo discutere al momento.
Una società più libera, più semplice.
@Pauroral
Se vero, decisione giusta. Apprezzo particolarmente la porta aperta per i casi DSD tipo CAIS o Swyer, dove la presenza del gene SRY non comporta androgenizzazione. Finalmente.
Excited to listen to this episode, but I disagree that Darwin's theory can't be decisively tested (as much as Newton's).
I'd highly recommend the book 'Why Evolution Is True'. It describes how Darwin, and others, made a lot of predictions that were verified, with many different lines of evidence – including fossils, vestigial structures, biogeography, molecular evidence, natural selection in action, and speciation.
Darwin was a great interlocutor but many of these predictions were tested in his work, or during his lifetime. And some of his auxiliary hypotheses did not hold up, and helped refine the theory. Anyway, it's a great book!
Rileggere Antiseri: "Relativismo, nichilismo, individualismo. Fisiologia o patologia dell'Europa?"
Perché il liberalismo cristiano di Antiseri continua a parlare anche a chi - come me - non condivide la sua fede https://t.co/HD57PYN0Ng
Un altro studio di replica pre registrato (ovvero con ipotesi, metodo e analisi statistiche specificate prima di aver raccolto i dati) mostra che la minaccia dello stereotipo, l’idea che le ragazze vadano peggio in matematica perché esoste a stereotipi di genere, non regge.
Registered replication report, in press at AMPPS, N=1709, multi-lab, finds no stereotype threat effect on women's math performance.
https://t.co/RJmrPlBJvM
ht @minzlicht, of interest to @LGConwayIII
@PietroDalmazzo Riconoscere la natura violenta dell’ideologia comunista, dei teorici comunisti, dei comunisti e dei comunismi esattamente come si fa con teorie fanatiche e farneticanti simili, come il fascismo, senza scuse, senza ma, senza però. Mi pare semplice.
A few years ago I recorded an episode of my podcast Forbidden Territory for @UGent (in Dutch) about the heritability of IQ. We also touched on the third rail of racial differences. Why? Because I believe academics should be free to investigate even the most “dangerous ideas.”
My guest, Han van der Maas (a renowned IQ researcher at the University of Amsterdam), explained that individual IQ differences are highly heritable, but that he does not believe in differences between racial groups. His statistical and methodological arguments (e.g. Simpson paradox) convinced me at the time. Still, he hedged his bets: it remains possible that future evidence might show racial differences. And researchers should be free to investigate that hypothesis.
Forty-five colleagues from my former philosophy department apparently think otherwise. They are urging the rector to fire @nathancofnas because he claims that the IQ gap between racial groups (such as whites and blacks in the US — differences that are themselves not disputed) may have partly genetic causes, rather than purely social ones like marginalization or discrimination. They label this “pseudoscience and racism.”
I understand why many people are shocked by Cofnas’s claims. But this clearly falls within the scope of academic freedom.
For years, the psychoanalysis of Jacques Lacan was taught and researched at my department — a complete pseudoscience. Dozens of theses and PhDs were written about it, all scientifically worthless. No one batted an eye. Unlike my colleagues, I published several papers explaining why (Lacanian) psychoanalysis is pseudoscientific (https://t.co/LlxMaYP7z0). Yet I never demanded that my colleagues be fired.
None of the signatories have any peer-reviewed publications on IQ or genetics. I have a letter recommending Cofnas' work on IQ from the editor-in-chief of the prestigious journal Intelligence. Even if the hypothesis of racial IQ differences could be shown to belong to the realm of pseudoscience, that still would not justify dismissal.
If @UGent caves in to this demand, it will be another blow to academic freedom at my alma mater — following the new rector’s illiberal statements suggesting that researchers questioning the safety of vaccines or the Gaza “genocide” are “crossing a line that must not be crossed.”
Such calls for dismissal from people without any expertise are also strategically unwise, as they only fuel “red-pilling.” When academics appear determined to suppress a dangerous idea at all costs, people understandably get suspicious: "What are they trying to hide?" And so trust in academia erodes further.
https://t.co/CVvFzebgf7
Pisapia , Sindaco di Milano, militante di Rifondazione Comunista, redattori del CPP nel 1988-89 (codice introduttivo processo accusatorio) famoso penalista , tra i migliori giuristi in circolazione. VOTA SI.
Il PD ci dice che PIF vota No.
Di che cazzo stiamo parlando ?
La stragrande maggioranza, stragrande, degli avvocati penalisti voterà sì. Ovvero la categoria professionale alla quale vi siete aggrappati, vi aggrappate e vi aggrappereste per non affondare. Ci sarà un motivo perché voterà sì: perché sa cosa significa una difesa in una vicenda penale che può colpire chiunque. Tutti. Anche solo per reati colposi.
E tutti esigerebbero di essere difesi al meglio. Però piagnucolano per il no solo perché vogliono colpire una parte politica.
Eppure blaterano di argomenti che non conoscono e piagnucolano per il no. Autolesionisti. Incompetenti. E si perderà una occasione storica.
LA FAVOLA DELLA BUONANOTTE.
In questi tempi complicati, in cui la politica estera è l’argomento principale di dibattito pubblico, molti sembrano cadere in un ingenuo ma vecchissimo equivoco.
Quello di credere che le nazioni debbano agire sempre - e solo - per realizzare in modo disinteressato un bene supremo.
Si tratta tuttavia di una “favola della buonanotte” per bambini che fanno fatica a prendere sonno.
Favole che potranno far addormentare qualche pargolo capriccioso, ma non aiutano la qualità del dibattito politico e la crescita di consapevolezza delle opinioni pubbliche quando si affrontano certi temi.
Ottanta anni fa gli Alleati ci liberarono dal nazifascismo per “contrastare il male”, ma anche e soprattutto per conquistare una preziosissima influenza geopolitica ed economica su tutta l’Europa occidentale, cosa che in effetti fecero.
Perché era nel loro interesse (e anche nel nostro, anche perché dall’altra parte c’erano le feroci dittature comuniste).
E in tutta probabilità senza la presenza di quell’interesse nazionale, mai avrebbero sacrificato la vita di centinaia di migliaia di propri soldati e ingentissime risorse economiche.
E così vale per tutte le situazioni di politica estera - tra cui i conflitti armati - che ci sono stati dai tempi degli uomini delle caverne, e così sarà fino alla fine dei tempi.
L’arte, difficilissima, della politica internazionale consiste nell’ allineare il più possibile il perseguimento degli interessi nazionali non solo tra loro, ma anche con la realizzazione degli ideali di libertà e democrazia: perlomeno per quanto riguarda la parte del mondo, sempre più minoritaria, che li considera “bene supremo”.
E il fatto che le liberaldemocrazie siano “in ritirata” nel mondo, è anche il motivo per cui le istituzioni multilaterali sono diventate impotenti nel promuovere libertà e democrazia: semplicemente questi obiettivi non sono (più) il core-business dei soci delle organizzazioni internazionali.
Per questo sono francamente ridicole le polemiche in cui si accusano USA e Israele di agire “per il proprio interesse nazionale”: e, di grazia, per cosa altro dovrebbero agire?!
La parte difficile viene quando si tratta di capire in che misura il perseguimento di un loro interesse comporta anche l’ottenimento di benefici assoluti. Cosa che per quanto mi riguarda costituisce l’unico metro per valutare le cose.
Ecco perché non mi importa un fico secco se gli interventi militari di questo complicato inizio di 2026 siano stati mossi (anche) da interessi nazionali americani e israeliani.
Quello che importa è capire se, così facendo, si realizzano anche interessi generali o perlomeno quelli che io considero tali: nella fattispecie, se si libera dalla tiranna un popolo di 92 milioni di abitanti e se si estirpa un cancro che da mezzo secolo è il principale fattore di instabilità e pericolo in una delle regioni più importati del mondo.
Se tutto questo accade o meno, e soprattutto a quali costi, deve essere verificato man mano che gli eventi si dispiegano, considerato anche che le informazioni - in casi come questi - sono quasi sempre scarse e manipolate.