Non ho difficoltà ad affermare che trovo nei social molta più educazione e voglia di approfondire correttamente i meccanismi della giurisdizione penale, rispetto a certi programmi mainstream ormai pervasi da pornografia informativa di bassa lega.
Da quando i social hanno dato a tutti un palco la gente si sente autorizzata a dire ogni scortesia. Hanno confuso la libertà di espressione con la libertà di aggressione.
Che canzone sentire per non farsi trapanare il cervello, che voce ascoltare, che silenzio indossare e in quale direzione muoversi per non farsi toccare
Impressiona la profondità e l'ampiezza dei loro sentimenti.
A chi mi dice che gli animali non hanno un'anima, siete voi quando dite questo a non averne.
#Garlasco
Artisti, opinionisti, professionisti.
Possiamo così, assai genericamente, identificare coloro che popolano il palcoscenico del processo mediatico.
Artisti e opinionisti sono, per definizione ,come i trapezisti senza rete. Divertono per i loro azzardi , anzi più azzardano e più divertono e quando cadono, pazienza!
I professionisti (che poi sono quelli che hanno un ruolo anche nei processi) potrebbero però fare un voto di compostezza. Aggredire il consulente avversario o il difensore di un 'altra parte non aiuta la gente a seguire con pacatezza tutto ciò che gira attorno a gravi drammi umani, da qualunque parte si guardi ad essi.
Iniziare da una ritrovata sobrietà aiuterebbe molto. Qualunque causa si voglia difendere.
@alemi1715@doomboy Mi suona molto illegale, onestamente. Io sto solo qui, ed essendo microblogging e non vetrina, evito pure di dirlo. Quindi tecnicamente non ne avrei perché non ho voglia di dire i fatti miei. Perché per un lavoro dovrei essere obbligata?
@Biasin_o@giroilsugodal93 La gente si fa troppi film, nel bene e nel male. E a volte mi chiedo dove viva, perché ora, non è che devi essere stato per forza interrogato da un PM, ma vedo che si ignorano proprio le normali (e richieste) condotte professionali.